domenica 13 settembre 2020

pc 13 settembre - Sei mesi di sospensione senza stipendio per aver fatto rispettare le regole anti-Covid

Così la Regione Lombardia si vendica di un delegato USB della sanità. Massima solidarietà a F. Scorzelli e sostegno ad ogni iniziativa che si vorrà mettere in campo.

da Slai Cobas sc IRCSS Istituto Tumori, Milano
Diciamo subito che i provvedimenti disciplinari e in alcuni casi il licenziamento, di delegati sindacali o lavoratori che hanno denunciato e preteso di essere tutelati, ricevendo i DPI idonei a proteggersi, ma anche per tutelare malati, parenti e i propri cari, richiede un cambio di passo. Perché di fronte al crimine che hanno commesso la giunta Fontana/Salvini, che in nome della devastazione della Sanità Pubblica e garantire i profitti per i padroni della Sanità Privata, passando per gli interessi personali, hanno trasformato una pandemia in strage, continuino, a sedere sulle poltrone in Regione, quando il posto più idoneo è dietro a delle sbarre.
Ed oggi tramite i vari Direttori Generali (guarda caso, nella maggioranza, tutti fedeli leghisti) reprimano i lavoratori. Chiaramente questo attacco ha visto il supporto da parte dei sindacati confederali, che a parole hanno “contestato” la giunta lombarda, ma nei fatti non hanno preteso i DPI, Tamponi, nuove assunzioni e si soni uniti nel coro di chiamarci EROI mentre ci hanno trattati come CARNE DA MACELLO, unendosi alla, loro, parola d’ordine “insieme ce la faremo” per dire che operatori sanitari/malati e giunta Fontana siamo sulla stessa barca. Voi di certo si. OPERATORI DELLA SANITÀ E PAZIENTI SIAMO DALL’ALTRA PARTE DELLA BARRICATA!
Facciamo un piccolo esempio: dalla prossima settimana le varie Direzioni dei vari presidi ospedalieri, inizieranno, in “ottemperanza” come usano dire, al DecretoRegionale n°9583 del 6-8-20, all’effettuazione dei test sierologici agli operatori sanitari a contatto con i pazienti e, in particolare, a quelli a contatto con pazienti fragili verrà effettuato anche il Tampone naso/faringeo. Cosa vuol dire questo: 1) che oggi test sierologici e tamponi, vengono effettuati sugli operatori ospedalieri per dire che l’operato di Fontana e company è stato corretto e rovescia il piano facendo passare per untori gli operatori sanitari (forse perché si può utilizzare la scusa che i lavoratori sono stati in ferie?); 2) il fatto di non voler fare i Tamponi, tra marzo e maggio, (quando, non solo nei presidi covid, gli operatori sanitari si contagiavano) nelle sanità pubblica (mentre venivano effettuati a pagamento, 300 euro, al San Raffaele anziché all’Humanitas), ha significato due cose: non tutelare operatori sanitari e malati; e non riconoscere l’infortunio sul lavoro (infortunio covid come da decreto ministeriale), lasciando i lavoratori a casa in “semplice” malattia e allo stesso tempo aumentando ritmi di lavoro e stress.
Anche per queste ragioni noi diciamo, a partire da noi stessi, che oltre le denunce e gli esposti, serve UN CAMBIO DI PASSO.
Il primo passo è rendere reale, al di la delle appartenenze sindacali o di lavoratori non sindacalizzati, la parola d’ordine “TOCCANO UNO TOCCANO TUTTI”.
Il secondo è iniziare ad assediare Regione e Direzioni Aziendali con l’obiettivo di cacciarli costruendo iniziative comuni.
Oltre a portare queste proposte all’assemblea del Patto D’Azione del 27/9 a Bologna, proponiamo alcune date, 22/23/24/25 settembre, per confrontarci e decidere le prime iniziative.

Slai Cobas sc IRCSS Istituto Tumori, Milano
cobasint@tiscali.it; cell 3387211377

Di seguito il comunicato USB
Le disposizioni di servizio vanno rispettate, anche quando mettono a rischio la salute di lavoratrici, lavoratori e pazienti ricoverati. È questa la grottesca teoria che sta alla base della sanzione disciplinare di sei mesi di sospensione senza stipendio comminata a Francesco Scorzelli, delegato USB presso l’ASST di Lecco che amministra gli ospedali di Lecco, Merate e Bellano. In piena emergenza Covid, Francesco, nella sua qualità di coordinatore infermieristico, si era rifiutato di dare seguito alle disposizioni arrivate dalla dirigenza aziendale,
ritenendo (e a ragione, come il tempo ha dimostrato) che queste mettessero a rischio la salute del personale del servizio di cui è responsabile e, di conseguenza – trattandosi di un servizio di distribuzione di materiale nei reparti di degenza - anche quella dei ricoverati.
Sono le medesime disposizioni che costituiscono parte degli allegati all’esposto che l’USB ha depositato giovedì 10 settembre presso la Procura della Repubblica di Lecco, in merito alla mancata osservanza di alcune elementari misure di sicurezza previste dai decreti legge del governo per contrastare la pandemia negli ospedali dell’ASST di Lecco. Nei quali, vale la pena ricordarlo, sono morti per Covid-19 circa 347 pazienti e almeno 400 dipendenti sono risultati positivi, mentre ben 850 sono stati gli operatori in malattia tra marzo ed aprile. Davvero una singolare “coincidenza” intimidatoria quella per cui, poche ore dopo il deposito del nostro esposto, la dirigenza aziendale ha deciso di inviare la sanzione al nostro delegato. Così come una strana “coincidenza” è la presenza a Lecco dell’assessore regionale Gallera che, proprio il giorno prima dell’annunciata consegna dell’esposto, ha definito “triste” la nostra decisione di “denunciare l’ospedale”. Si tratta, con ogni evidenza, di precise scelte, contro chi – come l’USB ed i suoi delegati - ha puntato il dito verso un sistema sanitario regionale che ha dimostrato le enormi fragilità derivanti da scelte scellerate che hanno messo il profitto e non la salute al centro dell’interesse, evidenziando le responsabilità dei dirigenti ad ogni livello. Contro un sindacato che in un panorama sindacale appiattito e spesso complice, si è distinto per la capacità di analisi e di denuncia del tanto marciume che ammanta il mondo della sanità lombarda. Il Coordinamento Nazionale USB, riunito oggi a Roma, ha approvato un documento (in coda il testo) che annuncia una campagna di solidarietà a Scorzelli, con iniziative da mettere in campo a tutela del delegato USB e, soprattutto, di contrasto al sistema pseudo-mafioso che governa la sanità lombarda con i risultati che si sono resi drammaticamente visibili durante la pandemia.
Milano 12-9-2020
USB Sanità

La nota del Coordinamento Nazionale USB
Il Coordinamento Nazionale USB esprime la propria solidarietà e stima a Francesco Scorzelli e condanna l'atteggiamento della dirigenza della ASST di Lecco che con la sanzione della sospensione di sei mesi, con privazione della retribuzione, comminata al nostro delegato, ha messo in campo un'azione vigliacca e vendicativa a fini intimidatori, con l'intenzione di  mettere a tacere le voci critiche e dissenzienti rispetto ad un sistema sanitario che ha scelto di mettere al centro delle proprie scelte il profitto e non il diritto alla salute. Il Coordinamento Nazionale USB decide di avviare una campagna di solidarietà e ogni altra possibile iniziativa a sostegno di Francesco e di programmare in tempi rapidi azioni di contrasto a questa inaccettabile logica. Coordinamento Nazionale USB

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