lunedì 13 marzo 2023

pc 13 marzo - Editoriale - La guerra in Ucraina sta superando il "limite". lotta per la pace e azione contro il nostro imperialismo


La guerra in Ucraina sta slittando progressivamente verso quello che realmente è, non solo una guerra feroce sul terreno tra due eserciti che si combattono, quello imperialista russo e quello nazional/mercenario di Zelensky, armato e spesso guidato dall’imperialismo Usa/Nato. Una guerra atroce che da spettacolo di sé come le trincee della I Guerra mondiale e l’oceano di morte della II Guerra mondiale.

Le guerre fanno schifo, non c’è bisogno del papa per dirlo, noi comunisti l’abbiamo detto prima dei “papi”, che nella maggior parte dei casi hanno benedetto le armi e hanno fornito i cappellani militari.

Tutti i morti di questa guerra ci fanno orrore, sono una realta’ in cui nessuno si deve mai abituare. La vita umana non vale niente nelle guerre, le divise che dividono soldati delle due parti sono come una “camicia di forza” che soffoca il respiro e prepara alla ferocia dell’uccidere e allo sgomento della morte.

Basta guerre! Fermare le guerre! E’ un imperativo categorico dei proletari e dei popoli, è un grido di rabbia e di umanita’ in un mondo che diventa sempre più disumano.

Ma questa guerra è gia’ alla vigilia di qualcosa di più.

Dietro le guerre ci sono i profitti, il sistema imperialista, lo scontro tra imperialismi.

Ed è del tutto evidente che la pace, la fine delle guerre può venire solo con la fine di questo sistema, di tutti i suoi attori, le grandi potenze egemoniche: gli Stati Uniti e il loro sistema di alleanze Nato; l’imperialismo minore russo dotato però di potenti armi nucleari; e via via tutti i regimi che mandano gli uomini al macello, fino all’ultima incarnazione di essi, la delirante macchietta mediatica Zelensky, che chiede solo armi e armi, e tutti pronti, innanzitutto i grandi produttori e i loro Stati a darglieli, a consumare in un solo giorno quello che servirebbe a dare pane e lavoro e una vita decente a milioni di uomini, a far uscire dalla miseria e fame tanti popoli.

Questa guerra, abbiamo detto, è gia’ alla vigilia di qualcosa di più. E’ lungi da noi voler essere profeti di sciagura, ma è chiaro che siamo ad un limite, e nel corso dei prossimi mesi questo limite sara’ superato. Lo scontro diretto, in aria per ora, tra imperialismo Usa/Nato e Russia è nelle cose, e tutti sanno, senza essere strateghi militari, che questo limite accende la “santabarbara” del conflitto mondiale, in Ucraina, nel Pacifico e forse anche nel Mediterraneo.

Quindi, è urgente sostenere il movimento per la pace, anche quando si tratta di una pura illusione, perchè masse in campo e nelle strade sono parte del conflitto e in generale dall’altra parte della barricata. Ma chiaramente il problema è di come fare “guerra alla guerra” perchè questo è necessario. Un altro tipo di guerra, la guerra giusta. E su questo ad ognuno tocca il suo posto innanzitutto.

Il nostro posto è qui in Italia, nell’Italia dell’imperialismo straccione ma in divisa, gestito ora da un governo certamente più in sintonia con la guerra che con la pace.

La guerra nel nostro paese, per fermare l’azione del nostro imperialismo nella fornitura di armi, soldati e Basi, nella conseguente economia di guerra, avendo sempre come barometro l’insegnamento luminoso di Lenin su cui si è costruita la più grande pagina di lotta alla guerra della storia umana, la Rivoluzione socialista dell’Ottobre in Russia, vuol dire la sconfitta del nostro imperialismo, affinchè la “guerra alla guerra” proletaria e popolare abbia successo nel nostro paese. Senza questo barometro non si capisce come leggere gli avvenimenti che si sviluppano oggi in Ucraina, e che significa da che parte stare in questa guerra.

Nello stesso tempo dobbiamo sentirci parte, sostenendo la nostra stessa guerra contro il nostro imperialismo, di una guerra condotta in ogni paese del mondo contro il proprio imperialismo e il proprio governo ad esso asservito. E certamente, anche se non ci sentiamo di dire innanzitutto, in Ucraina, dove serve la guerra civile interna al regime del capitale, dell’oligarchia dell’imperialismo Usa/Nato.

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