sabato 18 luglio 2026

MA QUALE FUTURISMO, QUESTI SONO LEGATI AL SURREALISMO - Un commento

Forse più che al Futurismo – il movimento artistico, fondato da Filippo Tommaso Marinetti nel 1909, che ancora oggi è considerato un simbolo della destra revanscista italiana – i componenti del governo fascioleghista dovrebbero fare riferimento a quel filone, nato dalla pubblicazione di un manifesto ideato dallo scrittore André Breton nel 1924, che passa sotto il nome di Surrealismo.

Costoro sono bravissimi a dipingere quadri politici che esistono soltanto nella loro mente, ed al momento – ammettiamo di faticare a capire come ci riescano – trovano il modo di convincere la maggioranza degli italiani che quanto da loro espresso rappresenta la verità, mentre le minoranze sono infarcite di mentitori seriali intenti unicamente a cercare di preservare i loro scranni.

Eppure, in questi questi quattro anni di amministrazione della destra radicale e fascista gli esempi di complete falsità raccontate da costoro riempiono le pagine dei media non asserviti al regime; la stampa

borghese – sia la carta stampata sia il sistema radiotelevisivo – è praticamente di proprietà esclusiva dei partiti dell’esecutivo: si salva ben poco, ma per fortuna esistono realtà indipendenti.

Soltanto per citare il caso più recente di verità nascoste, ricordiamo la vicenda delle basi Usamericane che Guido Crosetto, il Ministro della Difesa, ha sostenuto pervicacemente di averne negato per l’utilizzo come appoggio alla guerra di aggressione all’Iran, salvo essere subitamente smentito dal comando della Nato che ha quantificato in ben 518 i voli ad essa dedicati partiti dall’Italia.

Naturalmente i pennivendoli borghesi si sono ben guardati da dare il giusto risalto alla vicenda, perché altrimenti avrebbero dovuto mettere in difficoltà il nativo di Cuneo, e non sia mai; questo, però, è soltanto uno dei tanti temi sui quali questi assai poco “signori” non sono capaci a fare altro che becera propaganda: ora è esploso il caso del successore di Sergio Mattarella al Palazzo del Quirinale.

<https://pennatagliente.wordpress.com/wp-content/uploads/2026/07/immagine-27.png>

In proposito non si può sorvolare su un’intervista <https://www.ilgiornale.it/news/quirinale/sinistra-antidemocratica-colle-non-loro-feudo-2687561.html> che il fascista Luca Ciriani, titolare del dicastero senza portafoglio dei Rapporti con il Parlamento, ha concesso a tale Gabriele Barberis e da questi pubblicata sull’edizione di giovedì due luglio della cloaca massima dello pseudo giornalismo italiano d’accatto (che in fatto di distorsione della realtà è uno dei massimi esperti).

Il politicante pordenonese sostiene, senza vergogna, a proposito della proposta di candidatura di Giorgia Meloni alla carica di capo dello Stato: «Io penso che ritenere il Quirinale una sorta di proprietà privata come fa la sinistra, sia profondamente antidemocratico. Dove è scritto che il presidente della Repubblica italiana non possa avere un orientamento di centrodestra?».

Facciamo notare al parlamentare friulano che un’asserzione del genere non corrisponde assolutamente alla realtà di quanto accaduto in ottanta anni di vita della Repubblica Italiana: in tutto questo tempo, gli inquilini del Colle sono stati prevalentemente democristiani, con importanti parentesi liberali certamente non catalogabili come “sinistra”, e ben poco altro: qui di seguito la lista, con il partito di appartenenza.

   - Enrico De Nicola – Partito Liberale Italiano
   - Luigi Einaudi – Partito Liberale Italiano
   - Giovanni Gronchi – Democrazia Cristiana
   - Antonio Segni – Democrazia Cristiana
   - Giuseppe Saragat – Partito Socialista Democratico Italiano
   - Giovanni Leone – Democrazia Cristiana
   - Alessandro Pertini – Partito Socialista Italiano
   - Francesco Kossiga – Democrazia Cristiana
   - Oscar Luigi Scalfaro – Democrazia Cristiana
   - Carlo Azeglio Ciampi – indipendente, ex Presidente della Banca d’Italia
   - Giorgio Napolitano – Democratici di Sinistra
   - Sergio Mattarella – indipendente di area ex Democrazia Cristiana

Come si può facilmente notare, nella storia sono state ben poche le figure istituzionali salite al Colle più alto che facevano riferimento alla “sinistra”, più o meno reale: una cosa è definire tale il socialista ex partigiano savonese, tutt’altra è additare come di area simile uno come Giuseppe Saragat, la cui storia politica è ben nota, o Giorgio Napolitano, la cui completa subalternità agli statunitensi è acclarata.

Bosio (Al), 18 luglio 2026

la Redazione del blog Pennatagliente

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