La situazione dei centri costruiti in Albania era diventata grottesca, appena arrivavano migranti Magistrati di vari Tribunali, per fortuna, li mandavano in Italia, perchè il trattenimento in questi centri era totalmente illegale, in violazione delle norme della nostra Costituzione e delle norme europee. Una situazione grottesca e anche di furto di soldi pubblici, visto che per casermoni vuoti nel deserto si sono già spesi intorno al miliardo.
Ma la Meloni, alla faccia della realtà, ci ritenta per la terza volta, ma ora per un'altra strada, sempre per cacciare i migranti e riportarli in paesi dove subiscono arresti, torture, e anche morte.
E ANCHE QUESTA VOLTA, IL "DIFENSORE" DELLA COSTITUZIONE, MATTARELLA, FIRMA IL NUOVO DECRETO, facendosi ubbidiente complice di un'operazione illegale e razzista e della squallida politica di autopropaganda del governo Meloni.
Fino ad ora questi centri dovevano fungere da prima accoglienza di migranti richiedenti asilo provenienti dai cosiddetti «paesi sicuri» secondo una finzione giuridica; in realtà dovevano essere
incarcerati per impedire che i migranti toccassero il suolo italiano e poi rimandati ai paesi d'origine, considerati "sicuri". Ora, invece in queste carceri nel "deserto" ci vogliono traferire gli immigrati già in Italia in attesa nei Cpr di rimpatrio perchè considerati "irregolari", E qui come nei famigerati Cpr italiani ci potranno stare per 18 mesi per poi essere trasferiti in Italia, perchè è solo dall'Italia che possono essere mandati via.Come staranno i migranti, anche donne, bambini, in questi Cpr albanesi? Andatelo a chiedere ai migranti che già stanno in questi lager in Italia - dove questo maledetto governo vuole aprire o riaprire altri 5 Cpr, trovando però forti iniziative di lotta; migranti trattati/rinchiusi peggio delle bestie, senza alcun diritto vitale, sottoposti a violenze, vessazioni; tanto da far scoppiare giuste rivolte, auto distruzioni anche solo per essere sentiti. E in Albania, "lontano dagli occhi" non potrà che essere peggio.
Noi speriamo, "tifiamo", che anche questo piano vada in pezzi, trovi forti ostacoli anche legislativi. Ma non ci possiamo fidare. Anche la UE sta lavorando per nuove norme per respingere i migranti e in questo caso non c'è divisione tra i vari paesi europei, anzi fanno a gara a chi è più fascista/razzista - ma di questo parleremo in un altro articolo. Quindi occorre e occorrerà sempre di più estendere le mobilitazioni di denuncia e solidali con/insieme ai migranti.
Il governo ha deciso che i trasferimenti dei migranti irregolari in Albania cominceranno da domani, 31 marzo. Ma, purtroppo per la Meloni, bene che vada (e anche un solo migrante trasferito è per noi tutti, un fatto inaccettabile) Gjader potrà accogliere ora solo 48 persone, "mentre il più grande complesso di Shengjin, con una capienza di 880 posti, resterà inutilizzato per il momento". Ma, non si illudesse, perchè anche questo piano, oltre che opposizione concreta, potrà trovare frenate giuridiche, perchè "una persona migrante destinata al rimpatrio potrebbe essere trasferito in uno Stato terzo solo se presta il proprio consenso, e non mentre si trova in stato di trattenimento".
Questo famigerato piano, poi ha altri aspetti illegali, come denunciano anche operatori delle giustizia, giornalisti, democratici. Già il governo ha usato tantissimi soldi per una operazione colonialista/razzista, ora ne userà altri per questi trasferimenti (Dall'Italia in Albania e poi di nuovo in Italia), per il personale questurino (che sfogherà le sue frustrazioni, humus razzista contro i migranti).
Viene di fatto impedita la richiesta d'asilo, perchè normalmente deve essere fatta sul territorio italiano e l'immigrato deve rimanere in Italia fino a conclusione della procedura. Ma la Corte Costituzionale albanese ha stabilito che "non c'è cessione di sovranità, il che significa che i centri di detenzione in Albania non sono considerati territorio italiano".
Ma il governo Meloni/Piantedosi nella sua foga anti immigrati, cercando di fare il "primo della classe" in Europa, non si ferma neanche a questo.
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