Di
tanto in tanto, ritorniamo a parlare della nostra Sicilia e dei
nostri politici, non certo per la bellezza di questa terra e tanto
meno per l'eccellenza dei nostri politici.
Credono
di poterci illudere ancora . . . qualche mese fa stimavano in 2
miliardi la somma che occorreva per uscire dalla “crisi isolana”,
adesso la notizia migliora (ahahahah) perchè in effetti ne bastano 230.000.000 in meno. . . per
l’assessore all’Economia, Alessandro Baccei, serviranno dieci
anni per uscire dalla crisi, un
buon modo per dire che qualche generazione riusciranno a saltarla e i
conti vedranno dopo con chi farli.
L'assessore
sostiene che tra le spese previste in bilancio, manca almeno un
miliardo e come al solito i tagli (li faranno) peseranno sul sociale: sanità – precari – disoccupati – servizi di assistenza ai
disabili . . . per non parlare poi delle nuove tasse che hanno in cantiere.
Finanziaria
lacrime e sangue- Asp
e ospedali dovranno stringere la cinghia per consentire che con i loro finanziamenti vengano pagati,
275 milioni all’anno di
mutuo . . . praticamente sarà il cittadino o utente a pagare di
tasca propria e non solo una volta ma ben 2: tasse e ticket ! Baccei
insiste ancora sul fatto che la spesa produttiva della Regione
arretra di anno in anno mentre il mantenimento del livello dei salari
pubblici non produce effetti sui consumi . . . questo sarebbe praticamente il 3° modo di far pagare la crisi ai lavoratori:
l'attacco alle buste paga!
Già
in un articolo






