domenica 25 gennaio 2026

pc 25 gennaio - I rapporti Europa-India nella contesa interimperialista mondiale - 27 gennaio protesta a Bruxelles

da ORE 12 Controinformazione rossoperaia del 23.01.26

 


Abbiamo già detto nella precedente  Controinformazione  che lo scontro e la conciliazione tra Trump e i governi imperialisti europei in corso, celebrati sia attraverso i vertici di Davos che nei vertici del Consiglio europeo straordinario, mostrano che si tratta di uno sconto tra banditi, con il bandito imperialista principale, Trump, che marcia con un ritmo di stampo neonazista verso una terza guerra imperialista mondiale; dall'altra i governi degli stati imperialisti europei che cercano da un lato di difendere i loro interessi specifici - che peraltro sono differenti tra di loro perché all'interno dell'Europa imperialista non c'è un'unità, anche lì c'è uno scontro tra banditi e in questo scontro tra banditi vi sono alcuni puntelli fondamentali dell'imperialismo americano, Orban e Meloni in prima fila che lavorano per Trump come mine vaganti e agenti dell'imperialismo americano all'interno dell'Europa, sempre in una situazione in cui tutti parlano di pace ma preparano la guerra, sia con il riarmo  sia per coordinare l'azione all'interno delle contraddizioni interimperialiste con la questione Groenlandia, con la questione del cosiddetto “board of peace”, questa infame alleanza parallela all'Onu che Trump vuole edificare sulla pelle del popolo palestinese.

Così è sulla pelle dei proletari e dei popoli che si gioca la partita.

Nella contraddizione tra Stati e governi imperialisti europei e imperialismo americano si inserisce in particolare l'azione degli Stati e dei governi europei per trovare nuovi mercati, nuove alleanze, e questo lo possono fare nel contesto attuale in direzione dell’America Latina, in direzione delle grandi economie asiatiche.

Quindi, sia l'accordo Mercosur, sia la questione asiatica - e fra di essi la questione principale è la questione India, il più grande paese del mondo e gigante asiatico distinto dall'imperialismo cinese - quindi sono accordi economici da un lato di risposta alla politica aggressiva dei dazi dell'imperialismo americano, dall'altro contengono elementi politici nel quadro dello schieramento, delle alleanze, in funzione della guerra imperialista e in funzione delle situazioni che vi sono nei teatri più incendiati, dall'Oriente all'Ucraina.

Questa politica degli Stati e dei governi imperialisti europei per conto delle borghesie europee trova ad esempio nell'accordo Mercosur un lato contestato, perché in America Latina questo accordo è di tipo neocoloniale a cui si prestano i governi e gli Stati della borghesia in America Latina (che è una borghesia dipendente dall'imperialismo, prima fra tutti quella del Brasile ) e qui è chiaro che vediamo bene come in America Latina alcuni governi si schierino con Trump con l'accordo Mercosur e alcuni i governi spingono fondamentalmente in direzione europea.

Detto questo, la madre di tutti questi accordi interni alla contesa economica e imperialista è l'accordo con l'India.

Proprio martedì prossimo Ursula von der Leyen sarà a Nuova Delhi da dove, assieme al premier indiano Nerenda Modi, dovrebbe annunciare che l'Unione Europea e l'India hanno trovato l'intesa politica per un prossimo trattato commerciale, un patto che nelle intenzioni di chi lo stipulerà, metterà assieme un mercato da quasi due miliardi di persone, sommando il miliardo e quattro di indiani con i 450.000 europei. 

L'India di Modi è nello stesso tempo all'interno di questo accordo generale dell'UE, una delle mete prioritarie del piano d'azione del governo imperialista italiano per conto dei padroni italiani. Come si sa, il cambio di campo che è avvenuto con l'abbandono della “via della Seta” e l'abbraccio della “via del Cotone” (così viene chiamata), una sorta di corridoio per portare le merci dall'Italia al subcontinente e viceversa, interna a una più generale via, perchè va tenuto conto che questa cosiddetta via del Cotone fa tappa a Israele e quindi consolida quell'asse complice con lo Stato sionista d'Israele e del suo piano genocida che è dentro questi accordi della via del Cotone.

Proprio il 27 di gennaio, proprio alla sede della Commissione europea di Bruxelles, vi sarà un presidio di protesta del movimento di solidarietà con le masse indiane, perché in India Modi ha trasformato il suo piano di fare dell'India un interlocutore e un punto di forza dell'economia mondiale in una feroce campagna di repressione nei confronti di ogni opposizione, in particolare delle masse povere che si ribellano al regime indiano con l'organizzazione di una lotta di liberazione proletaria e popolare guidata dal Partito comunista dell'India Maoista.

Noi siamo parte di questa delegazione internazionale che terrà questa protesta al Parlamento europeo nella giornata del 27 proprio in contemporanea all'incontro tra la von der Leyen e i Modi.

Noi partiamo dai proletari e dalle masse e vogliamo che venga fermata la cosiddetta “operazione Kagaar” che è una gigantesca operazione repressiva, fatta prima con la Polizia e poi con le bande paramilitari e infine con l'intervento diretto dell'esercito, nelle zone delle popolazioni indigene e in particolare in alcune dove è presente la guerriglia maoista. Questa gigantesca operazione con bombardamenti, massacri, deportazioni, assassini mirati fatti passare per scontri, si sta trasformando progressivamente in un vero genocidio, in particolare per gli adivasi, una delle popolazioni indigene molto numerose in India.

Andiamo a denunciare questo, come andiamo a denunciare tutto il resto. L'operazione Kagaar si unisce alla repressione gigantesca delle forze dell'opposizione, delle forze delle minoranze nazionali, ad esempio il Kashmir delle masse musulmane, dato che il regime di Modi è un regime fascista hindutva, cioè integralista indù che è un genere di ideologia, cultura e formazione simile sionismo e, in parte, al nazismo, non è un caso che il simbolo stesso nel nazismo - la svastica - nasce storicamente dall'integralismo indù.

Il regime fascista indù sta conducendo questa feroce repressione che non è semplicemente una repressione per fermare lotte, opposizione, guerriglia maoista, è una repressione per svuotare le terre delle popolazioni indigene adivasi e abbattere le foreste, distruggere la flora e la fauna di sussistenza, di sopravvivenza, di masse di contadini e povere in India di diverse regioni per consegnare questi territori e le loro risorse alle grandi multinazionali.

Le grandi multinazionali sono ben note anche in Europa dove hanno accumulato profitti che hanno potuto fare all'ombra del regime indiano, in particolare di Modi,  esono diventate delle multinazionali molto forti, da ArcelorMittal, a Jindal, alla Tata, ad Adani e altre che hanno acquisito pezzi della stessa economia europea e, nella contesa che si è aperta tra Europa e Stati Uniti, hanno spostato una parte delle loro attività anche negli Stati Uniti, perché il regime di Modi è un acrobata nel tentativo di mantenere l'alleanza con la Russia che gli fornisce il petrolio, di avere una relazione reciprocamente produttiva con i governi degli Stati imperialisti europei, ma nello stesso tempo ideologicamente e strategicamente è più collocato all'interno del piano Trump e dello schieramento mondiale che si va si determinando in questa contesa verso la terza guerra imperialista.

Quindi queste acrobazie che certe volte accontentano tutti e certe volte scontentano tutti comunque sono la politica oggettiva che conduce questo regime attraverso una guerra interna che è una vera “guerra al popolo”, come viene chiamata.

Le masse proletarie e popolari, i contadini, le popolazioni indigene cercano attraverso la via della guerra popolare di lunga durata, delle azioni che hanno una radice storica in India molto antica, come il movimento dei Naxaliti - così vengono definiti i maoisti , i ribelli contadini e i sostenitori della guerra popolare e della lotta di liberazione del proletariato e delle masse povere in India - e questa storia non può certo finire con i regime di Modi, anche se l'operazione repressiva messa in campo dal regime con l’operazione Kagaar ha inflitto pesanti perdite alla guerriglia maoista ma che si traduce in un piano genocida verso le popolazioni dentro cui la guerriglia maoista aveva ed ha ancora le sue basi.

E' importante che proprio mentre la von der Leyen e Modi si incontrano nell'interesse dei padroni e degli imperialisti europei, noi come parte di questa delegazione di sostegno alle masse indiane contro l'operazione Kagaar e il regime fascista indù di Modi, siamo un ponte alternativo quello tra i proletari e i sostenitori delle lotte di liberazione dei popoli e i proletari e le masse povere dell'India in lotta contro i regime indù.

Lo faremo il 27 ma il 27 è una tappa di una campagna di emergenza internazionale contro l'operazione Kagaar.

Chiaramente la nostra richiesta a Bruxelles sarà quella di rompere le relazioni economiche, politiche e diplomatiche con il regime fascista indù che non rispetta i diritti umani. In quella giornata si riunisce anche la commissione nella sua sezione per i diritti umani a cui verranno rivolti sia un appello che una richiesta di incontro che hanno lo scopo di unire alla protesta la proposta di agire per fermare la repressione e sappiamo bene che le borghesie imperialiste e la Commissione europea non hanno nessuna intenzione di rompere le relazioni con il regime indiano, ma certamente vogliamo portare la voce in questo contesto delle masse indiane che vengono colpite dal regime di Modi come all'interno di una più generale lotta di liberazione dei popoli, che vede uno stretto legame tra la lotta di liberazione in India con la lotta del popolo palestinese e in questi giorni, in queste ore, con la lotta delle masse curde sottoposte all'attacco dell'imperialismo e del regime fascista siriano e del regime altrettanto fascista di Erdogan che stanno operando nelle zone dei curdi, in particolare nelle zone sotto il controllo delle masse curde con la loro lotta di liberazione che vogliono cancellare, così come vogliono cancellare la lotta di liberazione del popolo palestinese e di tutti i popoli del mondo, tra cui quella del più grande paese attualmente più popoloso del mondo che è l'india.

 

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