venerdì 30 gennaio 2026

pc 30 gennaio - La scuola di Meloni/Valditara impedisce ad un giornalista di tenere un incontro con gli studenti sulla mafia in una scuola in provincia di Ravenna. Solidarietà al giornalista dallo Slai Cobas e azione di denuncia

 


Lo Slai Cobas di Ravenna esprime solidarietà al giornalista Donato Ungaro a cui è stato impedito l’incontro con gli studenti di una scuola media di Conselice in provincia di Ravenna per parlare di mafia. Il giornalista sta portando il suo messaggio in diversi istituti scolastici d’Italia e per le sue inchieste, in particolare sull’attività mafiose a Brescello, in provincia di Reggio Emilia, la prima amministrazione sciolta per mafia in Emilia-Romagna, è stato minacciato dalla ‘ndrangheta e per questo vive sotto scorta.

L’Associazione della stampa Emilia-Romagna (Aser) denuncia: "è stato invitato a lasciare senza indugio l’edificio scolastico perché si è rifiutato di firmare un documento che dava alla Dirigenza facoltà insindacabile di revocare in ogni tempo l’eventuale incarico, senza necessità di motivazione, nel caso la Dirigente avesse riscontrato “opinioni non gradite”, e il tutto prima dell’incontro con gli studenti.

Il clima intimidatorio rivela la natura reazionaria di questo governo innanzi tutto, della sua concezione di una scuola irreggimentata, repressiva, una concezione da scuola-caserma dove la coscienza critica viene soffocata, dove alcuni Dirigenti e Collegi docenti eseguono direttive repressive contro la libertà di espressione nascondendosi dietro grigi (meglio dire, neri) adempimenti burocratici, dove l’ organizzazione giovanile neofascista, Azione Studentesca, del partito di Meloni/Valditara, può lanciare campagne di delazione contro gli “insegnanti di sinistra” e non trovare nessuna istituzione scolastica pronta a denunciarli immediatamente, come è successo in una scuola di Faenza.

L’attacco censorio è avvenuto nella cittadina nota per il monumento alla stampa clandestina e alla libertà di stampa che riuniva i tipografi antifascisti della Bassa Romagna che durante la lotta di Liberazione lavorarono ininterrottamente per informare di quanto succedeva sul fronte del Comitato di Liberazione Nazionale e sei di questi coraggiosi tipografi furono trucidati dai nazifascisti per questo.

Di questo bisogna parlare nelle scuole per difendere la memoria storica contro il revisionismo storico e invece il governo non solo regala soldi alle scuole private ma ha tagliato i fondi all’Anpi e alle associazioni combattenti antifasciste.

Lo Slai Cobas di Ravenna esprime solidarietà al giornalista e all’Associazione della stampa Emilia-Romagna (Aser) che ha denunciato il fatto e chiede le dimissioni della Dirigente dell’istituto attraverso una denuncia che inoltreremo al Provveditorato/Ufficio Scolastico Regionale.

 

Slai Cobas per il sindacato di classe di Ravenna

339/8911853

il comunicato dell'Associazione dei giornalisti Emilia-Romagna

“L’Associazione della stampa Emilia-Romagna (Aser) esprime sconcerto e preoccupazione per quanto accaduto questa mattina (29 gennaio 2026) a Conselice, in provincia di Ravenna. Nelle scuole medie del paese era previsto l’incontro dei ragazzi di più classi con un giornalista minacciato dalla ‘ndrangheta che porta il suo messaggio in diverse scuole d’Italia. Però, per poter parlare, il collega Donato Ungaro, al quale va la piena solidarietà del sindacato, avrebbe dovuto firmare un documento con il quale “riconosceva pienamente l’insindacabile facoltà dell’Istituto di revocare in ogni tempo l’eventuale incarico, senza necessità di motivazione alcuna”. In sostanza, una cambiale in bianco che autorizzava qualsiasi censura delle sue parole da parte della dirigente scolastica, la quale lo avrebbe addirittura potuto interrompere e cacciare in qualsiasi momento. Cosa che è comunque avvenuta, in quanto – di fronte alla indisponibilità a firmare la clausola capestro – Ungaro è stato invitato a lasciare senza indugio l’edificio scolastico. Che un fatto del genere sia accaduto nel “Comune della libertà di stampa”, come si legge sui cartelli all’ingresso del paese, dove esiste l’unico monumento del genere in Italia, rende l’atteggiamento della scuola non solo illegittimo ma anche antistorico. Che l’istituto scolastico si metta al di sopra (e al di fuori) della libertà di espressione è di certo anticostituzionale e costituisce una pericolosa deriva autoritaria. Per l’Aser la cosa è ancor più spiacevole perché da almeno un decennio l’istituto di Conselice beneficia di una borsa di studio, intitolata alla memoria dell’ex presidente dell’Assostampa, Camillo Galba, che fu tra i promotori della realizzazione del monumento. Poiché la borsa è finalizzata alla realizzazione di progetti che pongano al centro la democrazia e la libertà di stampa, Aser si aspetta che – come segnale di coerenza e soprattutto di rispetto per la figura di Galba – l’istituto rinunci e restituisca la borsa di studio consegnata in occasione dell’anniversario della fucilazione degli stampatori clandestini di Conselice, morti appunto per la libertà e la democrazia. Aser auspica inoltre che l’Ufficio scolastico provinciale di Ravenna intervenga con chiarezza su quanto accaduto a Conselice: la Costituzione e la democrazia vengono prima di qualsiasi voglia di protagonismo”.

 



 

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