sabato 31 gennaio 2026

pc 31 gennaio - Niscemi: la passerella di delinquenti e il "governo della catastrofe"

da  ORE12/Controinformazione rossoperaia del 30/1


Una “passerella di delinquenti”, così ha gridato una donna delle tante persone che a Niscemi, a causa della frana, ha perso la casa, ha perso praticamente tutto. Così ha definito i politici che si sono presentati, super scortati, naturalmente con una faccia tosta, impossibile da definire, sempre alla ricerca naturalmente di voti.

Delinquenti, nel senso vero della parola, perché alcuni, da Schifani, all'attuale Presidente dell'Assemblea Regionale Galvagno, sono stati inquisiti, probabilmente quest'ultimo finirà in galera. Arriviamo pure a Musumeci, attuale Ministro della Protezione Civile, che si autodefinisce un "fascista per bene", che si è presentato sul posto per verificare quello che sta succedendo. Ha verificato, ha detto che la linea del fronte continua ad arretrare verso il centro abitato e l'area rossa è destinata ad allargarsi... insomma ha avuto il coraggio non solo di presentarsi, di fare affermazioni come se davvero fosse interessato alla situazione, mentre è stato Presidente della Regione dal 2017 al 2022, ma ha pure chiesto (praticamente un cretino) che cosa si è fatto in questi 30 anni: in questi 30 anni c'è stato pure il tuo governo che non ha fatto assolutamente non solo niente, ma ha complicato la situazione.

Niscemi è il precipitato di tutta questa attività politica che si mangia il territorio e complica la vita delle persone, distruggendo intere famiglie: è tempo di sciacalli praticamente e a cominciare dalla Meloni che dopo quattro giorni, si è precipitata sul posto per cercare di capire anche lei come poter dare un parere su quello che stava avvenendo e cercare di tamponare.

Ma la vera realtà è stata quella che ha cercato di bloccare queste polemiche tutte all'interno dei partiti della maggioranza alla Regione che, contrariamente a quello che ha fatto il governo nell'immediato, cioè lo stanziamento di 100 milioni, diviso per 3 regioni, cioè 30 milioni a Regione, Sardegna, Sicilia e Calabria, contrariamente a questo invece ha approvato immediatamente 99 milioni...

Ma addirittura alla Regione si sono spinti anche più avanti perché, visto che si devono fare tutta la campagna elettorale, hanno chiesto di impiegare i famosi 5 miliardi del fondo che era per contributo al Ponte, di investirli immediatamente per ristorare la situazione che c'è attualmente a Niscemi. Quindi la Meloni, da un lato per i problemi che si sono creati, dall’altro per cercare di bloccare questo contrasto è alla fine arrivata. Non solo, ma ha detto - chiaramente allargandosi come fa al modo suo - che non si ripeterà quanto è accaduto nel 1997. Adesso tutti si ricordano che nel 1997 ci fu una frana simile a Niscemi che aveva messo in pericolo altre famiglie, una parte del paese. “Saremo celeri” ha detto, questa volta saremo celeri, ma chiaramente la verità è che la gente è arrabbiata - come ha detto un altro dei presenti delle persone che sono state colpite pesantemente – “abbiamo una rabbia pazzesca” e la rabbia pazzesca è dovuta al fatto che non solo dalle immagini si vedono quattro chilometri di estensione della frana che coinvolge 1500 persone che sono state sfollate, ma che la frana continua ad erodere la collina e soprattutto, come dicono i tecnici, fino a quando pioverà non si ferma, dovrebbero aspettare che smetta di piovere…

Ma è una situazione veramente difficile: è tutto uno sperare, sperare, mentre la realtà è la catastrofe sotto gli occhi di tutti. E quindi non ci sono parole, chiacchiere, “vicinanza” dei politici che possono rimarginare le ferite di queste famiglie che di fatto hanno perso non solo la casa fatta con anni di sacrifici, ma oggettivamente hanno perso tutto, come dicono alcuni di loro, ma anche per l'umiliazione di andare elemosinando adesso un'abitazione, un alloggio momentaneo per non dormire come fa uno di loro in macchina in questi giorni, o cercare appunto di dormire nella palestra, nei lettini che sono stati accomodati. Insomma, si tratta di “una rabbia pazzesca” che cerca di superare questo momento, dicendolo in piazza laddove è stato possibile ai politici che si  sono presentati per primi, e poi a tutti…

Questo disastro non si sta fermando, si allarga, si parla di 25 chilometri quadrati. Insomma, siamo davanti a una desolazione, alla distruzione di queste famiglie, altro che problemi tecnici. Ma qui si parla di soldi, la prima cosa che si fa non è che si pensa alla vita reale delle persone, a quello che perdono, che non si può davvero rimarginare come ferita, ma si parla di soldi, naturalmente soldi che si cerca di “trovare”…

Queste sono le prime cifre di cui si parla: 2 miliardi tra infrastrutture da riparare e ristorare, bella parola, ristorare anche gli imprenditori, pescatori, insomma, tutti, compresi i balneari, che sono stati colpiti dal ciclone anche lungo tutte le coste. E quindi nel giro di pochi giorni si sta correndo per cercare di mettere a disposizione una parte di questi soldi.

Non si sa come andrà a finire da questo punto di vista, perché nessuno vuole riaprire il dossier fondi per lo sviluppo della coesione, perché dovrebbero dare conto e ragione a livello europeo e quindi questo ai governi crea problemi politici seri. Mentre su Niscemi si sta concentrando oggettivamente la malvagità di un sistema della catastrofe di cui, a quanto sembra, adesso nessuno sapeva.

È un'altra di quelle falsità enorme, perché l'Istituto ISPRA nel 2024 con un dossier aveva già parlato della “fragilità” a livello nazionale del territorio, e contato oltre 30.000 frane più quelle che si possono prevedere in futuro… In tutto questo c'è da dire che la corte dei conti, che è quella che ha messo in dubbio la fattibilità del fondi sullo stretto, adesso viene attaccata pesantemente con un decreto soprattutto ispirato da Salvini che vorrebbe mettere il bavaglio, perché in casi come questo dove si tratta di utilizzo dei fondi, dove e come si devono impiegare, la corte dei conti non potrebbe più sollevare dei rilievi economici o ambientali.

L'attacco costante a tutto ciò che è di controllo all'operato del governo continua anche in questi momenti, Salvini non vuole che si tocchi il Ponte, mentre adesso è davanti agli occhi di tutti che il Ponte è una fesseria allucinante a fronte di un territorio regionale e nazionale che è ai minimi termini in quanto a consistenza e quindi frane, e tutto il resto, e quindi famiglie e persone messi in pericolo, ma Salvini non vuole toccato il Ponte perché appunto si sta spendendo al massimo dal punto di vista elettorale, come carta da giocare, mentre il contributo annunciato dalla Meloni è da mentalità delle elemosine, è di 400 euro a famiglie, più 100 euro a componente per un massimo di 900 euro al mese per pagarsi l'affitto, ma qui ha già ricevuto la risposta dalle persone che erano in piazza: una signora intervistata ha detto che “a noi non c'è ne frega niente dei soldi che ci date per l'affitto, noi vogliamo un alloggio, un alloggio decente, non solo momentaneo, ma vorremmo una casa per sempre” come hanno detto anche altri, anche perché a proposito di sciacalli ci sono anche i padroni di casa che hanno già alzato i prezzi, si parla addirittura di un affitto a 2.000 euro al mese.

Sull'aspetto legale, per così dire, sono state aperte le indagini: di chi è la colpa? la procura di Gela h aperto un'indagine per disastro colposo e danneggiamento, ma questo - ci ricordano i quotidiani - è stato già fatto per la frana del 1997, ma si concluse con l’assoluzione di tutti gli imputati, quindi da questo punto di vista purtroppo nessuna garanzia, nemmeno con l'apertura delle indagini, cosa di cui i politici possono essere relativamente preoccupati solo perché può danneggiare la loro immagine.

Ma tale questione gravissima, con l'impiego dei fondi, dimostra come viene gestita dal potere, al momento il governo Meloni moderno fascista, innanzi tutto cercando di scaricarsi le responsabilità, ma qui hanno provato per fino a scaricare le responsabilità sugli abitanti stessi: come le avevano  costruito le case? E qui la risposta è stata veramente seria, e importante, innanzitutto, hanno detto gli abitanti “non siamo tecnici”, noi abbiamo costruito con tutte le autorizzazioni del Comune, erano aree edificabili e quindi nessuno ci aveva detto che non si poteva fare, quindi anche questo tentativo miserabile di scaricare sul popolo, su chi abitava in quelle case e ha perso di fatto tutto, è andato a vuoto e deve andare a vuoto con la denuncia costante di questi politici che abbiamo detto sono sciacalli per dire una cosa abbastanza leggera, perché il problema è che adesso gli abitanti, circa 1.500, sono sempre in pericolo e a quanto pare può essere di nuovo tutto il paese coinvolto in questo, l'intero paese di circa 30.000 abitanti, per la frana, e ricordiamo che ci sono attualmente 5.000 studenti che non possono andare a scuola. A proposito: per smentire chi diceva che non c'era un'autorizzazione per la costruzione delle case, in quella stessa zona sono state costruite dall'amministrazione pubblica tre scuole, quindi smentite costantemente anche da questo punto di vista…

Ma forse la cosa più fastidiosa in assoluto è che, come tutti sanno, a Niscemi c'è la base del Muos, la base americana per cui sono stati distrutti chilometri quadrati di sughereta, alberi salvaguardati dalle leggi sull'ambiente distrutti per fare spazio a una base americana di fatto militare, ebbene le ultime notizie a proposito di questa base - vedere come si usano due pesi e due misure – dicono che alla base sono in corso attualmente rapidamente e urgentemente interventi per metterla in sicurezza, si analizzano i problemi infrastrutturali, se ci possono essere smottamenti eccetera, guarda caso l'urgenza si fa dentro la base militare, uno strumento di morte, mentre per il paese naturalmente si fanno chiacchiere su chiacchiere come anche quelle che volevano mentire sugli interventi nel passato: chi ha la memoria del luogo ha detto che anni fa erano già previsti 9 milioni, tra i tanti stanziati, che non sono mai stati spesi, e che furono dirottati per altre “emergenze” in Sicilia, emergenze che, si sa, non finiscono mai perché qui non si tratta assolutamente di fatalità, di destino, ecc.. ma di una volontà politica chiara e determinata e quindi in questo senso possiamo ben dire che la politica ha una doppia responsabilità non solo per quello che non fa assolutamente per quanto riguarda per esempio la messa in sicurezza del territorio e dei soldi che vengono spesi nella maniera in cui decidono loro per le loro clientele, ma perché si nega anche il cambiamento climatico creato dall'imperialismo nel suo complesso che incide naturalmente con i nuovi fenomeni atmosferici come questi dei cicloni che adesso si sono abbattuti sul sud, in particolare qui, perché qui non si programma niente, l'unica cosa programmata è questo dissesto ambientale e il disastro sociale e questa, qualcuno ha scritto, è la “nuova normalità”, sì ma se è la nuova normalità non lo è non può esserlo per noi, non può esserlo per noi e nemmeno per chi in piazza ha protestato chiamando quella dei politici “passerella di delinquenti” che mette in campo, come abbiamo detto, “una rabbia pazzesca”, e questa rabbia si deve trasformare in ribellione popolare e continuare per cacciare il governo moderno fascista della catastrofe.

Nessun commento:

Posta un commento