mercoledì 8 gennaio 2025
Verso l'insediamento di Trump alla Casa bianca - un contributo
l piano di Silicon Valley per impadronirsi dello stato. Una plutocrazia “armata” ed estremista sta per assumere il controllo della maggiore superpotenza mondiale.
Luca Celada (il manifesto, 17/12/24)
Questa settimana Jeff Bezos di Amazon, Sam Altman di Open AI e Mark Zuckerberg hanno annunciato donazioni di un milione dollari a testa come contributo alla cerimonia di insediamento di Donald Trump il 20 gennaio. I magnati del digitale sono stati spesso attaccati da Trump, che ancora qualche settimana affermava che Zuckerberg in particolare, sarebbe dovuto “andare in prigione” per aver censurato opinioni di destra sulle sue piattaforme. Dopo la sua vittoria c’è praticamente stata una processione da Silicon Valley per fare atto di sottomissione. La scorsa settimana il padrone di Meta era volato a Mar a Lago per un incontro con Trump, Bezos ha un appuntamento per i prossimi giorni.
Molti altri plutocrati sono una presenza fissa alla corte girevole che, dalle elezioni di novembre, ruota attorno al rientrante presidente. Molti dei numerosi magnati che hanno lautamente contribuito alla sua
martedì 7 gennaio 2025
7 gennaio 2005 - 2025 a 20 anni dal disastro ferroviario di Crevalcore
Appello alla sottoscrizione e alla partecipazione
7 gennaio 2005 - 2025
a 20 anni dal disastro ferroviario di Crevalcore:
17 morti (di cui 5 ferrovieri) e decine di feriti
7 gennaio ore 14.00 PRESIDIO
al “Parco 7 gennaio 2005” - Bolognina di Crevalcore
Esserci - Per esprimere la solidarietà ai familiari e ai ferrovieri; - perché fu una strage annunciata, dove tutte le condizioni (linea a binario unico, nebbia fitta, un solo macchinista alla guida, nessun sistema di controllo e ridondanza ...) erano poste per non evitarla; - per ricordare e riflettere sulla barbara sentenza che ha inchiodato per sempre Vincenzo Di Biase, il macchinista morto, e per il continuo riprodursi di simili sentenze che assolvono i responsabili e con la vergognosa formula dell’“errore umano” condannano i lavoratori. Una forma particolare e feroce di repressione: uccisi sul lavoro e condannati per il disastro! - Per ribadire il nostro NO! alla delega: sono i lavoratori e le lavoratrici che devono far propria la lotta per la sicurezza e la salute; - per affermare la necessità di un’attività unitaria e costante sui temi della sicurezza, della salute e della repressione nei luoghi di lavoro e sul territorio.
- Coordinamento 12 ottobre - Familiari della strage ferroviaria di Viareggio e del crollo della Torre Piloti di Genova; - Ezio Gallori; Rivista Ancora in Marcia!; - Coordinamento Lavoratori/trici Autoconvocati/e (CLA); - Assemblea 29 giugno; - Cub-Trasporti; - Sindacato Generale di Base (SGB); - SolCobas; - Cobas Lavoro Privato; Cub Pisa; - Slai Cobas per il sindacato di classe; Medicina Democratica di Firenze; - Attivisti, delegati, Rls di sindacati di base, del Coordinamento Macchinisti Cargo (CMC), delle aree di alternativa e opposizione in Cgil “Radici del sindacato” e “Rete 25 Aprile” Basilicata
Comunicato
L’unico “errore umano”: non ribellarsi!
Ore 12.53, un treno viaggiatori si scontra con un treno merci: 17 Vittime, tra cui 5 ferrovieri, e decine di
lunedì 6 gennaio 2025
pc 6 gennaio - Contro genocidio e repressione ribellarsi è giusto! Massima solidarietà alle compagne e ai compagni abruzzesi
Un corteo ostacolato sin dal suo annuncio dalle autorità, che per non turbare lo shopping natalizio e la piccola borghesia cittadina, volevano relegarlo a vie per lo più secondarie e buie della città.
Un divieto inaccettabile di fronte al genocidio in atto in Palestina, dove ospedali, campi profughi, scuole, vengono quotidianamente bombardati con la complicità del governo fascista Meloni, dove bambini vengono fatti morire di freddo e di fame, dove giornalisti e personale sanitario vengono uccisi, rapiti e torturati dall’esercito israeliano nel silenzio dei media occidentali.
Così un gruppo di noi, alla fine del corteo, ha deciso di infrangere questo divieto e di
India in lotta

Thousands of peasants and students take to the streets in India
On December 30 thousands of peasants called for a shutdown and blocked roads at many places across Punjab. The mobilization was called to be observed from 7 am to 4 pm. The peasants carried out a sit-in affecting the vehicles’ movement in a national highway. This mobilization severely affected all the communications in the region. Hundreds of trains have been canceled. The buses have not drive and moreover, the private bus companies’ drivers have joined the mobilization in solidarity with the peasants.
Thousands have taken to the streets, mobilizing, shutting down the shops and restricting the transport on
2025 - anno della liberazione di Georges Abdallah!
Que 2025 soit une année de luttes acharnées partout dans le monde contre
domenica 5 gennaio 2025
A proposito delle “zone rosse”, e delle garanzie individuali costituzionali
Diminuiscono i reati (ma aumentano gli arresti); e forse proprio per rassicurare ancora di più i milanesi, si istituiscono le zone rosse. Che, niente paura (in via del tutto eccezionale, rispetto al main stream, non si intimorisce ma si rassicura soltanto), non sono quelle dell’epoca della pandemia, dove tutta Italia assisteva angosciata all’attribuzione di un colore per poterne desumere i propri residui spazi di libertà, ma sono quelle istituite, richiamando il potere prefettizio ex art. 2 TULPS, con un recentissimo provvedimento milanese, peraltro analogo ad altri del tutto simili adottati a Bologna e Firenze a cavallo degli anni 2018 e 2019.
Il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, nella seduta del 27 dicembre, ha infatti sollecitato un provvedimento contingibile ed urgente, poi formalmente adottato dal Prefetto di Milano, che istituisce appunto “zone rosse” al fine di fronteggiare “la presenza di soggetti
Accordo Volkswagen Germania - Lotta giusta ma il sindacalismo della collaborazione di classe è in azione, in Germania come in Italia
riprendiamo un articolo per informazione e dibattito
“ZUKUNFT VOLKSWAGEN”
“FUTURO VOLKSWAGEN” è il titolo all’accordo fra sindacati e manager della casa automobilistica. I capi della Ig Metal hanno sacrificato il 10% del salario e la forza operaia in cambio di garanzie occupazionali. Non chiuderanno le fabbriche ma le svuoteranno con 35 mila operai. Agli operai tedeschi il giudizio definitivo.
Dopo mesi di scontri, minacce di
chiusure e licenziamenti, dopo lo sciopero di 100.000 lavoratori
ai primi di dicembre, si è conclusa la trattativa tra Ig Metall e
Volkswagen. Iniziata il lunedì, ci sono volute 70 ore di riunioni
diurne e notturne per arrivare il venerdì successivo, 20 dicembre
2024, alla firma sull’accordo denominato ‘Zukunft
Volkswagen’ (‘futuro Vw’), che avrà valenza fino al
dicembre 2030. Tutti d’accordo nel Consiglio di sorveglianza,
sia i dieci sindacalisti di Ig Metall e di fabbrica, che i dieci
rappresentanti del capitale (azionariato privato e di stato della
Bassa Sassonia, che ne ha il 20%).
D’ACCORDO ANCHE GLI OPERAI?
D’accordo anche gli operai? Toccherà a loro fare i conti veri
sullo scambio salario-posti di lavoro, che taglia i salari e di
fatto non elimina i licenziamenti mascherati.
Già a vedere i grandi numeri ce n’è per dubitarne. 743
mila automobili in meno – tagliano la produzione per
rispondere alle circa 500 mila della sovrapproduzione di
quest’anno. Meno auto da produrre, meno fatica sulle linee?
Nemmeno per sogno, le restanti dovranno essere prodotte con 35
La schiavitù è sotto gli occhi di tutti, eppure ci chiamate “invisibili”
Estratto dal libro “Il mio nome è Balbir”, in cui il bracciante indiano Balbir Singh racconta la sua esperienza come schiavo nell’Agro Pontino protrattasi per anni.
Noi schiavi abitiamo accanto a voi, a volte anche dentro le vostre
case. Ci potete incontrare per strada, in un cantiere, al supermercato,
in fila all’Ufficio Immigrazione della Questura, o mentre pedaliamo su
una bicicletta scassata indossando uno zaino enorme per consegnare nelle
vostre mani delle gustosissime pizze made in Italy cucinate da molti di
noi nelle vostre pizzerie. Cuciamo anche i vostri bellissimi e
costosissimi vestiti, quelli dei grandi padroni della moda che voi
acquistate indebitandovi per fare bella figura. Costruiamo le grandi
navi da crociera sulle quali trascorrete vacanze da sogno nei mari di
tutto il mondo, a volte a poche decine di metri dalle spiagge dei Paesi
da cui siamo scappati, e lavoriamo l’oro che indossate al collo o al
dito.
Ci chiamate “invisibili” ma viviamo sotto i vostri occhi, dentro il
vostro mondo. Quello che definite ancora “Primo Mondo”. Per questo siete
ipocriti e complici. Avete deciso di non vederci, anche quando siete
tanto solidali con noi e dichiarate di stare dalla nostra parte. Come
certi sindacati. Pensate di aver fatto la rivoluzione comprando una
passata di pomodoro biologica. Però per strada ci evitate toccandovi
sabato 4 gennaio 2025
Popcorn, zucchero filato e massaggi. All’interno del nuovo ‘resort’ dell’esercito israeliano nel nord di Gaza
mentre a Gaza i bambini muoiono di fame e sotto le bombe dei nazi/sionisti, tra un massacro e l'altro questi barbara feccia si rilassa per ripartire nel genocidio
Un nuovo rapporto dell’organo di informazione israeliano Ynet rivela un quadro inquietante: mentre i palestinesi nel nord di Gaza rischiano di morire di fame e di essere sterminati, è stato creato un vicino ‘resort’ per i soldati israeliani, che possono rilassarsi e distendersi tra un intervento e l’altro.
Fonte: English version
di Jonathan Ofir,
Immagine di copertina: Accanto a una macchina per popcorn soldati israeliani preparano zucchero filato all’interno di un ‘resort’ dell’esercito per i soldati nel nord di Gaza. (Via Ynet News)
Mentre le organizzazioni per i diritti umani accumulano rapporti sul genocidio commesso da Israele a Gaza, la società israeliana sta costruendo un muro di negazione che la separa dalla catastrofica realtà di Gaza. Niente è più eloquente di un nuovo reportage su un impianto di desalinizzazione dell’acqua di mare che funge da ‘resort’ per l’esercito israeliano a Gaza. Lunedì, il sito web israeliano Ynet ha pubblicato un articolo in ebraico del suo corrispondente militare Yoav Zeitoun, intitolato “Impianto di desalinizzazione e luogo di villeggiatura con caffè. Documentazione: Ecco come l’IDF [esercito israeliano] si sta preparando per una permanenza prolungata a Gaza”. Zeitoun, che è stato integrato nell’esercito, ha visitato il resort che si trova vicino alla spiaggia nella parte occidentale di Gaza nord. Sebbene non sia stata rivelata l’esatta ubicazione del ‘resort’, Zeitoun ha menzionato Jabalia – l’area a nord di Gaza dove Israele ha lanciato una brutale campagna di pulizia etnica negli ultimi mesi – come zona vicina. Foto e video rivelano l’interno di questo nuovo ‘resort’ per soldati: macchine per popcorn accanto a un distributore di zucchero filato, videogiochi per PlayStation, una sala con una colazione “da hotel” e carne alla griglia. Da un’altra parte, un fisioterapista fa persino dei massaggi.
Controllo della realtà
SABATO 4 GENNAIO 2025 65° sabato di mobilitazione a Milano in solidarietà al popolo palestinese e alla sua Resistenza

Pubblichiamo il testo del centro sociale Vittoria perchè lo condividiamo in gran parte - proletari comunisti
Che belle parole presidente Mattarella!
La ringraziamo per avere dispensato a piene mani la sua saggezza democristiana e manifestato pienamente il suo ruolo di coscienza democratica nazional-popolare del bel paese. La rassicuriamo, lei è riuscito nel suo intento di piacere a tutti gli schieramenti politici senza alcun minimo distinguo. Abbiamo ascoltato il suo discorso di fine anno e abbiamo ammirato la sua onestà intellettuale, la sua umanità, il suo soppesare le parole, la sua oggettiva ricostruzione della tragedia delle guerre nel mondo e le sue equanimi e disinteressate parole delle quali ci permettiamo una sintesi... gira notizia che sia morto un bambino per il freddo a Gaza mentre in Ucraina i bambini muoiono perché le bombe russe distruggono le centrali energetiche...
Così abbiamo scoperto che a Gaza si muore per colpa del freddo mentre la cattiva anzi pessima Russia, nemica giurata del pacifico occidente, ammazza i bambini ucraini...
Egregio sig. presidente Mattarella, questa sua esternazione, cosi evidentemente sbilanciata, si commenta da sola e approfittiamo anche per ricordarle che l'antifascismo non è una lapide impolverata a cui portare una corona "alla memoria", ma una scelta di
giovedì 2 gennaio 2025
Messaggi da proletari e proletarie che affrontano il nuovo anno con un maggiore impegno
"stringiamoci attorno agli operai Portovesme, Stellantis... Dire basta a questo governo" -- In questo inizio di anno stringiamoci attorno agli operai di Portovesme, la Portovesme srl è un’azienda che produce zinco in Sardegna e in maniera schifosa hanno deciso di chiudere dando la colpa a problemi tecnici ed economici tra cui l’aumento del costo dell’energia. Non è accettabile che le aziende si svegliano la mattina e i padroni buttano in mezzo a una strada decine di famiglie; la crisi esiste e ne siamo consapevoli ma condanniamo in maniera ferma le decisioni prese dai padroni che sfruttano gli operai fino a quando gli serve e poi li buttano via come niente.
Formazione operaia - Il passaggio dal capitalismo al comunismo - da Stato e rivoluzione di Lenin - Conclusione
"...il comunismo - scrive Lenin - è generato dal capitalismo, si sviluppa storicamente dal capitalismo, è il risultato dell'azione di una forza sociale prodotta dal capitalismo. In Marx non vi è traccia del tentativo di inventare delle utopie... Marx pone la questione del comunismo come un naturalista porrebbe, per esempio, la questione dell'evoluzione di una nuova specie biologica, una volta conosciuta la sua origine e la linea precisa della sua evoluzione...".
Questa "generazione" del comunismo dal capitalismo, come dice Lenin, si basa su una analisi storico scientifica, non è una "idea" di Marx; il sistema capitalista non è "brutto" (o buono per la borghesia), è un fase storica inevitabile, che sviluppando le forze produttive rende possibile il comunismo in cui le forze produttive liberate dalla catene del modo di produzione capitalista, potranno essere sviluppate, liberate al massimo con la partecipazione di tutta l'umanità non più divisa in classi, in oppressori e oppressi.
Coloro che, lo ripetiamo, si muovono invece sulla base di un giudizio morale del capitalismo e vogliono
Saluto all'UDAP e continuità dell'unità/lotta per la Liberazione della Palestina
mercoledì 1 gennaio 2025
L'anno finisce come è cominciato - Migranti con donne e bambini morti in mare - Stati e governi imperialisti razzisti e assassini/Governo Meloni/Salvini ASSASSINO
Naufragio davanti a Lampedusa, senza esito le ricerche dei dispersi



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