lunedì 13 luglio 2026

I criminali di guerra israeliani scorazzano liberi nei luoghi di villeggiatura protetti da governo stato e polizia - sevono altri mezzi oltre la denuncia


 
LA FONDAZIONE HIND RAJAB. “IN ITALIA BEN ASULIN, IL SOLDATO IDF CHE DEMOLÌ LE CASE DELLA STRISCIA”» DI STEFANIA MAURIZI - FQ 7 LUG 2026
MAGNIFICA STEFANIA!... «ANCHE QUESTI "SPREGEVOLI VIAGGI-PREMIO" SONO PARTE INTEGRANTE DELL'"ORRORE GENOCIDIARIO SIONISTA IN PALESTINA"»!!!
N.B.: «Presentato un esposto alla procura di Roma. Nel 749° battaglione: distrusse il corridoio Netzarim»!
 
«La Hind Rajab Foundation – fondazione con sede in Belgio che prende il nome dalla bambina palestinese di cinque anni uccisa dai soldati israeliani nel gennaio del 2024 a Gaza insieme con la sua famiglia e con due paramedici, che avevano cercato di soccorrerla – ha la missione, impugnando le leggi internazionali, di assicurare alla giustizia i responsabili dei crimini di guerra e atrocità contro il popolo palestinese.
La fondazione ha appena presentato una denuncia alla procura della Repubblica di Roma contro un cittadino israeliano di nome Arik Ben Asulin, che si trova in Italia da qualche giorno e che secondo le indagini della Hind Rajab, ha prestato servizio a Gaza – almeno da fine 2023 e fino ai primi mesi del 2026 – nel 749° Combat Engineering Battalion, battaglione dell’Idf accusato di essere responsabile di una vera e propria devastazione a Gaza, attraverso la demolizione controllata di infrastrutture civili, prima fra tutte la Al Azhar University.
Con la sua denuncia la fondazione chiede ai magistrati italiani di indagare sulla sua presunta partecipazione a crimini di guerra, contro l’umanità e atti di genocidio, elencando specifici episodi dettagliati con dovizia di particolari e con immagini tratte anche dai post sui social dello stesso militare, che ha pubblicato foto e video delle demolizioni e celebrava sui social la distruzione di Gaza. In particolare la fondazione ha verificato tre casi specifici: la distruzione del corridoio di Netzarim, corridoio di circa 6 chilometri creato dalle forze militari israeliane per spaccare in due la Striscia e impedire ai palestinesi sfollati di tornare nelle loro case nel nord.
La distruzione, documentata dalle foto satellitari e da inchieste giornalistiche come quella del media americano Drop Site News, ha visto coinvolto il 749° Combat Engineering Battalion e, secondo la fondazione, Arik Ben Asulin era presente nel corridoio durante le demolizioni controllate e le celebrava sui social. Una delle sue foto lo ritrae con i cavi da demolizione. L’altro episodio è quello della distruzione dell’università Al-Azhar, documentata sia da Drop Site News sia dalla Commissione di inchiesta dell’Onu, che hanno individuato ancora una volta il ruolo del 749° battaglione. Infine, la distruzione del quartiere di Shuja’iya. La denuncia alla procura di Roma è solo una delle novanta contro soldati israeliani accusati di aver preso parte a crimini di guerra, contro l’umanità e atti di genocidio, presentate dalla Hind Rajab Foundation, in ben trenta giurisdizioni in quattro Continenti.
Fin dal settembre del 2025, il Fatto Quotidiano ha rivelato come i soldati israeliani si sentano al sicuro in Italia, dove viaggiano in molte regioni. Il nostro giornale li ha rintracciati nelle Marche, in Sardegna e in Piemonte, come turisti, ma in realtà vengono nel nostro Paese per la “decompressione psicologica” dalle atrocità di cui sono stati parte o testimoni a Gaza. Non soltanto viaggiano liberi e indisturbati, ma anche protetti dalle nostre forze di polizia, come la Digos.

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