martedì 13 novembre 2012

pc 13 novembre - salutiamo le manifestazioni di domani ma ribadiamo...

lo sciopero europeo è giusto e necessario, ma il patto europeo proposto dai sindacati è collaborazione di classe per aiutare il capitale a uscire dalla crisi

Proletari comunisti non aderisce nè sostiene lo sciopero europeo promosso dalla CES e ripreso in Italia dalla CGIL e  da altre forze politiche e sindacali opportuniste nel nostro paese- vedi cobas confederazione
Quello che serve è uno sciopero europeo costruito dal basso, fondato sul sindaclismo di base e di classe, che generalizzi le esperienze avanzate di lotta e di rivolta che si sono prodotte negli ultimi mesi in Europa,
rispetto a questo non ci sono ancora condizioni accettabil di coordinamento e organizzazione a livello europeo. Meno che mai in Italia, dove è dall'ormai lontano 27 gennaio che non c'è un tentativo di sciopero generale promosso dal basso.
La manifestazione di Roma del 27 ottobre, sia pure molto partecipata, non è certo uno sciopero e meno che mai una rivolta operaia e popolare di massa assolutamente necessaria e in sintonia con quanto avviene
in altri paesi.
Sono gli operai, lavoratori , precari e disoccupati che sono in lotta a macchia di leopardo nel paese, spesso fuori dal controllo delle organizzazioni sindacali collaborazioniste, che vanno uniti, provocando la necessaria unità dei diversi sindacati di base e organismi di lotta che hanno in questo lotte un ruolo di organizzazione di massa e di classe.
Questa strada non procede adeguatamente ma gli sforzi è  in questa direzione che vanno diretti

proletari comunisti - PCm Italia
9 novembre 2012

pc 13 novembre - BELLA CIAO. in spagnolo

BELLA CIAO. Letra de la canción en castellano.


Destacamento del Nuevo Ejercito del Pueblo (Filipinas)


Bella Ciao es el más conocido canto partisano comunista de Italia.

Esta mañana me he levantado.
O bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao, ciao.
Esta mañana me he levantado
y he descubierto al invasor.

¡Oh! Guerrillero, quiero ir contigo.
O bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao, ciao.
¡Oh! Guerrillero, quiero ir contigo
porque me siento aquí morir.

Y si yo caigo, en la guerrilla.
O bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao, ciao.
Y si yo caigo, en la guerrilla,
coge en tus manos mi fusil.
(v. original: tú me debes sepultar)

Cava una fosa en la montaña.
O bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao, ciao.
Cava una fosa en la montaña
bajo la sombra de una flor.

Así la gente cuando la vea.
O bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao, ciao.
Así la gente cuando la vea
se dirá ¡qué bella flor!

Será la flor, de un guerrillero,
O bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao, ciao.
Será la flor, de un guerrillero,
muerto por la libertad.

...Será la flor, de un guerrillero,
muerto por la libertad.
Muerto por la libertad.

pc 13 novembre - Video Appello per la Conferenza internazionale del 24 novembre ad Amburgo a sostegno della Guerra Popolare in India


pc 13 novembre - dal CAU - We have chosen: to fight! Sulla giornata del 12 novembre a Napoli

Dopo tanta fiction, finalmente una pagina di verità per il Ministro del Lavoro Fornero: niente più lacrime compassionevoli, ma una bella classica dose di repressione.

Alla Mostra d’Oltremare di Napoli in scena il vertice italo-tedesco: si parla di apprendistato come formula per uscire dalla crisi.
Nella città della disoccupazione e del lavoro nero, il corteo organizzato in fretta e furia per contestare il vertice, è determinato a far arrivare forte e chiara la propria voce.
fornero profumo napoliIl corteo parte alle ore 12.00 da P.zza San Vitale a Fuorigrotta: sfilano le scuole occupate in lotta contro gli accorpamenti, gli studenti universitari, i disoccupati, gli operatori sociali, i precari del progetto BROS. Al corteo arriva la notizia che il Ministro Cancellieri ha annullato la visita in Val di Susa per timore delle contestazioni promesse dal Movimento No Tav, vengono amplificati dal camioncino i messaggi che attraverso la rete arrivano dai lavoratori dell’Irisbus e degli operatori del Call Center di Roma Almaviva.

La Fornero intanto si misura con un nuovo genere: la fantascienza.
Dichiara che “Bisogna puntare sull'apprendistato, che vuol dire apprendere, perchè a volte quando si esce dalla scuola e si va in un'azienda, si può avere un momento di difficoltà se non si sono fatte esperienze”.
Al corteo è chiaro che si tratta di ennesimo fumo negli occhi: l’apprendistato non ha nulla a che fare con giovani inesperti che si avvicinano al mondo del lavoro per “apprendere”. L’apprendistato che vogliono i Ministri è quello che serve alle aziende per tenere anni i lavoratori a condizioni contrattuali peggiori con la promessa-minaccia di una stabilizzazione che (forse) non arriverà mai. Intanto tutti a capo chino…
Chi è fuori in strada lo sa: dopo poche centinaia di metri di corteo, arrivando il più vicino possibile al luogo in cui si svolgeva il super-blindato vertice, gli studenti iniziano a piangere per i tantissimi lacrimogeni sparati, anche dai tetti: uno studente è colpito in faccia da un lacrimogeno sparato ad altezza d'uomo. Quello che è certo è che il corteo, ricompattato dopo le prime cariche, è “costretto” a dirigersi verso la Questura: sono stati cinque i fermi, pestati per bene dagli agenti della DIGOS (giusto per fargli "perdere" il vizio di protestare...), tutti rilasciati nel pomeriggio, due denunciati a piede libero.

Nel frattempo, giusto per non farci mancare nulla, anche un altro tabu veniva sfatato: gli studenti messi in fuga dalla carica della polizia e dai lacrimogini, si sono recati presso la facoltà di ingengneria... La polizia di tutta risposta ha lanciato larimogeni nel cortile dell'università e gli agenti della DIGOS, insieme a quelli in antisommossa, sono entrati in facoltà per provare a portare via qualche manifestante.

Per loro, i giovani devono bersi le favolette made in Bocconi, l’unità nazionale, il paese stretto intorno ad un progetto comune, l’uscita dalla crisi, i sacrifici per tutti.

Per noi l'unica certezza è quello che vogliamo: che a pagare non siano i lavoratori, gli studenti, i disoccupati, gli immigrati.
Non saranno certo nemmeno queste cariche a farci cambiare idea e l'ammutinamento dalla "stessa barca" è sempre l'unica soluzione.
Che i sacrifici li facciano i padroni!

Ci vediamo nei prossimi giorni... stay tuned (anche su facebook)
martedì 13 - ore 15:30 - Facoltà di ingegneria
Assemblea pubblica e conferenza stampa (per decidere il proseguo della mobilitazione)

mercoledì 14 - ore  9:30 - Piazza del Gesù
CORTEO

pc 13 novembre - sbirri assassini - Rom ucciso a Napoli. "Era disarmato": sei poliziotti indagati



I media avevano parlato di “conflitto a fuoco davanti a un posto di blocco”, ma a sparare sarebbero state solo le forze dell’ordine.

Giornali e tv avevano parlato di “conflitto a fuoco davanti a un posto di blocco”. Così il rom 21enne Andrea Adzovic avrebbe trovato la morte per mano della polizia dopo aver compiuto una rapina in una tabaccheria di Santa Maria Capua Venere, nel napoletano. Adesso però, la procura di Napoli ha iscritto nel registro degli indagato sei poliziotti, con l’accusa di omicidio volontario, anche se il tutto potrebbe essere presto derubricato in eccesso colposo nell’uso legittimo delle armi ed, eventualmente, in falso in atto pubblico per la manomissione dei verbali sull’episodio. Dai primi accertamenti, infatti, sarebbe emerso che i rapinatori non avessero con sé alcun tipo di arma.
I fatti risalgono a giovedì scorso, quando alle 5 del mattino una Opel Kadett grigia con a bordo quattro persone non si sarebbe fermata a un posto di blocco, con le forze dell’ordine che successivamente avrebbero aperto il fuoco e ucciso Adzovic. Nei verbali, però, si è parlato di “sparatoria”, con tanto di tentativo di speronamento della macchina della polizia. Tre agenti, infine, avrebbero riportato lesioni di lieve entità.
I sei uomini in divisa in servizio al posto di blocco del 10 chilometro dell’Asse Mediano hanno ricevuto l’avviso di garanzia alla vigilia dell’autopsia sul corpo del ragazzo, in modo da poter nominare per tempo dei periti di parte che partecipino all’esame. Gli inquirenti puntano a capire con precisione chi è stato a sparare, visto che gli agenti hanno parlato di “diversi colpi di arma da fuoco”. Nel registro degli indagati sono stati iscritti anche gli altri tre passeggeri della Opel Kadett.
Ultima modifica Ma

lunedì 12 novembre 2012

pc 13 novembre - Obama: "Contrasteremo la Palestina"

Dopo le dichiarazioni del primo ministro israeliano, Netanyahu, che ha definito i rapporti che legano il suo paese agli Usa “solidi quanto una roccia” che coprono da sempre l'occupazione nazisionista israeliana delle terre del popolo palestinese  (in questi giorni è in corso una escalation militare israeliana con i bombardamenti che hanno causato ancora morti a Gaza), oggi Obama ha dichiarato che gli Usa contrasteranno la richiesta di Abu Mazen all'assemblea generale Onu che la Palestina venga ammessa come membro osservatore

pc 12 novembre - il ministro degli interni rinuncia alla visita E i No Tav “occupano” il Comune




La bandiera No Tav davanti al municipio di Chiomonte
Annullato l’incontro del ministro con il sindaco Pinard. Gli attivisti NOTAV issano una bandiera sul municipio

I carabinieri che presidiano il Comune di Chiomonte hanno identificato tutti gli attivisti No Tav che sono riusciti a entrare nel palazzo civico stamane, nell’attesa della visita del ministro dell’Interno, poi rinviata per il sovrapporsi di impegni istituzionali. La bandiera No Tav, issata a sorpresa, è stata tolta dai militari dal pennone dove sventola il tricolore e, sempre i carabinieri, hanno impedito che un gruppo di No Tav (non più di una cinquantina) mettessero il simbolo del “no” alla nuova linea Torino-Lione sul monumento dei Caduti. Gli attivisti, attorno alle 13, se sono andati.

Un altro gruppetto ha invece raggiunto le recinzioni, attraverso la strada di Giaglione, pure loro in attesa del ministro. Gli operai all’interno del cantiere hanno continuato a lavorare senza intoppi. C’è infine stata la tradizionale “battitura” delle reti.

...

pc 12 novembre - Napoli forti proteste contro la Fornero- cariche e scontri

Scontri a Fuorigrotta per la Fornero
feriti un carabiniere e alcuni agenti

Tremila in corteo  contro i ministri, a Napoli per la prersentazione di un progetto sull'apprendistato con la collega del Lavoro tedesca Ursula von Der Leyden. Circa tremila tra studenti e disoccupati organizzati di varie sigle sono state disperse non senza difficoltà e cariche da polizia e carabinieri. De magistris: non sarò a questo vertice, Napoli è stata lasciata sola

Scontri a Fuorigrotta tra polizia e studenti Scontri a Fuorigrotta tra dimostranti e forze dell'ordine (foto riccardo siano)
 



Un ufficiale dei carabinieri ferito a un piede e alcuni poliziotti che sono dovuti ricorrere alle cure dei sanitari. Si parla di feriti anche tra i dimostranti e di due fermi. è questo il bilancio degli scontri tra polizia e studenti in piazzale Tecchio. I partecipanti a un corteo anti-Fornero e le forze dell'ordine si sono scontrati in viale Augusto, a pochi passi dalla Mostra d'Oltremare. Molti partecipanti al corteo si sono rifugiati nella sede della facoltà di Ingegneria.
Scontri a Fuorigrotta/2
Scontri a Fuorigrotta tra manifestanti e forze dell'ordine (foto riccardo siano)L'ARTICOLO

Circa tremila persone tra studenti e disoccupati organizzati di varie sigle sono state disperse non senza difficoltà e cariche da parte di polizia e carabinieri nelle strade di Fuorigrotta. Durante gli scontri sono state esplose numerose bombe-carta e lanciati fumogeni. Sono state distrutte anche alcune auto parcheggiate in zona e danneggiate alcune vetrine commerciali.Il corteo era partito alle 11.30 da piazza San Vitale. "Fornero a lavorare comincia tu". "Con Profumo la scuola va in fumo". Poi, un lancio di petardi e fumogeni e pannelli anti-sfondamento in testa al  corteo.
Centinaia di studenti, precari e disoccupati sfilano con cori, slogan, striscioni, bandiere e anche aste senza bandiere. 
Il clima è teso. "Jatevenne", gridano i manifestanti. "No ai signori della precarietà",  "Reddito garantito per tutti". Il corteo  percorreva al momento degli scontri viale Augusto in direzione Mostra d'Oltremare, dove è atteso il ministro del lavoro.  La Fornero - che in un incontro stamani in un istituto cittadino ha detto: "Ho scelto Napoli per dare un segnale, un messaggio positivo a una città dove il problema del giovani è molto forte" - sarà alla Mostra d’Oltremare per presentare un progetto-apprendistato rivolto ai giovani dai 15 anni in su, come aveva già annunciato al convegno degli imprenditori di Capri.  Ma contestatori (“precari choosy, schizzinosi” si autodefiniscono) e universitari si stavano organizzando da giorni e stamattina alle 11 si erano appunti dati appuntamento a piazza San Vitale per le contestazioni. Perciò le misure di sicurezza delle forze dell'ordine a Fuorigrotta erano imponenti."Nella città simbolo della disoccupazione e del lavoro nero  - scrivono i promotori della manifestazione - porteranno ancora una volta la retorica del liberismo e della precarietà. Siamo stufi di accettare lavori di 89 ore al giorno per 600 euro al mese, di essere lasciati a casa senza un giorno di preavviso, di essere ricattati e costretti a lavori senza sicurezza, senza democrazia e dignità".Il progetto di apprendistato duale parte da Napoli, come si ricordava,  proprio per scelta del ministro Fornero. E' realizzato in collaborazione con il governo tedesco, e perciò è presente alla Mostra anche il ministro del Lavoro tedesco Ursula von Der Leyden. I due paesi dovrebbero avviare un sistema di scambio tra i giovani e le imprese.  Ma il sindaco de Magistris, dopo gli scontri, prende le distanze: "Ho deciso di non essere al vertice perché sul tema del lavoro, a Napoli, non è stato compiuto nulla da parte di chi ha responsabilità di governo. Anzi la città, anche recentemente, è stata lasciata sola". 
(12 novembre 2012) © Riproduzione riservata



NAPOLI - Gli universitari napoletani della rete Studenti precari e precarie «assediano» il ministro Elsa Fornero, oggi in città per un convegno con la collega tedesca Ursula von der Lyden e il ministro Francesco Profumo. Nel corso del corteo in svolgimento a Piazzale Tecchio, quartiere Fuorigrotta, i manifestanti hanno forzato l'alt di polizia e carabinieri e lanciato pietre, mazze e bottiglie verso le forze dell'ordine. Militari e agenti hanno risposto con lacrimogeni e con una carica.Decine di studenti - si legge su Twitter - si sono rintanati nella facoltà di Ingegneria situata a piazzale Tecchio, dopo il fuggi fuggi generato dalla carica e dai lacrimogeni.


La guerriglia urbana si è scatenata con esplosioni di petardi e lanci di sassi da parte dei dimostranti a cui è seguita la risposta delle forze dell'ordine con i lacrimogeni. Polizia e carabinieri hanno poi sospinto gli studenti verso piazza San Vitale, luogo da cui è partito il corteo.




Gli studenti occupano l'Università Orientale

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Gli studenti dell'Università «Orientale» di Napoli hanno occupato stamani la sede dell'ateneo in vista delle proteste che prenderanno il via in città contro la pecarietà nel lavoro e nella scuola.
A Napoli è previsto per oggi un vertice intergovernativo Italia-Germania, dedicato proprio ai temi dell'apprendistato e del lavoro precario a cui parteciperà una delegazione del governo tedesco e i ministri del Lavoro e dell'Istruzione Elsa Fornero e Francesco Profumo.

«Il ministro del Lavoro Elsa Fornero ha mai lavorato a orario pieno per 600 euro al mese?»: è la domanda che studenti e precari della scuola rivolgono al ministro Elsa Fornero da piazza San Vitale, nel quartiere Fuorigrotta di Napoli, da dove partirà, tra poco più di un'ora, il corteo di studenti, disoccupati e lavoratori in lotta sui temi del precariato e dell'apprendistato.

Su questi due temi oggi è in programma in città un vertice intergovernativo Italia-Germania al quale prenderà parte una delegazione del governo tedesco e i ministri Fornero e Francesco Profumo. «Senza forme di reddito di cittadinanza - dicono ancora i »Choosy« - come si contrastano questi ricatti? Se serve solo alle banche, allora vada a fare il ministro in Svizzera».

Fornero, non temere: non saremo “choosy” nell'accoglierti, ti aspettiamo!” scrive il Collettivo Autorganizzato Universitario.





ore 14.40:
diversi manifestanti, tra cui molti studenti, si erano barricati dentro il Politecnico in piazza Tecchio. La polizia li ha bloccati e ha ripetutamente tentato di pentrare nell'edificio. Alcune testimonianze riferiscono di uno studente delle scuole medie superiori ferito al volto da un lacrimogeno e di una studentessa ferita alla testa da una manganellata. Dopo un lungo tira e molla gli studenti sono stati fatti uscire dall'edificio di Ingegneria. Secondo Il Mattino ci sarebbero due fermati.
Il corteo sta rientrando verso il centro di Napoli passando per il tunnel di Mergellina. "Ho scelto Napoli per dare un segnale, un messaggio positivo in una città dove il problema dei giovani è molto forte", ha detto il ministro del Lavoro Elsa Fornero (sic!). Guarda il video su quanto accaduto oggi a Napoli:
http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=25RWDpBmJDI


ore 13.55:
piovono i lacrimogeni sul corteo. La zona di Fuorigrotta è invasa dal fumo. Una parte del corteo si è attestato su viale Augusto e cerca di tenere la piazza.

ore 13.40:
sono iniziati gli scontri a ridosso a dell'entrata della mostra d'Oltremare dove è previsto il vertice tra la Fornero e la delegazione del governo tedesco. I manifestanti hanno cominciato a fare pressione. La polizia sta caricando il corteo contro la Fornero e il corteo è arretrato e dopo pochi minuti si è ricompattato.

ore 13.30:
il corteo è arrivato in piazzale Tecchio. Accolta con un boato la notizia che il ministro degli interni Cancellieri aveva rinunciato ad andare in Val di Susa dove la attendevano la popolazione e gli attivisti del No Tav.

Ore 13.00:
partito adesso il corteo da piazza San Vitale contro il vertice con la Fornero e il governo tedesco alla Mostra d'Oltremare. "Invece di piangere perché la Fornero non chiede al suo governo di eliminare la spesa per gli F35" mandano a dire i lavoratori dell'Irisbus alla Fornero. In Piazza ci sono moltissimi studenti delle scuole medie.



Ore 12.15:
collettivi studenteschi, centri sociali, precari e disoccupati del coordinamento Bros, sindacati di base si sono dati concentrati in piazza San Vitale, a poca distanza dalla mostra d'Oltremare, luogo del vertice, per dar vita ad una manifestazione di protesta con relativo corteo. Nella zona sono schierati moltissimi poliziotti. Il traffico, già critico a causa delle pesanti misure di sicurezza che hanno portato anche al divieto di sosta in molte zone, è quasi del tutto paralizzato in viale Augusto dove una delle due carreggiate è occupata dai manifestanti. Sono stati esplosi due petardi e sono numerosi i cori contro il governo. Tanti anche gli striscioni, su uno dei quali si legge "Con Profumo la scuola va in fumo".

Ore 11.30:
il corteo partito dall'università è arrivato davanti al Politecnico di Fuorigrotta che si trova praticamente davanti alla Fiera d'Oltremare dove si svolge il vertice tra la Fornero, Profumo e la delegazione del governo tedesco. Anche gli studenti del Giordani occupato sono scesi in strada per contestare la Fornero.



Ore 10.30
:
LA DIRETTA. A Napoli volano lacrimogeni, scontri davanti alla sede del vertice con la Fornero. Video. Il ministro Cancellieri ha rinunciato ad andare in Val di Susa.   A Napoli gli studenti dell'Universita' ''Orientale'' questa mattina hanno occupato la sede dell'ateneo nel quadro delle proteste che prenderanno il via nella tarda mattinata contro la precarieta' nel lavoro e nella scuola. A Napoli e' previsto per oggi intorno alle 12.00 alla Fiera d'Oltremare un vertice intergovernativo Italia-Germania, dedicato ai temi dell'apprendistato e del lavoro precario a cui partecipera' una delegazione del governo tedesco e i ministri del Lavoro e dell'Istruzione Elsa Fornero e Francesco Profumo.


Oggi arriva in Val di Susa il ministro degli interni Cancellieri. Sempre oggi il ministro del Lavoro Elsa Fornero, il suo omonimo tedesco Von der Leyen e il ministro dell'Istruzione Profumo sono alla Fiera d'Oltremare a Napoli, per un vertice sulle politiche per l'inserimento nel mondo del lavoro dei giovani.
Il curriculum dei tre ministri parla chiaro:
baroni universitari e rappresentanti istituzionali dei grandi capitali internazionali, alti funzionari dello Stato, integerrimi sostenitori dell'austerity e dei sacrifici solo per studenti, lavoratori, disoccupati e della crescita dei profitti per i prenditori e delle rendite per i mercati finanziari.
“I ministri che da oltre un anno lavorano contro di noi
devono sentire la rabbia e il fiato sul collo di un'opposizione sociale e politica che cresce e si organizza.
.


Ultima modifica Lunedì 12 Novembre 2012 15:25
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pc 12 novembre - 4 morti sul lavoro, domenica tragica... padroni assassini


Domenica tragica

Incidenti sul lavoro, quattro morti in poche ore

Un vigile del fuoco precipita da una scala a Trapani. Il titolare di un’officina a Nichelino (Torino) travolto da un camion. All'aeroporto di Fiumicino un addetto schiacciato dal carrello per i bagagli. Un netturbino di Teramo incastrato nel macchinario
di rassegna.it
Incidenti sul lavoro, quattro morti in poche ore
Nemmeno la domenica frena la tragica media degli incidenti mortali sul lavoro. A Trapani un vigile del fuoco è precipitato da una scala mentre metteva cercava di mettere in sicurezza un albero. A Nichelino, nel torinese, il titolare di un’officina meccanica è stato travolto dal rullo di un camion.
Sempre domenica 11 novembre, un lavoratore della Aviapartner addetto alla movimentazione dei bagagli ha perso la vita su una pista dell’aeroporto di Fiumicino a Roma. L’uomo è rimasto schiacciato tra il carrello elevatore e il portellone posteriore dell'aeromobile. 

L’ultima vittima in ordine di tempo nel teramano, a Sant'Egidio alla Vibrata. Adamo Roncacè, 52 anni, operatore ecologico della Poliservice, è rimasto incastrato intorno alle 6 di questa mattina nel braccio idraulico di un autocompattatore. Ne dà notizia RadioArticolo1.

pc 12 novembre - Il governo Monti fa sul serio: tagli nella Pubblica Amministrazione centrale e locale


Monti e i suoi ministri si incaricano ogni giorno di far capire a chi ancora non volesse rendersi conto, che fanno sul serio: il livello di attacco alle condizioni generali dei lavoratori in questo paese è sempre più pesante e somiglia agli altri paesi europei: “Grecia, Portogallo, Spagna: nella Ue è l’ora della dieta” dice il Sole 24 ore di oggi.

Mercoledì 14 alle ore 12 il ministro Patroni Griffi ha convocato i sindacati per comunicare loro i tagli.

“Individuato il primo gruppo di esuberi nella Pubblica amministrazione centrale (sono 6mila, ma manca ancora qualche ministero), le norme taglia-posti nel pubblico impiego bussano già alle porte degli enti locali.
“Il riordino delle Province, con gli accorpamenti degli enti più piccoli, potrebbe far emergere 12mila dipendenti di troppo, e dal 1° gennaio prossimo entreranno in gioco anche i Comuni e le loro società. Per i primi, gli strumenti pensati per la Pa centrale (pre-pensionamenti, part time e scivolo biennale all'80% dello stipendio base) andranno applicati negli enti che superano di molto la media nazionale nel rapporto fra personale e dipendenti; per le seconde il pericolo arriva dall'obbligo di liquidazione delle società strumentali entro l'anno.
“Intanto, è in arrivo la proroga del blocco a stipendi e contratti che finora è costata in media 1.600 euro all'anno a ogni statale. Sacrifici che i dipendenti pubblici italiano stanno condividendo con moltissimi altri loro colleghi europei, specie (ma non solo) nei paesi più colpiti dalla crisi del debito. Sul Sole 24 Ore di oggi tutte le misure della stretta sugli statali.”

pc 12 novembre - Sindacati e Padroni continuano a "trattare" sulla Produttività, ovvero come fare più profitti togliendo tutti i diritti agli operai... e Monti aspetta la firma!


Continuano quasi quotidianamente sia in maniera aperta che sotterranea gli incontri tra padroni, governo e sindacati, su quella che il sole 24 ore chiama “trattativa tra le parti sociali sulla produttività”.
Abbiamo già detto: ma quale trattativa? In una trattativa le parti si accordano per ottenere dei vantaggi reciproci. E quali vantaggi ne trarrebbero gli operai e i lavoratori italiani in questa trattativa? Nessuno. Anzi. Solo svantaggi. Ma usare la parola trattativa serve a confondere le idee dei lavoratori... e da oggi si ricomincia.

Riepiloghiamo le “posizioni” delle “parti” prima della firma finale con le parole dei protagonisti riportate dai quotidiani di questi giorni mentre Monti si aspetta la firma: “Nei prossimi giorni ci sarà un risultato, spero unitario e importante, del negoziato tra le parti sociali per accrescere la produttività” e a lui si aggiunge il ministro dello Sviluppo Passera che spera in una “soluzione condivisa, di altro livello, che porterebbe molta credibilità al Paese”. La “credibilità” di cui parla il ministro e viene ripetuta fino allo sfinimento da tutti quelli che sostengono questo governo, è quella dei “mercati” e cioè dei capitalisti industriali e finanziari nazionali e internazionali che potrebbero investire i soldi in maniera più sicura e in maniera più sicura fare più profitti.

- La Cgil della Camusso dice ancora: «Non bisogna mai interrompere la ricerca di soluzioni, ma siamo molto lontani da un'intesa». (Quanto lontano lo dicono più sotto Bonanni e Angeletti.) E avverte: «Un accordo separato sulla produttività non conviene a nessuno, neanche alle imprese». La Camusso non riesce proprio a non vedere l’interesse delle imprese! E se ne deve occupare, magari un po' seccata, lei!
Nel merito, secondo la leader della Cgil, il testo delle imprese «accoglie un principio chiesto dal governo, l'idea di riduzione dei salari contrattuali nazionali, attraverso lo schema per cui una parte va al secondo livello, facendo finta che tutto il Paese abbia i due livelli di contrattazione». Uno o due livelli la Camusso fa finta di non ricordare a cosa ha portato la cancellazione di fatto della contrattazione nazionale, di primo livello, (da anni tutti i contratti non fanno che peggiorare le condizioni dei lavoratori, sia dal punto di vista lavorativo che salariale, e lo si vede anche in quelli che vengono firmati in questi giorni). E aggiunge sfacciatamente: «non possiamo ridurre la funzione di tutela del contratto nazionale» ci si aspetterebbe allora la disdetta dell’accordo del 28 giugno che abolisce di fatto il contratto nazionale. E invece no.

- La Cisl di Bonanni è furiosa contro la Camusso: «la Cgil racconta bufale, fa una cortina fumogena per coprire altre motivazioni». Quali sono queste altre motivazioni? Da buon “uomo di panza” non lo dice.
Bonanni sottolinea come sulla produttività «le imprese hanno adottato un documento che il 17 ottobre era stato concordato da Cgil, Cisl, Uil e Confindustria», quindi «sarebbe clamoroso se qualcuno volesse tirarsi indietro». Addirittura “sarebbe clamoroso”!
Il numero uno della Cisl contesta l'interpretazione della Cgil, secondo cui l'accordo riduce i salari perché «la dinamica delle retribuzioni continua ad essere regolata con i principi vigenti, cioè dall'indice Ipca» [Indice dei Prezzi al Consumo Armonizzato per i paesi dell’Unione] che già dal nome si capisce che è una fregatura e in realtà non permette di recuperare proprio un bel niente. In più nel documento «si esplicita che i contratti in discussione vanno conclusi entro le scadenze, la gran parte a fine anno». Bonanni annuncia che il riferimento al superamento degli automatismi contenuto nella prima versione del testo «non c'è più» nella versione finale, e conclude: «Non capisco per quale motivo si fanno discussioni su problemi che non ci sono». Bonanni i problemi dei lavoratori non li vede più da decenni!

- La Uil di Angeletti dice: "Leggete il testo - spiega Angeletti ai giornalisti a margine del quinto forum dei giovani imprenditori di Confcommercio a Venezia - si tratta di temi già visti 10,20 volte, è la stessa proposta che la Cgil aveva scritto a ottobre, nel merito non cambierà nulla, forse servirà solo a farsi dare dal Governo i soldi previsti per gli sgravi dei salari di produttività".
«Noi non lavoriamo per un accordo separato - afferma Paolo Pirani (Uil)- ci auguriamo che si possa ricompattare il fronte sindacale e imprenditoriale, visto che ci troviamo di fronte a un governo che sta facendo pochissimo per la crescita e sta causando problemi al Paese».

Quindi ancora una volta per chi fosse duro d'orecchi, la Uil vuole un fronte unito con i padroni “contro” il governo, perché addirittura «con l'accordo si rovescia lo schema iniziale del governo, secondo cui il problema della produttività è solo delle parti sociali. Noi ci assumiamo le nostre responsabilità, ma il governo deve fare altrettanto detassando in maniera strutturale il salario di produttività».

La fretta che hanno questi signori che parlano di responsabilità a nome degli operai riguarda la temuta “rappresaglia” minacciata dalla Fornero rispetto al miliardo e 600 milioni di euro che il governo si appresta a dare ai padroni, ma solo una volta “fatto il compito a casa” dell'accordo con i sindacati sulla produttività!

domenica 11 novembre 2012

pc 11 novembre - LICENZIAMENTI GOLDEN LADY: MA LE OO.SS. SONO SCEME O CI FANNO?

Prima Cgil, Cisl, Uilm hanno dato a padron Nerino Grassi mani e altre parti del corpo e ora si lamentano che la Golden Lady vuole tutto?
A luglio, ad accertamenti in corso da parte di tutti gli ispettorati del lavoro che constatavano finalmente che non di contratti truffa di associazione in partecipazione si trattava ma di rapporti di lavoro subordinati e che quindi la Golden Lady doveva regolarizzare le 1200 lavoratrici con tutti i diritti retributivi e normativi contrattuali, i sindacati confederali firmano un accordo vergognoso che concede un anno di tempo a Grassi rimandando a luglio 2013, neanche l'automatica regolarizzazione di tutte, ma la “verifica” caso per caso della trasformazione del contratto.
Ora che Nerino Grassi forte anche di questo regalo, va avanti e comincia a licenziare, in modo che a luglio 2013 saranno meno rapporti da regolarizzare, cgil, cisl e uil, gridano al “tradimento dell'accordo”...
Ma cosa si aspettavano? Dopo che l'accordo (in deroga alla stessa legge) ha dato un anno di tempo a Grassi per “riorganizzare la struttura del lavoro”. E lui, la sta riorganizzando eccome!
Chi oggi alza la voce contro questi primi licenziamenti è il massimo dell’ipocrita ed è fino in fondo complice dei licenziamenti!

Ma anche il Ministero del Lavoro (leggi Fornero), che parla di limitare fortemente i contratti di associazione in partecipazione, sta aiutando anch'esso alla grande la Golden Lady. Prima ha inviato gli ispettori, poi li ha bloccati, rinviando per tre volte la decisione se proseguire con i provvedimenti o meno, e ora silenzio- per non disturbare il manovratore (Grassi).
In realtà le verifiche ispettive hanno accertato che le prestazioni di lavoro delle lavoratrici dei negozi Golden Lady sono quasi più subordinate dei rapporti dipendenti:
le lavoratrici dovendo osservare rigorose e tassative disposizioni aziendali, pure sulle minime operazioni, tipo disporre i capi negli scaffali; sono soggette ad un controllo periodico pure sulla presenza e osservanza dell’orario di lavoro, ma anche ad un ulteriore controllo attraverso dei falsi “clienti” che in realtà hanno il compito di controllare la presenza delle lavoratrici, il loro comportamento con la clientela, come vendono, pure se sorridono ai clienti; sono obbligate a vestire una divisa stabilita dall’azienda; la prestazione lavorativa è inserita pienamente nel contesto dell’organizzazione aziendale, senza alcuna possibilità per le lavoratrici di ingerenza nella gestione dell’azienda; le lavoratrici devono osservare orari e turni di lavoro; in caso di assenza, anche per un breve periodo, le lavoratrici sono obbligate ad avvisare l’azienda e in caso di ricovero devono esibire il certificato dell’ospedale; la retribuzione corrisposta è in misura fissa e predeterminata e l’importo varia solo rispetto ai compiti delle lavoratrici e non agli utili aziendali; le lavoratrici formalmente ricevono il rendiconto dell’esercizio annuale previsto dai contratti di associazione in partecipazione ma non hanno possibilità di controllare le varie voci; le lavoratrici non hanno affatto accettato loro il contratto di associazione in partecipazione, ma è stato imposto dall’azienda come unica possibilità.

pc 11 novembre - Anche in Serbia gli operai denunciano il fascismo padronale di Marchionne

Serbia, Si lavora 12 ore al giorno, basta"

aumenti salariali non possono essere in cambio di superfruttamento!
La vertenza però rischia di infiammarsi sullo scoglio principale, quello sui turni di lavoro. Al momento dell'avvio della produzione, era stato concordato che la fase "sperimentale" sarebbe stata sottoposta a verifica sei mesi dopo: quella fase prevedeva l'introduzione di due turni lavorativi di 10 ore al giorno per quattro giorni settimanali, anziché le 8 ore quotidiane su 5 giorni.

Tale sistema di produzione, a un mese dalla scadenza dei sei mesi, è considerato "insostenibile" dai lavoratori perché le 10 ore quotidiane sono molto spesso diventate 12 a causa degli straordinari richiesti dal processo produttivo, mentre per le stesse ragioni - legate a esigenze di mercato - gli operai sono stati chiamati in fabbrica anche per il quinto giorno, seppure con orari ridotti. Quanto basta per far dire ai sindacati che una simile organizzazione del lavoro non è più accettabile e che bisogna tornare alle 8 ore su 5 giorni.

La prima risposta dell'azienda, per ora, è stata negativa. Secondo fonti aziendali citate dai media servi, il mercato sta infatti apprezzando la nuova 500 L - si parla di 10mila ordini da Francia, Italia, Germania ed altri paesi - e Fiat ha l'esigenza di tenere alti i ritmi produttivi, tanto che per Kragujevac avrebbe in programma l'assunzione di altri 150 addetti, destinati principalmente al montaggio. E l'attuale sistema è considerato dal Lingotto la "chiave per la produttività".

Sui turni "sperimentali", dunque, rischiano di rovinarsi le relazioni aziendali e il sindacato ha già preannunciato che in caso di rottura potrebbero esserci iniziative di protesta. I vertici di Fas (Fiat automobile Srbija), joint venture tra il Lingotto (67%) e il governo serbo (33%), anche per questo hanno aperto senza grandi remore alle richieste di aumento salariale. Del resto, le retribuzioni per gli operai di Kraguievac sono tra le più basse del gruppo: le buste paga erogate finora oscillavano tra i 32 mila e i 34 mila dinari (285-300 euro) al mese, inferiori - per il sindacato - di cinque volte rispetto a quelle dei colleghi italiani e di tre volte a confronto con quelle degli operai Fiat in Polonia.
(10 novembre 2012) © Riproduzione riservata


pc 11 novembre - a Napoli aspettano la Fornero


pc 11 novembre - intervento alla manifestazione operai Ilva a Taranto

Contenuti dell'intervento della compagna Margherita Calderazzi coordinatrice provinciale dello Slai cobas per il sindacato di classe Taranto alla manifestazione di sabato 10 ottobre.

Voi operai del Mof dovete essere orgogliosi della lotta che state facendo, siete di esempio a tutti gli altri operai e avete portato in Ilva un fatto nuovo e di rottura sia dopo anni di silenzio degli operai sia verso la subordinazione della lotta dei lavoratori alle logiche aziendaliste. Voi state affermando che è invece possibile alzare la testa con dignità e dire Basta, per Claudio, per la propria sicurezza di tutti gli operai, per i diritti. 

La morte di Claudio è piena responsabilità dell'azienda, dei capi. Riva è assassino! E nella stessa maniera dobbiamo chiamare i sindacati confederali firmatari contro la volontà degli operai Mof di un accordo che ha lasciato solo Claudio. Respingiamo ogni odioso tentativo di scaricare sugli operai gli assassini all'Ilva.
La morte in fabbrica dimostra che gli operai sono prime vittime di padron Riva e dei profitti del capitale; morte che uccide gli operai anche fuori dal lavoro, e invade la città con l'inquinamento.
Ma la lotta degli operai del Mof autorganizzata e ad oltranza dimostra che sono e possono essere i lavoratori in fabbrica la prima linea contro padron Riva e sindacalismo confederale complice; e il punto di riferimento della lotta di tutta la città per una fabbrica a norma e una città risanata... Occorre costruire l'unità tra operai e popolazione per la salute e il lavoro, e questa manifestazione vuole essere un'iniziale esempio.

Padron Riva non vuole mettere i soldi nè applicare realmente nè le prescrizioni della magistratura nè la stessa Aia, vuol continuare la produzione non per risanare la fabbrica ma per continuare a fare profitti e a produrre attacchi alla salute e sicurezza. Il Min. Clini oggi invece di perseguire Riva vuole far ricorso contro la Magistratura. Ora l'Ilva mette 2000 operai in cassintegrazione, per stroncare e isolare la lotta degli operai del Mof, impedire che negli altri reparti si segua il loro esempio e per rilanciare il ricatto occupazionale come arma per contrastare il risanamento della fabbrica. Chi firmerà questa cassintegrazione è d'accordo con padron Riva e il governo Monti-Clini.

La lotta degli operai del Mof, organizzata dal Usb, con lo sciopero ad oltranza e il presidio, e sostenuta dagli operai dello Slai cobas Ilva e da altri operai iscritti pure ai sindacati confederali, è una lotta per affermare il
diritto di sciopero come proprietà dei lavoratori e non dei sindacati confederali e la libertà di organizzarsi nei sindacati di base e di classe, all'Ilva come in tutti i posti di lavoro, in piena libertà contro pressioni, ricatti, terrorismo psicologico, persecuzioni.

La manifestazione di oggi è importante perchè aiuta a rendere nazionale la lotta degli operai del Mof e la battaglia in corso all'Ilva. Il coraggioso sciopero ad oltranza degli operai Mof deve servire ad esempio per estendere la vertenza per la sicurezza in tutti i reparti dell'Ilva, e a costruire le condizioni per un vero sciopero generale in tutta l'Ilva, autorganizzato da tutti con la partecipazione di tutti, per fermare la produzione nello stabilimento e imporre le richieste operaie su sicurezza, messa a norma.
Sosteniamo la raccolta firme per la caduta delle attuali Rsu e per nuove elezioni che ridiano nelle mani degli operai le Rsu, raccolta già avviata nei mesi scorsi dallo Slai cobas Ilva.
Respingiamo ogni provvedimento disciplinare contro gli operai in sciopero in tutti i reparti
Sosteniamo la cassa di resistenza a favore della lotta degli operai del Mof.

Sono arrivati da altre città vari messaggi di solidarietà, dagli ex operai della Thyssenkrupp di Torino agli operai dello slai cobas Dalmine di Bergamo, dall'USI e Comitato 5 aprile di Roma, da altre realtà dello slai cobas per il sindacato di classe, Palermo operai Fincantieri, Milano Ist. Tumori che a settembre ha fatto il presidio sotto la sede legale dell'Ilva, Marghera-Venezia, Ravenna. In questa occasione non sono potutit venire ma saranno a Taranto per il Convegno della Rete nazionale per la sicurezza sui posti di lavoro che si terrà il 7 dicembre, e a cui invitiamo fin da ora gli operai del Mof e l'Usb; la Rete unisce la battaglia all'Ilva a quella della ThyssenKrupp, Eternit (amianto), alle stragi operaie dell'Eureco, di Molfetta, di Marghera, ecc.,
per costruire la mobilitazione per la condanna dei padroni assassini, il sostegno ai familiari degli operai morti, per più potere agli RLS, nuove misure legislative per tutelare la vita e la salute in fabbrica e sul territorio;
per il primato della vita sul profitto dei padroni.

pc 11 novembre - un migliaio in piazza a taranto a fianco degli operai del MOF _ILVA



cronache stralcio dalla diretta di Contropiano
A Taranto un migliaio di operai e cittadini hanno partecipato alla manifestazione nazionale a sostegno degli operai dell’Ilva e della popolazione della città. Rabbia contro padron Riva e il governo ma anche contro Cgil, Cisl e Uil.





18.40 - ''Dopo la morte di Claudio non esiste che tutto resti come prima. Ci hanno definito eroi, ma anche sciacalli. Claudio e' morto anche per la nostra indifferenza e la mancanza di voglia di lottare''. Sono le parole pronunciate da Eligio, un collega di lavoro di Claudio Marsella morto in un incidente al reparto Mof dell'Ilva il 30 ottobre scorso. Eligio ha parlato in piazza a Taranto al termine della manifestazione organizzata dai lavoratori del Mof con l'adesione dell'Unione sindacale di Base. ''E' assurdo - ha proseguito Eligio - che dopo 12 giorni di sciopero l'azienda ancora non ci parli. Noi vogliamo soluzioni, un modo diverso di lavorare li' dentro''. L'operaio ha ricordato che, alla notizia della morte di Claudio, l'intero reparto Movimento Ferroviario dell'Ilva si e' recato in ospedale per esprimere solidarieta' ai parenti. ''So che la citta' - ha detto ancora Eligio - ha cominciato a stare con i lavoratori. Ieri sono venuti da noi, dinanzi alla portineria dello stabilimento, i bambini del quartiere Tamburi. Un nostro collega ha preso suo figlio in braccio e l'ha portato vicino alla foto di Claudio, spiegandogli perche' era li'. Claudio sara' sempre un operaio del Mof che lavora con noi''. (Ansa)

17.35 - "Il lavoro al Movimento ferroviario oggi non è sicuro - dicono i lavoratori - e per questo chiediamo all'Ilva una svolta rispetto all'accordo del 2010. Quell'accordo, che introduce l'operatore unico sui carri ferroviari, è stato firmato da Fim, Fiom e Uilm ed è stato fatto passare dietro la corresponsione dell'una tantum di 450 euro. Noi chiediamo che ci siano due addetti per convoglio ferroviario se provvisto di radiocomando, altrimenti chiediamo che ci siano tre operatori. Sin quando l'Ilva non ci dirà che accetta le nostre proposte, andremo avanti con lo sciopero". Chiarita poi la mancata partecipazione all'assemblea di Fim, Fiom e Uilm di qualche giorno fa: "I sindacati metalmeccanici si sono ricordati di noi dopo una settimana che protestavamo. Loro dovevano parlarci, loro venire da noi, non certo il contrario". Il Movimento ferroviario opera a valle dell'area a freddo dell'Ilva (treni nastri, lamiere) e si occupa della movimentazione dei coils e delle lamiere. Nei giorni scorsi i treni nastri, proprio per lo sciopero al Mof, sono stati fermati, poi sono ripartiti anche perchè, hanno dichiarato i lavoratori, "l'Ilva sta compensando il mancato utilizzo del trasporto ferroviario con un maggior uso del trasporto su gomma. Sono infatti notevolmente aumentati i camion addetti al movimento interno". Ed esiste un Movimento ferroviario anche nell'area a caldo dell'Ilva, dove ci sono altoforni e acciaierie, i cui addetti non stanno però scioperando. Si tratta di un servizio che da tempo funziona con un operatore per convoglio, "ma è un'attività completamente diversa da quella che facciamo noi - puntualizzano i lavoratori in sciopero- più automatizzata e gestita direttamente dai reparti". (AGI)

17.30 - La manifestazione - alla quale, è da segnalare, non ha partecipato nessun esponente politico di rilievo nè nazionale nè regionale - si è conclusa con l'intervento di Dario Marsella, fratello dell'ultima vittima dell'Ilva.

17.20
 - In Piazza della Vittoria si susseguono gli interventi al termine della manifestazione di oggi. Uno degli interventi più apprezzati è stato quello di Eligio, un giovane operaio del Mof che ha spiegato come è nata la ribellione operaia che sta portando allo sciopero indetto dal 30 ottobre e che durerà almeno fino a domattina alle 7. Poi ancora è intervenuto Paolo di Vetta, dei Blocchi Precari Metropolitani, che ha invitato a "riprendersi le città". E poi ancora Francesco Rizzo coordinatore dell'Usb all'Ilva: "Sono 12 anni che faccio il sindacalista, e negli ultimi tempi pensavo non valesse la pena di continuare - ha detto Rizzo, recentemente passato dalla Fiom-Cgil al sindacato di base - ma poi ho ritrovato la motivazione ed ho imparato più cose sul conflitto in questi ultimi 12 giorni di sciopero che nei 12 anni precedenti". Il comizio si è concluso tra le note di 'Vieni a ballare in Puglia' di Caparezza, canzone che denuncia la pericolosità delle emissioni dell'Ilva e che scatenò la rabbia e i tentativi di boicottaggio da parte di alcuni ambienti di potere nella Regione.

17.10 - Mentra a Taranto circa un migliao di persone stanno ancora sfilando in corteo per la salute e il lavoro, il Ministro dell'Ambiente (!) Clini continua a sostenere padron Riva. "Se l'Ilva non ha la disponibilità degli impianti non può procedere all'attuazione degli interventi prescritti dall'Aia" ha detto Corrado Clini rispondendo a una domanda dell'AGI a proposito dell'annuncio dell'azienda siderurgica di presentare all'autorità giudiziaria istanza sul dissequestro degli impianti di Taranto.

17.00 -
La testa del corteo è arrivata alla fine del percorso, ed entrando in Piazza i manifestanti hanno osservato un minuto di silenzio per ricordare l'ultima vittima dell'Ilva, il giovane Claudio Marsella, ma anche ognuno dei 42 operai morti all'Ilva negli ultimi anni e dei 174 cittadini deceduti a causa delle emissioni tossiche prodotte dal mega impianto. Poi sono iniziati gli interventi finali. Il primo di Pierpaolo Leonardi, uno dei portavoce nazionali dell'Unione Sindacale di Base, e poi Margherita Calderazzi a nome dello Slai Cobas per il sindacato di classe. Da segnalare le adesioni alla manifestazione dell'associazione Peacelink e di varie realtà che si battono contro l'insicurezza nei posti di lavoro.

16.45 - Continua a scorrere per le vie del centro di Taranto il corteo dei lavoratori dell'Ilva, molti dei quali indossano una maglietta bianca sulla quale campeggia la scritta "Ciao Claudio". In testa uno striscione dell'Unione Sindacale di Base dice "Mai più vite per il profitto. Sindacati complici", in evidente polemica con i sindacati concertativi. Uno striscione unitario invece riporta le parole d'ordine della giornata: "Uniti per difendere Salute Vita e Lavoro", e poi più indietro gli striscioni dell'Usb della Fiat Mirafiori e dell'Usb della Fiat di Cassino, quello dei Blocchi Precari Metropolitani di Roma (Il lavoro che uccide non è un bene comune. Reddito per tutti/e), quello dello Slai Cobas ("Contro Riva e lo stato dei padroni difendiamo lavoro e salute con la lotta"), un altro ancora del Sindacato Lavoratori in Lotta ("Per un lavoro utile e dignitoso cacciamo Monti"). Pullman sono arrivati, oltre che dagli altri capoluoghi pugliesi e dalla Basilicata, anche da Roma, da Latina, da Napoli e dalla Calabria.
Continua ad essere completamente assente l'amministrazione comunale: secondo alcune informazioni sembra che il sindaco di Taranto Stefàno fosse intenzionato a partecipare al corteo con il gonfalone del Comune, ma che alcuni capigruppo della sua maggioranza (di centrosinistra) si siano dichiarati in disaccordo.

16.20 - Oltre un migliaio di manifestanti fra operai dell`Ilva, cittadini di Taranto, associazioni, lavoratrici e lavoratori giunti in Puglia anche dalle altre regioni, stanno dando vita a Taranto al corteo che è appena partito dall`Arsenale ed attraversando le vie del centro si concluderà in piazza della Vittoria. "Salute, sicurezza, lavoro, ambiente, per i lavoratori dell`Ilva e per tutta la città di Taranto": queste le parole d`ordine della manifestazione, lanciata dagli operai del reparto Movimento Ferroviari, tutti in sciopero e in presidio da 11 giorni dopo la morte sul lavoro del giovane addetto del Mof, Claudio Marsella. "Ciao Claudio", è scritto sul furgone che apre il corteo, seguito dallo striscione "Gli accordi sono vostri, le vite sono nostre", in riferimento all`accordo siglato il 10 novembre 2010 da Fim Fiom e Uilm, in cui si prevede che gli addetti al Mof lavorino da soli. La Confederazione Usb ha costituito una Cassa di Resistenza, a cui è possibile contribuire utilizzando il C/C intestato a : Cassa di resistenza ILVA Taranto IBAN IT 17 W 03127 03201 000000001801. Alla Cassa di Resistenza stanno contribuendo direttamente in piazza a Bologna, Milano e Roma i lavoratori e lavoratrici della scuola, gli studenti, i precari, che sempre questo pomeriggio stanno manifestando in tante piazze d`Italia "per la riconquista della scuola statale". (TMnews)

15.55 - ''In 17 anni all'Ilva ci sono stati 42 morti per infortunio sul lavoro. Troppi. C'e' la possibilità di cambiare il destino se usciamo dagli schemi partitici e dei sindacati tradizionali''. Lo ha detto Francesco Rizzo, portavoce dell'Unione Sindacale di Base, che insieme ai lavoratori del reparto Movimento Ferroviario (MOF) dell'Ilva diTaranto ha organizzato la manifestazione in corso a Taranto che si è aperta con un lungo applauso dedicato a Claudio Marsella, l'operaio di 29 anni morto il 30 ottobre scorso in un incidente sul lavoro avvenuto nel reparto Mof. Rizzo ha stigmatizzato l'assenza di rappresentanti del comune al corteo. ''Questo significa - ha commentato - che si continua a rimpastare lontano dai cittadini''. Rizzo ha inoltre criticato l'atteggiamento dell'azienda, che fino ad ora non ha risposto alle richieste avanzate dai lavoratori del reparto, ma anche i sindacati Fim, Fiom e Uilm per un accordo definito ''capestro'' stipulato nel 2010 con il quale si prevedeva tra l'altro la presenza di un solo macchinista alla guida dei locomotori del reparto Movimento Ferroviario. Claudio Marsella stava per l'appunto manovrando un locomotore per agganciarlo ai vagoni ed era solo quando è rimasto schiacciato, morendo poi in ospedale. (ANSA)

15.40 - Sono alcune centinaia le persone che stanno sfilando in corteo a Taranto. Tra queste c'è anche Dario Marsella, fratello maggiore del 29/enne Claudio, l'operaio morto nell'incidente sul lavoro il 30 ottobre. In testa ci sono i lavoratori del reparto Movimento Ferroviario, il Mof, dove è avvenuto l'incidente.

15.15 - Un furgone con lo striscione e la scritta 'Ciao Claudio', insieme alla foto del giovane, apre il corteo di protesta che sta per prendere le mosse a Taranto in coincidenza con la manifestazione organizzata dall'Unione Sindacale di Base a sostegno dei lavoratori dell'Ilva di Taranto. Claudio é l'operaio Claudio Marsella, morto a 29 anni in un incidente sul lavoro il 30 ottobre scorso nel reparto Movimento Ferroviario (MOF) dello stabilimento siderurgico. All'interno del furgone, chiuso da vetri trasparenti, campeggia una scritta: 'gli accordi sono vostri, le vite sono nostre. Firmato i lavoratori Mof-Ilva'. Alla manifestazione i lavoratori del reparto in cui lavorava Marsella indossano una maglietta bianca sulla quale e' stampato il volto del giovane operaio deceduto. Al corteo al momento partecipano anche esponenti dello slai Cobas per il sindacto di classe di tarantoe del Comitato Donne per Taranto. Al corteo è presente anche un gruppo di cittadini di nazionalità curda con cartelli con scritte: 'pace in Kurdistan'. (Ansa)

15.00 - 
I lavoratori del reparto Movimento Ferroviario (MOF) dell'Ilva di Taranto, dove il 30 ottobre scorso e' morto in un incidente sul lavoro l'operaio 29/enne Claudio Marsella, proseguiranno ad oltranza lo sciopero in atto sin dal giorno dell'incidente. Lo hanno fatto sapere alla manifestazione che sta per iniziare a Taranto, indetta dall'Unione Sindacale di Base (USB). Inizialmente lo sciopero era stato indetto fino alle 7 di domani. Gli operari chiedono di avere un incontro con l'azienda perchè risponda ad una serie di richieste avanzate in materia di sicurezza. (Ansa)

14.00
- Numerosissimi nelle ultime ore i messaggi di adesione alla manifestazione che tra poco partirà dall'Arsenale di Taranto promossa dagli operai dell'Ilva aderenti all'Usb e allo Slai Cobas per il sindacato di classe.
Da Torino è giunto il messaggio di sostegno dell'Associazione "Legami d'Acciaio" promossa dagli operai della ThyssenKrupp di Torino, dopo la morte dei 7 operai: "Una città ed un territorio, in cui sembra esistere da decenni una giustizia a finanche esistenziale, un doppio binario, dove la legge e le regole le debbono rispettare solo i lavoratori ed i cittadini, mentre chi come padron riva ed i suoi complici e sodali, le violano regolarmente e continuamente, per costoro vige l'impunibilità a tutti i livelli".
Da Palermo è giunto invece un messaggio di sostegno da parte di alcuni degli operai di Fincantieri aderenti allo Slai Cobas: "Gli operai della Fincantieri di Palermo che vivono una condizione pessima non solo dal punto di vista lavorativo ma anche dal punto di vista della salute e sicurezza (è di questi giorni l'ennesima sentenza di condanna della Fincantieri per i tanti morti per amianto) hanno espresso la loro solidarietà e vicinanza alla famiglia dell'operaio morto e a tutti gli operai in lotta. A questa solidarietà si è unita quella dei lavoratori e delle lavoratrici e dei precari dello Slai cobas riuniti ieri in assemblea. Combattere contro padroni assassini e sindacati complici è diventata una necessità urgente di tutta la classe operaia".
Da Roma messaggi di solidarietà sono giunti dal sindacato di base USI: "Da anni attraverso la Rete nazionale salute e sicurezza sul lavoro, seguiamo la vicenda a Taranto come in altri luoghi; alla manifestazione parteciperanno alcuni compagni e compagne che con noi condividono il percorso della Rete, e ha già dato l'adesione e partecipazione il nodo locale della Rete di Taranto". Un messaggio analogo è stato recapitato ai compagni di Taranto anche dal Comitato 5 aprile di Roma per la sicurezza e la salute sul lavoro.
Da Milano invece a sostenere la giornata di lotta un messaggio proveniente dallo Slai Cobas dell'Istituto Nazionale Tumori: "Salutiamo e sosteniamo la giornata di lotta sui temi della SICUREZZA SUL LAVORO, della SALUTE e dell' AMBIENTE, la lotta degli operai MOF in presidio e sciopero e proseguiamo con la campagna di informazione e lotta sulla questione ILVA a Milano".

12.30 - La coordinatrice dell'Unione Sindacale di Base della Basilicata, Rosalba Guglielmi, informa che una delegazione di lavoratori provenienti dalla Lucania sfilerà nel corteo che partirà tra poco a Taranto dall'Arsenale in solidarietà con la città e gli operai dell'Ilva: “La morte di Claudio non è un fatto casuale – si legge in una nota - ma è un omicidio avvenuto per le condizioni di lavoro che si vivono all’Ilva anche grazie ad accordi che hanno ridotto la sicurezza in nome del profitto. L’Ilva è divenuto, purtroppo, il simbolo di ciò che produce lo sviluppo capitalistico che mette il profitto e gli interessi d’impresa sopra ogni cosa e che ogni cosa, anche le vite umane, travolge”.



Lo sciopero, che dura ormai dal 30 ottobre, è stato prolungato fino a domani mattina alle 7.00. Oggi intanto Taranto si riempirà di lavoratori, delegati sindacali, attivisti sociali provenienti da tutta Italia per solidarizzare con gli operai dell’Ilva in sciopero. Salute, Sicurezza, Lavoro, Ambiente, per i lavoratori dell’ILVA e per la città di Taranto: queste le parole d’ordine della manifestazione che oggi 10 novembre, sfilerà per le vie di Taranto, con concentramento alle 14.30 davanti all’Arsenale in via Di Palma.. Tra le adesioni l’USB, lo Slai Cobas per il sindacato di classe. L’USB, nel sostenere incondizionatamente la lotta dei lavoratori Ilva in sciopero, ha costituito una Cassa di Resistenza  e rivolge un appello a tutti i lavoratori e a tutte le lavoratrici, alle associazioni, e a quanti, uomini e donne, lottano nel nostro paese per il diritto ad una vita ed un lavoro sicuri e dignitosi, affinché non facciano mancare la loro solidarietà e, in accordo con i lavoratori in sciopero, invita tutte e tutti a contribuire al C/C intestato a :
Cassa di resistenza ILVA Taranto, IBAN IT 17 W 03127 03201 000000001801

pc 11 novembre - antifascismo a Roma

 

La diretta      


Neanche duecento i partecipanti alla marcetta dei fascisti del MSE, che in mancanza di contenuti propri hanno deciso di scimmiottare quelli del No Monti Day. A poca distanza gli antifascisti hanno contestano la parata. La diretta

19.00 - Dall'assemblea/presidio di Castel Sant'Angelo parte l'appello alla mobilitazione per il 24 novembre prossimo contro la prevista manifestazione nazionale di Casa Pound a Roma.

18.45 - Sembra essersi conclusa senza incidenti lo striminzito corteo - neanche 200 i partecipanti - che ha sfilato nelle vie del quartiere Prati accompagnato e protetto da un imponente servizio d'ordine garantito dalla Questura di Roma. In pochissimo sono arrivati in una Piazza Cavour deserta e delle delegazioni internazionali che dovevano presenziare alla marcetta nessuna traccia. Comunque il movimento di Castellino è stato per tutto il giorno su tv e quotidini online, potento contare quindi su un notevole spazio mediatico attraverso il quale affermare il solito ritornello: "Non siamo nè di destra nè di sinistra". Alcuni dei cronisti che hanno seguito da vicino la marcetta hanno raccontato che i 'camerati' erano stati dotati di slogan da gridare, onde evitare quelli abituali, truculenti, che avrebbero smentito il capo. Peccato che slogan, saluti romani e l'abbigliamento stesso dello sparuto gruppo di partecipanti parlassero da soli. 

18.30
- E' terminato in piazza Cavour il corteo organizzato dal Movimento Sociale per l'Europa a Roma. Alla manifestazione hanno partecipato alcune centinaia di persone. Da un furgoncino che ha guidato il corteo, gli organizzatori hanno dato appuntamento alla sede dell'assessorato alle Politiche abitative del comune di Roma per una nuova protesta la prossima settimana. (ANSA)

18.00 - Si è infoltito nei pressi di Castel Sant'Angelo il presidio indetto da alcune delle realtà antifasciste della città. "Euribellione: Movimento Sociale Europeo in marcia su Roma„La manifestazione nazifascista di oggi è una offesa ai valori costituzionali, una violenza alla città e un oltraggio alla sua popolazione" denunciavano in un comunicato le realtà aderenti al Coordinamento romano antifascista a difesa dell'ordine democratico e della Costituzione (Anpi - Anppia - Fiap - Aned-Anei - Idv - Pd- Pdci - Prc - Ps -Sel- Verdi - Cgil- Cisl- Uil - Usb). "La manifestazione del Movimento Sociale Europeo non sarebbe dovuta essere autorizzata dalle autorità competenti. Le vie della Capitale, città Medaglia d'Oro per il Risorgimento e la Resistenza, saranno oltraggiate da simboli e icone di ideologie proprie di forme dittatoriali che hanno causato milioni di morti, odio e terrore. Non è solo un problema di ordine pubblico, ma di civiltà. L'apologia di reato dei movimenti e delle forze politiche di estrema destra che hanno aderito al corteo è evidente sia nei progetti politici spesso eversivi, che nelle cronache recenti di aggressioni e intolleranze verso i cittadini democratici che si riconoscono nei valori della Costituzione".

 
17.40 - Dietro uno striscione dalla scritta 'Euroribellione', tra qualche saluto romano e pugno chiuso alzato con la mano destra alla maniera dei militanti dell'estrema destra russa, è partito a Roma il corteo del Movimento Sociale per l'Europa (Mse) che raggruppa vari attivisti italiani ed europei dell'ultradestra. Da piazza Risorgimento sono partiti oltre 200 manifestanti che percorreranno le vie del quartiere Prati fino a piazza Cavour. Tra le bandiere, oltre a quella del Movimento Sociale per l'Europa che raffigura una fiamma a forma di araba fenice, ci sono quelle di Terza Posizione, dei movimenti di estrema destra russi, greci, corsi e argentini. Molti manifestanti portano al braccio la fascia con il simbolo del Movimento Sociale per l'Europa. Al corteo c'è anche una famiglia araba con donne che indossano il velo e sventolano una bandiera del Movimento. Tra i manifestanti anche alcuni esponenti della Destra come il capogruppo in Campidoglio Dario Rossin e Adriano Tilgher, e poi Giuliano Castellino, portavoce del Movimento Sociale Europeo e il neo consigliere comunale di Roma Fabio Sabbatani Schiuma, che ha creato un suo gruppo dopo essere subentrato a Francesco Storace da poco dimessosi. (ANSA)

17.30 - 
''Contro il raduno nazifascista Resistenza!'' recita uno degli striscioni del presidio antifascista organizzato per protestare contro il corteo del Mse in corso a poca distanza. Il sit-in a cui hanno aderito i partiti della sinistra e l'Anpi di Roma, oltre ad altre realtà antifasciste della città, si sta svolgendo davanti Castel Sant'Angelo. In particolare i manifestanti contestano la decisione da parte della Questura e dell'amministrazione comunale di autorizzare un corteo che fa riferimento all'ideologia fascista.

16.40 -
Continua a scorrere il corteo lanciato da Giuliano Castellino, passato in pochi anni per Forza Nuova, Base Autonoma, Casa Pound e La Destra, e ora a capo del neonato Movimento Sociale Europeo, la cui sede si trova nel quartiere Prati, in via Ottaviano 9, a poca distanza da Piazza Cavour dove i 'camerati' si sono radunati intorno alle 16. Alla manifestazione di oggi il MSE ha invitato a partecipato vari gruppi della galassia fascista e neonazista del continente, a rivendicare una centralità politica e organizzativa nell'estrema destra che, visto il flop di oggi in termini di numeri, i fatti non sembrano confermare. Tra gli inviti quelli ai greci di Patria Hellas, agli spagnoli del Movimento Sociale Repubblicano, ai belgi di Nation o a quelli di Corsica Patria Nostra, ai francesi di Troisieme Voie, e ad altri ancora. 

16.15 -
E' iniziato da alcuni minuti il presidio antifascista a Largo Giovanni XXIII, tra Castel Sant'Angelo e Via della Conciliazione. 

16.10
- Il corteo indetto dal MSE percorrerà via Crescenzio fino a piazza Cavour, dove si concluderà la manifestazione. "Noi siamo cittadini europei che non vogliono farsi rubare il futuro", ha spiegato ai cronisti Giuliano Castellino, portavoce del Movimento Sociale Europeo dopo una carriera in molti movimenti neofascisti dai quali è entrato e uscito negli ultimi anni con disinvoltura. "La casa e il lavoro non sono un privilegio ma un diritto e il Governo Monti sta scippando il futuro agli italiani" ha affermato Castellino nel consueto tentativo di utilizzare i temi e le rivendicazioni caratteristiche dei movimenti di sinistra. Su uno striscione in testa al corteo si può infatti leggere: "Movimento Sociale per la casa".

16.00 - Sta iniziando in Piazza Risorgimento a Roma la manifestazione denominata "Euroribellione", organizzata dal gruppo neofascista Movimento Sociale Europeo. Non sono più di trecento finora i partecipanti nonostante l'evento sia stato ampiamente pubblicizzato da migliaia di manifesti affissi negli ultimi giorni in città e anche a causa delle polemiche che hanno accompagnato l'autorizzazione concessa al corteo fascista e negata invece al presidio indetto dalla Federazione della Sinistra e ad altre realtà antifasciste che quindi, impossibilitate a manifestare in Piazza Cavour, si sono dovute spostare nei pressi di Castel Sant'Angelo.

15.50 - La saracinesca della sede della Federazione della Sinistra in piazzale degli Eroi e il marciapiede antistante sono stati imbrattati con colla ed escrementi. E' quanto denuncia lo stesso Prc-Fds sottolineando che si tratta dell'''ennesima provocazione contro la sede della Federazione della Sinistra di Piazzale degli Eroi, nel quartiere Trionfale, che sorge a poca distanza dal punto di partenza del corteo organizzato oggi dal Movimento sociale europeo.