da ORE 12 Controinformazione rossoperaia del 23.01.26
Abbiamo già detto nella precedente Controinformazione che
lo scontro e la conciliazione tra Trump e i governi imperialisti europei in
corso, celebrati sia attraverso i vertici di Davos che nei vertici del Consiglio europeo straordinario, mostrano che si tratta di uno sconto tra
banditi, con il bandito imperialista principale, Trump, che marcia con un ritmo di
stampo neonazista verso una terza guerra imperialista mondiale; dall'altra i
governi degli stati imperialisti europei che cercano da un lato di difendere i loro
interessi specifici - che peraltro sono differenti tra di loro perché all'interno
dell'Europa imperialista non c'è un'unità, anche lì c'è uno scontro tra banditi e
in questo scontro tra banditi vi sono alcuni puntelli fondamentali
dell'imperialismo americano, Orban e Meloni in prima fila che lavorano per
Trump come mine vaganti e agenti dell'imperialismo americano all'interno
dell'Europa, sempre in una situazione in cui tutti parlano di pace ma
preparano la guerra, sia con il riarmo sia per coordinare
l'azione all'interno delle contraddizioni interimperialiste con la questione
Groenlandia, con la questione del cosiddetto “board of peace”, questa infame
alleanza parallela all'Onu che Trump vuole edificare sulla pelle del popolo
palestinese.
Così è sulla pelle dei proletari e dei popoli
che si gioca la partita.
Nella contraddizione tra Stati e governi
imperialisti europei e imperialismo americano si inserisce in particolare
l'azione degli Stati e dei governi europei per trovare nuovi mercati, nuove
alleanze, e questo lo possono fare nel contesto attuale in direzione dell’America
Latina, in direzione delle grandi economie asiatiche.
Quindi, sia l'accordo Mercosur, sia la
questione asiatica - e fra di essi la questione principale è la questione India,
il più grande paese del mondo e gigante asiatico distinto dall'imperialismo
cinese - quindi sono accordi economici da un lato di risposta alla politica
aggressiva dei dazi dell'imperialismo americano, dall'altro contengono elementi
politici nel quadro dello schieramento, delle alleanze, in funzione della
guerra imperialista e in funzione delle situazioni che vi sono nei teatri più
incendiati, dall'Oriente all'Ucraina.
Questa politica degli Stati e dei governi imperialisti
europei per conto delle borghesie europee trova ad esempio nell'accordo
Mercosur un lato contestato, perché in America Latina questo accordo è di tipo
neocoloniale a cui si prestano i governi e gli Stati della borghesia in America
Latina (che è una borghesia dipendente dall'imperialismo, prima fra tutti quella del Brasile ) e qui è chiaro che vediamo bene come in America Latina alcuni governi
si schierino con Trump con l'accordo Mercosur e alcuni i governi spingono
fondamentalmente in direzione europea.
Detto questo, la madre di tutti questi accordi
interni alla contesa economica e imperialista è l'accordo con l'India.
Proprio martedì prossimo Ursula von der Leyen sarà a Nuova Delhi da dove, assieme al premier indiano Nerenda Modi, dovrebbe annunciare che l'Unione Europea e l'India hanno trovato l'intesa politica per un prossimo trattato commerciale, un patto che nelle intenzioni di chi lo stipulerà, metterà assieme un mercato da quasi due miliardi di persone, sommando il miliardo e quattro di indiani con i 450.000 europei.
L'India di Modi è nello stesso tempo all'interno di questo accordo generale dell'UE, una delle mete prioritarie del piano d'azione del governo imperialista italiano per conto dei padroni italiani. Come si sa, il cambio di campo che è avvenuto con l'abbandono della “via della Seta” e l'abbraccio della “via del Cotone” (così viene chiamata), una sorta di corridoio per portare le merci dall'Italia al subcontinente e viceversa, interna a una più generale via, perchè va tenuto conto che questa cosiddetta via del Cotone fa tappa a Israele e quindi consolida quell'asse complice con lo Stato sionista d'Israele e del suo piano genocida che è dentro questi accordi della via del Cotone.
Proprio il 27 di gennaio, proprio alla sede
della Commissione europea di Bruxelles, vi sarà un presidio di protesta del
movimento di solidarietà con le masse indiane, perché in India Modi ha
trasformato il suo piano di fare dell'India un interlocutore e un punto di
forza dell'economia mondiale in una feroce campagna di repressione nei
confronti di ogni opposizione, in particolare delle masse povere che si
ribellano al regime indiano con l'organizzazione di una lotta di
liberazione proletaria e popolare guidata dal Partito comunista dell'India
Maoista.
Noi siamo parte di questa delegazione
internazionale che terrà questa protesta al Parlamento europeo nella giornata
del 27 proprio in contemporanea all'incontro tra la von der Leyen e i Modi.
Noi partiamo dai proletari e dalle masse e
vogliamo che venga fermata la cosiddetta “operazione Kagaar” che è una
gigantesca operazione repressiva, fatta prima con la Polizia e poi con le bande
paramilitari e infine con l'intervento diretto dell'esercito, nelle zone delle
popolazioni indigene e in particolare in alcune dove è presente la guerriglia maoista.
Questa gigantesca operazione con bombardamenti, massacri, deportazioni,
assassini mirati fatti passare per scontri, si sta trasformando
progressivamente in un vero genocidio, in particolare per gli adivasi, una
delle popolazioni indigene molto numerose in India.
Andiamo a denunciare questo, come andiamo a
denunciare tutto il resto. L'operazione Kagaar si unisce alla repressione
gigantesca delle forze dell'opposizione, delle forze delle minoranze nazionali,
ad esempio il Kashmir delle masse musulmane, dato che il regime di Modi è un
regime fascista hindutva, cioè integralista indù che è un genere di ideologia,
cultura e formazione simile sionismo e, in parte, al nazismo, non è un caso che
il simbolo stesso nel nazismo - la svastica - nasce storicamente dall'integralismo
indù.
Il regime fascista indù sta conducendo questa
feroce repressione che non è semplicemente una repressione per fermare lotte,
opposizione, guerriglia maoista, è una repressione per svuotare le terre delle
popolazioni indigene adivasi e abbattere le foreste, distruggere la flora e la
fauna di sussistenza, di sopravvivenza, di masse di contadini e povere in India di
diverse regioni per consegnare questi territori e le loro risorse alle grandi
multinazionali.
Le grandi multinazionali sono ben note anche
in Europa dove hanno accumulato profitti che
hanno potuto fare all'ombra del regime indiano, in particolare di Modi, esono
diventate delle multinazionali molto forti, da ArcelorMittal, a Jindal, alla
Tata, ad Adani e altre che hanno acquisito pezzi della stessa economia europea e, nella contesa che si è aperta tra Europa e Stati Uniti, hanno spostato una parte
delle loro attività anche negli Stati Uniti, perché il regime di Modi è un acrobata
nel tentativo di mantenere l'alleanza con la Russia che gli fornisce il petrolio,
di avere una relazione reciprocamente produttiva con i governi degli Stati
imperialisti europei, ma nello stesso tempo ideologicamente e strategicamente è più collocato all'interno del piano Trump e dello schieramento mondiale
che si va si determinando in questa contesa verso la terza guerra imperialista.
Quindi queste acrobazie che certe volte
accontentano tutti e certe volte scontentano tutti comunque sono la
politica oggettiva che conduce questo regime attraverso una guerra interna che
è una vera “guerra al popolo”, come viene chiamata.
Le masse proletarie e popolari, i contadini,
le popolazioni indigene cercano attraverso la via della guerra popolare di
lunga durata, delle azioni che hanno una radice storica in India molto antica,
come il movimento dei Naxaliti - così vengono definiti i maoisti , i ribelli
contadini e i sostenitori della guerra popolare e della lotta di liberazione
del proletariato e delle masse povere in India - e questa storia non può certo
finire con i regime di Modi, anche se l'operazione repressiva messa in campo dal
regime con l’operazione Kagaar ha inflitto pesanti perdite alla guerriglia
maoista ma che si traduce in un piano genocida verso le popolazioni dentro cui
la guerriglia maoista aveva ed ha ancora le sue basi.
E' importante che proprio mentre la von der
Leyen e Modi si incontrano nell'interesse dei padroni e degli imperialisti
europei, noi come parte di questa delegazione di sostegno alle masse indiane
contro l'operazione Kagaar e il regime fascista indù di Modi, siamo un ponte
alternativo quello tra i proletari e i sostenitori delle lotte di liberazione
dei popoli e i proletari e le masse povere dell'India in lotta contro i regime
indù.
Lo faremo il 27 ma il 27 è una tappa di una
campagna di emergenza internazionale contro l'operazione Kagaar.
Chiaramente la nostra richiesta a Bruxelles sarà quella di rompere le relazioni economiche, politiche e diplomatiche con il regime
fascista indù che non rispetta i diritti umani. In quella giornata si riunisce
anche la commissione nella sua sezione per i diritti umani a cui verranno
rivolti sia un appello che una richiesta di incontro che hanno lo scopo di
unire alla protesta la proposta di agire per fermare la repressione e sappiamo
bene che le borghesie imperialiste e la Commissione europea non hanno nessuna
intenzione di rompere le relazioni con il regime indiano, ma certamente
vogliamo portare la voce in questo contesto delle masse indiane che vengono colpite
dal regime di Modi come all'interno di una più generale lotta di liberazione
dei popoli, che vede uno stretto legame tra la lotta di liberazione in India
con la lotta del popolo palestinese e in questi giorni, in queste ore, con la
lotta delle masse curde sottoposte all'attacco dell'imperialismo e del regime
fascista siriano e del regime altrettanto fascista di Erdogan che stanno
operando nelle zone dei curdi, in particolare nelle zone sotto il controllo
delle masse curde con la loro lotta di liberazione che vogliono cancellare, così come
vogliono cancellare la lotta di liberazione del popolo palestinese e di tutti i
popoli del mondo, tra cui quella del più grande paese attualmente più popoloso del
mondo che è l'india.

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