Ieri vi è stato un buon intervento alla Stellantis di Melfi dello
Slai cobas di Taranto. Da tempo dovevamo andare, ma gli impegni a
Taranto e l'incertezza della presenza degli operai alla Stellantis, che
il giorno prima non sanno se il giorno dopo andranno a lavorare o no, ha
impedito finora che andassimo.
Ma questo non ha però impedito
che tramite contatti con operai della Stellantis, anche vedendoci nelle
andate al Tribunale di Potenza per il processo Ilva, seguissimo
quotidianamente la situazione della fabbrica e dell'appalto, e facessimo
una lunga intervista ad alcuni di questi operai.
E' questa
intervista, insieme ad alcune valutazioni/indicazioni, che ieri abbiamo
diffuso e discusso con gli operai alla Stellantis (in calce il foglio diffuso).
Buon
rapporto, accoglienza tra gli operai e operaie. Anche se erano passati
dei mesi dall'ultima volta, sembrava che ci eravamo visti da poco. Tanti
hanno denunciato con rabbia la situazione difficile: pochi giorni al
mese di lavoro e gli altri in cassintegrazione o addirittura senza
salario, rimandati a casa dall'zienda perchè: non c'è lavoro; e il
salario si riduce sempre di più. Nei pochi giorni di lavoro, i carichi e
i ritmi aumentano, mentre i lavoratori sono diminuiti. Non c'è alcuna
chiarezza sul futuro.
Il clima all'interno è pesante, l'azienda sa
che prima o poi gli operai diranno: Basta! E cerca di impedire
qualsiasi possibile protesta (ieri un vigilante all'inizio ha tentato di
impedire il nostro intervento, pretendeva di sapere i nostri nomi...,
ma chiaramente gli è stato risposto a tono, ed è dovuto andare via). Molto estesa tra i lavoratori è la denuncia dei sindacati, che sembrano
inesistenti, nessuna informazione, niente assemblee, ma solo loro
incontri a Roma, con la Regione, che non portano a nessun risultato per i
lavoratori.
Gli operai sono delusi,
arrabbiati, ma vedono ancora difficile una ribellione collettiva. Ora,
probabilmente dal 21 luglio e fino al 16 agosto (voci addirittura
parlano fino a fine agosto) la fabbrica sarà chiusa.
Ma
a settembre torneremo e lavoreremo per organizzare una riunione che,
grande o piccola che sia, costituirebbe un primo passo in avanti per una
mobilitazione dal basso, per concrete rivendicazioni operaie. Questo
passo ha trovato disponibilità tra gli operai e operaie.
Dopo
l'intervento alla Stellantis siamo andati al presidio/tenda operaia
della PMC, appalto stellantis, che dura da 9 mesi! Gli operai hanno
tradotto la sigla aziendale in Presidio Metalmeccanico Combattivo.
Siamo
stati molto ben accolti - Ci hanno informato dello stato della loro
lotta e dei vari passi fatti in questi mesi, che hanno portato ad una
nuova possibilità lavorativa con altra azienda - il 27 giugno vi sarà un
incontro risolutivo; hanno anche parlato del rapporto contraddittorio
coi sindacati. Ma soprattutto hanno giustamente voluto sottolineare il
valore per tutti gli operai del loro presidio: hanno mantenuto e
mantengono una "luce" accesa, indomita che è un esempio per tante altre
ditte dell'appalto che rischiano di licenziare.
Il
loro rappresentante ci ha detto: voi siete venuti da Taranto, col
caldo, a incontrarci... invece chi sta qui a Potenza (vedi Potere al
popolo) non lo abbiamo mai visto.
Poi
hanno voluto sapere dell'Ilva e del processo di Potenza. Questo ci ha
dato la possibilità di raccontare tanto di questa grande fabbrica,
passato e presente, facendo informazione e spiegando linea e esperienze,
positive e negative.
Ci hanno offerto e insistito che mangiassimo pane e salame, frutta e caffè.
Di seguito alcune foto che i lavoratori hanno voluto per suggellare questo positivo incontro, con l'arrivederci a presto.
IL VOLANTONE DIFFUSO ALLA STELLANTIS DI MELFI
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