BASILICATA ECONOMIA LAVORO
29 Marzo 2025 | 18:22
Eugenio Bonanata
Ecco gli ultimi rumors che giungono dal Montaggio. “C’è chi lavora quasi sempre e chi quasi mai, non cambia nulla e i capi fanno che vogliono, tra menefreghismo e bagni sporchi. I sindacati fanno solo parole”
Tra un futuro in cui si prevedono “7
modelli” da realizzare, e un presente che arranca, non regna certo il
buon umore sull’unica linea rimasta attiva a S. Nicola di Melfi. “Qui è
un degrado totale – si apre un lavoratore al Montaggio – piove
all’interno, bagni sporchi, riscaldamenti spenti”. C’è un’aria di
“rassegnazione mista a menefreghismo, pare ci si affidi a un destino già
segnato”. E se la giostra gira in questo modo, ecco che sarebbero “i
capi” a fare il bello e cattivo tempo, chiamando a lavoro “chi gli fa
più piacere”.
Ecco come andrebbero le cose, a sentire la nostra fonte
interna al Montaggio. “Sulla carta dovrebbe esserci la cosiddetta Cassa
integrazione a rotazione, due squadre che si alternano di settimana in
settimana”. Ma tra la teoria e la pratica ci sarebbe un abisso. “Il
lavoro è poco, inoltre da noi spesso
Può sembrare poco realistico, ma non è così. “Ci sono operai al Montaggio che non scendono in fabbrica da settembre, ottobre, non si sono più visti”. In barba alla “rotazione” che dovrebbe essere eseguita e applicata, accadrebbe anche questo. “Se non rispondi agli standard richiesti, se non lavori con la testa bassa e se non dici sempre sì, entri in una lista nera e può capitare che resti a casa per mesi interi, e devi quindi accontentarti di vivere al minimo, cioè con la Cassa integrazione, a 1200 euro al mese”.
Alla domanda sul perché la cosa non si risolva per via sindacale, la risposta è immediata. “I sindacati lo sanno, alcune volte i rappresentanti vengono pure a vedere come vanno le cose sulla linea, ma è tutto apparente, perché tutto continua ad andare esattamente come prima, è solo un’apparenza l’intervento sindacale, fanno solo parole”.
In sintesi, quindi, è come se a decidere siano i capi, secondo una sorta di “libero arbitrio” a cui “nessuno si oppone, ciascuno cerca di tenerseli buoni, i capi, pur di spuntare una giornata di lavoro in più e guadagnare qualche decina di euro in più al mese. Tutti hanno famiglia”.
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