domenica 30 maggio 2021

pc 30 maggio - LO SCIOPERO DEGLI OPERAI DELLA GASER: UNA LOTTA DI "RISCATTO" - E' LA SUA "TESTA", LO SLAI COBAS SC CHE FA PAURA AI PADRONI

Una lotta coraggiosa e per certi versi rara, di giovani operai che hanno detto basta al ricatto dei contratti precari e per il rientro in fabbrica dei compagni di lavoro, pur consapevoli di poter pagare un prezzo, vedono il loro ‘riscatto’, sostenuti da chi ha già vissuto questa selezione (tirocinio, precario, tempo indeterminato), e finalmente, invece di dire come spesso sentiamo in altre grosse fabbriche ‘prima è toccato a me adesso che tocchi a loro!’, si sono schierati e lottano uniti, anche per il salario giustamente, ma principalmente per conquistarsi dignità e rispetto.

Una lotta che sta mostrando come l'azienda voglia liberarsi soprattutto dello Slai cobas per il sindacato di classe, perchè l'unico che difende gli interessi degli operai, mentre i sindacati confederali gli vanno bene - Riportiamo alcune affermazioni della Direzione in un recente incontro: "lo scontro serve solo al sindacato a voi danneggia... facciamo un accordo tra noi o tramite un altro sindacato... entrano solo se lasciate lo Slai Cobas’.

Una lotta che non può essere ignorata, serve dare sostegno, prenderla d’esempio

pc 30 maggio - Tunisia - Grave aggressione ad alcune lavoratrici da parte del padrone italiano

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Questa decisione legittima è stata la causa dell’aggressione da parte del padrone che subito dopo si è allontanato tranquillamente con la propria auto come se nulla fosse avvenuto.

In un’intervista radiofonica il rappresentante locale dell’UGTT ha dichiarato che questa è la conseguenza degli investimenti selvaggi stranieri che mantengono il paese in una condizione simile alla colonizzazione.

Effettivamente gli imprenditori stranieri aprono aziende in Tunisia certi di avere il massimo profitto: non sono tenuti a pagare le tasse per i primi dieci anni, godono di benefici con la dogana tunisina (importazione di macchinari ed esportazione di capitali a costo 0, salari da fame per gli operai: a parità di competenze e lavoro, il salario di un operaio tunisino è di circa 1/5 di quello italiano. Inoltre i padroni stranieri non tollerano la presenza dei sindacati come dimostra questa vicenda che è solo l’ultima di una lunga serie.

Il sindacalista ha anche denunciato questa violenza contro le donne e lavoratrici tunisine che da tempo lottano per i loro diritti nella società, anche l’Associazione Tunisina delle Donne Democratiche ha espresso solidarietà attiva alle operaie aggredite, fornendo loro il supporto legale necessario per denunciare l’accaduto presso un centro antiviolenza.

Anche la sezione di Kairouan del Forum Tunisino dei Diritti Economici e Sociali ha denunciato l’accaduto e ha chiesto al governo di rivedere le leggi che accordano tali privilegi agli investitori stranieri, dopo decenni rivelatesi un fallimento, e che sono fonte di maggiore sfruttamento dei lavoratori tunisini.

Il segretario nazionale aggiunto dell’UGTT Sami Tahri ha invece dichiarato che “la schiavitù è di ritorno sotto il pretesto di incoraggiare gli investimenti” e ha divulgato un comunicato del sindacato in cui si annuncia di aver esporto denuncia a livello nazionale e internazionale contro l’imprenditore italiano e l’azienda da lui rappresentata e in cui si avanzano delle rivendicazioni:

– che il Primo ministro denunci quanto accaduto

– che il ministro degli affari esteri convochi l’ambasciatore d’Italia chiedendogli di denunciare l’accaduto e di scusarsi con le lavoratrici e con il sindacato

– che l’UTICA (la Confindustria tunisina) prenda una posizione dissuasiva e rapida contro questo investitore

– che i sindacati italiani condannino l’aggressore e perseguano l’azienda in Italia, Europa e a livello internazionale.

pc 30 maggio - Ancora sulla situazione politica attuale - dall'editoriale di 'proletari comunisti'

...dentro la pandemia si accentua la crisi economica del capitalismo e del sistema mondiale imperialista. I padroni non hanno certo rinunciato ai profitti in questi mesi, ora si affannano a richiedere tutti per loro i fondi pubblici per socializzare le perdite e continuare a fare profitti. Non vedono l’ora di intensificare lo sfruttamento, mettere fine al blocco dei licenziamenti, usare la disoccupazione come massa di manovra per abbassare i salari e ricattare i lavoratori, per posizionarsi meglio nella guerra mondiale per mercati, materie prime, tecnologie che attraversa il sistema mondiale. Guai a chiedergli un soldo di tasse in più, strillano come maiali sgozzati. Ogni padrone lotta contro gli altri padroni per i propri profitti, in una guerra che attraversa i partiti parlamentari e i governi, li determina e li condiziona; ma tutti insieme sono uniti per scaricare la crisi su proletari e masse, sfruttarli, asservirli, usarli uno contro l’altro, per difendere il loro potere economico e politico che mai come ora meriterebbe di essere rovesciato, cancellato. E per difendere questo potere vogliono governi di “unità nazionale” come quello attuale di Draghi: Questo governo ha riportato al potere l’ala fascio-razzista-populista di Salvini ne condiziona i passaggi in termini ancora più reazionari e filopadronali e nello stesso tempo ne può diventare l’utilizzatore finale della sua azione che, al di là delle parole, non soddisfa pienamente i padroni, alimenta il malcontento di settori di media e piccola borghesia.

Il governo Draghi è il governo di un instabile fronte unito dei padroni che serve e lavora per una

pc 30 maggio - SALUTO DEL MFPR A CARLA FRACCI - dal blog femminismorivoluzionario

 

Salutiamo l'artista, la danzatrice che ha elevato alla perfezione il balletto, ma volendolo rendere arte per il popolo, del popolo: «Ho danzato nei tendoni, nelle chiese, nelle piazze. Sono stata una pioniera del decentramento. Volevo che questo mio lavoro non fosse d'élite, relegato alle scatole d'oro dei teatri d' opera. E anche quand' ero impegnata sulle scene più importanti del mondo sono sempre tornata in Italia per esibirmi nei posti più dimenticati e impensabili".
Salutiamo l'"operaia della danza""Anche al culmine della carriera non ho mai pensato: eccomi arrivata. Mi sento sempre sotto esame, mi metto di continuo in discussione. Credo che sia questa la mia forza»
Salutiamo la Carla Fracci antifascistaIl 25 aprile dello scorso anno invitò a ripartire da “Bella ciao”, per recuperare il senso di umanità, riscoprendo il significato profondo di quella che non poteva essere “solo una semplice canzonetta”. Era solidale con i migranti e per questo, a suo onore, fu attaccata da Salvini

Salutiamo la Carla Fracci dalla parte giusta: "è il proletariato che ha sempre alimentato la nazione. Ci dovrebbe essere più rispetto. Se questa classe sociale si ferma la nazione cade".
 
Salutiamo la donna che controcorrente: difese il suo diritto di diventare mamma in un momento in cui sembrava che le ballerine non potessero né dovessero avere figli, pena la fine della carriera.

pc 30 maggio - 2 giugno in piazza contro l’occupazione militare della Sardegna

Situazione sarda e situazione internazionale si intrecciano, nelle motivazioni che hanno portato A Foras, Sardegna Palestina, Madri contro l’Operazione Lince e Cagliari Social Forum a convocare per il 2 giugno la manifestazione che segna il ritorno in piazza e in presenza del movimento sardo contro l’occupazione militare.

Non si può restare indifferenti, di fronte all’ennesima aggressione subita dal popolo palestinese da parte di Israele e, con tutte le differenze del caso, non si può far finta di nulla davanti alla repressione messa in campo dallo stato italiano ai danni di 45 militanti, cinque dei quali accusati di terrorismo, del movimento sardo contro le basi, la cui unica colpa è quella di opporsi all’occupazione della nostra terra.

Per questo il 2 giugno torniamo in piazza, manifestando la nostra solidarietà al popolo palestinese e alle

pc 30 maggio - Colombia - continuità della lotta e della repressione - 4 morti a Cali

Nel settore La Luna, nel centro di Cali, un gruppo di manifestanti che stava effettuando un sit-in ha denunciato di essere stato aggredito con armi da fuoco da due persone in abiti civili. Sulla strada risultano quattro morti. I manifestanti hanno linciato il presunto aggressore. Secondo i manifestanti e i video degli eventi, la persona che avrebbe aperto il fuoco sui cittadini era a bordo di una motocicletta accompagnata da un altro soggetto. Dopo gli spari, alcuni manifestanti sono riusciti a bloccarlo e l’uomo sarebbe stato linciato. Nei suoi documenti personali c’era una carta che lo identificava come un membro della CTI.

Ed infatti il procuratore generale Francisco Barbosa ha identificato l’autore dei colpi di arma da fuoco, che era in abiti civili, come Freddy Bermúdez Ortiz, assegnato al Corpo investigativo tecnico (CTI). Secondo le informazioni, il procuratore ha affermato che Bermúdes “ha sparato su diverse persone, provocando la morte di alcuni civili”.

Barbosa ha assicurato che l’aggressore era stato arruolato nel 2012 e, al momento dell’accaduto non era in servizio.

L’agente in borghese avrebbe tentato di attraversare i punti di blocco, quando è stato avvicinato dai manifestanti che bloccavano la strada. Secondo questa

pc 30 maggio - Indecente scaricabarile sulla strage del Mottarone per tentare di negare la realtà: i motivi economici sono alla base di quanto successo

Il proprietario della funivia: “la sicurezza non è affare dell’esercente” ha detto tramite i suoi avvocati, aggiungendo che lui si deve occupare degli “affari della società” e che “non aveva nessun interesse a non riparare la funivia”. 

il direttore di esercizio Enrico Perocchi: “non sapevo dell’uso dei forchettoni, non ne ero consapevole”, “Ciò non vuole dire che creda ad attentato o fulmine

E allora chi avrebbe dovuto farlo? “Tutta colpa del caposervizio Tadini”

da radio popolare (di Luigi Ambrosio)

Due dei tre fermati per la strage della funivia del Mottarone negano ogni addebito. Sono il proprietario della società di gestione, Luigi Nerini, e il direttore di esercizio Enrico Perocchi. Il caposervizio Gabriele Tadini aveva confessato subito di avere manomesso i freni di emergenza e oggi, fanno sapere

sabato 29 maggio 2021

pc 29 maggio - PROCESSO ILVA - LUNEDI' LA SENTENZA - MA COSA E' STATO ED E' QUESTO PROCESSO

Una delle tante iniziative dello Slai cobas sc durante il processo


Il processo Ilva “Ambiente svenduto” è un processo di rilievo nazionale e internazionale. È stato il più grande processo di questo genere con la fabbrica aperta, per di più ora nelle mani di una multinazionale, uno dei primi produttori di acciaio nel mondo, con stabilimenti in 30-40 paesi. 

È diventato un processo a un sistema, ed è in questo senso che lo Slai Cobas a Taranto ha costruito sin dall'inizio la sua partecipazione. Bisognava portare dentro l'aula dei Tribunali la lotta dei lavoratori, la resistenza e i danni che i lavoratori, i cittadini avevano subito.

Un processo di classe contro una classe. Il processo, infatti, mette sotto accusa un intero sistema. Non esistono altri processi come questo; che riguardi allo stesso tempo morti sul lavoro e disastro ambientale e in cui come imputati trovi oltre i padroni della fabbrica e i loro "fiduciari", il rappresentante dell’arcivescovo, il Presidente della Regione, della Provincia, il Sindaco di Taranto, gli Enti che dovevano controllare la tutela dell'ambiente, un dirigente della Digos, uno che in tutta la sua vita ha perseguitato i compagni comunisti e dello Slai Cobas, ecc.

Questo tipo di processo avrebbe meritato un'azione di “guerra”, a fronte della guerra che padroni, Stato,

pc 29 maggio - Luana - L'avete assassinata per il profitto, i costi della sicurezza sono inutili e improduttivi per i padroni

Luana D’Orazio, nuova perizia sulla “scatola nera” dell’orditoio. E spunta un audio al fidanzato: “Mi hanno lasciata da sola”


Luana D’Orazio, nuova perizia sulla “scatola nera” dell’orditoio. E spunta un audio al fidanzato: “Mi hanno lasciata da sola”

Il consulente della Procura di Prato, l'ingegner Carlo Gini, è tornato nella ditta per ricostruire in quale fase della lavorazione è accaduto l'incidente: l'ipotesi è che mancasse la saracinesca protettiva. In un messaggio pubblicato da Repubblica, il 30 aprile la giovane lamentava di aver dovuto "correre come una dannata" e di dover lavorare in autonomia, nonostante il contratto prevedesse l'affiancamento di un tutor

venerdì 28 maggio 2021

pc 28 maggio - Pandemia ora - nell'editoriale di 'proletari comunisti' maggio/giugno - la posizione netta e chiara di proletari comunisti

 stralci dall'editoriale

...I morsi della pandemia sembrano attenuarsi per effetto dei vaccini, anche se la guerra dei vaccini dei primi mesi e la cattiva organizzazione della vaccinazione di massa ha fatto sì che si stia pagato ancora un alto costo di vite umane, che poi sono vite di anziani, di proletari innanzitutto.

Ma nessuna illusione, sulla fine della pandemia, nessuna fiducia nei governi e negli Stati dei padroni. Nessuna illusione finché tre quarti dell’umanità è ancora preda di massa della pandemia – basti pensare a quello che avviene in India, e resta sempre la grande incognita Africa.

Le varianti rischiano di invalidare in tempi medi il valore delle vaccinazioni; il dominio delle leggi del profitto continua ad impedire la fine del monopolio dei brevetti e impedisce uno sforzo congiunto mondiale per mettere fine alla pandemia attuale. Abbiamo già scritto che lo stato del mondo e del modo di produzione capitalista è tale che nuove pandemie potranno emergere nei prossimi anni.

Tornando all’Italia, è continuato un uso politico della pandemia e del lockdown nella contesa interna al nuovo governo. L’ala fascio-populista rappresentata da Salvini, espressione pura degli interessi di padroni, in particolare medi e piccoli, ha spinto per una apertura generale e ha continuato a descrivere lockdown, “coprifuoco” come il vero nemico, usando a piene mani la demagogia reazionaria. Approfittano della coda di paglia dei governi dei padroni, della crisi del sistema sanitario e del mal potere e mal governo delle Regioni per rendere più difficile quello che avrebbe potuto essere affrontato anche da un governo borghese in forme più efficaci e lineari.

Contro la pandemia del capitale non si gioca con le parole, come anche nel nostro campo avviene, cavalcando populismi che poi sono sempre essenzialmente espressione degli interessi della piccola e media borghesia proprietaria e commerciale, un giorno liberista, un giorno anarchica, un giorno statalista “mungi ristori”.

Noi siamo per portare a termine in tempi di emergenza la vaccinazione di massa; siamo favorevoli all’obbligo di vaccinazione e siamo perché la vaccinazione di massa preceda le aperture totali; siamo per la vaccinazione nelle fabbriche perché abbiamo tutto l’interesse che la classe operaia e i lavoratori siano al più presto in parziale sicurezza.....

proletari comunisti 

28 maggio 201

pc 28 maggio - Manifestazione per la chiusura di tutti i CPR - venerdì 28 maggio ore 18, p.zza San Babila Milano

//Manifestazione per la chiusura di tutti i CPR venerdì 28 maggio ore 18, p.zza San Babila: "Musa Balde, 23 anni: un'altra morte di Stato"

I gravi fatti di Torino, che a distanza di poche ore sembrano già passati nel "dimenticatoio", meritano invece una reazione decisa e compatta, per ribadire ancora più convintamente la richiesta di chiusura di tutti i CPR, compreso quello di Milano, nel quale la situazione negli ultimi giorni è diventata a dir poco drammatica, mentre la Prefettura in queste ore si accinge alla chiusura del bando di gestione del centro per il prossimo anno.

Vi invitiamo ad una mobilitazione per 
venerdì 28 maggio, ore 18, a Milano, in piazza San Babila.
Posta la tua adesione  nell'evento Facebook.
https://fb.me/e/dFkVQiMRn

 🔴 MUSA BALDE, 23 ANNI: UN'ALTRA MORTE DI STATO



Considerate se questo è un suicidio.
Togliersi la vita facendo "la corda" annodandosi al collo le lenzuola del letto dopo aver chiesto invano aiuto, nella cella di isolamento di un Centro di Permanenza per il Rimpatrio,