domenica 25 gennaio 2026

pc 25 gennaio - “Via i fascisti da Piacenza”. Il corteo contro la remigrazione....una manifestazione giusta e necessaria ma che deve inquadrare il vero nemico

...che è il governo moderno fascista Meloni che con le politiche, dai CPR in Albania alla narrazione tossica sui "maranza" all'impunità per le violenze poliziesche contro i migranti, mostra la sua natura razzista/islamofoba/fascista in direzione di uno stato di polizia e una dittatura aperta. Passando con l'invito al Senato della fogna nazi/fascista di casa Pound e scortando il corteo di ieri di questa feccia a Piacenza, vuole legittimare il suo moderno fascismo. Questo ci dice che bisogna "ritornare" all'Antifascismo Militante come parte integrante di una Nuova Resistenza per spazzarli via


Promosso dai collettivi Controtendenza, R-esisto! e Collettivo Schiaffo, insieme al sindacato S.I. Cobas di Piacenza

Marcello Tassi

“Via i fascisti da Piacenza”.
Il messaggio campeggia a caratteri cubitali su uno striscione che apre il corteo e non lascia spazio a interpretazioni. È la risposta netta di una parte della città nei confronti della manifestazione dell’ultradestra che si è svolta nel pomeriggio. Una risposta che prende forma nelle strade, tra slogan, bandiere e una partecipazione ampia e trasversale. Nel primo pomeriggio di oggi Piacenza è stata attraversata dal corteo antifascista promosso dai collettivi Controtendenza, R-esisto! e Collettivo Schiaffo, insieme al sindacato S.I. Cobas di Piacenza. Presenti circa 300 partecipanti, tra italiani, piacentini, stranieri e studenti. La mobilitazione nasce come reazione alla manifestazione indetta alle 16 in zona Barriera Milano dal Comitato nazionale “Remigrazione e Riconquista”, una realtà che riunisce diverse sigle dell’ultradestra italiana, tra cui CasaPound, Skinhead Veneti e Rete dei Patrioti. Per quel corteo sono attese circa mille persone, in gran parte provenienti da fuori provincia. Il corteo antifascista è partito poco prima delle 15 dall’area del Cheope, in via IV Novembre. Questo il tragitto: Facsal, Stradone Farnese, un tratto di Corso Vittorio Emanuele, piazzale Genova e via 24 Maggio, fino a raggiungere il quartiere Infrangibile, dove la manifestazione si è conclusa senza problemi di ordine pubblico. A spiegare le ragioni della mobilitazione è Michela De Nittis, del S.I. Cobas di Piacenza:
«Le motivazioni sono semplici: Piacenza è una città medaglia d’oro alla Resistenza, con una storia partigiana importante alle spalle. È vergognoso che qui si possa svolgere una manifestazione di questo stampo. So che sono parole forti, ma parliamo di una manifestazione nazista, che porta in città realtà come Fronte Veneto Skinhead e CasaPound». De Nittis esprime anche indignazione per l’autorizzazione concessa alla manifestazione dell’ultradestra:
«Siamo indignati che a queste realtà sia stato permesso di mettere piede a Piacenza. Inoltre la sensazione è che la scelta della città non sia casuale: negli ultimi quindici anni qui si sono combattute importanti battaglie sindacali nella logistica, battaglie che hanno portato dignità e diritti a lavoratori italiani e stranieri uniti insieme. È uno schiaffo in faccia alla storia della nostra città. La giunta comunale avrebbe dovuto prendere posizione: la nostra è una Costituzione antifascista. Per questo oggi diciamo che Piacenza, ora come sempre, è antifascista e antinazista». Numerosa anche la presenza di giovanissimi e studenti. Tra loro Estella Dallagiovanna, studentessa e rappresentante del Collettivo Schiaffo:
«È inaccettabile che la proposta di questa cosiddetta remigrazione possa arrivare fino alla Camera. Noi studenti scendiamo in piazza per dire no a quello che per noi è un autentico schifo». La manifestazione è stata scortata dalle forze dell’ordine: 200 uomini del reparto celere della polizia di Stato con una decina di camionette, oltre a Digos e polizia locale. Imponente il dispositivo di sicurezza predisposto dalle autorità, con l’obiettivo di evitare qualsiasi contatto tra i due schieramenti. Il timore principale, come spesso accade in situazioni di questo tipo, riguarda la possibile presenza dei cosiddetti “cani sciolti”, soggetti estranei alle manifestazioni ufficiali che potrebbero tentare azioni isolate.

Radio Popolare

La remigrazione alla Camera grazie alla Lega. E domani a Piacenza neonazisti in corteo Domani a Piacenza, venerdì prossimo alla Camera. I remigrazionisti per domani pomeriggio hanno organizzato una manifestazione nazionale a Piacenza contro una fantomatica “immigrazione incontrollata” nelle nostre città. Contro quella che viene definita una politica dell’odio ci saranno nella città emiliana due contromanifestazioni indette dalle realtà antifasciste. La prima è convocata per le 9.30 in piazza Sant’Antonino. Nel pomeriggio, in contemporanea con la manifestazione remigrazionista, diverse forze sociali piacentine hanno indetto una contromanifestazione antifascista.

Che la remigrazione sarebbe diventata la parola chiave della propaganda leghista lo si era capito lo scorso maggio a Gallarate, in occasione del “Remigration Summit”, che portò nel comune varesino i massimi teorici mondiali della deportazione di massa, quando il Carroccio si intestò il ruolo di rappresentanza istituzionale della questione nel nostro paese. Ora l’ulteriore salto di qualità, con Domenico Furgiuele, deputato leghista da sempre salviniano, ultimamente considerato molto vicino al vicesegretario Roberto Vannacci, che apre le porte di Montecitorio alla peggior destra neofascista e neonazista italiana, per presentare un disegno di legge popolare che vuole portare nell’ordinamento italiano la remigrazione, una parola “gentile” che nasconde una politica razzista e xenofoba, una vera e propria deportazione.




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