Fincantieri vola in Borsa con il piano per l’economia sottomarina: «I fondali e gli abissi nascondono enormi opportunità economiche»
di Francesco Bertolino
Il giovane, arrestato e portato in questura per resistenza a pubblico ufficiale (motivo per cui è stato usato il dispositivo), è stato poi portato in ospedale in arresto cardiaco. Disposta l’autopsia
Un ragazzo di 30 anni, Riccardo Zappone, di San Giovanni Teatino (provincia di Chieti) è morto a Pescara per un arresto cardiocircolatorio dopo un malore. Secondo le prime informazioni, il decesso sarebbe sopraggiunto dopo l'utilizzo del taser da parte della polizia, nei locali della Questura del capoluogo adriatico. Soccorso dal 118, il ragazzo è stato trasportato in ospedale, dove è morto, nonostante i tentativi di rianimarlo.
Alle 11 circa, la polizia ha arrestato Riccardo Zappone, nato nel 1995, apparentemente coinvolto poco prima in una lite in strada. L’arresto è avvenuto per aver «opposto resistenza a pubblico ufficiale, che è stato necessario vincere con l'uso del taser. Una volta portato nelle camere d’attesa per compiere gli atti di polizia giudiziaria conseguenti, il giovane ha accusato un malore per il quale è stato prima soccorso dal 118 e, quindi, «trasportato in ospedale per le manovre di rianimazione». Inutili i soccorsi.
Torino, l’allarme della Caritas: «Il 61% dei nuovi poveri ha meno di 25 anni. E crescono del 30% gli assistiti»
I dati del terzo rapporto dell’Osservatorio Caritas. La maggioranza dei bisognosi è concentrata in Barriera di Milano, n
E pensare che secondo le istituzioni il mondo del lavoro in Italia risulta in salute. Appena venti giorni fa, in occasione del Primo maggio, la premier parlava «di un milione di posti di lavoro creati», con «la disoccupazione ai minimi storici da 18 anni a questa parte». Ma dopo la narrazione arriva la prova della realtà. E per Torino sono dolori. La povertà cresce tra i giovani e tra chi ha un’occupazione e un reddito. Tant’è che il 61% dei nuovi poveri del capoluogo piemontese ha meno di 25 anni. E probabilmente è proprio questo il dato più eclatante del terzo rapporto dell’Osservatorio Caritas, riferito al 2024 e presentato ieri mattina (19 maggio) al Seminario metropolitano di via XX settembre. Non solo. Delle 47.456 persone che si sono rivolte agli sportelli della Caritas e degli altri enti caritativi nel 2024 (+28,16% rispetto all’anno precedente) infatti, il 30,32% è stato incontrato per la prima


Era gremito il piccolo porto di San Giovanni Li Cuti, vecchio borgo marinaro nel cuore di Catania. Centinaia di persone ad affollare la banchina, accorse per accogliere la Freedom Flotilla, l’imbarcazione salpa da catania alla volta di Gaza con l’obiettivo di rompere il blocco israeliano e consegnare aiuti alla popolazione palestinese.
I membri della flotta che si alternano al microfono vengono da tutto il mondo: Europa, Brasile, Stati Uniti, Paesi arabi. Tra loro anche l’ambientalista svedese Greta Thunberg e l’attore irlandese Liam Cunningham (il Ser Davos Seaworth della serie Il trono di spade). Parlano in inglese, mentre gli attivisti cittadini traducono alla folla, piena non solo di quei volti che ti aspetti di trovare ai cortei, ma di uomini, donne, anziani e bambini che reggono cartelli in cui esprimono solidarietà ai propri coetanei di Gaza. Una riedizione di quanto accaduto appena una settimana fa, con cinquemila persone in corteo lungo la centrale via Etnea: testimonianza di una città che, come tante altre in Italia e in Europa, non ha più intenzione di assistere inerte di fronte al genocidio.
La missione che attende la dozzina di attivisti a bordo della Freedom Flotilla è pericolosa. Non tanto
Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (FPLP) ha lanciato un duro attacco contro la Gaza Humanitarian Foundation (GHF), definendola un “meccanismo coloniale sospetto” inserito in un presunto piano israelo-statunitense per dominare la Striscia di Gaza con il pretesto degli aiuti umanitari.
In un comunicato ufficiale, il FPLP accusa la GHF di voler aggirare il ruolo delle Nazioni Unite, legittimare la presenza militare israeliana e indebolire le istituzioni umanitarie internazionali. Il piano – secondo il gruppo – mira a dislocare i palestinesi, frammentare il tessuto sociale e controllare la distribuzione degli aiuti attraverso aziende di sicurezza private guidate da ex ufficiali militari e dell’intelligence israeliana.
“Questo progetto vuole seminare il caos a Gaza”, afferma il FPLP, “riorganizzando la società palestinese per servire gli interessi di Israele, collegando l’aiuto umanitario al controllo militare e
Il ceo: nei cantieri ibridi di Palermo e Castellammare possiamo incrementare l’operatività militare con costi bassi
Lei è stato appena riconfermato: a cosa servirà questo secondo mandato?
«Fornisce
la possibilità di perseguire il progetto che punta a far emergere il
valore ancora inespresso di questa azienda. Un nuovo mandato — spiega
Pierroberto Folgiero, amministratore delegato di Fincantieri — vuole
dire avere il tempo per mettere in evidenza questi valori. Disporre di
più tempo è, insomma, decisivo per completare il percorso avviato tre
anni fa».
I governi europei predispongono importanti piani di spesa nel settore della difesa. Per Fincantieri in cosa si traduce?
«L’aumento
della spesa richiede un “boost” della capacita industriale navale. C’è
una grande mobilitazione politica, istituzionale e finanziaria. Come
abbiamo detto alle istituzioni che ce lo chiedono: possiamo accrescere
di molto la nostra capacità produttiva in breve tempo perché siamo una
industria “duale”».
Pensate di rivedere il piano industriale 2023-2027?
«Stiamo
lavorando aduna revisione e aggiorneremo il piano alla fine dell’anno.
Nonostante fosse già un piano ambizioso, verrà rivisto proprio perché
anche in Europa c’è questa grande accelerazione nel settore difesa che
ci porta a valutare interventi di aumento di capacità produttiva. Perché
è il sistema che lo chiede, con un cambio epocale per il settore della
difesa».
di Francesco Bertolino
Come pensate di aumentare la produzione dei vostri cantieri?
Le forze di Sana'a riprendono i bombardamenti su Ben Gurion e su obiettivi vitali a Jaffa, Ashdod e Umm al-Rashrash.
YNP_Speciale: Yemen/Huthi Il portavoce ufficiale delle forze di Sana'a, il generale di brigata Yahya Saree, ha annunciato domenica
sera che le loro forze hanno condotto un'operazione militare di qualità prendendo di mira l'aeroporto di Lod, nella regione occupata di Jaffa, con un missile balistico ipersonico.
Il generale di brigata Saree ha dichiarato: "L'operazione ha raggiunto con successo il suo obiettivo,
Kofi, un giovane ugandese fuggito dalle persecuzioni nel suo Paese, era a Ellebæk da meno di una settimana quando si è reso conto che la paga giornaliera che guadagnava nel centro di detenzione danese, dove attendeva la deportazione, bastava appena per pochi minuti di telefonata con la famiglia. “Lavoriamo perché non abbiamo scelta. Se non lo facciamo, restiamo seduti tutto il giorno in cella”, ci ha detto. Nel centro di detenzione danese, detenuti come Kofi non sono incarcerati per aver commesso reati, bensì per il loro status migratorio. Queste persone sono tuttavia spinte a lavorare con turni fissi e condizioni simili a quelle dei programmi di lavoro carcerario. Una situazione che, secondo gli esperti, rientra nella definizione di lavoro forzato indiretto.
Speech by the comrade of the PCm Italy in the great demonstration for Palestine in Milan
Solidarietà con Gaza in tutto il mondo

L’Emilia Romagna rompe le relazioni commerciali con Israele. Dopo la Puglia, un’altra regione governata dal centrosinistra decide di tagliare i ponti con il governo Netanyahu, responsabile del genocidio a Gaza e della deportazione in Cisgiordania e Gerusalemme est.
A Parigi, Stoccolma, Atene, Roma, Manchester, Rabat, Sanaa, Nouakchott migliaia di manifestanti si sono radunati per protestare contro la politica del governo israeliano, deciso ad annientare la popolazione di Gaza e a deportare i sopravvissuti.
I dimostranti hanno condannato la brutalità delle forze d’occupazione e denunciato le posizioni dei Paesi occidentali, definite tardive e limitate. Hanno lanciato lo slogan “Fermate i campi di concentramento”, riferendosi ai crimini commessi dai nazisti contro gli ebrei e che ora vengono ripetuti dagli israeliani contro i palestinesi.
A Monaco di Baviera, durante la finale di calcio della Champion League, Inter-Pais S.G., i tifosi della squadra francese si sono distinti in manifestazioni per le strade della città a favore della causa palestinese e nello stadio hanno esposto un grande striscione con scritto stop al genocidio.
Revocare il memorandum militare Italia-IsraelePeaceLink invita cittadine e cittadini a firmare e diffondere la richiesta di revoca dell’accordo militare con Israele, chiedendo ai parlamentari di agire prima della scadenza dell’8 giugno. Un gesto concreto per non essere complici di genocidio e crimini contro l’umanità. PeaceLink lancia un appello urgente: “E’ il momento di alzare la voce e chiedere con forza al Parlamento italiano di revocare questo accordo”.
Il ruolo delle donne nella società capitalista viene considerato centrale dalla borghesia. Chiaramente questo non viene detto, se non a volte, ma in termini ipocriti; nasconderlo, occultarlo è parte della politica della borghesia, della sua azione di oppressione, subordinazione, doppio sfruttamento della maggioranza delle donne.
Questa centralità, negativa per le donne, è una condizione che va al di là del tipo di governo o del tipo di Papi; a maggior ragione per le donne le differenze tra governi di centro sinistra, o di falsa sinistra e di centro destra sono superficiali, al massimo portano mutamenti formali, e solo per una ristrettissima minoranza di piccola/media borghesia interna ai valori della classe dominante, ma la sostanza resta tutta. E oggi, nella fase di crisi del capitalismo, dell’imperialismo, per cui servono governi di estrema destra, o già apertamente formati da fascisti, come in Italia, l’attacco alla condizione delle donne, ai suoi diritti, in primis il diritto d’aborto, viene portato avanti riprendendo e rinnovando ideologie reazionarie, compreso concezioni patriarcaliste ad usum di massa. Questo più il sistema borghese è in crisi, più è centrale.
Ma le donne devono comprendere e volgere a favore della propria lotta questa centralità; comprendere che se il ruolo delle donne è centrale per la borghesia allora un movimento rivoluzionario delle donne è “centrale” per rovesciare questo sistema capitalista. E questo lo devono comprendere tutti, in primis i rivoluzionari, i comunisti.
In che consiste questa centralità.
L’aspetto della riproduzione è importante per tutti i sistemi sociali; ma lo è soprattutto per il
Un saggio del consigliere di Rubio rilanciato dal Dipartimento di Stato auspica la svolta nera. “Oggi il Vecchio Continente è diventato un focolaio di censure e di migrazioni di massa”
Migliaia di persone hanno sfilato in corteo per le strade della Capitale contro il liberticida Decreto Sicurezza voluto dal governo e approvato in Parlamento.
Seguendo un percorso piuttosto lungo e anomalo per le manifestazioni a Roma, il corteo è partito da Piazza Vittorio per concludersi a Porta San Paolo.
Moltissime le realtà politiche, sociali e sindacali presenti, a testimoniare che la gravità del decreto sicurezza sulla agibilità democratica nel paese è un elemento di forte consapevolezza. “Siamo 150mila e al governo Meloni facciamo una promessa: questo decreto sicurezza ve lo smontiamo”. È il messaggio forte e chiaro che si è levato oggi dall’amplificazione della manifestazione.
La riuscita della manifestazione conferma che l’attuazione del decreto sicurezza non avrò vita facile. E’ un provvedimento di estrema gravità che mette a rischio la democrazia e che merita di essere denunciato in ogni sede – nazionale e internazionale, politica e giudiziaria – per la sua incostituzionalità.




Il primo approfondimento di oggi lo abbiamo fatto in compagnia di
Slai Cobas Taranto sulla affert che il governo stava trattato
ovvero quella degli azeri di Baku Steel che sembra sia naufragata durante
l’incontro di martedì scorso. Lo Slai cobas ci ha spiegato che alla trattativa
di martedì diverse centinaia di opera* si sono concentrati sotto la
direzione dove si doveva seguire in diretta dell’incontro a Roma con
governo e sindacati che non è mai partita. La reazione operaia non ha
fatto attenersi infatti tutti i presenti hanno occupato la via appia
antistante.
L’incontro é stato sospeso e rinviato a questa settimana, mostra le
difficoltà evidenti di governo e sindacati su cui pesa anche la
mobilitazione che hanno messo in campo a Taranto gli operai una
ricetta/dinamica su cui bisogna insistere e su cui si lavorerà cavalcando
il momento di cessione di classe.
Buon ascolto
Da Fanpage
Nuova strage a Gaza
“Ero venuto per un po’ di farina, ci hanno sparato con droni e carri armati”.
Una nuova carneficina di civili ha scosso la Striscia di Gaza, dove questa mattina decine di palestinesi si erano radunati nei pressi di un centro di distribuzione aiuti gestito dal GHF (Gaza Humanitarian Foundation), nella zona sud di Rafah. Quel che doveva essere una speranza di sopravvivenza si è trasformato però in un incubo: droni quadricotteri e carri armati israeliani hanno improvvisamente