martedì 27 gennaio 2026

pc 27 gennaio - MILANO: ABDERRAHIM MANSOURI, 28 ANNI, UCCISO DA UN COLPO ALLA TESTA DURANTE UN’OPERAZIONE DI POLIZIA.....

 ....ucciso uno spacciatore armato, pistola giocattolo, o ennesimo abuso in divisa in stile ICE? Primo: di sicuro la dinamica non è "chiara" essendo unico testimone il poliziotto che ha sparato, in borghese e sprovvisto di bodycam. Ha detto di aver sparato per paura e mirato alla sagoma, e alla faccia della paura  e della sagoma fa centro alla testa. Sembra di essere a Minneapolis durante l'omicidio dell'infermiere da parte dei criminali ICE che subito avevano dichiarato che l'infermiere era armato, cosa smentita dai filmati di persone che ormai riprendono questi criminali. Secondo: come sottolineato dal giornalista Mastrodonato a radio Onda D'Urto, il commissariato di appartenenza del poliziotto, Mecenate, non è "nuovo" a questi casi, come nel 2011 quando fu ucciso Michele Ferulli e nel 2022 un altro ucciso, in casa, in zona commissariato. Terzo: il post fatto da Salvini, 1 minuto dopo l'uccisione, in cui lo stesso dice "Salvini: “Basta indagare le forze dell’ordine”. E annuncia la riforma nel nuovo pacchetto sicurezza" chiarisce bene qual è il vero obiettivo: impunità per le forze di polizia tale e quale alla linea di Trump.

Infine, ciliegina sulla torta, "l'aggressione" alla troupe di ORE 14 di Rai2, che suona strana visto il dispiegamento di polizia, ma che con le dichiarazioni di Milo Infante (che conduce la trasmissione) che mettono in luce una informazione(sic) al servizio di uno stato di polizia

Esprimo piena solidarietà ai colleghi - ha affermato Milo Infante – e la ferma condanna dell'ignobile aggressione da parte di spacciatori che si sentono padroni di un territorio che deve ritornare sotto il controllo dello Stato. Ringraziamo il 118 e gli agenti della polizia di Stato prontamente intervenuti evitando il peggio in una situazione di degrado non più sostenibile”. 

È indagato per omicidio volontario il poliziotto quarantenne che nel tardo pomeriggio di lunedì 26 gennaio ha sparato e ucciso Abderrahim Mansouri, 28 anni. L’uomo è stato colpito alla testa da un proiettile esploso da un agente in borghese durante uno dei cosidetti “servizi antidroga” in via Giuseppe Impastato, nei pressi della stazione ferroviaria di Rogoredo, a Milano.

Secondo la versione ufficiale, che poi è quella fornita dallo stesso poliziotto, Mansouri avrebbe puntato contro l’agente una pistola, risultata poi essere a salve.

Oggi è previsto l’interrogatorio di garanzia: l’agente ha dichiarato di aver visto il 28enne uscire da una radura a circa 30 metri di distanza con in mano la presunta arma e di aver sparato “per paura”, mirando a quella che ha definito “la sagoma”.

Un elemento rilevante emerso nelle prime ore dell’indagine riguarda l’assenza di dispositivi di registrazione: nessuno dei quattro poliziotti presenti sul posto indossava una bodycam, strumento che avrebbe potuto contribuire a chiarire con maggiore precisione la dinamica dei fatti, inoltre la zona in cui è avvenuto l’omicidio è scarsamente illuminata e, al momento, difficilmente emergeranno immagini video in grado di ricostruire l’accaduto. Per ora, l’unica versione disponibile resta quella fornita dagli agenti coinvolti e non risultano testimoni oculari.

Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, Luigi Mastrodonato, giornalista esperto di carcere e abusi di potere, collaboratore di Internazionale e altre testate, nonché ideatore di Malapolizia.Ascolta o scarica.

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