sabato 29 gennaio 2011

pc quotidiano 28 gennaio -- marcegaglia e camusso in un articolo interessante

Marcegaglia: Torino è un esempio da seguire

sole 24 ore ROMA
«Stiamo cercando di cambiare il sistema della contrattazione in Italia e quello di Fiat é un buon esempio da seguire». La presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, a margine del forum di Davos, sottolinea l'importanza delle intese raggiunte dal Lingotto con i sindacati, considerando prioritario per «le imprese italiane lavorare molto per alzare la produttività», per colmare «il gap del 30% rispetto alla Germania degli ultimi 15 anni».
Nei giorni scorsi Marcegaglia aveva aperto sulla proposta formulata da Federmeccanica di fare contratti aziendali alternativi ai contratti nazionali, che potrà essere oggetto di un confronto con il sindacato in occasione della verifica del modello contrattuale del 2009. Proposta bocciata dalla numero uno della Cgil, Susanna Camusso, che intervenendo ieri a Bologna alla manifestazione per lo sciopero dei metalmecanici della Fiom (che si svolgerà oggi nel resto delle città) ha confermato il no «all'iniziativa di Federmeccanica che chiede di inseguire la Fiat» e al «modello che la Fiat vorrebbe imporre al Paese cancellando il contratto nazionale e peggiorando le condizioni di lavoro». Al tempo stesso, però, Susanna Camusso è stata fischiata da una parte dei manifestanti poichè non ha risposto all'appello del segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, che aveva chiesto alla Cgil di indire lo sciopero generale. Il segretario generale della Cgil, infatti, sta lavorando attraverso contatti informali per cercare di far ripartire il confronto sulla rappresentanza con Cisl e Uil, con l'obiettivo di riportare la Fiom negli stabilimenti Fiat dai quali è esclusa, non avendo sottoscritto le intese aziendali. Sarebbe contraddittorio rispetto ad una simile strategia proclamare uno sciopero generale della sola Cgil, rimarcando così le divisioni con Cisl e Uil. Così ieri è emersa in tutta evidenza la forte divergenza con la Fiom e con l'area cgielllina vicina alla sinistra radicale.
Ma dal palco la leader della Cgil ha anche chiamato in causa il governo sulla vicenda Fiat: «Se la smettesse di occuparsi di cose che lo stanno rendendo lo zimbello del mondo, ci aspetteremmo che facesse il suo mestiere, cioè che chiamasse una grande impresa e chiedesse chiarimenti sugli investimenti». Per Susanna Camusso servono chiarimenti su «cosa significhi il piano degli investimenti dal punto di vista dei modelli, delle produzioni, dello sviluppo e dell'occupazione».

Camusso è stata anche protagonista di un botta e risposta polemico con il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, che ha condannato la mobilitazione della Fiom, in quanto «appare per molti aspetti uno sciopero politico privo di qualunque sbocco che normalmente un'azione di sciopero si prefigge». Nella replica Susanna Camusso ha chiesto al ministro «cosa c'è di più concreto per un lavoratore che avere un contratto nazionale, un documento che garantisce diritti e che non può essere diverso a seconda del gruppo industriale in cui si lavora».
Nella stessa giornata, peraltro, il ministro Sacconi ha incontrato, presso la Prefettura a Napoli, prima una rappresentanza di Fim, Uilm e Fismic di Pomigliano (i sindacati che hanno sottoscritto l'accordo con la Fiat) e separatamente, della Fiom. I sindacati hanno chiesto garanzie legate alla formazione e ad alcuni servizi (il prolungamento degli orari dei mezzi pubblici).

venerdì 28 gennaio 2011

pc quotidiano 28 gennaio - uno sciopero generale non all'altezza dello scontro in atto

lo sciopero genrale dei metalmeccanici ha svuotato molte fabbriche e riempito molte piazze e questo è positivo perchè è una risposta generale al piano Marchionne e una risposta nazionale da parte degli operai all'esito del referendum Mirafiori.
Importante è la presenza ai cortei di parte del movimento degli studenti e dei sindacati di base.
Ma le note positive finiscono qui
Lo sciopero si è svolto con manifestazioni in generale di tipo tradizionale, pochi scarti dovuti in generale alla presenza studentesca.
Il rituale dei dirigenti FIOM di chiedere lo sciopero generale alla cgil, che rifiuta di farlo si è ripetuto uguale a oltre due mesi dal 16 ottobre mentre con il proseguimento della marcia del fascismo padronale e con la crescita del discredito del governo berlusconi e della falsa opposizione parlamentare si impone la necessità urgente di esso.
L'illusione che questa lotta in queste forme possa fermare i padroni, seminata dalla stessa fiom e dalle diverse componenti sindacali e politiche .. è appunto una illusione.
Noi pensiamo e ribadiamo che serve un vero sciopero generale prolungato che blocchi con il necessario esercizio della forza le fabbriche e le strade e prenda esempio dal 14 dicembre del movimento degli studenti.
Ora occorre che in ogni fabbrica e in ogni assemblea, in ogni luogo di lavoro, nelle scuole ed università ci sia un pronunciamento e una organizzazione in questa direzione -- non è questo lo scopo attuale della FIOM nè di aggruppamenti quali 'uniti contro la crisi'
La strada quindi è ancora lunga, ma da percorrere con coraggio e deteminazione

proletari comunisti
28 maggio 2011

pc quotidiano 28 gennaio - i dati di scioperi e partecipazione alle manifestazioni secondo la fiom

Campania. Alla manifestazione di Pomigliano hanno partecipato oltre 10.000 lavoratori, studenti e precari.Napoli: Avio Pomigliano 90%, Alenia Pomigliano 80%, Magnaghi 95%, Whirlpool 90%, Ansaldo 60%, Alenia Capodichino 60%, Alenia Casoria 70%, Selex Giuliano 35%, Meb Castellammare 90%, in Cig Fiat Pomigliano e Fincantieri Castellammare
Avellino: Denso 62%, Almec 90%, Cms 50%, Mondial Group 50% sono in Cig FMa e iribus
Salerno: Fonderie Pisane 95%, Scatolifici dell’Agro nocerino Pino Sarnese e del Sele 70%, Alcatel Battipaglia 70%
Benevento: Ficomirror 100%, Imeva 100%, Agusta 60%,
Caserta: Firema 60%; Proma 80%, Laminazione sottile 80%, Indesit e Competence sono in cig



Valle d'Aosta. Pienamente riuscito il presidio organizzato in piazza Chanoux ad Aosta a cui hanno preso parte oltre cento lavoratrici e lavoratori, Media territoriale di adesione allo sciopero 30% con punte registrate in alcune aziende del 70-80%

Sardegna. . “La pioggia battente non ha scoraggiato le lavoratrici, i lavoratori e tutti coloro che hanno voluto appoggiare le ragioni dei metalmeccanici”.
Cagliari: zona Industriale di San Rocco adesioni intorno all’80%
Sassari: Zona del Petrolchimico Porto Torres 75-80%
Nuoro: Media territoriale 75-80%
Sulcis: Alcoa di Portovesme 60%
Medio Campidano: Keller Elettromeccanica 70%

Trentino-Alto Adige. Buona la riuscita del presidio nella zona industriale di Bolzano davanti alla sede dell’Iveco, con la presenza di 500-600 persone provenienti da tutta la regione. La partecipazione dal territorio bolzanino è stata significativamente maggiore rispetto ai presidi svolti in precedenza.

Ottima l'adesione allo sciopero. Gruppo Acciaierie Valbruna media 70%, Iveco 60%, Sapa 80%, De Franceschi 85%, Ascensoristica (Schindler, Installazione Impianti) 40%.
Piccole e medie aziende: adesione media del 50%
Media delle adesioni nel territorio 40%

Dana di Arco e Roverento hanno scioperato al 90%, Stabilimento Whirlpool di Trento 95%, Mahle 95%, Ebara 95%

La Spezia. Manifestazione con circa 2.000 partecipanti che da piazza Europa si è diretta a piazza del Bastione, dove si è tenuto il comizio conclusivo.

Adesione allo sciopero: Oto Melara 45-50%, Fincantieri 75%, piccole e medie imprese del territorio 75-80%

Genova. In 10.000 al corteo Fiom

Un corteo imponente di migliaia di persone, si è mosso nella mattinata di oggi da piazza Principe, di fronte alla stazione ferroviaria, per arrivare fin davanti alla sede di Confindustria.
Per citare alcune aziende:

- all'Ilva adesione allo sciopero maggiore che negli ultimi scioperi anche unitari, complessivamente la percentuale si attesta al 60% con una partecipazione del 75% tra gli operai;

- Ansaldo 90%;

- Fincantieri: cantiere navale fermo, con adesione all’85%, cantieri riparazioni navali 95-98%.

Alla partecipazione molto alta dei metalmeccanici, si è aggiunta anche quella di lavoratrici e lavoratori di altre categorie, di studenti e di semplici cittadine/i.



Udine. Un corteo lunghissimo, per una delle più grandi manifestazioni sindacali degli ultimi anni in regione.

Molise. Dopo 30 anni una manifestazione dei metalmeccanici si svolge davanti allo stabilimento Fiat di Termoli.“era importante tornare davanti allo stabilimento Fiat, nonostante il posto non sia facilmente raggiungibile se non con mezzi propri, in questa giornata in cui le lavoratrici e i lavoratori metalmeccanici rispondono in maniera decisa e democratica all'arroganza di Marchionne e dell'azienda”.

Durante il comizio finale, si sono succeduti gli interventi dei delegati della Fiat di Termoli (tra i quali quello di due operaie che stanno portando avanti una vertenza per una diversa gestione degli orari di lavoro delle donne, in relazione ai tempi della maternità), di studenti, di una precaria della scuola, di rappresentanti di altri categorie .



Lazio. Molto partecipata la manifestazione regionale che si è svolta a Cassino, dove si trova uno degli stabilimenti Fiat che Marchionne ha dato come tra i prossimi "bersagli" della sua sciagurata offensiva contro i diritti dei lavoratori del gruppo.
Due treni sui quali viaggiavano alcune centinaia di studenti partiti da Roma per partecipare alla manifestazione, sono stati fermati dalle Ferrovie dello Stato a Colleferro. Gli studenti, accusati di non avere i biglietti, sono stati fatti scendere e hanno occupato i binari. La situazione si è sbloccata qualche ora dopo a comizio finito.

Dati di adesione allo sciopero.

Frosinone: Fiat Cassino 50% (è la Fiat che in mattinata ha abbassato l'"impostazione della linea", portandola da 230 a 460 vetture), Agusta di Anagni e Frosinone 40%, Abb 35%, Italtractor 90%
Pomezia: Sielte 100%, Abb 80%, Selex Galileo 60%
Rieti: Tubi spa 70%, Lombardini 70%, Schneider 70%
Roma Nord: Almaviva 55%, Autoimport 80%, Mercedes 50%, Selex 30% Mes 80%, Oma 90%, Sirti 55%
Roma Sud: Site 98%, Caf 100%, Ceit 80%



Toscana. Una bellissima manifestazione quella che si è svolta oggi a Massa Carrara e dove sono confluiti tutte le lavoratrici e i lavoratori metalmeccanici della regione, e che ha visto anche una grande partecipazioni di studenti, precari e gente della società civile.

. Calabria. Bella manifestazione a Vibo Marina, davanti allo stabilimento del Nuovo Pignone. Una partecipazione molto varia, con la presenza di una folta rappresentanza dei lavoratori migranti di Rosarno e di rappresentanti di lotte per i diritti civili, a partire dall'acqua come bene comune. L'adesione allo sciopero nel territorio è stata molto alta, con alcune aziende in cui la produzione si è totalmente fermata.

Dati di adesione allo sciopero.

Catanzaro: Sielte 100%, Res Ingen 100%, Cmc 80%, Techno Sky 75%, Siram 60%

Cosenza: My Wave 100%, Eutelia-Agile 80%, Mazzoni 100%, Almaviva 20%

Pollino-Castrovillari: Cosmic Castrovillari 100%, Impec Corigliano 100%

Crotone: Graziani 50%, Metalcarpenteria 100%

Reggio Calabria: Omeca 80%, Sielte 100%

Vibo Valentia: Nuovo Pignone 80%



Lombardia. Una piazza del Duomo gremita ha accolto un mare di lavoratrici e lavoratori metalmeccanici, di altre categorie produttive e di studenti; il corteo è sfilato per 1 ora e mezza circa, ed - esaurita la capienza della piazza - è stato necessario deviarne la coda e farla entrare al lato del palco. ma citiamo il dato, notoriamente avaro, della Questura che dava 30.000 partecipanti.


Dati di adesione allo sciopero.

Bergamo: Lovato 65%, Fbm 90%, Dalmine operai 70%, Same 85%, Exide operai 80%, Reggiani impiegati 50% - operai 90%, Somaschini 80%.
Lecco: Fomas 85%, Calvi 83%, Carcano 70%, Riello (Azienda in CIG) 10%, Itla 90%
Legnano: Marelli 70%, Abb 80%, Franco Tosi 65%, Tacchi 90%, Tamini 70%, Sabiana 40%, Selex Galileo 37%, Parcol 60%
Lodi: Vedo 90%, Marcegaglia 100%, Abb 80%, Flexotecnica 75% in media con adesione al 100% tra gli operai, Beta 1° turno 80%
Mantova: Comer 80%, Marcegaglia 70%, Belleli 100%, Raccorderie Metalliche 70%, Iveco 70%, Bondioli e Pavesi 100%, Zanotti 70%
Milano: Kone 70%, Bcs 70%, Alstom Ferroviaria 70%, Alstom Power 80%, Ansaldo 60%, Nacco 80%, Electrolux di Solaro 90%
Pavia: Rc 90%, Sea 100%, Grove 30%, Cable Elettra 100%, Atom 10%
Sondrio: nelle aziende di Sondrio e provincia la percentuale di adesione allo sciopero si attesta mediamente tra il 10 ed il 15% con alcune aziende in cui la percentuale di adesione allo sciopero si attesta tra l’80 e l’85%.



Friuli, dati di adesione allo sciopero.

Alto Friuli: Luvata 90%, Automitive ligting 60%
Gorizia: Ansaldo 80%, Detroit 85%
Trieste: Wartsila Italia 75%, System Sensor 80%, Fertubi 80%
Udine: Luvata 90%; Mannisipre 90%, Cga 70%, Delonghi 70%, Daymanic Tenologies 80%, Faber 60%



Puglia, dati di adesione allo sciopero.

Bari: Magneti Marelli 70%, adesione intorno al 70% nelle piccole aziende
Taranto: Alenia Grottaglie 60%; l’adesione dello sciopero all’Ilva maggiore rispetto agli ultimi scioperi
Brindisi: Agusta Westland 60%
Foggia: media sciopero sul territorio del 60%



Le note di "Bella ciao", cantata da tutta la piazza dei Signori, concludono il comizio di Padova, dopo l'intervento conclusivo di Giorgio Cremaschi, in una piazza che anche qui in Veneto ha continuamente invocato lo sciopero generale



Campania, dati di adesione allo sciopero.
Benevento: Ficomirrors 100%, Imeva 100%, Agusta 60%
Caserta: Firema 60, Proma 80%
Napoli: Avio 90%, Alenia Pomigliano 80%, Magnaghi 95%, Whirlpool 90%



Melfi. "Lo sciopero generale di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori: se non ora, quando?" Così, sotto la pioggia, Sabina Petrucci ha concluso il comizio finale nella zona industriale di Melfi, dove c'è la Sata, il più grande stabilimento Fiat del Mezzogiorno.



Ancona. Il comizio è entrato nel vivo, dal molo dei cantieri navali, oggi "occupati" dalla manifestazione della Fiom, anche per denunciare la crisi che investe la Fincantieri, azienda che ad Ancona occupa circa 2.000 dipendenti (più migliaia di lavoratori dell'indotto).



Anche Barcellona tra le piazze della Fiom. Un presidio organizzato dall'associazione AltraItalia di Barcellona, insieme ad alcuni operai della Seat di Barcellona, colpiti dalle stesse politiche di delocalizzazione, di sfruttamento intensivo, di attacco ai diritti minimi e alla dignità del lavoro, a studenti, insegnanti, e precari è presente oggi di fronte alla sede Fiat di Barcellona," per affermare un principio che dovrebbe attraversare le frontiere: qui e là, la stessa lotta/La misma lucha. Manifestiamo la nostra solidarietà e appoggio a chi ha avuto il coraggio di dire no. No ai ricatto dell'accordo di Mirafiori. No al ricatto 'o lavoro o diritti'".





I primi dati degli scioperi.
Alla Fiat di Melfi si registra un'adesione del 50%, una linea è ferma e un'altra funziona “stop and go”.

All'Ilva di Genova l'adesione allo sciopero è più alta degli ultimi scioperi, anche unitari, con una percentuale media del 40% che tra gli operai diventa del 75%.

Alessandria: Ilva 60%, Kme (ex Europa Metalli) 75%, Marcegaglia 65%, San Maurizio 80%, Iarp 80%, Lame 80%.

Asti: Marcegaglia 95%, Impress 80%, Ocava 70%, Dierre 70%, Maina 60%; Util 70%

Cuneo: alte percentuali sui turni operai alla Valeo di Mondovì 80%, Ilva 80%, Racconigi 80%, Graziano Sommriva 80%, Merlo 80%, Rhibo Garessio 80%.

Novara: Meritor 90%, Macaer 80%, Zucchetti 60% Fasco 75%, Isrighausen 95%

Torino: Mega Plast 100%, Reninghaus 60%, Tesco 80%, Ftp Iveco 70%, Turbo Car 100%, Avio 70%, Acenta To 70%, Microtecnica 90%, Lottomatica 90%, Teksid Carmagnana 85-90%, Biemme 100%, Avio Borgaretto 80%, Ocsa 80%, Tessa 90%, Model Master 80%,Daico 50%, Daitec Chivasso 95%, Fucine Rostagno 90%, Federalmogul 90%, Berco 100%, Sata 70%, Valuital 70%, Fascu 80%, Scarmagno 70%, Ims 70%, Omp 80%, Hot Roll 90%, Sidergorge 60%, Bersano 90%, Facem 60%, Mac 70%; Emaril 70%, Itca 95%, Taico 85%, Ecbi 95%, Power Train ex Mecc oltre 80%.

Verbano Cusio Ossola: Fom Gm dipendenti rubinetteria 80%, Magistris Ammortizzatori Camion 90%, Alessi 97%, Travi Profilati 90%.

Vercelli: Ykk 50%, Dana Italcardano 85%.

Terni: TyssenKrupp 80%, Indotto Acciai speciali Terni 80%, Faurecia 85%, Garofoli 90%.

A Cassino, la Fiat questa mattina “ha abbassato di oltre la metà gli obiettivi di produzione spostando la cosiddetta 'impostazione' delle vetture da produrre da 460 a 230” ci dice Pompeo Rasi, delegato Fiom





Ad Ancona la manifestazione di questa mattina è la prosecuzione della “notte rossa”, passata davanti ai cancelli della Cnh di Jesi, azienda del gruppo Fiat Industrial. “Un presidio ma anche una festa – come dice Beppe Ciarrocchi, segretario generale della Fiom delle Marche – in risposta all'arroganza della Fiat, da parte delle lavoratrici, dei lavoratori, degli studenti medi e universitari, dei ragazzi dei centri sociali”.



Dati di adesione allo sciopero

Bologna: 3F Filippi 85%, Arcotronics 90%, Bonfiglioli 80%, Ceam 70%, Ducati Motor 90%, GD 90%, Ima 80%, Lamborghini 85%, Magneti Marelli 85%, Marchesini Group 50%, Motori Minarelli 70%, Kpl 70%Cesena: Sacim e Fira 100%, Celbo 90%

Ferrara: TRW 75, Fox 90%, Lte 60%, Lamborghini Calor 85%, Berco 75%, Fava Essiccatoi 85%

Forlì: Bonfiglioli 85%, Officine Maraldi 90%, Marcegaglia 75%, Electrolux 60%, Celli 90%, Carpigiani 90%

Imola: Site 90%, Berco 90%, Hydrocontrol 85%, Mecavit 90, Tassari 70%, nella cooperazione 45%

Modena: Wam 85%, Annovi&Riverberi 90%, Caprari 80%, Maserati 90%, Rossi Motoriduttori 90%, Titan 85%, Tmm 80%

Parma: 85% Sidel, Sma 75%, 70% Ocme, S. Polo Lamiere 70%, Cft 65%

Piacenza: Astra 75%, Tectubi 70%, Metalwacum Ranger 95%

Ravenna: Marini 90%, Metalsider 90%, Marcegaglia 50%, Rosetti 70%

Reggio Emilia: Comer Reggiolo 80%, Tecnogas 100%, RCF 100%, Brevini 95%, Interpump 100%, Immergas 85%, Bombardini 80%

Rimini: Berni Fida 90%, Paglierini 80%, Valtellina 90%, Scm Group 70%, Oleodinamica Rossi 100%

pc quotidiano 28 gennaio - i dati dello sciopero nelle principali fabbriche

I dati affluiti al centro nazionale della Fiom consentono di dire che lo sciopero è riuscito. La percentuale media di adesione all’iniziativa di lotta si colloca infatti sopra il 70%.

Per ciò che riguarda il gruppo Fiat, va segnalato l'ottimo risultato conseguito dall’iniziativa di lotta Fiom a Torino. Alla Powertrain (ex Meccaniche), l'unico reparto produttivo oggi in funzione a Mirafiori, le adesioni allo sciopero al primo turno hanno toccato l'80% dei dipendenti. I lavoratori delle Carrozzerie e quelli delle Presse erano invece in Cassa integrazione.

In Cassa integrazione anche i dipendenti degli stabilimenti Fiat auto di Pomigliano d'Arco (Napoli) e di Termini Imerese (Palermo). Negli altri due principali stabilimenti Fiat auto, e cioè Cassino (Frosinone) e Melfi (Potenza), le adesioni allo sciopero, al primo turno, si sono collocate intorno al 50%. Alla Teksid di Torino sciopero oltre l'85%, mentre alla Ftp Iveco (Fiat Industrial), sempre a Torino, adesioni al 70%. Alla Iveco di Mantova e alla Magneti Marelli di Bari, 70%.

Ecco alcuni degli stabilimenti in cui sono state realizzate le più significative percentuali di adesione allo sciopero odierno.

Torino. Berco, Bm, Turbo Car: 100%; Daitec Chivasso, Ecbi, Hot Roll, Icot: 95%; Bersano, Microtecnica, Lottomatica, Fucine Rostagno, Federal Mogul, Tessa: 90%; Avio Borgaretto, Model Master, Omp, Taico: 80-85%.

Milano. Alstom Power, Nacco: 80%; Alstom Ferroviaria, Bcs, Kone: 70%.

Bergamo. Fbm: 90%; Same: 85%; Somaschini: 80%; Exide (operai): 80%; Reggiani: operai 90%, impiegati 50%; Tenaris Dalmine (operai): 70%.

Mantova. Belleli, Bondioli e Pavesi: 100%; Comer: 80%; Marcegaglia, Raccorderie Metalliche, Zanotti: 70%.

Trieste. System Sensor, Fertubi: 80%; Wärtsilä Italia: 75%.

Terni. Garofoli: 90%; Faurecia: 85%; ThyssenKrupp, 80%; Appalti Ast: 80%.

Napoli. Avio (Pomigliano d’Arco) e Whirlpool: 90%.

pc quotidiano 28 gennaio - Palermo ..contestata la CGIL e .. venduti e buffoni alla uil

"Sciopero generale, sciopero generale". Così un centinaio di giovani che sventolavano bandiere rosse hanno urlato mentre parlava, per il suo comizio, dalla scalinata del municipio di Termini Imerese, Serena Sorrentino, componente della segreteria nazionale della Cgil. Durante il suo intervento i giovani hanno gridato quasi ininterrottamente invocando lo sciopero generale di tutti i lavoratori in difesa dei diritti e del contratto nazionale di lavoro. La piazza ha applaudito quando il segretario della Fiom di Palermo, Roberto Mastrosimone, ha ricordato Franco Padrut, storico dirigente della Cgil e del Pci, morto nei giorni scorsi.

Gli operai hanno urlato slogan contro Sergio Marchionne, amministratore delegato di Fiat: "Termini Imerese non si tocca, la difenderemo con la lotta". Quando il corteo è passato davanti a un patronato della Uil, un gruppo di metalmeccanici ha gridato: "Venduti, buffoni, cannavazzi (strofinacci)".

blog la sicilia

Vai al video28 gennaio 2011 - Sono ottomila, secondo le stime della Fiom Cgil, i metalmeccanici che hanno partecipato a
Termini Imerese alla manifestazione regionale per lo sciopero dei metalmeccanici.


Ci sono i lavoratori del petrolchomico e della raffineria di Milazzo, da Messina operai delle acciaierie, della Sicem, di Tozzi Sud e della Cantieristica Palumbo. Da Catania, St Microelectronics e Acciaierie del Sud. Da Siracusa sono arrivati pullman con operai del petrolchimico, di Sina service, Pontisol. Da Ragusa i lavoratori della Metra e da Trapani operai dei Cantieri navali e della Lombardo Bici.

Presenti anche striscioni dello Spi-cgil, sindacato dei pensionati e i giovani di “Red Block“, studenti universitari aderenti al “Circolo dei proletari comunisti” di Palermo. (fonte: Agi)

pc quotidiano 28 gennaio - Torino .. una ambigua dichiarazione di Airaudo

"In piazza c'è una forza superiore a quella che noi rappresentiamo e che dà il polso dell'umore del Paese, è come se con noi ci fossero anche Fim e Uilm". Lo afferma Giorgio Airaudo, responsabile Auto della Fiom, che partecipa al corteo di Torino. "E' uno - osserva - sciopero che serve a unire e a dire che il Paese ha bisogno di un'alternativa. Un governo in disfacimento ha lasciato soli i lavoratori ed è gravissimo quello che ha detto ieri Sacconi secondo il quale bisogna limitare il diritto di sciopero".

pc quotidiano 28 gennaio - buone iniziative a Torino e Ancona

Momenti di tensione alla manifestazione della Fiom in corso a Torino. Una parte di corteo, aperta da striscione ''Assemblea studenti lavoratori'' e che vede la presenza di alcuni appartenenti a centri sociali e all'area di Autonomia, hanno fatto irruzione in un'agenzia di lavoro interinale in via Bertola. Sono stati accesi alcuni fumogeni e su una vetrina è stato scritto: ''servi dei padroni''

11:26Ancona, su striscione: "Bonanni e Angeletti servi" 26 –Una grande fotografia del segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, e di quello della Uil, Luigi Angeletti, con la scritta ''Servi!'' e ''Le mosche del capitale'' apre il corteo ad Ancona a cui partecipano tute blu arrivate da tutte le Marche. Ma partecipano alla manifestazione anche centinaia di giovani dei centri sociali, sindacalisti, studenti universitari, immigrati ed anche esponenti e militanti di partito. Il corteo si dirige verso il porto

pc quotidiano 28 gennaio - Landini fa appelli a vuoto a Fim e UILM

"A Fim e Uilm (le organizzazioni dei metalmeccanici di Cisl e Uil, ndr) dico: fermatevi, perché vogliono dividerci". È l'appello lanciato dal segretario generale della Fiom Cgil Maurizio Landini nel corso del suo intervento.

fim e uilm sono sindacati al servizio dei padroni dentro il fascismo padronale e il patto neocorporativo
considerare la loro firma solo uno strumento per dividere i lavoratori è ipocrisia e cecità , che indebolisce la tenuta del movimento di lotta

pc quotidiano 28 gennaio - Cremaschi si arrampica sugli specchi

"La piazza vuole lo sciopero generale". Lo ha detto Giorgio Cremaschi, della segreteria nazionale della Fiom, che a Padova ha concluso la manifestazione dei metalmeccanici. "Non erano fischi contro la persona di Camusso, ma la piazza vuole lo sciopero generale", ha infatti puntualizzato a proposito di quanto avvenuto a Bologna con Susanna Camusso.

pc quotidiano 28 gennaio - gli operai chiedono lo sciopero generale, Landini anche, camusso dice no .. e landini abbozza

una posizione sbagliata e non condivisibile che danneggia la lotta
gli operai non sono scemi non si può fare in questa maniera il gioco delle tre carte

Landini ha escluso che sullo sciopero generale ci siano attriti con il leader della Cgil Susanna Camusso mentre c'è "una discussione aperta sulla possibilità di mettere in campo uno sciopero generale".

pc quotidiano 28 gennaio - cronache dallo sciopero ..

Altri articoli di Economia1Borse, l'Euro crolla pesa la crisi in Egitto2Vodafone ROMA - Migliaia di lavoratori metalmeccanici sono scesi nelle piazze italiane oggi per dire no agli accordi sugli stabilimenti Fiat di Pomigliano e di Mirafiori e in difesa del contratto nazionale contro gli ''attacchi'' di Confindustria e di Federmeccanica. In contemporanea alle oltre 20 manifestazioni (18 regionali e quattro provinciali in Liguria) indette dalla Fiom, si sono tenuti anche presidi e cortei dei sindacati di base Usb che per la giornata hanno proclamato uno sciopero generale dei metalmeccanici. In alcuni casi come Torino, Pomigliano e Cassino l'Usb ha partecipato ai cortei della Fiom. Dalle piazze, come avvenuto ieri a Bologna, i lavoratori sono tornati a chiedere alla Cgil la proclamazione dello sciopero generale di tutte le categorie, in alcuni casi contestando i rappresentanti della Cgil che parlavano dal palco.

Anche il segretario della Fiom, Maurizio Landini, che ha aperto il corteo di Milano e ha poi parlato dal palco, ha invocato lo sciopero generale. "Abbiamo bisogno - ha detto nella conclusione del suo discorso - che si metta in campo lo sciopero generale. So perfettamente che non è facile da costruire e che non è sufficiente. Ma se vogliamo riunificare i lavoratori non c'è che la Fiom per farlo". Landini, che ha annunciato che la prossima settimana proporrà all'assemblea dei delegati Fiom di aprire una consultazione straordinaria in tutte le fabbriche per decidere le iniziative da portare avanti, ha escluso che sullo sciopero generale ci siano attriti con il leader della Cgil Susanna Camusso mentre c'è "una discussione aperta sulla possibilità di mettere in campo uno sciopero generale". "Federmeccanica e Confindustria devono sapere - ha aggiunto il numero uno della Fiom - che se fanno quello che fa la Fiat ci sarà un conflitto che non ha precedenti nel nostro Paese. Noi vogliamo fare accordi, vogliamo che le aziende funzionino e che i diritti siano estesi, per questo offriamo un terreno di confronto''.

Da Padova il segretario nazionale Fiom Giorgio Cremaschi ha invocato a sua volta lo sciopero generale: "La Fiat si sta avviando verso una deriva autoritaria e fascista che impedisce la libertà sindacale - ha detto - Serve uno sciopero contro il modello Marchionne, non vogliamo in Fiat o nella società italiana il ritorno all'Ottocento, quando i lavoratori erano soggetti al ricatto in azienda, un ricatto che subiscono tutti i lavoratori inclusi i precari".

Momenti di tensione si sono registrati a Torino e Milano, dove sono stati lanciati uova e vernice, a Genova, dove sono stati dati alle fiamme alcuni cassonetti, e ad Ancona, dove l'accesso al porto è rimasto bloccato per tutta la mattinata. Ad Arcore è stato fatto il tiro al bersaglio con freccette e uova contro sagome di Berlusconi e Marchionne. A Torino è stato contestato il segretario confederale della Cgil Enrico Panini mentre a Termini Imerese, durante l'intervento del segretario confederale Serena Sorrentino i giovani in piazza hanno gridato ''Sciopero generale, sciopero generale''. Difficile la situazione alla stazione di Colleferro (Frosinone) dove circa 400 studenti partiti da Roma e diretti a Cassino per sostenere i lavoratori sono stati fatti scendere dal treno perché erano senza biglietto. I giovani, che sostenevano di aver acquistato 100 biglietti anziché 400 previo accordo con Trenitalia, per protesta hanno bloccato il traffico ferroviario. Per solidarietà nei loro confronti, alcuni operai hanno occupato la stazione di Cassino. La situazione si è sbloccata quando la Cgil ha deciso di pagare i biglietti dei ragazzi, che hanno potuto riprendere il viaggio. Trenitalia, comunque, ha annunciato una denuncia nei loro confronti per interruzione di pubblico servizio.

I numeri dell'adesione. Alta, secondo i dati della Fiom, l'adesione allo sciopero. Alle meccaniche di Mirafiori la percentuale di astensione dal lavoro ha toccato l'80%. Lo sciopero era di otto ore e riguardava tutta l'Italia ad eccezione dell'Emilia-Romagna, dove l'iniziativa di lotta si è svolta ieri. A Torino, alla Powertrain, cioè alle ex meccaniche, l'unico reparto produttivo oggi in funzione a Mirafiori, ha aderito allo sciopero l'80% dei lavoratori, una percentuale altissima rispetto alla storia dello stabilimento. Tutti i dipendenti delle carrozzerie e delle presse sono in cassa integrazione. Alla Iveco (Fiat Industrial), l'adesione allo sciopero è stata del 70%. Allo stabilimento Fiat auto di Cassino (Frosinone) del 65%. Alla Fiat auto di Melfi (Potenza) ha aderito, sul primo turno, almeno il 50% dei dipendenti; una linea è ferma e l'altra funziona solo a tratti. Ancora in Piemonte, sono state registrate percentuali di sciopero al 65% alla Marcegaglia di Alessandria e al 95% alla Marcegaglia di Asti. A Terni, le adesioni allo sciopero sono state all'80% sia per ciò che riguarda i dipendenti dello stabilimento Thyssenkrupp, il più grande della regione, sia per ciò che riguarda le imprese di appalto attive nello stabilimento

pc quotidiano 28 gennaio - sciopero generale a torino


giovedì 27 gennaio 2011

pc quotidiano 27 gennaio - VOLANTINO DISTRIBUITO IL 28 ALLE OPERAIE

Alle operaie della Fiat,
a tutte le lavoratrici, precarie, disoccupate,
alle delegate Fiom,
a tutte le donne, le ragazze

Costruiamo uno SCIOPERO DELLE DONNE per l’8 Marzo!

Il piano Marchionne toglie alle lavoratrici qualcosa in più, anche i loro diritti di donne:

“...Nell’ultimo anno la direzione aziendale ha assunto posizioni molto rigide riguardo all’organizzazione del lavoro e alla flessibilità dell’orario, particolarmente nei confronti di noi mamme... ” - dalla lettera a Marchionne dell’operaia Stefania della Fiat di Termoli. Con l’accordo Mirafiori tra turni, aumento dell’orario, straordinari triplicati, le donne si devono “ammazzare” per riuscire a lavorare.

Per la Fiat: “Un operaio robusto vale 9 punti. Uno resistente 8. Uno giovanile 7. Un corpo normale 6. Se è obeso 5. Delicato 3. Gracile 1... per essere un buon operaio, non basta lavorare. Bisogna essere robusti e ricercati...”. Allora, quanto NON vale per la Fiat un’operaia? Ora con l’accordo l’azienda potrà chiamare chi le pare e imporre la scelta: o firmi o vieni licenziata. E quali saranno i criteri di selezione? Succederà alla Fiat di Torino quello che è già successo all’Alitalia, in cui le lavoratrici in maternità o con figli piccoli sono state “fatte fuori” o messe in condizioni di dover rinunciare.

“...per le lavoratrici i movimenti ripetuti, forzati, i ritmi intensi di lavoro, la stanchezza di ore ed ore di lavoro sempre nelle stesse posizioni, legati all’insieme della condizione di vita, al fatto di poter cambiare di meno l’orario di lavoro, i turni (perchè devono conciliarsi comunque con i “tempi familiari”), al mancato riposo e all’altro lavoro in casa, comportano in più gravi problemi all’apparato riproduttivo, con disfunzioni del ciclo mestruale (che talvolta sparisce anche per mesi), problemi legati alla maternità, mal di testa sempre più frequenti, ecc. Le operaie della Fiat Sata dicono di accusare una “indescrivibile stanchezza” anche mentale, di sentirsi sempre sull’orlo dell’esaurimento nervoso, di sentirsi precocemente vecchie..” - da un’inchiesta delle lavoratrici slai cobas per il sindacato di classe alla Fiat di Melfi. Il sistema Ergo Uas, allegato all’accordo di Mirafiori, porta ad una pesante intensificazione dei ritmi e dei movimenti.

Il piano Marchionne sarà esteso e legittimerà ancora di più di ora tutti gli attacchi, le discriminazioni, le umiliazioni verso le donne in tanti posti di lavoro, che si uniscono agli attacchi che il governo del porco Berlusconi ha fatto alle pensioni delle donne, ai posti di lavoro per le insegnati nelle scuole, i tagli nei servizi, la precarizzazione a vita per migliaia di donne, ecc.

LE OPERAIE FIAT HANNO DIMOSTRATO DI ESSERE LE PIU’ DETERMINATE A DIRE NO, HANNO DIMOSTRATO DI AVERE MENO PAURA, DI LOTTARE PER SE’ MA ANCHE PER LA DIGNITA’, PER IL FUTURO DEI FIGLI. LO STESSO HANNO FATTO LE LAVORATRICI DI TANTI POSTI DI LAVORO, LE DISOCCUPATE DEL SUD, PRECARIE proprio perchè hanno doppie catene da spezzare

Occorre ora uno SCIOPERO DELLE DONNE. Uno sciopero autorganizzato dalle donne, dalle delegate sui posti di lavoro. Da poter realizzare per l’8 marzo.

Alla Fiat di Termoli hanno autorganizzato un coordinamento delle donne, seguiamo l’esempio, costruiamo una piattaforma che nasca dalle nostre condizioni, lavoriamo per uno sciopero delle donne che intrecci la lotta contro gli attacchi di classe e di genere. Chiamiamo tutte le donne, le studentesse, a sostenerlo, per lottare insieme contro gli “Uomini che odiano le donne” da Marchionne a Berlusconi!


Le lavoratrici, disoccupate
Slai cobas per il sindacato di classe
Movimento Femminista Proletario Rivoluzionario

mfpr@libero.it

pc quotidiano 27 gennaio - grande ribellione proletaria in egitto



una grande ribelliione popolare contro il regime di Mubarak

testo in spagnolo in via di traduzione

La policía se enfrentó con miles de egipcios que desafiaron una prohibición del Gobierno el miércoles y salieron a protestar contra el presidente Hosni Mubarak, arrojando gases lacrimógenos y dispersando a los manifestantes.

Un manifestante y un agente de policía murieron en el centro del Cairo, donde los participantes en las protestas quemaron neumáticos y lanzaron piedras en diferentes partes de la capital.

Las escenas no tienen precedentes en el país, uno de los aliados más cercanos de Estados Unidos en Oriente Próximo, y se dan dos semanas después del derrocamiento del presidente tunecino Zine al Abidine Ben Ali en una revuelta popular.

Los activistas llamaron a los egipcios a tomar las calles nuevamente el miércoles para poner fin a los 30 años del mandato de Mubarak, después de un "Día de Ira" de protestas contra el Gobierno en todo Egipto, en las que murieron tres manifestantes y un policía.

Las fuerzas de seguridad arrestaron a alrededor de 500 manifestantes en los dos últimos días, dijo una fuente del Ministerio del Interior.

Testigos indicaron que las autoridades, algunas vestidas de civil, arrastraron a muchas personas y las metieron en camionetas sin inscripciones el miércoles.

La policía disparó al aire cerca de un recinto judicial en el centro de El Cairo, según testigos. En otra área, usaron camiones anti disturbios para dispersar a un grupo de alrededor de 3.000 personas.

Un manifestante en la capital dijo a Reuters: "La principal táctica ahora es aparecer de repente (...) sin advertencia ni anuncio. Así ganamos terreno".

El país no había visto un movimiento de protesta similar desde que Mubarak llegó al poder en 1981, tras el asesinato de Anuar el Sadat a manos de islamistas.

Miles de personas salieron a las calles de diferentes ciudades del país para protestar contra la pobreza, el desempleo, la corrupción y la represión y pedir la salida de Mubarak.

Estados Unidos dijo que sigue apoyando a Mubarak, aunque también respalda el derecho de asociación y libertad de expresión de los egipcios.

Egipto sigue siendo "un importante y cercano aliado", dijo el portavoz de la Casa Blanca, Robert Gibbs, a los periodistas que viajan con el presidente estadounidense Barack Obama.

En tanto, la secretaria de Estado Hillary Clinton exhortó al Gobierno a permitir las protestas pacíficas y no bloquear los sitios de Internet.

Cientos de personas se congregaron en la ciudad oriental de Suez fuera de una morgue para demandar la entrega del cuerpo de uno de los tres muertos en las protestas del martes.

"El Gobierno mató a mi hijo", gritaron los manifestantes. "Oh Habib, dígale a su amo, sus manos están sucias con nuestra sangre", dijeron, en referencia al ministro del Interior Habib al Adli.

Otros cientos de personas se reunieron junto a la sede del sindicato de periodistas de El Cairo, uno de los pocos lugares donde las autoridades permiten realizar protestas. La policía los golpeó con porras cuando intentaron romper un cordón, mientras que manifestantes arrojaban piedras contra los oficiales.

Facebook y Twitter han sido medios clave para la comunicación de los manifestantes, pero los egipcios dijeron que ambos estaban bloqueado el miércoles. El Gobierno negó esa información.

Un portavoz de Facebook en Londres dijo que no se veían grandes cambios en el tráfico del sitio desde Egipto. Twitter confirmó que su sitio estuvo bloqueado el martes, aunque los usuarios pudieron acceder a través de otras páginas.

Las demandas fueron publicadas en Facebook, incluyendo la petición de dimisión del presidente y del primer ministro, Ahmed Nazif, la disolución del Parlamento y la formación de un gobierno de unidad nacional.

El primer ministro dijo el miércoles que el Gobierno está comprometido en permitir la libertad de expresión a través de medios legítimos y sostuvo que la policía actuó con moderación durante las protestas del martes.

La población de Egipto, 80 millones de personas, crece un dos por ciento al año y alrededor del 60 por ciento de la población -y el 90 por ciento de los desempleados- son menores de 30 años.

Alrededor del 40 por ciento de los ciudadanos vive con menos de dos dólares al día, y un 30 por ciento son analfabetos.

Los inversores están preocupados por la inestabilidad. La bolsa de Egipto, que estuvo cerrada el martes por un festivo, cayó un 6 por ciento el miércoles, la libra egipcia tocó un mínimo de seis años frente al dólar estadounidense y el coste de asegurar la deuda contra la suspensión de pagos aumentó

pc quotidiano 27 gennaio - bologna.30.000 in piazza...fischiata la Camusso

Bologna, 30mila al corteo Fiom Fischiata la Camusso /La protesta contro gli accordi alla Fiat, con Camusso (contestata perché non ha annunciato lo sciopero generale) e Landini. Il segretario dei metalmeccanici: "Dobbiamo porci il problema di come proseguire con la mobilitazione", e punta il dito contro il governo

Il popolo della Fiom arriva a Bologna da tutte le province dell'Emilia-Romagna (con 160 pullman), un giorno prima dello sciopero nazionale: in piazza Maggiore saranno 30mila, quando sul palco saliranno prima Maurizio Landini poi Susanna Camusso. Cori e applausi al segretario della Fiom, che attacca il governo e l'ad Sergio Marchionne, qualche fischio all'indirizzo dell'omologa della Cgil, che non parla di sciopero generale.


"Sciopero generale subito" è invece il leit motiv della manifestazione.
Dietro al palco di piazza Maggiore uno striscione calato da Palazzo D'Accursio, sede del Comune. Un altro striscione sui gradini di San Petronio, a pochi metri di distanza. Gridano "sciopero" le tute blu che pochi minuti dopo le nove si incamminano da porta Saragozza verso piazza Maggiore, occupando i viali, da una porta all'altra. La cima del corteo - con Maurizio Landini e Susanna Camusso - , con lo striscione "Il lavoro è un bene comune" arriva a destinazione quando la coda della sfilata è forse un chilometro più indietro. In contemporanea gridano "sciopero" anche gli studenti, prima quelli medi, poi anche gli universitari, che partono e ritornano più volte nel corso della giornata su piazza Verdi, cuore del centro storico e dell'ateneo. La loro è una manifestazione di vicinanza, dopo che la Fiom, nei mesi scorsi, aveva sostenuto le proteste dentro e
fuori le aule dell'Alma Mater.

In piazza Maggiore, che è un tripudio di bandiere rosse, l'avversario contro cui scagliarsi è non soltanto la Fiat ("Credo che se la Fiat diventasse un modello, questo metterebbe a rischio i diritti di tutti i lavoratori", parole di Landini), ma il governo. Attacca Maurizio Landini: "Sacconi non è un ministro, non fa quel che deve fare. Il governo e il presidente del Consiglio non affrontano i problemi di questo Paese, Berlusconi si vergogni.
Questa piazza chiede un cambiamento perché questo Governo sta portando questo Paese alla deriva", e invita Fim e Uilm a "fermarsi": "Non tengono fuori solo la Fiom e la Cgil ma cancellano in questo Paese l'esistenza del sindacato confederale", fanno una cosa che è anche "contro la loro storia e la loro natura".

Poi è il turno di Susanna Camusso. Si rivolge ancora al ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, "ma lui pensa davvero che gli investimenti in questo paese vengono o non vengono in base al voto dei lavoratori? Oppure, piuttosto, in base all'immagine che dà il presidente del Consiglio, di cui ci vergognamo?". Ma fra i cori a sostegno anche dei fischi, perché il segretario non parla di sciopero generale. "Non più di una trentina", secondo il suo staff, i contestatori.

pc quotidiano 27 gennaio - TORINO CONTESTATA LA UIL

TORINO, MERCOLEDI' 26 GENNAIO: CONTESTATA LA UIL

Siamo alla vigilia dello sciopero generale e la stampa reazionaria si mobilita per creare il più possibile un clima pesante.
La busjarda, grande maestra in questo senso, non perde l'occasione ed invia il suo peggiore scribacchino reazionario, Massimo Numa, alla contestazione alla sede della Uil di via Bologna.
L'imbrattacarte racconta di un presidio di studenti e lavoratori precari sotto la sede del sindacato collaborazionista: naturalmente lo fa a modo suo, dipingendo i manifestanti come "gruppo di autonomi di Askatasuna", oltre a dare voce ai sindacalisti venduti che difendono la firma apposta al ricatto dell'extracomunitario canadese.
E' illuminante, a questo proposito, una frase del dirigente regionale collaborazionista Lorenzo Cestari: "gli accordi si fanno quando c'è il lavoro, se non c'è non si possono fare: e noi difendiamo il lavoro".
Insomma, secondo il sindacalista venduto qualunque lavoro - anche quello di tipo schiavistico imposto dal documento voluto dallo schifoso ad della Fiat - è da accettare senza battere ciglio; andasse a lavorare alla catena di montaggio per tre mesi, alle condizioni da lui accettate: sono certo che cambierebbe idea.
Concludo stigmatizzando la reazione della Cgil che, a proposito della civilissima contestazione agli ignobili sindacalisti a libro paga dei padroni, parla di "metodo inaccettabile e dannoso; esprimiamo la nostra solidarietà ai dirigenti della Uil".
Si vergognino, i correi della Susanna Camusso: come al solito a parole sono vicini ai lavoratori, ma nei fatti sono quanto meno ambigui; offrono solidarietà ai servi dei padroni, in contrapposizione a coloro che rivendicano semplicemente il rispetto dei diritti dei lavoratori.

Torino, 27 gennaio 2011

pc quotidiano 27 gennaio - in piazza a bergamo con le lotte proletarie in tunisia,algeria,egitto...

Sabato 29/01/2011 Piazza Matteotti Bergamo
dalle h 14,30 presidio in solidarietà con la lotta del popolo tunisino, egiziano, algerino....

“Continueremo a combattere, continueremo la nostra rivoluzione, non accettiamo questo nuovo governo pieno dei vecchi ministri”.

Così dicono oggi coloro che continuano a combattere per le strade della Tunisia dopo aver vinto la prima battaglia e cioè quella di scacciare con la forza delle mobilitazioni popolari il rappresentante del vecchio regime e parte della sua cricca.

Continua dunque la rivolta del popolo tunisino che non accetta un governo che conferma il precedente potere con i suoi vecchi ministri, non possono bastare i contorsionismi dei nuovi governanti per far accettare chi si è sporcato le mani del sangue dei lavoratori, dei giovani e degli oppositori in tutti questi anni, non basteranno i contorsionismi della “diplomazia occidentale” e cioè dei paesi imperialisti di tutto il mondo, Italia compresa, che in tutti questi anni hanno appoggiato il governo di Ben Ali e adesso sono prontissimi, basta che possano continuare a fare affari, ad appoggiare un governo di coalizione nazionale.

335 5244902
aderiscono lavoratori slai cobas per il sindacato di classe

pc quotidiano 27 gennaio - Cammarata, sindaco di Palermo, più in basso di così, si può?

Il sole24ore, qualche settimana fa, lo aveva posizionato al penultimo posto (all’ultimo c’è il sindaco di Napoli!), tra i peggiori sindaci del paese, in una classifica stilata ogni anno…

Ma il sindaco Cammarata (Forza Italia, ora Pdl) è in grado di fare di più! Ha fatto imbestialire anche il presidente degli industriali di Palermo che ne ha chiesto il commissariamento e quello dei costruttori edili (Ance) che usa parole pesanti, che riportiamo dalla repubblica di oggi, “Ci stanno togliendo tutto… la città è al collasso: non solo non si investe e non si spende per la collettività, ma adesso si utilizzano in modo improprio quei fondi che rappresentavano l’unica speranza per avere una boccata d’ossigeno, non c’è la volontà, né politica né amministrativa, di fare uscire Palermo dal baratro nel quale gli amministratori l’hanno fatta piombare”! Così parlano quegli stessi che probabilmente condividono con il sindaco gli stessi ambientini…Circolo del tennis, della vela, ristoranti… E cosa mai devono dire allora il proletariato palermitano, innanzi tutto, e gli altri settori della città?

Il motivo di questa incavolatura è che il sindaco non si è posto il problema di utilizzare i 35 milioni previsti dal CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica - un ufficio del governo che dà soldi ai vari enti per investimenti) per pagare gli stipendi dei lavoratori del Comune, circa 20.000 tra dipendenti comunali e delle società partecipate. Quindi le casse del Comune sono di nuovo completamente a secco nonostante i suoi ripetuti tentativi di tranquillizzare tutti, pensando che ancora una volta a livello nazionale il governo gli potrebbe dare una mano.

Quei soldi dovevano essere stanziati per alcune infrastrutture e ancora l’emergenza rifiuti. La città continua ad essere coperta da immondizia, infatti, i trasporti sono allo sbando completo, si muore attraversando la strada perché mancano i sottopassi, i morti sono costretti a “fare la fila”, ci sono infatti 120 bare in attesa al cimitero dei Rotoli, con gravissimo pericolo per la salute della cittadinanza, le centraline per il controllo dell’inquinamento sono andate in tilt, le discariche di amianto sparse per la città non si contano, la sanità è uno scandalo continuo… e per adesso ci fermiamo qui, tutto quanto certificato da giornali e giudici che aspettano il sindaco in tribunale un giorno sì e l’altro pure (inquinamento, truffa e abuso d’ufficio…).

Cacciare un simile elemento (“cosa inutile”, definizione oramai generalmente accettata) a calci nel sedere rimane un compito urgente…

pc quotidiano 27 gennaio - scritte all'ilva taranto...

Sono ormai diversi giorni che i giornali locali stanno scrivendo pagine e pagine su alcune scritte che sono state trovate sui muri all’interno dello stabilimento

A premessa, diciamo che ci piacerebbe se ogni tanto si scrivessero tutti questi articoli sugli operai dell’Ilva, sulla loro condizione di lavoro che va sempre peggiorando, su che significa vivere con la cassintegrazione straordinaria con rischio esuberi, sul clima di paura che esiste all’interno, sugli infortuni taciuti, ecc. abbiamo avuto persino un operaio che si è ucciso in fabbrica.. Ma niente!
L’Ilva diventa un problema nazionale, addirittura del Viminale, solo per qualche scritta improvvisata e rabbecciata fatta non si sa bene da chi....

Ma ciò che è inaccettabile è che sindacalisti locali e nazionali, parlamentari, esponenti di partito, istituzioni, Digos, ecc. si mettano a usare queste scritte per attaccare “il sindacalismo estremista”, i volantini che denunciano l’accordo e il piano Fiat, o che denunciano, più che giustamente, il collaborazionismo e il servilismo verso i padroni di alcuni sindacati confederali, ecc.
Ma fateci capire, ce l’avete forse con lo Slai cobas per il sindacato di classe?
Volete attaccare la nostra attività chiara ed esplicita di denuncia della dittatura padronale che esiste eccome alla Fiat di Marchionne come all’Ilva di padron RIVA e di sindacalisti che sono eccome servi e per questo hanno fatto carriera - vedi Palombella?
Sarebbe “terrorismo” una necessaria lotta sindacale vera anche dura vista la situazione di fascismo padronale? sarebbe violenza denunciare lo schiavismo dei padroni e i sindacati che accettano accordi svendita? E questa sarebbe violenza?! Mentre quello che ogni giorno vivono gli operai con la paura di essere messi in cig o di perdere il lavoro, come gli interinali all’Ilva, di vedersi togliere i diritti più normali, di rischaire la salute e la vita, come la dobbiamo chiamare?

Se tanto mi dà tanto, queste “scritte” equivoche.. troppe, sembrano uscite al momento opportuno, per fare una campagna di intimidazione padronale, poliziesca, sindacale - questa si “terrorista” - verso gli operai, per creare un clima di repressione.Ma stiano tutti tranquilli...
Noi non facciamo scritte stupide e non ci facciamo intimidire,
nessuno ci tappa la bocca con queste campagne.
Non ci è riuscito Riva, quando ci ha querelato per ‘RIVA ASSASSINO’; non ci è riuscito Palombella quando ci ha querelato per un volantino che diceva che era colluso con l’azienda. E il giudice in entrambi i casi ha sancito che il fatto non costituisce reato.
A proposito.. lo Slai cobas per il sindacato di classe è presente e attivo all’Ilva di Taranto, come alla Dalmine di Bergamo, alla Fiat di Torino... è un reato?

slai cobas per il sindacato di classe
ilva appalto taranto

pc quotidiano 27 gennaio - SI UNISCONO LE LOTTE PER IL LAVORO E L'AMBIENTE.

SI UNISCONO LE LOTTE PER IL LAVORO E L'AMBIENTE.

Manifestazione questa mattina alla Provincia di Taranto indetta dai Disoccupati Organizzati slai cobas per porre l’urgenza e la necessità della raccolta differenziata per l’intera città come soluzione e risposta concreta sia al problema dei rifiuti che in questo periodo sta diventando grave, sia all’emergenza lavoro, per cui da un anno e mezzo lottano i Disoccupati.

Fatto nuovo e positivo di questa mattina è stata la presenza, su appello/invito dei Disoccupati Organizzati di una folta delegazione dei movimenti che da settimane stanno bloccando i camion dei rifiuti campani.
Per la prima volta a Taranto queste due realtà di lotta uniscono le loro forze, e rivendicazioni per unire lavoro e ambiente, per dire che non vogliamo risolvere la crisi rifiuti del governo e delle istituzioni che scaricano sulle popolazioni disastri che loro hanno creato per favorire interessi economici e malavitosi.
Anche la questione rifiuti in corso in questi giorni e le mobilitazioni che si stanno realizzando sia a Taranto che in Provincia, con blocco dei camion, e a cui stanno partecipando i Disoccupati Organizzati, mostrano che l'unica alternativa a una linea del governo Berlusconi di risolvere i “suoi problemi” scaricando la crisi di rifiuti sulle popolazioni, di Napoli o di altre città come ora Taranto, è la raccolta differenziata. Questa non si vuole fare realmente e adeguatamente solo per interessi economici e politici di chi fa profitti sui rifiuti e sulla salute della gente e di governo e istituzioni che sono legati a questi interessi illegali.

I Disoccupati Organizzati di Taranto è da più di un anno e mezzo che stanno portando avanti la lotta per la raccolta differenziata facendo una battaglia per loro ma anche per tutta la città.

Questa unità continuerà anche nelle prossime iniziative: sabato pomeriggio una delegazione dei Disoccupati Organizzati parteciperà ad un nuovo presidio sulla questione rifiuti a Statte e i movimenti contro i rifiuti, ambientalisti parteciperanno alla nuova mobilitazione dei DO sulla raccolta differenziata che si terrà nella settimana prossima.

Nel corso della manifestazione di questa mattina, vi è stato l’incontro tra i Disoccupati Organizzati Slai cobas e il Pres. della Provincia, Florido a cui è stato
chiesto di convocare il tavolo con tutte le parti per realizzare il progetto di raccolta differenziata in tutta la città. Il Pres. Florido ha dato la sua disponibilità e per la prossima settimana sarà calendarizzato questo Tavolo.

Occorre un progetto per la raccolta per tutta la città, che dia lavoro almeno a 200 disoccupati.
Nei mesi scorsi la Regione ha stanziato altri 1 milione e 800 mila euro, che dovrebbero andare direttamente al Comune di Taranto. Ma è troppo poco e rischiano di essere gestiti male.
A tutt'oggi nulla sappiamo da parte del Comune di come intende utilizzare questi fondi; c'è il rischio concreto, come da dichiarazioni di assessori comunali, che i soldi vadano nel “buco nero” dell'Amiu, con l'effetto di utilizzarli per coprire il suo debito e di non fare nuove assunzioni.

I Disoccupati Organizzati che in questi giorni hanno ottenuto un primo risultato della loro lotta con l’avvio dei corsi di formazione retribuiti finalizzati al lavoro nella raccolta differenziata e la realizzazione di un primo bando di gara per la raccolta differenziata (bloccato dal 2007), che prevede l'assunzione dei corsisti, NON aspetteranno fermi la convocazione del Tavolo e nei prossimi giorni svilupperanno nuove iniziative di lotta nei confronti di Comune e Amiu.


DISOCCUPATI ORGANIZZATI
Slai cobas per il sindacato di classe