giovedì 21 maggio 2026

pc 21 maggio - corrispondenza dal porto di Ravenna sul convegno dei padroni terminalisti

Il porto di Trieste opera nell'Europa centro orientale con il traffico di container, ma c'è anche quello di Ravenna che punta deciso sul traffico delle rinfuse solide, grandi quantità di merci trasportate senza imballaggio e senza contenitori. Questo traffico consolida la posizione di leader nazionale del porto di Ravenna, tanto che il 77 per cento delle merci trasportate via mare nel 2025 era costituito da rinfuse solide e liquide; queste merci sono la base materiale della nostra manifattura - dice il presidente dell'autorità di sistema portuale del mare adriatico centro settentrionale Francesco Benevolo, sottolineando come dietro ogni tonnellata scaricata in banchina si attivi un pezzo di sistema produttivo lungamente rimasto ai margini del sistema nazionale dei porti, e lo scalo di Ravenna ha visto un notevole sviluppo negli ultimi anni grazie a un piano da 450 milioni di euro che prevede l'approfondimento fino a 12,5 metri dei fondali, il potenziamento delle banchine e dei collegamenti ferroviari e stradali esistenti, oltre a diventare un hub strategico ed energetico ospitando nella rada il secondo rigassificatore nazionale.

Un ulteriore leva di sviluppo potrebbe essere legata al settore della difesa attrezzando lo scalo romagnolo per accogliere navi da guerra e relativi servizi logistici. Non è un caso che l'autorità portuale di Ravenna ha affidato allo stato sionista la sicurezza dei traffici con il progetto finanziato nell'ambito del programma europeo horizon, insieme al ministero della difesa di Israele che ha finanziato il progetto europeo ander sec in cui partecipa il colosso militare industriale sionista Rafael che fornisce strumenti di sorveglianza alle forze speciali navali dell'esercito israeliano e alle imbarcazioni militari, quelle che tra le altre cose hanno assaltato anche le navi umanitarie della freedom fotilla.

Rientrano tra questi attori l'università anche di Telaviv, la fondazione Isnova di Napoli e un'azienda marchigiana, la Cnt technologies, come denuncia l'importante inchiesta di Linda Maggiori, giornalista che scrive su l'altra economia, soprattutto con il suo dossier dal titolo, appunto. “la flotta del genocidio”.

Il ruolo crescente del porto di Ravenna dal punto di vista degli interessi dei padroni italiani, del governo che è complice dei traffici economici e di armi e di altro materiale a fini bellici con lo stato sionista di Israele e che aggira le leggi come la 185 del 90, questo ruolo crescente è confermato dall'evento che si terrà a Ravenna dal 21 al 23 di maggio che riunirà padroni terminalisti, sistema portuale, governo in un festival chiamato deportivus contro cui il movimento contro la guerra e a sostegno della causa palestinese opporrà un proprio controconvegno che hanno chiamato disarmibus.

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