SABATO 31 A TORINO ORE 14.30 PORTA NUOVA CONCENTRAMENTO SPEZZONE PALESTINESE
DOMENICA 1° FEBBRAIO A MILANO ORE 15.00 PRESIDIO IN PIAZZA CASTELLO Indetto dall’ Associazione palestinesi in Italia e Associazione Donne Palestinesi.
Il prossimo fine settimana continua l’ininterrotta e attiva mobilitazione della Milano Palestinese.
Il 31 gennaio aderiamo alla manifestazione nazionale a Torino lanciata dai compagni e dalle compagne dell’Askatasuna (che in lingua basca significa libertà) sgomberati a fine dicembre 2025. In una città segnata e lacerata dalla feroce ristrutturazione capitalistica che aveva frammentato l’avanzato e storico tessuto sociale operaio, l’Askatasuna è una realtà politica che negli anni è riuscita da un lato a integrarsi in un quartiere proletario, la Vanchiglia di Torino, costruendo resistenza e diventando punto di riferimento anche per le lotte contro la gentrificazione e dall’altro, con un respiro più ampio, essere protagonista di mobilitazione popolari contro la devastazione dei territori in nome della voracità del profitto (la No Tav in Val di Susa).
Il 31 gennaio parteciperemo a una mobilitazione popolare che prevediamo ampia ed eterogenea, con la partecipata presenza delle istanze sociali e politiche che negli anni hanno saputo dare fiato all’opposizione sociale e politica diffusa nei differenti territori, con l’obiettivo comune di segnare un passaggio materiale del conflitto ai piani e alle politiche antipopolari e antiproletarie, di militarizzazione e di irreggimentazione dei rapporti sociali del reazionario Governo Meloni e della borghesia nazionale. L’obiettivo della pacificazione del fronte interno diventa primario in un contesto globale nel quale le contraddizioni del capitalismo, lo sgretolamento dell’egemonia e del consenso dell’imperialismo USA e dei suoi complici, l’aspra competizione per risorse, mercati e profitti, la prepotenza dei rapporti di forza che fanno strame del diritto internazionale, acuiscono la tendenza alla guerra e al riarmo generalizzato. Una tendenza che esprime anche la disperata esigenza di un nuovo ciclo di accumulazione che già si traduce nell’impoverimento dei salari, nell’erosione di diritti e tutele acquisiti in anni di lotte, nel tragico ma continuo indebolimento dello stato sociale, nelle emergenze di territori depredati e in un’accelerazione della crisi climatica. Questa strategia di subordinazione si traduce, per Piantedosi e Meloni, con gli sgomberi e i tentativi di sigillare ai margini le realtà politiche che animano e producono lotte ma, soprattutto, procede dalla criminalizzazione diffusa (provocazioni poliziesche e gestione militare dell’ordine pubblico, zone rosse, denunce, perquisizioni e misure cautelari) ai decreti sicurezza che, esplicitando parte delle ricadute materiali della tendenza alla guerra sul fronte interno e la fine di ogni mediazione liberale, sono strumenti preordinati per colpire militanti e creare un clima di intimidazione nei confronti della conflittualità sociale. A ciò si aggiungono i disegni di legge per sanzionare ecriminalizzare l’antisionismo e la vasta mobilitazione di massa solidale e a favore della resistenza del popolo palestinese equiparandolo tout court all’antisemitismo e all’odio razziale. Usando strumentalmente la Giornata della memoria in ricordo dell’Olocauso ebraico l’intenzione dei promotori, nei fatti, è tacciare di antisemitismo ogni critica all’entità coloniale sionista Israele che, con la complicità del progetto di “pace trumpiano”, continua senza sosta il genocidio, ora per fame, freddo e malattie, del popolo palestinese mentre continua il quotidiano macello di vite palestinesi con le bombe che l’IDF non ha mai smesso di sganciare. Il governo terrorista Netanyahu, con l’avvallo esplicito e il sostegno concreto del governo Trump sta infatti completando a pieno ritmo la pulizia etnica di Gaza progettando la deportazione della sua popolazione fuori dal territorio della Palestina o la sua mera sopravvivenza subordinata alla dipendenza dagli aiuti internazionali, per permettere, in ultima istanza, la realizzazione del progetto storico sionista di una “Grande Israele”. Un’entità che sia baluardo dell’imperialismo sull’intera regione con il completo controllo politico e militare a favore esclusivo degli interessi di quest’ultimo.
Per denunciare e continuare a combattere gli obiettivi strategici dell’entità sionista contribuiremo attivamente alla costruzione di uno SPEZZONE PALESTINESE all’interno del corteo nazionale torinese. Lì porteremo anche la fiera voce di Mohammad Hannoun, Raed Dawoud, Yaser Elasaly e Ryiad Albustanji, ora rinchiusi nelle carceri di massima sicurezza con accuse incredibili di “favoreggiamento al terrorismo”, colpevoli in realtà di essere solidali con il proprio popolo e con la sua legittima e indomita resistenza che si oppone a oltre 75 anni di illegittima e criminale occupazione sionista. Una solidarietà anche materiale fatta di raccolta di fondi, di cibo, di acqua e tende per cercare di lenire l’indicibile sofferenza cui è sottoposta la popolazione di Gaza. Attivisti con i quali abbiamo costruito a Milano, in oltre due anni e mezzo, una mobilitazione straordinaria e costante, parte di quel vasto movimento mondiale di solidarietà schierato contro la barbarie sionista. Lì porteremo anche la voce del compagno Anan Yaeesh, condannato su esplicita richiesta israeliana dal Tribunale dell’Aquila a una pena spropositata per aver combattuto a Tulkarem contro l’occupante. Lì porteremo anche la voce di Ahmed Salem, ennesimo palestinese detenuto in regime di alta sicurezza per aver denunciato il genocidio che il suo popolo sta subendo. Il comune denominatore di tutte queste montature giudiziarie è la complicità e la subordinazione dei differenti poteri statali italiani (governativo e giudiziario) ai diktat sionisti e ai suoi servizi segreti e della prona sudditanza dei servili e miserabili organi della stampa italiana protagonisti di una campagna, anche intrisa di islamofobia e arabofobia, mirata alla loro colpevolizzazione in quanto ostacolo al ribaltamento operato dalla narrazione sionista che vorrebbe appiattire il sostegno alla legittima e partigiana resistenza del popolo palestinese sull’accusa di terrorismo.
Rivendicheremo la solidarietà con i militanti arrestati, la fine del genocidio, la libertà e l’autodeterminazione del popolo palestinese anche nel PRESIDIO che si terrà DOMENICA 1° FEBBRAIO a Milano in Piazza Castello, in continuità con le partecipate manifestazioni agite settimanalmente nelle piazze e nei quartieri milanesi da oltre due anni e mezzo.
Il genocidio in Palestina quale parte integrante della tendenza diffusa alla guerra, la conseguente progressiva formazione di un’economia di guerra, le misure che accelerano il processo autoritario e di restringimento delle stesse libertà liberali, gli attacchi al lavoro e alle condizioni di vita agli strati proletari, sono i terreni su cui dobbiamo misurarci per costruire un’alternativa di sistema che superi lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, dell’uomo sulla donna e sulla natura.
CONTRO GUERRA, GENOCIDIO E PULIZIA ETNICA, PER L’AUTODETERMINAZIONE DEL POPOLO PALESTINESE!
CONTRO ARRESTI, SGOMBERI E REPRESSIONE. MOHAMMAD, RAED, YASER, RYAD LIBERI SUBITO!
ANAN E AHMED LIBERI SUBITO!
LA SOLIDARIETA’ E’ UN’ARMA, USIAMOLA!
GOVERNO MELONI SERVO DEI PADRONI E DELL’IMPERIALISMO USA.
I compagni e le compagne del C.S.A. Vittoria di Milano


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