Il primo ministro dello Stato indiano Modi è stato in visita in Italia a Roma. L'ultima visita in Italia è stata quella del G7 a Borgo Egnazia in Puglia nel 2024 in quello che è stato nella realtà un vertice di guerra.
Già Modi ha incontrato Meloni sette volte, inoltre il ministro della difesa, o meglio dire ministro della guerra Crosetto, era stato a Nuova Delhi nell'aprile scorso, così come in altri incontri in India sono andati Urso e Tajani.
Per questa visita c’è stato uno spiegamento imponente di forze militari e di polizia che hanno occupato Roma già dai giorni precedenti.
Un aspetto importante, oggetto di questo incontro al vertice, è quello del Corridoio Economico India-Medio Oriente-Europa, il cosiddetto IMEC, un progetto infrastrutturale che forse è la cosa più importante in assoluto di questo incontro.
L'Italia si candida come approdo marittimo con i suoi porti. Diego Maiorano professore associato di
storia dell'India contemporanea all'università Orientale di Napoli ha rilasciato un'intervista in cui dice che in India la maggior parte della popolazione è troppo povera per comprarsi prodotti made in Italy di qualsiasi tipo – e parliamo di armamenti, macchinari agricoli e probabilmente auto e comunque settore automotive.E’ una propaganda di un regime fascista di Modi che non può certo dare al mondo la vera immagine di sé, della feroce guerra che fa al suo stesso popolo - denominata 'Operazione Kagar', della sua guerra alle minoranze come quelle del Kashmir perseguitate. Una propaganda che fa calare il silenzio sull’azione genocida di Modi, mettendo avanti l'immagine dell'India del turismo. Ma dietro quella falsa immagine ci sono i massacri, gli arresti, le deportazioni dei popoli tribali, degli adivasi, per regalare le loro terre alle multinazionali imperialiste.
Per questo Modi ha scatenato la sua feroce guerra contro i combattenti maoisti del Partito comunista dell'India (maoista) e li combatte nella giungla, li perseguita fin dentro le università, ecc.
Modi e Netanyahu sono uniti dalla stessa visione politica, ideologica che è l'hindutva in India e il sionismo in Israele; così come il governo Meloni e l’India sono uniti dal fascismo.
Modi come Meloni non è disponibile a rispondere ai giornalisti che potrebbero fargli domande scomode, così anche lui ha evitato le conferenze stampa.
I punti centrali dell'incontro con la Meloni saranno i rapporti commerciali, la difesa cioè la cooperazione militare in particolare nell'Indo-Pacifico, le materie prime dell'energia, le terre rare. Vas Shenoy che è il capo rappresentante per l'Italia della camera di commercio indiana ha detto in un'intervista alla vigilia dell'incontro con Meloni che la visita va letta come parte dell'arco strategico occidentale dell'India alla vigilia della firma dell'accordo di libero scambio tra Unione Europea e India che dovrebbe aumentare in modo significativo il commercio UE-India e Italia-India.
La visita di Modi a Roma avviene in un momento di turbolenza globale, crisi energetica, pressione sulle democrazie, volatilità dei rapporti con gli Stati Uniti e ricerca europea di una propria autonomia strategica, “un terreno sul quale l'India può essere d'aiuto” dice sempre il capo della camera del commercio dell'India. India e Italia si incontrano sempre più su questo piano, perché l'India pratica da tempo l'autonomia strategica mentre l'Europa sta cercando ora di definire la propria versione, e la presidente del Consiglio Meloni vuole essere una forza chiave nella leadership europea.
Questa visita arriva poi dopo l'operazione “Sindoor” contro il Pakistan e l'operazione Kagar in India e permette quindi a India e Italia di discutere di terrorismo come lo intendono loro. Ricordiamo che l'India fa parte dei Brics, al cui interno il suo ruolo è quello di “cavallo di Troia” dell'imperialismo; e come tutti i governi reazionari scarica le scelte di riarmo così come quelle delle guerre commerciali sulle masse popolari che pagano il prezzo più alto in termini di impoverimento sempre più accentuato. E in questa situazione il fascismo hindutva espresso da Modi agisce per piegare le masse indiane in direzione del consenso intorno al suo regime.
La questione della rotta commerciale di Hormuz chiusa al traffico di merci crea enormi problemi a chi come l'India importa più del 90 per cento del proprio petrolio. Quindi un punto centrale che verrà trattato nell'incontro tra Meloni e Modi è proprio quello dell'IMEC, il Corridoio Economico India-Medioriente-Europa oggi quanto mai strategico per aggirare Hormuz. Ai margini del summit del G20 a New Delhi a settembre del 2023 era stato infatti lanciato con il pieno appoggio degli Stati Uniti e dell'Unione europea. In Italia a Trieste per la precisione a marzo di quest'anno si è tenuto il forum IMEC.
L’inviato speciale dell'Italia per il progetto è Francesco Maria Talò che dice in un'intervista che il progetto ha subito una battuta d'arresto poche settimane dopo il 7 ottobre. Tutto questo ovviamente ha creato un grosso ostacolo, ha sostanzialmente congelato per circa due anni l'iniziativa.
Il Corridoio prevede di collegare l'India con l'Europa attraverso il golfo e la penisola arabica con approdo nel Mediterraneo orientale; l'idea è quella di un corridoio di connettività di infrastrutture. Qui entra in gioco anche lo stato sionista di Israele con la sua azione genocida contro le masse palestinesi, il suo terrorismo nei confronti delle masse arabe e l'aggressione contro l'Iran, perchè per questo corridoio internazionale di trasporto nord/sud l'Iran svolge un ruolo cruciale, offre un modello alternativo di connettività che collega l'India alla Russia e all'Europa.
Le guerre in corso nell'area hanno alla base proprio la guerra dei corridoi con profonde implicazioni per la diplomazia energetica, l'influenza regionale e l'autonomia strategica.
Il progetto riveste inoltre un'importanza particolare per l'Italia sia dal punto di vista logistico sia da quello geopolitico. “Noi dobbiamo fare qualsiasi cosa affinché il Mediterraneo possa essere alimentato da flussi economici” afferma Talò. Il Mediterraneo, ricorda, "rappresenta appena lo 0,8 per cento delle superfici acque del pianeta ma attraverso di esso passa il 20 per cento dei traffici internazionali".
Tra i possibili snodi europei del corridoio figura il porto di Trieste. Talò dice: l'Italia candida Trieste come un possibile snodo europeo dell'Imec, la città ha un vantaggio geografico significativo, è il porto più settentrionale del Mediterraneo, posizione che lo rende particolarmente competitivo per i collegamenti con Germania, Europa centrale e Balcani.
La cooperazione in materia digitale è poi un altro aspetto molto importante della visita di Modi in Italia, dal punto di vista dell’imperialismo italiano. In questo settore l'Italia svolge un ruolo centrale grazie alle infrastrutture sviluppate da Spark. Sparkle, questa azienda italiana guidata da Enrico Bagnasco, ha ormai completato il cavo di connessione tra l'India e l'Europa – un collegamento che parte da Mumbai e arriva a Genova.
L'importanza dell'Indo-Pacifico per gli interessi della borghesia imperialista italiana è sottolineata anche dalle parole di Giovanni Miraglia, dottore di scienze politiche e relazioni internazionali. “Oggi l'Italia guarda all'Indo-Pacifico come uno spazio geopolitico e geoeconomico sempre più ricompreso nella traiettoria dell'interesse nazionale, specialmente per quanto riguarda la sua porzione sino alle coste occidentali del subcontinente indiano”. Secondo l'ammiraglio Domini, il Mediterraneo allargato rappresentava e rappresenta oggi il teatro operativo di massimo interesse nazionale dal punto di vista ovviamente della borghesia imperialista italiana, e nel quale lo stato indiano attua una comune strategia di sicurezza nella porzione di mare compresa fra le coste del Mediterraneo, il mar rosso, il mar nero, il golfo Persico, parte dell'Oceano indiano e dell'Oceano atlantico.
A riprova di tali interessi, a partire dal 2023 la Camera dei deputati ha istituito un comitato permanente sulla politica estera per l'Indo-Pacifico dentro la commissione esteri. Il primo documento pubblicato dal comitato nel febbraio scorso definisce l'articolazione sistematica di un pensiero strategico nazionale sulle tematiche relative alla proiezione dell'Italia, dei paesi europei nell'Indo-Pacifico e tratteggia anche il ruolo che ha l'Imec quale strumento per accrescere la propria influenza internazionale, consolidare sagaci alleanze ed essere presenti in un quadrante cruciale per la sicurezza economica nazionale. inserendosi e salvaguardando le principali catene del commercio continentale.
Ma i legami del governo italiano con il regime fascista hindutva dell'India di Modi sono non solo di natura economica, che comunque sarebbero portati avanti da qualunque governo imperialista, ma, come detto prima, di legame ideologico che è il fascismo; uno stesso asse all'interno della guerra interimperialista in preparazione, la stessa visione repressiva nei confronti delle masse, la stessa politica nell'attacco ai diritti umani e nell'attacco ai proletari e popoli del mondo.

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