da ORE12/Controinformazione rossoperaia del 26/01
In questa puntata di Ore12/Controinformazione rossoperaia è di questo governo di cui vogliamo parlare, di alcuni fatti di questi giorni, di dichiarazioni, che smascherano la sua natura fascista e guerrafondaia.
Il servilismo di Meloni nei confronti di Trump è spudorato, sono senza freni le sue leccate, ora è arrivata a dire: “spero che un giorno potremo dare un premio Nobel per la pace a Donald Trump", e lo ha detto dopo il vertice dei governi italiano e tedesco che si è tenuto in questi giorni.
Fermo restando che nel loro delirio di conquista i fascisti vorrebbero avere in mano tutto, compreso il premio Nobel, un’arma di propaganda anche quando si tratta di quello “per la pace” perché la borghesia imperialista non si fa alcuno scrupolo ad assegnarlo a guerrafondai come Obama, o come quello alla Machado in quanto oppositore di un presunto “regime comunista” in Venezuela – è un premio comunque che coopta intellettuali e scienziati nel sistema imperialista – un premio che nelle loro mani si trasforma in una pagliacciata come è successo con quello dato alla rappresentante della cosiddetta “opposizione” venezuelana che a sua volta lo ha rigirato a Trump.
La fascista Meloni, come tutti i fascisti, è ai padroni che guarda, ne difende gli interessi, li ammira, è compiacente, aspira ad entrare nel suo Consiglio di pace che 9in realtà è il consiglio di banditi, quello che Trump ha chiamato “Board of peace”, dove il termine "board" richiama la sua concezione aziendalista con cui Trump ha sostituito l'Onu facendo di questo "Consiglio di pace" un'organizzazione sua personale, che fa parte del suo mondo fatto di aziende, profitti, con Trump come amministratore delegato e che rimarrà tale anche quando non sarà più lui il presidente degli Stati Uniti, come se il mondo intero fosse cosa sua.
Questa vergogna nazionale - Meloni - è all’ombra del nazista Trump che cerca un posto al sole per i profitti dei padroni italiani, i fascisti lo hanno fatto ieri con Hitler e oggi con Trump, mascherandosi da patrioti, nazionalisti e altre fumisterie dietro le quali si nasconde l’ammirazione per i padroni e l’odio verso i lavoratori e le masse.
In politica estera, l’asse Germania-Italia.
Il complesso militare-industriale della borghesia imperialista italiana ha ottenuto altre commesse con la produzione e l’esportazione di armi, all’incontro con Merz il governo Meloni/Crosetto porta avanti il suo piano guerrafondaio: "c’è ampio margine per l’Italia per inserirsi nei contratti e nelle nuove architetture militari. Roma e Berlino costruiranno insieme droni, sottomarini, difesa aerea e missilistica. E forse, con il Bromo (a cui partecipano Airbus, Thales, Leonardo) anche satelliti».
Un altro passo di questo governo guerrafondaio che viene scaricato sui lavoratori, sulle masse, già colpiti pesantemente dalla crisi economica.
Ma è sul fronte interno che questo governo cerca di rafforzarsi per edificare un regime, creare le condizioni non solo per trascinarci in una guerra ma anche per fomentare una guerra civile all’interno. I suoi esponenti, la maggioranza che lo sostiene, che hanno trovato le fogne aperte con l’opportunità di una legge elettorale truffa che gli ha regalato la maggioranza alle elezioni, ora richiamano dalle stesse fogne chi era rimasto indietro.
Hanno i mass media ma anche il ministero degli interni nelle loro mani.
Riportiamo alcuni fatti che si aggiungono all’azione repressiva di questo governo, con i decreti sicurezza, l’impunità per i poliziotti violenti, gli arresti in nome e per conto dello Stato nazisionista e genocida israeliano dei partigiani palestinesi, da Anan ad Hannoun a tutti gli altri, alla persecuzione del movimento di solidarietà con la Palestina, il ddl Gasparri/Del Rio e i passaggi eversivi, di stravolgimento dei poteri dello Stato borghese liberale, con l’occupazione del potere e con la controriforma della giustizia. Un disegno chiaro che ha un suo fine: l’edificazione di uno Stato forte, moderno fascista che salvi il sistema dei padroni dalla loro crisi.
Ma mettiamo in evidenza altri fatti.
Il ministro degli interni ha fatto scortare dalla polizia i neonazisti/remigrazionisti a Piacenza, sabato scorso. Su questo una studentessa del Collettivo Schiaffo: “È inaccettabile che la proposta di questa cosiddetta remigrazione possa arrivare fino alla Camera. Noi studenti scendiamo in piazza per dire no a quello che per noi è un autentico schifo”. La manifestazione è stata scortata dalle forze dell’ordine: 200 uomini del reparto celere della polizia di Stato con una decina di camionette, oltre a Digos e polizia locale.
La remigrazione entra alla Camera grazie alla Lega. La Lega cerca di competere con Meloni su chi è più fascista e lo fa sul terreno del "remigrazionismo", un feroce attacco agli immigrati partito dal loro partito gemello in Germania, i neonazisti dell’Afd, che ha agitato in maniera terroristica la “sostituzione etnica”, l’invasione da cui le società borghesi imperialiste si dovrebbero difendere con la militarizzazione, con lo Stato di polizia, con l’esercito, con le deportazioni forzate. Lo scenario che si prospetta lo vediamo sotto gli occhi in questi giorni con la milizia paramilitare neonazista dell’ICE agli ordini di Trump.
E la Lega con Salvini intanto incontra in parlamento il fascio inglese, un certo Tommy Robinson, capo di un'organizzazione neonazista inglese, più volte condannato per aggressione antimmigrati, frode e detenzione di stupefacenti, un incontro avvenuto nelle stesse ore in cui il comitato per la «Remigrazione e riconquista» fondato da Casapound annunciava una propria conferenza stampa a Montecitorio dove il 30 gennaio verrà lanciata, per il tramite della Lega, la campagna per la raccolta firme per un disegno di legge.
Le istituzioni che dovrebbero fondarsi sulla Costituzione nata dalla Resistenza antifascista, con leggi che vietano l’apologia del fascismo, invece che procedere con arresti, con lo scioglimento delle loro organizzazioni, gli hanno invece aperto le porte.
Altre notizie per dare un quadro più ampio.
Nelle scuole che hanno problemi di sicurezza degli edifici, di mancanza di fondi per attuare il diritto all’istruzione per tutti, questo governo vuole “legge ed ordine” con l’installazione di metal detector all’ingresso, leggiamo dal quotidiano il manifesto che Azione Studentesca, movimento legato a Gioventù Nazionale di Fratelli d’Italia sta lanciando in alcune scuole le liste di proscrizione, di delazione, per gli insegnanti “nemici della patria”, una campagna chiamata “La nostra scuola”, un'attività che è stata segnalata a Palermo, Cuneo, Alba, Pordenone.
Il governo Meloni è responsabile di tutto questo e con la notizia della presenza dei mercenari neonazisti dell’ICE a Cortina è sempre più evidente che è quel modello repressivo criminale che vuole portare avanti, il modello di Trump negli USA, per colpire il dissenso, sono partiti dagli immigrati per arrivare alla caccia all’antifascista, all’attivista impegnato nella solidarietà, al comunista.
E come risponde il governo? Il ministro degli interni dice che di questa inquietante presenza dei nazisti assassini e violenti “non vede dove sia il problema”! E’ così che il moderno fascismo, come quello storico del resto, rivendica apertamente la sua azione criminale contro le masse.
Viene da citare Gramsci quando scrive che "il male che si abbatte su tutti avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che solo un ammutinamento potrà rovesciare." Così come ritorna alla mente la famosa poesia “prima vennero a prendere gli ebrei, poi gli zingari, ecc ecc, poi i comunisti” e dovrebbe ricordarci com’è andata a finire.
E qui è il punto: questo governo sta costruendo un regime, una dittatura al servizio dei padroni, della finanza, della borghesia imperialista, ed è tempo che il movimento di opposizione politica e sociale lo comprenda e riprenda l’esperienza – l’unica esperienza – della Resistenza Antifascista. Partiamo dalla “rivolta”, dall’ “ammutinamento”, dalla disobbedienza civile, dall’antifascismo militante per organizzare le energie, organizzare il Fronte Unito, organizzare la forza militante, combattente, per rovesciare questo governo fascista e ogni governo dei padroni.
Sabato scorso a Bologna c’è stata l’assemblea dei movimenti al Tpo in appoggio del movimento «No kings» statunitense e l’assemblea ha rilanciato una manifestazione a fine marzo: “Dobbiamo avanzare noi, prima che questi colpiscano ancora” come ha detto una compagna.
E il 31 gennaio dobbiamo essere tutti a Torino a fianco del centro sociale Askatasuna alla manifestazione nazionale “come - scrivono i compagni nell’appello - l’inizio di un percorso comune che possa costruire uno spazio largo di mobilitazione contro il Governo Meloni e la sua manovra economica lacrime e sangue. Oltre la retorica populista e sovranista, quello che rimane sono misure di austerity, sudditanza ai diktat di Trump, attacchi al lavoro, alle pensioni, ai migranti e a chiunque non sia allineato. Resistere è possibile, resistere è un dovere”.


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