lunedì 18 maggio 2026

pc 18 maggio - Il governo Meloni/Crosetto ha inviato una nave da guerra nell'Indo Pacifico per la più grande esercitazione navale del mondo

L'Italia imperialista rappresentata da questo governo guerrafondaio intensifica la sua presenza nell'Indo Pacifico nella contesa interimperialista per le rotte commerciali e del petrolio alternative a Hormuz e alla "via della seta cinese", per rafforzare il ruolo del complesso militare-industriale italiano 

La Giovanni delle Bande Nere andrà in Egitto e Sri Lanka prima di dirigersi verso Guam, sede di un'importante base navale e aerea statunitense nel Pacifico occidentale, e poi verso le Hawaii.

L'Italia intensifica la sua presenza navale nell'Indo-Pacifico con il dispiegamento di navi da guerra avanzate.

15 maggio 2026

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La nuova nave polivalente da combattimento (MPCS) della Marina Militare Italiana, la Giovanni dalle Bande Nere, è salpata da Taranto il 3 maggio per una missione di sei mesi nell'Indo-Pacifico, a sottolineare la crescente attenzione strategica di Roma verso la regione.

La missione porterà la nave ad attraversare una dozzina di porti in circa dieci paesi prima di partecipare a due importanti esercitazioni multinazionali quest'estate, RIMPAC e Pacific Dragon, intorno alle Hawaii.

Il dispiegamento riflette un più ampio sforzo italiano volto a rafforzare i legami operativi con gli alleati e i partner nell'Indo-Pacifico, ampliando al contempo la capacità della Marina di operare ben oltre il Mediterraneo.

L'Italia sta progressivamente incrementando la propria presenza navale nell'Indo-Pacifico, in un contesto di crescente competizione geopolitica e preoccupazioni per la sicurezza marittima.

Il dispiegamento rafforza l'interoperabilità con le marine militari statunitensi e alleate nelle operazioni multidominio di alto livello.

La missione mette in mostra la nuova configurazione Full Combat MPCS della Marina Militare Italiana, comprese le capacità relative alla difesa contro i missili balistici.

Le precedenti missioni nell'Indo-Pacifico hanno inoltre generato vantaggi diplomatici e industriali per le aziende italiane del settore della difesa.

In sintesi: le missioni navali italiane nell'Indo-Pacifico sono diventate sempre più frequenti negli ultimi anni, in quanto Roma attribuisce maggiore importanza alla protezione delle rotte commerciali marittime e alla costruzione di legami con partner regionali che condividono gli stessi valori.

Le autorità italiane hanno inquadrato questi dispiegamenti come parte di un più ampio sforzo volto a garantire la sicurezza delle linee di comunicazione marittima in una regione considerata cruciale per il commercio globale e le catene di approvvigionamento.

Secondo le informazioni diffuse nei giorni scorsi, la campagna mira a rafforzare le capacità operative, ad approfondire la cooperazione con le marine dei paesi partner e a mantenere una presenza marittima italiana qualificata in un'area che Roma considera sempre più strategicamente rilevante.

La nave parteciperà a:

RIMPAC 2026, la più grande esercitazione navale biennale del mondo;

Pacific Dragon, un'esercitazione multinazionale incentrata sulla difesa missilistica balistica che si svolge in genere dopo RIMPAC.

RIMPAC 2024 ha coinvolto personale di 29 paesi e ha segnato la prima partecipazione in assoluto di un MPCS della Marina Militare Italiana con l'impiego della Raimondo Montecuccoli.

L'esercitazione simula scenari di conflitto multidominio, tra cui:

guerra antisommergibile;

guerra di superficie;

operazioni anfibie;

difesa del gruppo d'attacco della portaerei.

Dopo la fase hawaiana, si prevede che la Bande Nere prosegua verso:

Giappone, inclusa Yokosuka, quartier generale della Settima Flotta statunitense;

Vietnam;

Thailandia;

Indonesia;

Malaysia.

La nave farà poi ritorno via Sri Lanka, Aqaba in Giordania e il Canale di Suez prima di rientrare nel Mediterraneo intorno a novembre.

Difesa e tecnologia. Il dispiegamento evidenzia inoltre la transizione in corso della Marina Militare Italiana verso capacità di combattimento di livello superiore.

A differenza del Montecuccoli, che opera nella configurazione “Light Plus”, il Bande Nere è equipaggiato nella più avanzata configurazione Full Combat.

I sistemi chiave includono:

Il radar a doppia banda di Leonardo è dotato di otto array AESA fissi;

il sistema di difesa aerea SAAM ESD di MBDA Italia;

sistemi di lancio verticale per missili Aster;

futura integrazione del missile Aster 30 Block 1NT con capacità di difesa missilistica balistica;

sistemi avanzati di guerra elettronica;

sistemi di guerra antisommergibile;

il sistema di gestione del combattimento SADOC 4.

La partecipazione a Pacific Dragon è particolarmente significativa, dato che l'esercitazione si concentra sull'interoperabilità dei sistemi di difesa missilistica balistica.

Ammodernamento della flotta. L'Italia ha ordinato sette navi MPCS. Quattro sono già state consegnate, mentre le prime tre unità – Thaon di Revel , Francesco Morosini e Raimondo Montecuccoli – dovrebbero essere aggiornate allo standard Full Combat.

Sono in attesa di consegna altre tre unità MPCS, tra cui la Domenico Millelire, prevista per quest'anno.

Gli aggiornamenti includono anche capacità di difesa cibernetica non specificate, nonché veicoli a comando remoto (ROV) e veicoli sottomarini senza equipaggio (UUV), a testimonianza del più ampio interesse della Marina per le operazioni multidominio.

Oltre alle operazioni militari,  i dispiegamenti navali di Roma nell'Indo-Pacifico stanno producendo effetti anche sul piano industriale e diplomatico.

In seguito alla missione del Montecuccoli del 2024, l'Indonesia ha acquistato due navi MPCS costruite da Fincantieri e ha ordinato l'addestratore avanzato M-346 di Leonardo.

Si prevede inoltre che Giacarta riceverà l'ex portaerei Garibaldi, che la Marina Militare Italiana sta gradualmente dismettendo.

Le missioni, pertanto, non servono solo a scopi operativi e diplomatici, ma supportano anche l'espansione industriale della difesa italiana in tutta l'Asia.

Il crescente ritmo dei dispiegamenti navali italiani suggerisce che Roma consideri sempre più l'Indo-Pacifico come direttamente collegato alla sicurezza economica europea e italiana.

Le missioni segnalano inoltre l'ambizione dell'Italia di posizionarsi come un attore credibile nella sicurezza marittima, capace di operare al fianco degli alleati ben oltre il suo tradizionale teatro operativo mediterraneo.

In sintesi: il dispiegamento della portaerei Giovanni dalle Bande Nere rappresenta un ulteriore passo avanti nell'impegno dell'Italia a trasformare le missioni navali nell'Indo-Pacifico in uno strumento combinato di interoperabilità militare, presenza strategica e diplomazia della difesa.

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