Domani 31 gennaio una grande manifestazione nazionale si svolgerà a Torino. Essa nasce dopo lo sgombero del centro sociale Askatasuna, attuato con violenza dalla polizia e dopo la catena senza fine di provvedimenti, perquisizioni, arresti, persecuzioni verso tutta l'area di Torino che fa riferimento ad Askatasuna e verso tutte le realtà di lotta degli studenti e organizzazioni e partecipanti alla grande mobilitazione contro la Palestina.
Questa manifestazione va oltre lo sgombero del centro sociale, va oltre l'ondata repressiva che colpisce i militanti, le organizzazioni, i giovani, gli studenti, i lavoratori a Torino, perché questo processo di attacco a tutte le realtà solidali, di lotta con la Palestina, si sviluppa in tutta Italia e si unisce alla repressione diretta dei palestinesi e del movimento palestinese nel nostro Paese. Si tratta di centinaia di provvedimenti, così come è pienamente in atto la montatura giudiziaria contro Hannoun e altre associazioni palestinesi solidali con le popolazioni di Gaza e la resistenza. Così come c'è stata la condanna di Anan, il resistente, il combattente palestinese rinchiuso nel carcere di Melfi, processato all'Aquila e condannato a cinque anni e sei mesi sulla base di documenti forniti da Israele e dai suoi servizi segreti.
Il processo repressivo contro il movimento palestinese fa parte della più generale marcia verso lo Stato di polizia, verso un sistema moderno fascista, verso governi di dittatura aperta nei confronti del proletariato e delle masse popolari del nostro paese, di stampo trumpista, come quello che stiamo vedendo negli Stati Uniti/MinnEapolis ad opera del nazi-imperialista Trump.
Quindi questa manifestazione di Torino è anche contro tutto questo. Ed è quindi dovere di tutti coloro che sono all'opposizione, contro questo governo, contro lo Stato di polizia, contro il fascismo, di tutti coloro che sono contro la guerra imperialista e i piani di riarmo, peraltro scaricati sui proletari e le masse popolari, di tutti coloro che sono solidali e continuano ad esserlo con la popolazione di Palestina così come con le popolazioni curde attaccate e bombardate, contro gli interventi militari che l'imperialismo fa in Venezuela e quello che minaccia in Iran, esserci.
Il popolo, come dicono i compagni di Askatasuna, resiste, ed è il popolo che viene chiamato a scendere in piazza in questa manifestazione e sono i rappresentanti di questo popolo che lotta contro tutto questo che si ritroveranno, speriamo in decine e decine di migliaia, nella manifestazione di domani.
Chiaramente questa manifestazione preoccupa il governo, lo Stato del Capitale, preoccupa tutti coloro che invece sono ben dentro questo processo di trasformazione reazionaria aperta dello Stato italiano, preoccupa i padroni perché è evidente che i padroni temono il risveglio generale del movimento di lotta proletario e popolare contro la politica antioperaia e antigovernativa, contro i padroni, il loro sistema che licenzia e sfrutta nelle fabbriche, sui posti di lavoro, fino ad essere responsabile della catena infinita di morti sul lavoro.
Sono preoccupati tutti coloro che stanno regalando ai proletari, alle masse e in particolare alle masse povere più miseria, meno servizi sociali, meno possibilità di vivere quotidianamente, preoccupa tutti coloro che scaricano la crisi sui proletari nella forma del carovita, dell'attacco ai salari.
E' chiaro, quindi, che la manifestazione di Torino, pur nata dentro la questione specifica dello sgombero del centro sociale Askatasuna, è parte di questo necessario movimento per combattere e rovesciare lo stato di cose esistente. In questo senso "siamo tutti Askatasuna", in questo senso siamo tutti a Torino e chiamiamo tutti ad esserci, sia pure con le rappresentanze, data la lontananza della città, i costi dei trasporti che per esempio rendono molto difficile che le realtà solidali che vogliono partecipare dal sud possano farlo.
Siamo certi che la manifestazione di Torino sarà una risposta a tutto questo e siamo parte di un messaggio chiaro a governo, polizia e istituzioni torinesi che questa manifestazione non può essere fermata e che si terrà comunque nelle condizioni indicate dagli organizzatori.

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