domenica 12 marzo 2023

pc 12 marzo - Cutro: altre prese di posizione, denunce e appelli di intellettuali democratici contro il governo Meloni

 Appello da parte delle reti Sociologia di Posizione e Emancipatory Social Science

Il 26 febbraio scorso, decine di corpi sono stati trascinati dalle onde del mare in tempesta sulla spiaggia di Steccato di Cutro, in Calabria. Si trattava di migranti – circa 200 persone – partiti con un peschereccio dalla Turchia che, forse per una secca, si è spezzato. Quello di Crotone è il naufragio più grave avvenuto sulle coste italiane dal 2015. La reazione è la stessa: piangere la morte senza interrogarsi seriamente sullo scenario, giuridico e politico, in cui eventi del genere hanno luogo.

Nelle sue dichiarazioni a caldo, il Ministro Piantedosi ha dato prova evidente di un atteggiamento improntato alla rimozione e, allo stesso tempo, alla colpevolizzazione morale pronunciando frasi inaccettabili: in sostanza, ha definito “irresponsabili” le persone morte nel naufragio e ha colpevolizzato la loro scelta di partire.

In qualità di studiose e studiosi che, da molti anni, analizzano i fenomeni migratori e le politiche migratorie, sentiamo l’urgenza di prendere posizione sul tema, sottolineando la gravità delle affermazioni del Ministro e l’inconsistenza degli assunti sui cui si fondano. In particolare, ci preme fare chiarezza su alcuni punti.

Le persone che cercano di raggiungere le coste italiane si muovono in un contesto istituzionale caratterizzato da regole ben precise, che limitano e costringono il movimento. Chi tenta un percorso di “migrazione internazionale” è costretta/o a pagare per attraversare il Mediterraneo, esponendosi al rischio di vessazioni, umiliazioni o addirittura torture, e non ultimo della vita, perché difficilmente riesce a ottenere un titolo di viaggio legale. Un rischio legato alle regole del gioco istituzionali decise da stati sovrani che esercitano la giurisdizione sul “proprio” territorio e ne definiscono entrate e limitazioni. Non si tratta di un mondo “naturale”, ma di una costruzione sociale e storica, che per questo potrebbe essere mutata.

Nessuna persona è “irregolare” o “clandestina” per natura; lo è in quanto esiste un sistema giuridico che la rende tale, condizionando la sua esistenza materiale e vincolando la sua capacità di movimento.

Non possiamo quindi accettare una narrazione che colpevolizza chi “parte senza prudenza”, sapendo bene che chi cerca di raggiungere le coste italiane è costretta/o a intraprendere un percorso di mobilità in una condizione giuridica “negativa”. Non possiamo accettare narrazioni di questo tipo soprattutto quando provengono da attori istituzionali che conoscono le regole del gioco che loro stessi contribuiscono a stabilire, come i Ministri della Repubblica italiana di diversi e contrapposti schieramenti politici che si sono succeduti negli anni o i rappresentanti dell’Unione europea, la quale, nel corso dei decenni, ha contribuito alla costruzione di uno “spazio di libertà, sicurezza e giustizia” selettivo su basi economiche o razziali.

Il dovere di soccorrere chi è in difficoltà non può essere messo in discussione né scavalcato dalle logiche securitarie o di difesa sociale. Numerosissime ricerche sul campo, condotte da studiose e studiosi così come da agenzie internazionali quali UNHCR e OIM, mostrano in maniera inequivocabile come le guardie costiere dei diversi paesi, responsabili dentro la propria zona SAR (Search and Rescue), abbiano adottato negli anni comportamenti inquietanti. Casi di inadempienza o di esplicita violenza – da parte della guardia maltese e di quella greca, per non parlare di quella libica, solerte nel condurre le persone “salvate” all’interno di campi di detenzione finanziati dai paesi europei, dando avvio a una spirale di ricatti, stupri e torture, che in diversi casi si conclude con la morte – sono all’ordine del giorno.

Le logiche securitarie non possono essere il pretesto per negare a chi cerca di raggiungere le coste italiane il diritto a chiedere asilo. Si tratta infatti di un diritto fondamentale, sancito da norme internazionali come le Convenzioni di Ginevra che, nei fatti, è compromesso proprio da leggi e regolamenti prodotti dagli stati e dall’UE. Come studiose e studiosi ci preme sottolineare quanto il modello italiano ed europeo di gestione delle migrazioni sia ambiguo e violento, come emerge chiaramente dallo scambio di accuse tra l’agenzia Frontex e la guardia Costiera italiana sulle responsabilità del naufragio, sul riconoscimento del (mancato) soccorso quale operazione di ricerca e salvataggio e sull’identificazione dell’operazione in chiave di law enforcement (operazione di polizia a difesa della sicurezza nazionale). È l’ambiguità del modello di gestione della mobilità a spingere le persone a nascondersi e a renderle facili prede di forme di sfruttamento economico radicale, nel campo del lavoro agricolo così come di quello sessuale.

A distanza di quarant’anni dal momento in cui l’Italia, da paese di (prevalente) emigrazione, è diventata un paese di (prevalente) immigrazione, ci sembra opportuno ribadire la necessità di:

          mettere in discussione criticamente l’architettura istituzionale delle politiche migratorie chiedendo in particolare alle e ai rappresentanti delle istituzioni di prendere atto che categorie come status, confini, autorizzazioni al soggiorno e irregolarità non denotano fatti naturali ma sono costrutti, storici e sociali, che possiedono un carattere politico e non semplicemente tecnico: sono cioè altamente performative, essendo capaci di incidere profondamente sulla composizione della popolazione e sulle vite materiali delle persone;

          aprire un dibattito più ampio e trasversale sulle cause della mobilità umana attuale e sugli scenari instabili – di tipo ambientale e bellico – che la generano, derivanti da squilibri “post” coloniali con scarsissimi passi in avanti per le culture e i progetti di pace globale e in assenza di un qualsiasi ripensamento sostanziale sullo sfruttamento delle risorse altrui e di un qualche investimento nella memoria critica del colonialismo (cosa di cui le generazioni a venire chiederanno spiegazione);

          aprire un dibattito serio sugli effetti della criminalizzazione del confine e della gestione dei soccorsi in mare, ammettendo che, senza l’azione delle navi della flotta civile delle ong, quanto accade oggi nel Mediterraneo avrebbe conseguenze ancora più tragiche e meno visibili;

          interrogarsi sul senso concreto degli strumenti giuridici di protezione e delle forme legali di migrazione che consentono alle persone di autodeterminare il proprio destino e di portare in salvo la propria vita facendo sempre prevalere la necessità di soccorrere le vite umane su qualsiasi altra esigenza politica di gestione dei confini;

          attribuire incarichi istituzionali a persone che dimostrino di essere capaci di sostenere un confronto reale e rispettoso con chi studia la complessità dei fenomeni migratori contemporanei e con chi vive in prima persona l’esperienza della mobilità, qualità di cui – negli ultimi giorni ancora più che in passato – abbiamo tragicamente avvertito la mancanza.

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Firma anche tu

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Firmatari

Enrico Gargiulo, Università di Bologna

Valeria Verdolini, Università di Milano-Bicocca

Vincenza Pellegrino, Università di Parma

Enzo Carbone, Università Roma Tre

Fabio De Nardis, Università di Foggia

Anna Simone, Università Roma Tre

Pietro Saitta, Università di Messina

Sandro Busso, Università di Torino

Antonello Petrillo, Università Suor Orsola Napoli

Caterina Peroni, IRPPS CNR

Giuseppe Ricotta, Università Sapienza Roma

Fabio Quassoli, Università Milano-Bicocca

Cirus Rinaldi, Università di Palermo

Onofrio Romano, Università di Roma Tre

Michele Sorice, Università LUISS, Guido Carli

Federico Chicchi, Università di Bologna

Stefania Ferraro, Università Suor Orsola Napoli

Giulio Moini, Università La Sapienza di Roma

Angelo Salento, Università del Salento

Manuel Anselmi, Università di Bergamo

Loris Caruso, Università di Bergamo

Ernesto D’Albergo, Università La Sapienza di Roma

Edoardo Esposto, Università La Sapienza di Roma

Alberto De Nicola, Università di Roma Tre

Costanza Galanti, Università di Padova

Alberta Giorgi, Università di Bergamo

Omid Firouzi Tabar, Università di Padova

Monica Massari, Università di Milano

Carlotta Mozzana, Università di Milano-Bicocca

Thomas Aureliani, Università di Milano

Simona Miceli, Università di Milano

Giulia Selmi, Università di Parma

Jacopo Anderlini, Università di Parma

Davide Caselli, Università di Bergamo

Michela Semprebon, Università di Parma

Sandra Burchi, Università di Pisa

Annalisa Frisina, Università di Padova

Luca Giliberti, Università di Parma

Gianmarco Peterlongo, Università di Milano

Debora Spini, New York University in Florence

Salvatore Palidda, già docente Università di Genova

Charlie Barnao, Università di Catanzaro

Marco Marrone, Università del Salento

Giovanni Boccia Artieri, Università di Urbino Carlo Bo

Yasha Maccanico, Statewatch

Francesco Ferri, attivista

Jessica Lorenzon, Università di Padova

Matteo Lupoli, Università di Bologna

Fabiola Balestrieri, Università di Bologna

Giada Coleandro, Università di Bologna

Luca Manunza

Claudia Mantovan, Università di Padova

Giulia Fabini, Università di Bologna

Daniela Manno, Università Suor Orsola Benincasa Napoli

Antonio Pioletti, Università di Catania

Davide Borrelli, Università di Napoli Suor Orsola Benincasa

Francesco Della Puppa, Università Ca’ Foscari di Venezia

Domenico Fruncillo, Università di Salerno

Emiliana Mamgone, Università di Salerno

Alessandro Maculan, Università degli Studi di Padova

Tiziana Terranova, Università di Napoli L’Orientale

Giovanni Semi, Università di Torino

Andrea Volterrani, Università di Roma Tor Vergata

Massimo Pendenza, Università di Salerno

Riccardo Marchese, Università Suor Orsola di Napoli

Lorenza Villani, Università di Bologna

Stefania Peca, Università di Bologna

Vincenzo Scalia, Università di Firenze

Stefano Cristante, Università del Salento

Valeria Piro, Università di Padova

Mauro Di Meglio, Università di Napoli L’Orientale

Pellegrino Arturo

Bruna Mura, Università di Urbino Carlo Bo

Maria Luisa Caputo, Universita’ di Parma

Liborio Mattina, Università di Trieste

Stefania Parisi, Sapienza Università di Roma

Pasquale Alessandro Petrillo, Università Ca Foscari di Venezia

Niccolò Bertuzzi, Università di Parma

Luca Decembrotto, Università di Bologna

Luca Corchia, Università “d’Annunzio” di Chieti-Pescara

Francesca Vianello, Università di Padova

Valeria Piro, Università di Padova

Sergio Manghi, Università di Parma

Ilenia Picardi, Università di Napoli Federico II

Stefania Fucci, Università di Parma

Annavittoria Sarli, Università di Parma

Alessandro Bosi, Università di Parma

Maria Inglese, Azienda usl di Parma

Chiara Marchetti, Escapes e Università Ca’ Foscari

Tindaro Bellinvia, Università di Messina

Enrico Fravega, Università di Genova

Sebastiano Benasso, Università di Genova

Federica Cabras, Università degli Studi di Milano

Gerardo Pastore, Università di Pisa

Alessandra Corrado, Università della Calabria

Francesca Bianchi, Università di Siena

Marcello Maneri, Università di Milano-Bicocca

Vincenzo Romania, Università di Padova

Daniela Leonardi, Università degli Studi di Torino

Giancarlo Monina, Università Roma Tre

Marella Santangelo, Università di Napoli Federico II

Anna Maria Citrigno, Universita di Messina

Camilla Landi

Edgardo Maria Iozia, Melitea – Convenzione dei diritti nel Mediterraneo

Roberto Iorio, Università di Salerno

Bruno Montesano, Università di Torino

Alberto Giasanti, Università di Milano Bicocca

Gabriella Paci, Università S.Orsola Benincasa Napoli

Elena Fontanari, Escapes e Università di Milano

Elena Giacomelli, Università di Bologna

Emanuela Dal Zotto, Università di Pavia e Escapes

Rossella Ghigi, Università di Bologna

Angelo Baracca, Università di Firenze

Morena Cuconato, Università di Bologna

Michela Semprebon, Università di Parma

Dario Tuorto, Università di Bologna

Federica Tarabusi, Università di Bologna

Maria Cristina Ossiprandi, Università di Parma

Giuliana Sanò, Università di Messina

Marco Accorinti, Roma Tre

Francesca Crivellaro, Università di Bologna

Leopoldo Sarli, Università di Parma

Michele Bianchi, Università di Parma

Martina Panzarasa, Università degli Studi di Milano

Andrea Casavecchia, Università di Roma Tre

Alessandra Monaco

Massimiliano Gaudiosi, Università Suor Orsola Benincasa

Teresa Grande, Università della Calabria

Marta Salinaro, Università di Bologna

Angela Genova, Università degli Studi di Urbino Carlo Bo

Mirco Di Sandro, Università Roma Tre

Matteo Finco, Università La Sapienza di Roma

Enrico Corbi, Università degli Studi Suor Orsola Benincasa Napoli

Roberta Marzorati, Codici Ricerca e Intervento

Elisabetta Grande, Università Piemonte Orientale

Francesco Bertuccelli, Università di Pisa

Fiorella Vinci, Università Telematica eCampus

Letizia Palumbo, Università Ca’ Foscari

Francesca Maria Fiorella, Università del Salento

Francesca Campomori, Università Ca’ Foscari

Marta Salinaro, Università di Bologna

Giustino Scotto d’Aniello, Esperto politiche sociali Associazione Volere la Luna

Francesco Calicchia, Università di Roma Foro Italico

Davide Lovisolo, docente in pensione – Università di Torino

Annalisa Dordoni, Università degli Studi di Milano-Bicocca

Lidia Lo Schiavo, Università di Messina

Floriana Mastandrea, Giornalista e scrittrice

Paola Nazzaro, Costumista Cinema

Mariafrancesca D’Agostino, Università della Calabria

Barbara Grüning, Università Milano Bicocca

Domenica Farinella, Università di Messina

Luisa Bocciero, Docente Liceo Publio Virgilio Marone Avellino

Rosanna De Cicco, Artista

Teresa Bello

Virgilia Guerriero

Ciro Castaldo, Docente liceale

Agostino Petrillo, Politecnico di Milano

Gaia Peruzzi, Sapienza Università di Roma

Giuseppe Mosconi, Università di Padova

Daniele Garritano, Università della Calabria

Mariafrancesca D’Agostino, Università della Calabria

Ombretta Ingrascì, Università di Milano

Manuela Cencetti, Insegnante precaria e attivista

Sabrina Marchetti, Università Ca’ Foscari di Venezia

Simone Baglioni, Università di Parma

Clelia Castellano, Università Suor Orsola Benincasa – Napoli

Caterina Bonotto, Docente scuola secondaria primo grado Mogliano Veneto

Luca Queirolo Palmas, Università di Genova

Federica de Cordova, Università di Verona

Michele Stallo, Fotografo professionista (comunicazione sociale, arte, editoria)

David Pezzin

Alessandro Pratesi, Università di Firenze

Bruno Cooren, Docente independente

Adriano Cancellieri, Università IUAV di Venezia

Giacomo Verzino

Emilia Di Martino, Università Suor Orsola Benincasa – Napoli

Maddalena Cannito, Scuola normale superiore

Annalisa Di Nuzzo, Università Suor Orsola Benincasa – Napoli

Roberta Moggio, Pubblico impiegato

Massimo Palma, Suor Orsola Benincasa – Napoli

Valeria Mauriello, Impiegata nei servizi di energie rinnovabili

Dario Lucchesi, Università di Padova

Andrea Cerase, Università La Sapienza di Roma

Felice Rappazzo, Università di Catania

Elton Kalica, Università di Padova

Sandro Mezzadra, Università di Bologna

Giulia Garofalo Geymonat, Università Ca’ Foscari di Venezia

Pascal Perillo, Università degli Studi Suor Orsola Benincasa – Napoli

Marco Fama, Università di Bergamo

Riccardo Rosa, Università degli studi di Napoli L’Orientale

Gabriella Paci, Università Suor Orsola Benincasa – Napoli

Ilenya Camozzi, Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale, Università di Milano Bicocca

Sonia Floriani, DiSPeS – Università della Calabria

Antonino Sidoti, Centro di Solidarietà F.A.R.O.

Pier Luca Marzo, Università di Messina

Luisa Stagi, Università di Genova

Francesca Russo, Università Suor Orsola Benincasa – Napoli

Luca Daminelli, Università di Genova

Marcella Cometti, Università di Ferrara

Edizione del 11 marzo 2023

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