Per fare questo, la prima cosa è cambiare "le carte in tavola". Si continua a parlare di "difesa, legittima difesa", quando non c'era niente e nessuna persona da difendere (gli unici che dovevano essere difesi erano i rapinatori che sono stati uccisi). L'orefice ha sparato per vendicarsi, ha sparato quando i rapinatori erano andati via; gli ha sparato alle spalle volutamente per ucciderli. Si mistificano volutamente i fatti - come scrive qualche giornalista: "si deumanizzare le vittime, si relativizza il valore delle vite umane".
"Quello a cui stiamo assistendo - scrive Fanpage, e noi concordiamo- in queste ore è uno spettacolo indegno. Un calderone impazzito, in cui si mettono in discussione secoli di civiltà giuridica in nome di qualche like sui social... Un dibattito in cui non trovano più spazio i fatti, né le ragioni che hanno portato alla condanna definitiva di Mario Roggero...".
Ma sta accadendo di più, l'orefice assassino, oltre che fatto passare per "vittima", lo si fa passare oggettivamente da esempio, come legittima reazione di chi viene derubato - qualche monile conta più della vita delle persone.
Lo dice chiaramente Giorgia
Meloni:
"Se mi aggredisci, mi difendo", «Chi delinque non può essere risarcito» (riferendosi alla provvisionale per i familiari delle due vittime e rivendicato l’ultimo ddl
Sicurezza che cancella le ipotesi di risarcimento).
Salvini tenta soprattutto di fare il "colpo elettorale", gli vuole dare anche una "medaglia": la candidatura alle prossime elezioni politiche - della serie:
se spari ai ladri entri in parlamento, e non vai in carcere. Nordio cerca di scippare le prerogative del capo dello Stato per dare a Roggero la grazia.
Tutto il governo, la stampa al suo servizio, ha avviato una campagna stampa, televisiva (prima notizia in vari telegiornali, prima delle guerre in corso, dei massacri a Gaza, Libano, ecc.) per fomentare una "opinione pubblica" reazionaria/fascista, per cui è legittimo sparare, è giusto che le persone abbiano le armi, che si facciano giustizia da sè, o meglio: si vendichino da sè; e poi..., inevitabile, cacciamo gli immigrati..., occorre più polizia, più decreti sicurezza, ecc. ecc.
Per il governo, la Meloni, Salvini, Nordio, Piantedosi, ecc. è un'occasione ghiotta per riprendere tutti i temi, i piani a loro più congeniali; per mettere in ombra alcune recenti sconfitte parlamentari, per avere più "merda" da spendere nella lunga campagna elettorale. Chiaramente Vannacci non è stato da meno, i suoi "vannacciani" hanno inscenato subito un sit-in davanti al tribunale di Torino.
Quindi, "sono nate petizioni e raccolte fondi, mentre i giornali e i talk show della destra fomentano un’opinione pubblica furibonda per la condanna di “un eroe”, colpevole solo di aver subito l’ennesima rapina".
Chiaramente tutto è artatamente amplificato: la esistenza di rapinatori (come se stanno dietro ad ogni negozio o casa), i giudici che sarebbero a favore dei rapinatori, l'opinione pubblica contraria all'arresto, ecc. ecc.
In realtà la gente normale, i lavoratori hanno ben altro a cui pensare...
In questa campagna il gioielliere ci mette del suo, confermando che è veramente una brutta persona: «Mi hanno condannato all’ergastolo», e poi sulla grazia: «Il presidente Mattarella ha graziato uno scafista che ha ammazzato 30 persone, penso dovrebbe mettersi una mano sulla coscienza».
Questa campagna di "eccitazione" reazionaria va denunciata.
Non si tratta di posizioni, ma di un altro, "provvidenziale", passo verso un sistema securitario, che è di classe, in cui le "brave persone" sono i proprietari di negozi, i piccoli e medi borghesi autorizzati a detenere le armi, sono chi spara e uccide per difendere la sua proprietà; mentre le "persone cattive", che si possono anche eliminare, sono i ladruncoli, gli immigrati, i poveri...
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