lunedì 9 gennaio 2012

pc 9 gennaio - Marocco - 24 gennaio giornata internazionale di solidarietà

24 gennaio giornata internazionale di solidarietà con i prigionieri politici di Via Democratica di Base in Marocco

Maoist Road sottoscrive e invita tutti i partiti e le organizzazioni MLM nel mondo a firmare l'appello e sostenere questa giornata internazionale, con tutti i tipi di iniziative possibili, dalle scritte alle assemblee, dalle informazioni su internet e stampa a manifestazioni di piazza!

Tutti i proletari e rivoluzionari, i democratici e antimperialisti del mondo devono sapere che cosa accade in Marocco e nelle sue prigioni
Tutti i proletari e rivoluzionari, i democratici e antimperialisti di tutto il mondo devono conoscere la lotta dei coraggiosi giovani e dei militanti rivoluzionari maoisti in Marocco in questi anni contro la monarchia e il regime filo-imperialista marocchino, per la liberazione nazionale e sociale del popolo e per la rivoluzione proletaria!

Nelle rivolte arabe, in Marocco come in tutti gli altri paesi arabi, occorre un partito rivoluzionario maoista per trasformare la ribellione in rivoluzione!

Libertà per i nostri compagni in Marocco!

Maoista Road
maoistroad@gmail.com

gennaio 2012

appello

Dal 2008 prosegue in Marocco una dura lotta per ottenere la liberazione dei prigionieri di Via Democratica e di Base MarxistaLeninistaMaoista (VDB MLM) e di altri prigionieri politici. Essi appartengono a sindacati operai, ai disoccupati ribelli (Ifni), al movimento nel Saharawi e sono imprigionati quali "nemici interni" del regime reazionario del Marocco da punire. Il loro coraggio e determinazione a servire gli interessi del popolo ha permesso alla loro lotta di andare oltre i confini del Marocco, nonostante il silenzio dei media. Questa lotta ha avuto eco in tutto il mondo, come esempio per tutti coloro che si schierano contro l’ingiusto ordine capitalista, dei proprietari terrieri feudali e torturatori.

VDB MLM è una corrente rivoluzionaria nata dalla UNEM (Unione Nazionale degli Studenti del Marocco) erede del "fronte unito di studenti progressisti" che esisteva nel 1970. La sua ideologia è basata sul marxismo-leninismo-maoismo. I militanti di VDB MLM sono stati imprigionati per aver diretto la lotta per l'istruzione gratuita per i figli e le figlie del popolo contro la "carta nazionale dell’istruzione", contro la privatizzazione e la militarizzazione delle università, difendendo i diritti delle masse popolari, da cui la maggior parte degli studenti proviene, praticando la solidarietà internazionalista, soprattutto con la Palestina occupata e le guerre popolari. Sono tuttora rinchiusi o sono stati incarcerati perché sono comunisti.

Altri sono stati uccisi. Non possiamo dimenticare il compagno Abdelrrazak El Agadiri, attivista della UNEM e di VDB MLM, assassinato il 28 Dic 2008 durante una protesta a sostegno del popolo di Gaza. Il regime cercò addirittura di nascondere il cadavere fuori la porta sul retro dell’ospedale Ibn Tufayl. Ma la sua lotta vive ancora. La lotta per la liberazione del gruppo Zahra Boudkour (in carcere dal 15 maggio 2008) e del compagno Hasnouni Ilham (catturato nella sua abitazione il 12 ottobre 2010) non si è ancora conclusa, anche dopo il rilascio dei due esponenti rivoluzionari e di alcuni loro compagni. Hasnouni Ilham, dopo Zahra Boudkour, è la più giovane prigioniera politica in Marocco, è studentessa dell'Università di Marrakech, 21 anni, attivista comunista e sindacalista dell’UNEM. Detenuta senza processo da più di dieci mesi, è stata arrestata senza mandato nell’ottobre 2010 e torturata per fatti risalenti agli incidenti nel campus del 2008. Eventi simili si sono avuti a Fez nel marzo 2009, scontri tra studenti e polizia che hanno poi portato a diverse ondate di arresti. Gli attivisti sono accusati di: distruzione di proprietà dello stato, manifestazione non autorizzata, vilipendio di pubblico ufficiale nell’esercizio delle sue funzioni, uso della forza e partecipazione a banda armata.

A Novembre 2011, ci sono tre prigionieri rivoluzionari di VDB ancora in galera:

* Achouini Murad, arrestato il 15 maggio 2008, condannato a 4 anni
* Elhamdiya Youssef, arrestato il 10 ottobre 2010, condannato a un anno e mezzo
* Abdelhak Talhaoui, arrestato il 23 febbraio 2011, condannato in primo a 4 anni, pena ridotta a 10 mesi nell’appello dell’ottobre 2011.

Il regime, usa la detenzione per spezzare la volontà degli attivisti sindacali e politici. Ma il movimento di solidarietà e l’acuirsi della lotta di classe in Marocco hanno trasformato le prigioni in luoghi di resistenza e lotta. Infine la rivendicazione del rilascio dei prigionieri è cresciuta col movimento popolare e si ritrova sulla piattaforma del "Movimento del 20 febbraio". Il Marocco, come il Sud America o l'entità sionista, è un centro di tortura, persecuzione ed eliminazione degli oppositori. Mantiene questo sinistro primato. Marx diceva che quando la borghesia, anche la più democratica, si sente minacciato, essa calpesta la sua stessa legalità. Rapimenti, esecuzioni extragiudiziali, uccisioni di militanti fatte passare come scontri sono armi di terrore utilizzato a tutti i livelli per garantire l'ordine imperialista. I paesi imperialisti ne sono i mandanti, anche quando non sono gli esecutori diretti della tortura. La lotta per la liberazione dei prigionieri politici è un problema della classe, una lotta internazionale di tutti coloro che lottano per l'emancipazione degli oppressi.

Facciamo appello a sviluoppare iniziative per esigere l’immediata liberazione dei compagni e far conoscere la loro lotta!

Via la lotta del popolo marocchino!

Libertà per o prigionieri rivoluzionari!

Abbasso il regime reazionario marocchino e l’imperialismo francese!

Sottoscrivono : AGEN, Comité Anti-Impérialiste, Coup Pour Coup 31, Coup Pour Coup
87, FSE, La Cause du Peuple, Libertat, OCML Voie Prolétarienne, PCmF, PCm Italia, PCR Canada, Secours Rouge Arabe, SRI de Baiona Secours Rouge de Belgio, Maoistroad

diffusione e campagna in italia a cura di
maoistroad@gmail.com
ro.red@libero.it

pc 9 gennaio - IL GOVERNO "TECNICO" AVVIA LA MANOVRA POLITICA CONTRO I LAVORATORI

Il Ministro Fornero ha avviato con gli incontri prima con cgil e oggi con cisl, uil e mercoledì con la Confindustria la fase politica e più strategica della manovra del governo che punta ad eliminare l'art.18 e a rendere più flessibile rispetto alle esigenze del padronato il mercato del lavoro.
Essa va impedita in tutti i modi e sono le fabbriche, la classe operaia che devono ora più di prima essere al centro della lotta.
Sulla riforma del mercato del lavoro, si agita lo "specchietto per le allodole" della riduzione dei 34 contratti previsti dalla Legge Biagi per arrivare ad un contratto unico; la realtà è che si vuole unificare al ribasso i contratti di lavoro, estendere la precarietà, permettere alle aziende un ricambio permanente della forza lavoro con una "maggiore flessibilità in uscita", che significa solo e soltanto possibilità di licenziamento, pur senza giusta causa o giustificato motivo, anche da parte delle medie e grandi aziende.
Il Ministro Fornero porta sul tavolo la proposta di un contratto che prevede 2-3 anni in cui i lavoratori possono essere licenziati in qualsiasi momento - appena vi sono problemi economici (e quale azienda non lamenta di avere problemi economici...?!). Questo vuol dire che i lavoratori per tre anni devono stare sempre sotto ricatto, lavorare con la "spada di Damocle" sulla testa, accettando condizioni di lavoro sempre più pesanti e senza diritti, e chiaramente non fare scioperi,o pretendere rivendicazioni sindacali, ecc. (le aziende non direbbero subito che gli scioperi le hanno danneggiato economicamente e che, quindi, questo è un motivo più che "legittimo" per licenziare?).
Dopo i 3 anni, i padroni certo non si faranno scappare l'opportunità di non stabilizzare il contratto, e operare un ricambio di forza-lavoro, per avere "carne fresca", ancora non arrabbiata, da continuare a supersfruttare.
Il governo vuol farci credere che le aziende saranno motivate a tenersi i lavoratori dopo i tre anni perchè altrimenti devono contribuire all'"indennità di reinserimento" dei lavoratori licenziati. Ma non sarà certo il minimo contributo del 10% o poco più di cui si parla a scoraggiare i padroni a licenziare!

L'ipocrisia e la beffa, ai lavoratori, vuole che nonostante queste proposte del governo siano già un eliminazione della tutela dell'art. 18, la Fornero, dopo la prima chiara uscita improvvida di un mese fa, dichiara che non è in discussione, ancora, l'art. 18. Quando è invece proprio questa la vera partita in gioco, le vere mani libere che chiedono i padroni e che il governo vuole dare.
L'altra grande ipocrisia è che dietro la natura di "governo tecnico", si presentano questi attacchi come oggettivi, quasi come puri effetti di calcoli matematici. Della serie: non è colpa loro, ma si deve fare... E anche gli incontri con i suoi sindacati non sono altro che un "fatto tecnico", che si fa... ma non può cambiare la realtà.

Ma dietro il "tecnico" appare il fascismo padronale e politico.

pc 9 gennaio - rivolta in marocco -

Une révolte a lieu depuis 4 jours dans la ville de Taza
una rivolta si sviluppa da 4 giorni nella città di Taza

arrivano video e foto che useremo nella giornata internazionale di solidarietà con i prigionieri politici di Via democratica di Base
iniziative in italia a palermo e milano


chi vuole partecipare alla campagna
scriva a
maoistroad@gmail.com


Des nouvelles du Maroc

Nous avons reçu ces informations de la part des camarades du Maroc. Une révolte a lieu depuis 4 jours dans la ville de Taza. Les vidéos ci-dessous en sont toutes issues, ainsi que la plupart des photos. Cela dément les discours médiatiques comme quoi il ne se passe rien au Maroc, qui est présenté comme un pays "démocratique".



Les révoltes dans les pays arabes ont été un premier pas, il s'agit maintenant d'avancer dans la construction des partis maoïstes nécessaires pour mener au bout la révolution. C'est le sens du meeting du 10 octobre 2011 qui s'est tenu à Paris dans lequel les camarades de Tunisie et du Maroc particulièrement, mais également d'Indonésie, des Philippines, du Canada, d'Italie, et d'autres pays encore, sont intervenus. L'ensemble des interventions et des messages a été compilé dans le numéro spécial de la revue maoïste internationale Maoist Road qu'il suffit de nous commander à drapeaurouge[at]yahoo.fr .



Le Comité Anti-Impérialiste auquel nous participons a également publié une brochure sur le Maroc que nous pouvons envoyer.



Des révoltes dans les pays arabes

à la révolution de Nouvelle Démocratie

en marche vers le socialisme et le communisme !



PC maoïste de France








Les révoltes dans les pays arabes ont été un premier pas, il s'agit maintenant d'avancer dans la construction des partis maoïstes nécessaires pour mener au bout la révolution. C'est le sens du meeting du 10 octobre 2011 qui s'est tenu à Paris dans lequel les camarades de Tunisie et du Maroc particulièrement, mais également d'Indonésie, des Philippines, du Canada, d'Italie, et d'autres pays encore, sont intervenus. L'ensemble des interventions et des messages a été compilé dans le numéro spécial de la revue maoïste internationale Maoist Road qu'il suffit de nous commander à drapeaurouge[at]yahoo.fr .
Le Comité Anti-Impérialiste auquel nous participons a également publié une brochure sur le Maroc que nous pouvons envoyer.
Des révoltes dans les pays arabes à la révolution de Nouvelle Démocratie
en marche vers le socialisme et le communisme !



PC maoïste de France

pc 9 gennaio - Firenze antifascista, rilancia denuncia e lotta

FUORI I
FASCISTI DA FIRENZE!

Il 17 dicembre, se pur con l’amarezza e la rabbia per l'uccisione di Samb Modou e Diop Mor,
è stata per Firenze una giornata indubbiamente importante.
Più di 20mila persone hanno sfilato in corteo da Piazza Dalmazia al centro di Firenze mostrando la propria solidarietà alla Comunità Senegalese e ai familiari delle vittime della violenza fascista.
Ma se la presenza dei fascisti nella nostra città si è concretizzata in un modo così drammatico è anche importante sottolineare come proprio i fascisti rappresentano per molti un problema che non nasceva certo quel giorno: altre volte in passato hanno aggredito immigrati, ma lo hanno fatto anche ai danni degli studenti durante le occupazioni e le iniziative nelle scuole e nelle università, lo fanno contro i lavoratori che scioperano o occupano la propria fabbrica per salvare il
proprio posto di lavoro e rivendicare i propri diritti.

Negli ultimi anni i fascisti avevano già ucciso: Davide Cesare, 26enne, ucciso a Milano nella notte tra il 16 e il 17 marzo del 2003, Renato Biagetti, stessa età, ucciso all'alba del 27 agosto del 2006
all'uscita da una festa a vicino Roma, Nicola Tommasoli, 29enne, ucciso a Verona il 5 maggio 2008. Uccisi perché ANTIFASCISTI. Il 17 dicembre all’interno del corteo non si contavano gli striscioni, i cartelli e gli slogan contro il razzismo, contro il fascismo e per la CHIUSURA di Casa Pound e degli spazi all’interno dei quali i fascisti si ritrovano e si organizzano.
Oggi però è lecito chiedersi cosa sia realmente cambiato e domandarsi come fare in modo che quello slogan non rimanga tale ma riempirlo di contenuti e tradurlo nella pratica.

Per quanto ci riguarda chiudere le sedi dei fascisti vuol dire non concedere loro alcuno spazio di agibilità politica ed escluderli da qualsiasi tipo di iniziativa o dibattito che per loro rappresentano sempre una vetrina dove far propaganda delle proprie idee e aprire invece questi spazi a chi è portatore dei valori dell’antifascismo e in questa direzione vuole proseguire il proprio lavoro anche in termini culturali.
CHIUDERE le sedi fasciste vuol dire quindi creare in città e attorno alle sedi stesse un clima tale che spinga anche quei pochi che oggi le frequentano a non andarci più e fare in modo che le iniziative che i fascisti organizzano vadano deserte.

In questi anni la Firenze Antifascista non è stata certo a guardare: proprio a Firenze infatti, il 9 Febbraio si terrà l'udienza di primo grado contro alcuni compagni che nel maggio del 2009 furono fermati in Via della Scala dalla polizia e accusati di voler impedire ad una squadraccia di fascisti di scorrazzare indisturbati per la città, armati di spranghe e manganelli, pronti a consumare l'ennesima vigliacca aggressione nel centro di Firenze dopo che già avevano spaccato la testa ad un ragazzo che usciva dal concerto della Banda Bassotti.
Ai compagni che andranno a processo il 9 Febbraio e a tutti coloro che ancora pagano la propria opposizione al fascismo con perquisizioni, arresti e denunce porteremo la nostra solidarietà così come l'abbiamo portata in piazza il 17 Dicembre alla Comunità Senegalese, una solidarietà che, sappiamo bene, non possiamo aspettarci dalle istituzioni che da sempre finanziano e favoriscono i gruppi di estrema destra e condannano chi, chiaramente, combatte la violenza fascista.

Abbiamo visto poi come Questura e Prefettura si dimostrano efficienti nel condannare antifascisti e immigrati, mentre quando si tratta dei fascisti questi possono fare parate di revisionismo e mistificazione della storia, inneggiando ai franchi tiratori e ai repubblichini, come la destra fiorentina si appresta a fare il 4 febbraio, giorno di un'infame manifestazione in ricordo delle foibe,
ennesima vetrina di mera propaganda fascista.
Manifestazione organizzata da quegli stessi gruppi, Casapound, Casaggi e quant'altro, che continuano a diffondere l'odio razzista nelle nostre città.

Per non dimenticare Samb Modou e Diop Mor e tutte le vittime della violenza fascista.

Firenze
Antifascista

domenica 8 gennaio 2012

pc 6-7-8 gennaio - proletari comunisti conclude il suo attivo nazionale

In un clima di massima attenzione e impegno, si è tenuto l'attivo nazionale di proletari comunisti con la partecipazione di tutti i compagni responsabili dei circoli a livello nazionale, più alcuni nuovi compagni e compagne che in questo anno hanno fatto un avanzamento politico e oganizzativo.
Al centro dell'attenzione: l'analisi della natura del governo Monti e della lotta contro di esso; il bilancio dell'opposizione con un ritorno intenso e partecipato sulla manifestazione del 15 ottobre a Roma e delle lezioni positive e negative da trarre all'esterno e all'interno; la lotta e organizzazione operaia, proletaria e sociale e lo sciopero del 27 gennaio con manifestazione a Roma, le campagne internazionaliste di gennaio.
Su ognuno dei punti, sono state fatte valutazioni, analisi critica-autocritica individuale e collettiva, pianificazione del lavoro.
Il foglio proletari comunisti è ora in massiccia distribuzione, escono le pubblicazioni internazionaliste, comincia la preparazione del prossimo numero della rivista 'La Nuova Bandiera'. Questi materiali esprimeranno i contenuti e gli scritti del dibattito e delle nostre battaglie nazionali e internazionali.
L'attivo ha rafforzato, chiarito e indicato come sviluppiamo la costruzione del Partito nel fuoco della lotta di classe, in stretto legame con le masse; ha programmato come proseguire il lavoro di studio e di crescita politica nei circoli e come sviluppare in termini qualitativi e quantitativi la nostra forza militante, la nostra influenza politica nella classe operaia e proletariato in generale.
I fatti dei prossimi mesi saranno la verifica di questo lavoro.

Proletari comunisti- PCm Italia
8 gennaio 2012

venerdì 6 gennaio 2012

pc 6-7-8 gennaio - 24 gennaio giornata di solidarietà e sostegno ai prigionieri politici maoisti e rivoluzionari in marocco



iniziative a palermo, milano...

pc 6-7-8 gennaio - campagna internazionale in italia



iniziative a palermo taranto ravenna firenze milano

pc 6-7-8 gennaio Fincantieri genova .. invece che risposte e lavoro .. pensano solo alla repressione


Indagini della Digos
I reati ipotizzati sono quelli di violenza privata e interruzione di pubblico servizio. Sequestrati foto e video della manifestazione

La Digos di Genova ha aperto una indagine sulla manifestazione degli operai Fincantieri di Sestri Ponente, che ieri hanno occupato per sei ore l'aeroporto del capoluogo ligure. Sequestrati filmati e materiale fotografico che sarà utilizzato per l'identificazione delle persone che hanno preso parte alla protesta. Nelle prossime ore poi invieranno un'accurata relazione alla Procura. I reati ipotizzati sono quelli di violenza privata e interruzione di pubblico servizio.

giovedì 5 gennaio 2012

pc 5 gennaio - giornata di solidarietà internazionale con i prigionieri della 'Via Democratica di Base' in Marocco

Facciamo la campagna in italia nella giornata del 24 gennaio
materiali e info
maoistroad@gmail.com
ro.red@libero.it

The day for the international compagne is 24 january 2012....
Red salutes for all the comrades for their support........!
nuary 2012
- Please inform us your activities and send your messages, texts, photos send to maoistroad@gmail.com All kind of publications and informations has send to Morocco comrades

Since 2008, intense struggles have been waged in Morocco to obtain the release of prisoners of the Baseist Democratic Way MLM (VDB MLM) and other political prisoners. They belong with union workers, the unemployed insurgents (Ifni) and the Sahrawi prisoners as "internal enemies" punished under the reactionary regime of Morocco. Their courage and determination to serve the interests of the people allowed their struggle beyond the borders of Morocco, despite the media blackout. This struggle resonates throughout the world, it serves as an example for all those who stand against the unjust order of the capitalists, feudal landlords and torturers.

VDB MLM is revolutionary current born in the UNEM (National Union of Students of Morocco) is an heir to the "united front of progressive students" that existed in the 1970s. Its ideology is based on Marxism-Leninism-Maoism. VDB MLM activists were imprisoned because they lead the fight for free education for the son and daughters of the people against the "national charter of education", against the privatization and militarization of the universities, they defend the rights of the masses which students are mostly part of, they defend internationalist solidarity, especially with occupied Palestine and with the people's wars. They are locked or have been imprisoned because they are communists.

Others were killed. How can we forget the martyr Abdelrrazak El Agadiri, member of the UNEM and VDB MLM, murdered December 28, 2008, during a protest in support of the people of Gaza? The regimealso tried to hide his remains out the back door of the hospital Ibn Tufayl.However, his
struggle is still alive.
The struggle for the liberation of the Boudkour Zahra group (imprisoned since May 15, 2008) and for the comrade Ilham Hasnouni (captured at her home October 12, 2010) has not yet fully accomplished despite the release of these two revolutionary figures and some of their comrades.
Hasnouni Ilham succeeding Zahra Boudkour as the youngest political prisoner in Morocco, is a student at the University of Marrakech, 21 years old, a communist activist and trade unionist of the UNEM. Detained for more than ten months without trial, she was arrested without a warrant or prior notice tortured beginning in October 2010 for acts dating back to events on campus in 2008. Similar events were held in Fez in March 2009. Student clashes with the police then led to several waves of arrests. The activists are charged with: destruction of property of the state, participation in an unauthorized rally, humiliation of a public servant in the performance of their functions, use of force and even participation in an armed group.
In November 2011, there are three Baseist revolutionary prisoners languishing in jail:
* Achouini Murad, arrested May 15, 2008, sentenced to four years in prison
* Elhamdiya Youssef, arrested October 10, 2010, sentenced to a year and a half
* Abdelhak Talhaoui, arrested Feb. 23, 2011, sentenced to four years in prison at trial, conviction reduced to 10 months in prison before the appeals court in October 2011.

For the regime, detention is used to break the will of the trade unionists and political activists. But the solidarity movement and the accentuation of class struggle in Morocco have turned prisons into places of resistance and struggle. Eventually the demand for the release of prisoners has grown in the popular movement, it is located on the platform of the "Movement of 20 February." Morocco is, like South America and the Zionist entity, a center of torture, persecution and elimination of opponents. it keeps this sinister privilege. Marx said that when the bourgeoisie, even the most democratic, is threatened, it tramples on its own legality. Kidnappings, extrajudicial executions, disguised killings of militants are weapons of terror used in all plans that guarantee the imperialist order. The imperialist countries are the principals even when they are not the direct agents of torture. The struggle for the release of political prisoners is a matter for the class, an international fight for all those who struggle for the emancipation of the oppressed.

We call for developing initiatives to demand their immediate release while popularizing their fight!
Long live the struggle of the Moroccan people!
Freedom for the revolutionary prisoners!
Down with the reactionary Moroccan regime and French imperialism!

Signs : AGEN, Comité Anti-Impérialiste, Coup Pour Coup 31, Coup Pour Coup87, FSE, La Cause du Peuple, Libertat, OCML Voie Prolétarienne, PCmF, PCmI(Italie), PCR Canada, Secours Rouge Arabe, SRI de Baiona Secours Rouge de Belgique, Maoistroad

Mardi 13 décembre 2011 2 13 /12 /Déc /2011 16:20

Soutenons les prisonniers marocains de la Voie Démocratique Basiste MLM!
Depuis 2008, des luttes intenses sont menées au Maroc pour obtenir la libération des prisonniers de la Voie Démocratique Basiste MLM (VDB MLM) et d'autres détenus politiques. Ils font partie avec des syndicalistes ouvriers, des chômeurs insurgés (Ifni) et des détenus sahraouis de tous ces
«ennemis intérieurs» réprimés par le régime réactionnaire marocain. Leur courage et leur détermination au service des intérêts du peuple a permis à leur lutte de dépasser les frontières du Maroc malgré le blackout médiatique. Cette lutte résonne à travers le monde, elle sert d'exemple pour tous ceux qui se dressent contre l'ordre injuste des capitalistes, des féodaux, des tortionnaires.

La VDB MLM est un courant révolutionnaire né au sein de l'UNEM (Union Nationale des Étudiants du Maroc), c'est un héritier du « front uni des étudiants progressistes » qui existait dans les années 1970. Son idéologie se base sur le marxisme-léninisme-maoïsme. Les militants de VDB MLM ont été emprisonnés car ils mènent la lutte pour une éducation gratuite pour les fils et filles du peuple, contre la «charte nationale de l'éducation», contre la privatisation et la militarisation des universités; ils défendent les droits des masses populaires dont les étudiants font majoritairement partie, ils défendent la solidarité internationaliste, notamment avec la
Palestine occupée et avec les guerres populaires. Ils sont enfermés ou ont connu la prison car ils sont communistes.

D'autres ont été tués. Comment ne pas évoquer le martyr Abdelrrazak El Agadiri, membre de l'UNEM et de la VDB MLM, assassiné le 28 décembre 2008, lors d'une manifestation de soutien au peuple de Gaza? Le régime avait d'ailleurs tenté de cacher sa dépouille en le sortant en catimini de l'hôpital Ibn Tufayl. Pourtant, son combat vit toujours.
La lutte pour la libération du groupe Zahra Boudkour (emprisonnée depuis la 15 mai 2008) puis pour la camarade Ilham Hasnouni (raptée à son domicile le 12 octobre 2010) n'a pas encore totalement aboutie malgré la libération de ces deux figures révolutionnaires et de certains de leurs camarades. Ilham Hasnouni a succédé à Zahra Boudkour comme plus jeune prisonnière politique
du Maroc, c'est une étudiante de l'Université de Marrakech, âgée de 21 ans, militante communiste et syndicaliste de l'UNEM. Détenue durant plus de dix mois sans jugement, elle a été arrêtée sans mandat ni convocation préalable et torturée début octobre 2010 pour des faits qui remontent à des
manifestations dans la cité universitaire en 2008. Des évènements similaires eurent lieu à Fès en mars 2009. Les affrontements des étudiants avec la police aboutirent alors à plusieurs vagues d'arrestations. Les militants sont poursuivis pour : destruction de biens de l'état, participation à un rassemblement non-autorisé, humiliation d'un fonctionnaire dans l'exercice de ses fonctions, utilisation de la force et même participation à un groupement armé.

En novembre 2011, il reste trois détenus révolutionnaires basistes qui croupissent en prison:
Mourad Achouini, arrêté le 15 mai 2008, condamné à 4 ans de prison Youssef Elhamdiya, arrêté le 10 octobre 2010, condamné à un an et demi ferme Abdelhak Talhaoui, arrêté le 23 février 2011, condamné à 4 ans de prison ferme en première instance, condamnation ramenée à 10 mois de prison ferme devant la cour d'appel en octobre 2011.

Pour le régime, la détention sert à briser les volontés des syndicalistes et des militants politiques. Mais le mouvement de solidarité et l'accentuation des luttes de classe au Maroc ont transformé les prisons en lieux de résistance et de luttes. Finalement la revendication de la libération des prisonniers s'est élargie à tout le mouvement populaire, elle est située sur
la plateforme du « Mouvement du 20 février ». Le Maroc est, à l'instar de l'Amérique du Sud ou de l'entité sioniste, un centre historique de torture, de persécution et d'élimination des opposants. Il garde ce sinistre privilège.
Marx disait que quand la bourgeoisie, fut-elle la plus démocratique, est menacée, elle foule aux pieds sa propre légalité. Kidnappings, exécutions extrajudiciaires, meurtres de militants maquillés sont aussi des armes de terreur utilisées dans tous les régimes qui garantissent l'ordre impérialiste. Les pays impérialistes sont les donneurs d'ordre quand ils ne sont pas directement les agents de la torture. La lutte pour la libération des prisonniers politiques est donc une question de classe, c'est une lutte internationaliste qui concerne tous ceux qui luttent pour l'émancipation des opprimés.

Nous appelons à développer des initiatives afin d'exiger leur libération immédiate tout en popularisant leur combat!

Vive la lutte du peuple marocain!
Liberté pour les prisonniers révolutionnaires!
A bas le régime réactionnaire marocain et l'impérialisme français!

Signataires : AGEN, Comité Anti-Impérialiste, Coup Pour Coup 31, Coup Pour Coup 87, FSE, La Cause du Peuple, Libertat, OCML Voie Prolétarienne, PCmF, PCmI (Italie), PCR Canada, Secours Rouge Arabe, SRI de Baiona Secours Rouge de Belgique, Maoistroad


-> Read the solidarity statement
signed by a dozen of organizations including the PCR-RCP Canada (French only).
-> A rough translation of the statement is available on the Signalfire blog.
-> Download the campaign poster
.
Support the Moroccan prisoners of the VDB MLM!-(rough translation of
joint statement)
http://signalfire.org/?p=16562

Original text
ocains-de-la-voie-democratique-basiste-mlm-92322443.html>

also in PCm-Italy blog
http://proletaricomunisti.blogspot.com













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pc 5 gennaio - TRANI - "PEGGIO DEL CASO CUCCHI"

Detenuto morto, conclusa l'autopsia
La compagna: «Peggio del caso Cucchi»
TRANI - Si è conclusa poco fa l'autopsia compiuta sul corpo di Gregorio Durante, 34 anni, di Nardò, morto nel carcere di Trani, dove era detenuto, la notte del 31 dicembre scorso. … Soprattutto si dovrà chiarire se a causare la morte di Durante abbia contribuito il regime carcerario, l'isolamento ed, eventualmente, una errata valutazione medica del suo stato di salute.

''Quello che è successo a mio marito è peggio del caso Cucchi. Mio marito non l'hanno curato, l'hanno lasciato morire senza aiutarlo, con cattiveria, senza somministrargli la terapia prescritta dai medici e negli ultimi giorni di vita lo hanno ridotto a vegetare su una sedia a rotelle, con il pannolone, inebetito, non mangiava, non beveva più. E lui lo aveva detto e lo aveva anche scritto in una lettera: "Aiutami, ho paura, mi stanno facendo morire'''. E' il racconto di Virginia, una donna di 29 anni, da 15 anni compagna di Gregorio Durante…
Virginia, che è madre di due figli avuti dal suo compagno, e la mamma del detenuto morto a Trani, Ornella, chiedono giustizia non solo per loro ma anche - dicono - ''per tutti i detenuti che si trovano oggi nelle stesse condizioni di Gregorio''. Le due donne denunciano una situazione che ha dell'incredibile perché il loro congiunto, gravemente malato, secondo i vertici del carcere "simulava di star male".
Per la morte dell'uomo al momento ci sono 14 indagati: il direttore della struttura penitenziaria tranese, Salvatore Bolumetti, e 13 medici tra quelli della Asl che si occupano del carcere di Trani e del reparto di psichiatria di Bisceglie dove Gregorio Durante era stato ricoverato dal 10 al 13 dicembre scorso proprio per l'aggravarsi delle sue precarie condizioni di salute causate dall'epilessia.
Una malattia tenuta sotto controllo negli anni grazie ad una terapia adeguata che pero' era stata bruscamente interrotta una volta entrato nel carcere di Trani… ''Da quando è entrato nel carcere di Trani - racconta Virginia - gli hanno sospeso la somministrazione di un medicinale vitale: il Tolec prescritto dal neuropsichiatra Luigi Specchio degli Ospedali Riuniti di Foggia. La direzione del carcere ci ha detto che la Asl non lo passava e loro non potevano darlo, nè hanno consentito che mio marito acquistasse questa medicina o che potessimo portarla noi, da fuori. Divieto assoluto. E mio marito peggiorava''. ''Il 4 dicembre - racconta la donna - Gregorio mi ha scritto una lettera: diceva che stava male, che aveva crisi continue, che gli era uscita la schiuma dalla bocca. Chiedeva aiuto: "Ho paura", "Venite a prendermi, vi prego", diceva''. ''Il 10 dicembre - continua Virginia - sono andata in carcere, al colloquio: non mi riconosceva, girava tra la gente, nella sala, con una bottiglia d'acqua in mano e io l'ho abbracciato forte. Pochi secondi dopo ha avuto una crisi epilettica, davanti a tutti. Lo hanno trasferito, su nostra insistenza, a Bisceglie: "Suo marito - mi ha detto li' il medico - non è da reparto di psichiatria, non lo posso tenere qui, deve essere curato in un reparto di neurologia". E il 13 dicembre è stato dimesso da Bisceglie ma è tornato in carcere''. ''Il 27 dicembre - racconta ancora la donna - il prof. Specchio, su nostra richiesta, lo ha visitato in carcere e ha prescritto un ricovero immediato: una istanza che è stata inviata con urgenza al magistrato di sorveglianza e al direttore del carcere. Ma non è successo niente e mio marito è morto. Gli ultimi giorni anche gli altri detenuti avevano le lacrime agli occhi. Mio marito, per quelli del carcere, invece, simulava. Sta simulando ora, in quella bara? Qualcuno mi deve dare una risposta''.

pc 5 gennaio - migliaia di licenziamenti anche a Bergamo

Bresciani: "Bergamorischia di perdere10mila posti nel 2012"

pc 5 gennaio - No alle liberalizzazioni Tre giorni di sciopero nei negozi di Oriocenter

No alle liberalizzazioniTre giorni di scioperonei negozi di Oriocenter

pc 5 gennaio - nella "civile" bergamo: aumentano i diritti negati come l'acqua

La nuova Zingonia? Giù’ le torri, spazio all’autostrada Bergamo-Treviglio. Ecco il piano di “riqualificazione”


Palazzina a Redona senz’acqua da quasi due mesi

mercoledì 4 gennaio 2012

pc 4 gennaio - cogliere il segnale che viene dalle manifestazioni operaie nell'andare allo sciopero e alla manifestazione nazionale del 27 gennaio

gli operai fincantieri da due giorni sono in lotta a genova e palermo e sono numerose le lotte operaie che non si sono fermate neanche nel periodo di natale
al nord come al sud
tutte queste lotte vanno fatte e sostenute, perchè crescano e vincano
tutte queste lotte vanno considerate come scintille nella prateria della condizione operaia, precaria e disoccupata che fronteggia licenziamenti, cassaintegrazione, precarizzazzione, mentre il salario viene decimato dai provvedimenti del governo, e mentre il governo al servizio dei padroni si appresta ad un attacco chirurgico ai diritti degli operai e lavoratori, traducendo in legge il fascismo padronale targato fiat
proletari comunisti deve intensificare il suo impegno per questo
perchè noi vogliamo e ci adoperiano perchè in ogni città, fabbrica, posto di lavoro dove siamo presenti o possiamo arrivare si incendi e lavoriamo perchè lo sciopero del 27 gennaio che sosteniamo sia dentro questo percorso e che la stessa manifestazione di roma possa rappresentare un salto in avanti di questa lotta generale

proletari comunisti
4 gennaio 2012

pc 4 gennaio - manifestazione ad Amiens francia per il processo agli operai della Continental - la cause du peuple






oggi processo agli operai della continental ad Amiens
pubblichiamo il report dei compagni maoisti francesi che animano il giornale ' la cause du peuple' è in francese e vediamo di tradurlo
pubblichiamo anche l'appello alla manifestazione degli operai Continental

Comme nous l'avons déjà dit dans les colonnes (in)justice de classe du n°7 du journal papier : "Dans le cas de Xavier Mathieu, il s’agit de s’acharner sur un responsable syndical qui a mené avec ses camarades de lutte un combat exemplaire contre la multinationale Continental en obtenant pour tous des indemnités importantes faute d’avoir pu empêcher la fermeture de l’usine de Clairoix."


Il est clair que la lutte menée par les Contis reste en mémoire pour sa détermination, son unité à la base, son internationalisme, son caractère de classe. Cette lutte symbolisait l'unité de la classe ouvrière, c'est pourquoi le pouvoir a tout fait et continuera de tout tenter afin de la casser autant qu'il peut.


C'est ce qu'ont affirmé respectivement l'ensemble des Camarades du Comité de lutte des travailleurs de l'usine Continental de Clairoix et Xavier Mathieu lors de leurs interventions avant l'audience :


Comité de lutte des travailleurs de l'usine Continental de Clairoix


"Notre devise est un pour tous tous pour un et nous tenons parole !" "Nous savons que demander des tests ADN à des travailleurs en lutte est une tentative d'intimidation à ceux qui contestent l'ordre patronal." "Nous avons conscience que l'acharnement judiciaire du gouvernement nous vise tous, nous les travailleurs de Continental, mais au dessus-de là, tous les travailleurs." "Si le pouvoir s'obstine aujourd'hui malgré la série de désaveux que la justice lui a infligé, c'est qu'il y a dans notre lutte quelque chose qu'il ne peut supporter. [...]Nous n'avons point quémander, nous n'avons point remis notre sort entre les mains de qui que ce soit [...], nous l'avons pris entre nos mains depuis le début."


Xavier Mathieu


"Nous savons tous qu'en s'attaquant à un des porte-parole des ouvriers de Continental, ils tentent de nous faire payer à tous d'avoir oser relever la tête, d'avoir été au combat et réussi à les faire plier, ainsi que les dirigeants voyous de cette multinationale qui n'ont eux jamais été inquiétés par la justice. Le combat aujourd'hui n'est pas seulement de Xavier Mathieu, ni même uniquement celui des Contis, mais celui de la survie du droit de lutte syndical, associatif, politique, du droit à la contestation, celui de la résistance, du refus de la résignation." "Je vais terminer ce discours par une citation que je dédie aujourd'hui à tous les militants, contestataires, les résistants, les révolutionnaires, à tous ceux qui, en fait, œuvrent pour une société humaine et un monde meilleur : Tant que vous continuerez à aimer et admirer des personnes, des nations et systèmes qui vous méprisent et vous haïssent, vous ne cesserez de vous rendre méprisables et haïssables et ce faisant commettez un triple crime le premier contre votre propre dignité en vous humiliant, le second en servant objectivement en tant que supplétifs, des intérêts qui feront votre perte. Et enfin contre l'intelligence et le bon sens, qui veulent que l'attrait et l'admiration soient toujours partagés !"


"Sarkozy, quand Continental a fermé, il a crié au scandale, il a dit qu'il traînerait en justice les dirigeants qui n'avaient pas respecté leurs engagements. Vous avez vu le gouvernement poursuivre les dirigeants de Continental ? Non, jamais. Au contraire, le ministère du Travail a validé les raisons économiques de la fermeture de l'usine (...) comme celle de toutes les usines en France", a déclaré Xavier Mathieu à la presse après l'audience.


La lutte continue bel et bien !


Vive la classe ouvrière en lutte !


La Cause du Peuple




Appel à manifester le 4 Janvier 2012 à Amiens à 11 heures à la gare, pour se rendre à la cour d’appel


Pour exiger :


- La fin du harcèlement judiciaire contre les salariés de Continental et tous ceux qui défendent leurs droits et refusent les diktats patronaux.


- La reconnaissance du jugement de relaxe prononcé par le tribunal de Compiègne en faveur de Xavier Mathieu, la fin des poursuites pour refus du prélèvement ADN et l’assimilation de l’action revendicative à un délit.


Le mercredi 4 janvier 2012 à 13h30 se tiendra à la Cour d’appel d’Amiens le procès pour juger Xavier Mathieu, qui avait été pourtant relaxé par le tribunal de Compiègne, pour avoir refusé le prélèvement ADN suite à la simple amende à laquelle il avait été condamné, comme cinq autres travailleurs de Continental, pour leur participation à la manifestation contre la fermeture de l’usine de Clairoix, à la sous-préfecture de Compiègne en avril 2009.


Oui, il s’agit bien d’un acharnement de la part du gouvernement et de ses représentants pour continuer, plus deux ans après la fin du conflit Continental, les poursuites judicaires contre ceux qui ont eu l’audace de lutter contre les 1113 licenciements annoncés par un groupe multi-milliardaire.


Le gouvernement n’a toujours pas digéré que les travailleurs aient fait front à la coalition d’un grand industriel, Continental, et l’Etat, en les obligeant à lâcher certaines garanties.


Pendant des mois le gouvernement a poursuivi 7 salariés en demandant des peines de prison à leur encontre pour leur participation à une manifestation, en demandant des dommages intérêts astronomiques. Le pouvoir a été désavoué par la justice. L’un d’entre eux a été relaxé et pour les six autres cela s’est réduit à une amende minime de principe, tout comme les remboursements ramenés à quasiment rien. Cela grâce à la mobilisation et au soutien de milliers de travailleurs.


Mais le gouvernement n’a pas lâché. Il a entrepris de nouvelles poursuites contre Xavier Mathieu, un des porte-parole des travailleurs de Continental, dont le crime était d’avoir refusé de se faire prélever son ADN, parce que ni lui, ni ses camardes n’acceptaient d’être considérés comme des délinquants pour avoir défendu leur peau.


C’est exactement ce qu’a reconnu le tribunal de Compiègne. Il a relaxé Xavier Mathieu, en considérant que les manifestations des travailleurs pour défendre leurs droits, y compris celle à la sous-préfecture, ne pouvaient pas être assimilées à un délit. Et c’est ce que le gouvernement au service du patronat ne supporte pas. C’est pourquoi il a donné l’ordre de remettre en cause ce jugement et cette relaxe en demandant au parquet de faire appel.


Il faut que cela cesse !


C’est pourquoi nous, salariés de Continental, appelons les travailleurs, les syndicats, partis, associations, attachés au respect des libertés individuelles et collectives à se joindre à la manifestation du 4 janvier à Amiens pour exiger la relaxe définitive de Xavier Mathieu et la fin du harcèlement judiciaire contre ceux qui défendent leurs droits.


Comité de lutte des travailleurs de Continental Clairoix

pc 4 gennaio- operai fincantieri bloccano l'aeroporto a Genova - lotta anche a palermo


Fincantieri, nuova protesta
bloccato l'aeroportoEsposto un lungo striscione nell'atrio dello scalo di Sestri: "Chiediamo certezze". Gli operai dei cantieri vogliono un incontro urgente con il ministro allo Sviluppo Economico. La solidarietà della città.

Hanno occupato l'atrio dell'aeroporto gli operai Fincantieri che da giorni protestano contro il piano di riorganizzazione del Gruppo. I voli sono a rischio: "I check - in sono regolari - spiega il direttore generale dello scalo, Paolo Sirigu - ma i varchi dei controlli sono bloccati e la tensione tra i passeggeri sta crescendo".

Il primo volo in partenza che rischia di saltare per la protesta è l'Alitalia per Roma delle 11.25. A rischio anche il volo per Monaco, per Trieste e Parigi, il Turkish Airlines per Instanbul e quello per Londra.

I lavoratori, oltre un centinaio, hanno esposto davanti ai banchi del check-in uno striscione con cui chiedono "certezza" per il loro futuro e minacciano di non andarsene fino a quando non sarà loro comunicata la data dell'incontro con il governo che chiedono da giorni, incontro sollecitato nei giorni scorsi anche dal presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando, e dal sindaco di Genova, Marta Vincenzi.


Ieri gli operai, che da due settimane presidiano i cancelli della Fincantieri, si erano limitati a bloccare il traffico in via Soliman. Per il secondo giorno consecutivo. "Aspettiamo il fax che ci comunichi la data dell'incontro con il ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera - dice Giulio Troccoli, delle Rsu-Fiom - fino ad allora, saremo in sciopero; aspettiamo notizie entro venerdì, e se non arriveranno, decideremo il da farsi".

Non manca la solidarietà dei genovesi, soprattutto degli abitanti di Sestri, che anche ieri hanno fatto arrivare viveri agli operai. Inoltre, i tifosi del Genoa hanno esposto un lungo striscione al "Signorini" di Pegli: chiedendo "certezze per i lavoratori del cantiere navale".

Insieme al presidio ai cancelli i circa 800 dipendenti Fincantieri ed altri 1500 delle ditte esterne bloccano la produzione della nave Oceania, in costruzione. In loro aiuto è giunta una delegazione di lavoratori del cantiere del Muggiano.


a Palermo gli operai presidiano l'ingresso dello stabilimento, in attesa dell'incontro con l'assessore alle Attività produttive. Bloccata la tangenziale.
Giunge al terzo giorno consecutivo la protesta degli operai dei cantieri navali di Palermo, che in questo momento stanno occupando viale Regione siciliana, all'altezza del Motel Agip, in entrambe le direzioni di marcia. Già nei giorni scorsi le tute blu avevano paralizzato il traffico nelle arterie della città, occupando ieri viale Regione e lunedì il centro di Palermo e i binari della stazione centrale.

“Il gesto di oggi nasce dall'ennesima provocazione di Fincantieri, che ieri ha inviato a 130 operai le prime lettere che comunicano l'avvio della cassa integrazione straordinaria, così come previsto dall'accordo nazionale firmato a dicembre, che noi contestiamo – spiega Francesco Piastra della Fiom – Ci saremmo aspettati un passo indietro dell'azienda, o che almeno cercasse un nuovo confronto con i sindacati e la Regione, invece continua a fare ostruzionismo e alimentare la tensione”.

Le tute blu si oppongono al piano industriale di Fincantieri, che prevede per Palermo 140 esuberi e la cassa integrazione straordinaria da quest'anno per 24 mesi per un massimo di 470 operai, sui 505 totali. L'accordo è stato firmato prima di natale a Roma dai rappresentanti nazionali di Fim Cisl, Uilm, Ugl e Failms, ma respinto da Fiom e organizzazioni sindacali locali, che ora chiedono ai vertici nazionali il ritiro della firma.

pc 4 gennaio - repressione a brescia

BRESCIA: PERQUISITE ALL'ALBA ABITAZIONI 5 COMPAGNE/I PER TENTATA OCCUPAZIONE DEL COMUNE
Submitted by anonimo on Wed, 04/01/2012 - 10:59 bresciadigositaliaMAGAZZINOnotizieoccupazioneradio onda d'urtorepressioneBrescia
tratto da http://www.radiondadurto.org/2012/01/04/brescia-perquisite-le-abitazioni...

Operazione repressiva all’alba di mercoledì 4 gennaio a Brescia tesa a colpire chi in questi mesi ha lottato nella nostra citta’ contro la crisi.
Il 12 dicembre scorso a Brescia in occasione dello sciopero generale proclamato dalla Cgil lo spezzone del Kollettivo Studenti in Lotta si stacco’ dal corteo e tento’ di entrare a Palazzo Loggia . Sotto il porticato ci fu una collutazione con alcuni vigili e agenti della digos: uno degli agenti della digos riporto’ delle lesioni e da qui la conseguente apertura di un procedimento penale per una serie di reati che vanno dalla resistenza a pubblico ufficiale, al tentativo di invasione della Loggia, alle lesioni aggravate nei confronti di pubblico ufficiale. La Procura nell’ambito del procedimento penale ha quindi deciso di eseguire una serie di perquisizioni nei confronti delle persone indagate avvenute alle sei di questa mattina.

Nel decreto di perquisione e sequestro della Procura si parla di ricerca di armi, oggetti atti ad offendere e documentazione informatica e cartacea. Colpiti dalla perquisizione un attivista della sinistra critica e collaboratore di Radio Onda d’Urto e quattro militanti maggiorenni del Kollettivo Studenti in Lotta. Tra gli indagati altri tre militanti minorenni del collettivo studentesco.

Sentiamo Sergio Pezzucchi avvocato dell’Associazione Diritti per Tutti

Per l’entità dell’episodio accaduto sotto il porticato della Loggia si tratta di una operazione di polizia pesante e sproporzionata: era dal 1979 che non avveniva un numero così alto di perquisizioni domiciliari contro studenti; è chiaro quindi che l’operazione rappresenta un tentativo di intimidazione nei confronti del Kollettivo studenti in lotta e di tutti gli studenti e le studentesse che in forma autorganizzata lottano nelle scuole e nelle piazze contro la crisi, i tagli all’istruzione e la privatizzazione-aziendalizzazione del sapere e che si ribellano alla logica dei sacrifici, propugnata oggi dal governo neoliberista di Monti. Indubbiamente si tratta anche di un’azione repressiva contro i soggetti che in questo periodo hanno animato le iniziative in difesa del csa Magazzino 47 e per gli spazi di libertà.

pc 4 gennaio - il quadro dei morti sul lavoro - padroni assassini, istituzioni complici

pc 4 gennaio - strage silenziosa da non lavoro

un suicidio al giorno tra i disoccupati italiani


la ricerca
Suicidi, il boom legato alla crisi
ogni giorno un caso fra i disoccupati
Il lato più tragico della recessione certificato dall'indagine di Eures
sulla prima ondata di licenziamenti e chiusure nel 2009. Tra chi ha perso il
lavoro il fenomeno è cresciuto del 40% in un anno, colpendo soprattutto la
popolazione maschile


ROMA - La prima ondata della crisi econoomica, col suo carico di effetti sul
lavoro, ha provocato un suicidio al giorno tra i disoccupati italiani. Il
dato tragico è certificato dall'indagine condotta da Eures, istituto di
ricerche economiche e sociali, e intitolata brutalmente "Il suicidio in
italia ai tempi della crisi.
Caratteristiche, evoluzioni e tendenze".

L'indagine ha preso in esame il 2009, l'anno in cui si sono dispiegate le
prime ripercussioni della crisi mondiale innnescata dal crac Lehman Brothers
nella seconda parte del 2008, con il massiccio ricorso alla cassa
integrazione, i fallimenti e la chiusura delle aziende più esposte. In
quell'anno, secondo la ricerca, in Italia ci sono stati 2.986 suicidi con un
aumento del 5,6% rispetto all'anno precedente (2.828 I casi nel 2008) che ha
invertito la dinamica decrescente dell'ultimo biennio.

L'incremento registrato ha riguardato sia la popolazione femminile (+1,6%,
con 643 casi rispetto ai 631 del 2008), sia soprattutto quella maschile
(+5,6%, passando da 2.197 a 2.343). Ciò che, secondo Eures, ha
caratterizzato il fenomeno nel 2009 è stata propria la sua forte
interdipendenza con la crisi economico-occupazionale. A dirlo sono i numeri:
sono stati infatti 357 i suicidi compiuti da disoccupati, con una crescita
del 37,3% rispetto ai 260 casi del 2008, nella gran parte dei casi compiuti
da persone espulse dal mercato del lavoro (272 in valori assoluti, pari al
76%, a fronte di 85 casi di persone in cerca di prima occupazione).

Un
ulteriore indicatore del rapporto diretto tra il boom del fenomeno e la
crisi è rappresentato dal numero dei suicidi per ragioni economiche (al di
là di quanto sia effettivamente possibile stabilire una lettura univoca del
"movente"), che raggiungono proprio nel 2009 il valore più alto degli ultimi
decenni (198 casi, con una crescita del 32% rispetto ai 150 casi del 2008 e
del 67,8% rispetto ai 118 casi del 2007).

Dal punto di vista sociale, invece, il suicidio si conferma un fenomeno
decisamente più diffuso tra le fasce della popolazione anziana, mentre sul
fronte della diffusione geografica oltre la metà dei casi sono registrati in
una regione del nord (1.600 casi nel 2009, pari al 53,6% del totale), a
fronte del 18,8% al centro (561 casi) e del 27,6% al sud (825 casi). Anche
in termini relativi il nord conferma i valori più alti, con 5,8 suicidi ogni
100 mila abitanti, a fronte dei 4,8 del centro e dei 4 del sud. Ma è proprio
il meridione a registrare nel 2009 la crescita più consistente del fenomeno,
con un incremento pari all'11%.

Nell'ultimo anno, invece, sono le cronache a segnalare un aumento dei
suicidi tra gli imprenditori. Dopo i casi registrati nel Nord Est, ieri è
stato un concessionario d'auto di Catania 1 a togliersi la vita davanti alla
prospettiva di dover licenziare dipendenti per salvaguardare l'azienda,
mentre oggi la procura di Trani ha aperto un'inchiesta per capire se dietro
il suicidio di un imprenditore, avvenuto il 30 dicembre, possa esservi la
pressione degli usurai per dei prestiti concessi per far fronte alla crisi
dell'azienda.
(03 gennaio 2012)

pc 4 gennaio - Partito Combattimento Rivoluzione... appunti sulla presentazione del libro su Lenin curato da Quadrelli

Riportiamo di seguito qualche appunto, essenzialmente dei nostri interventi alla presentazione del libro “Lenin, il pensiero strategico, il partito, il combattimento, la rivoluzione” curato da Emilio Quadrelli che agli inizi di dicembre è stata organizzata a Palermo dal circolo di proletari comunisti e dal Viklab occupato (che qualche giorno fa è stato purtroppo sgomberato dalla polizia).

Naturalmente questi appunti sono i nostri e possono non coincidere con quelli di chi ha partecipato; altri interventi in aggiunta o di aggiustamento potrebbero servire a mantenere aperto il dibattito.

Il libro che raccoglie una serie di scritti di Lenin è diviso in tre parti precedute da una introduzione generale e da una specifica introduzione per ognuna delle parti. Naturalmente il libro offre una miriade di spunti per importanti riflessioni per l’analisi e la lotta da condurre che non si possono esaurire in una serata...

La presentazione dell’iniziativa è stata fatta da un compagno del Laboratorio e da una compagna del circolo che si è soffermata sull’aspetto importante riportato dall’introduzione del libro che è il nesso pratica-teoria-pratica e sulla necessità posta dagli scritti sulle risposte organizzative prendendo ad esempio la rivolta della gioventù di Londra, e l’importanza della teoria in tutto questo.

Il compagno Quadrelli è intervenuto riprendendo l’introduzione generale del libro... soffermandosi su quella che lui chiama la controrivoluzione aperta che dura da 20 anni, e dicendo che questa, che si può considerare una sconfitta per i comunisti è madre di esperienza... perché comunque la storia non è finita come inutilmente provano a dire i borghesi con i loro intellettuali (Fukuyama su tutti) o che si inventano categorie stile “impero” come fa Negri... e infatti, allargando la visuale alla prospettiva internazionale si vede come le masse, in questo contesto generale, rispondono con la lotta; per esempio il 15 ottobre in Italia ha significato qualcosa, o appunto la rivolta di Londra, ma anche le rivolte nei paesi arabi che però mostrano il pericolo della mancata “organizzazione” che lascia spazio, per esempio ai Fratelli musulmani.
Questo “abbandono” da parte di organizzazioni di massa come sindacati e partiti “storici” affetti, non solo loro, da “eurocentrismo” lascia “che le masse si arrangino”. E ci troviamo davanti ad un ciclo di disordini e repressione infiniti. Le Organizzazioni di massa come quella sindacale vengono messe in discussione, in questo contesto ci si chiede se ha senso stare nella Cgil, stare nei sindacati di massa.

In altro punto dell’introduzione, Quadrelli parla della dimensione internazionale della politica, e in riferimento all’analisi leninista della Russia di allora come “anello debole” della catena imperialista (e qui si evidenzia come Lenin proceda costantemente per salti/rotture) e si chiede se oggi può essere considerata la Grecia l’anello debole. Lo scopriremo analizzando, strada facendo, dice, il fatto è che c’è una via internazionale da ricostruire.
Per tornare all’oggi, dice che in Italia è necessaria una analisi della composizione di classe, interrogarsi sulla Forza lavoro (nel suo aspetto anche di esclusione sociale), e sulla fine della centralità operaia, in questo senso la cosa principale rimane la rappresentanza che è da organizzare nuovamente e, infatti Londra, il 15 ottobre a Roma, le banlieues… o rappresentano il vecchio oppure qualcosa da analizzare di nuovo, così come serve una analisi sugli immigrati che storicamente manca. Ma nel nostro paese è necessaria una analisi per quanto riguarda gli italiani: com’è che di fronte a tutto questo e comunque alle ribellioni generali, non si trova la soluzione? E qui la necessità di una nuova analisi generale che non si trova però per esempio nel sito di Uninomade...
E poi ci sono quelli che si soffermano sull’"estetica della politica", che sono "innamorati" del fuoco, ma questa non è la risposta, dice Quadrelli.



Gli interventi del circolo di proletari comunisti si concentrano sull’importanza dell’aspetto internazionale (le contraddizioni inter-imperialistiche sono importanti da capire per combattere l’imperialismo in generale e quello di casa nostra, esempio la differenza tra la Libia e l’Irak, c’è stata convergenza/divergenza tra i vari paesi imperialisti); sempre su questo aspetto è importante l’analisi della composizione di classe internazionale che diventa di importanza strategica internazionale: facendo un parallelismo tra Russia di allora, dove l’accento viene messo sugli operai, ma alleati ai contadini poveri e medi, e la Cina di allora dove in presenza di una classe operaia quasi inesistente rispetto alla Russia, Mao ha puntato sul partito comunista della classe operaia vincendo, e oggi dove contro le stupidaggini del capitalismo cognitivo e lavoro cognitivo è cambiata la divisione internazionale del lavoro, la classe operaia è in ascesa quantitativa in Cina, India e Brasile e resta sempre cuore del sistema, mentre il lavoratore cognitivo italiano come l'ingegnere per esempio lavora per estrarre più plusvalore dall'operaio, vedi Marchionne, il sistema Tmc2 ed Ergouas)...
Altro aspetto riportato nel libro è quello della concettualizzazione del nemico, in questo senso risalta la necessità di combattere il riformismo, e il 15 ottobre per esempio ha prodotto una polarizzazione, mostrando in quel caso il “partito della conciliazione” che deve essere considerato nemico.

Il secondo intervento del Circolo valorizza il lavoro fatto per la realizzazione del libro dicendo che è certamente il risultato di uno sforzo, ma che non “assolve ad una funzione didattica” soltanto come si dice nella presentazione, ma fa parte di una battaglia e si inserisce nel contesto delle “riprese” di Marx, (quasi impossibile quella di Lenin come si dice anche nell’introduzione) e di Mao... “riprese” che la borghesia ripropone periodicamente soprattutto nei momenti di crisi (Marx) o per tentare di spiegarsi l’”innamoramento delle masse popolari” per Mao, come ha detto un intellettuale americano.
L’intervento si è concentrato in particolare su tre punti:
ripresa del concetto di “eurocentrismo” per dire che non si tratta tanto di una questione soggettiva, ma di una posizione di classe da analizzare in senso materialistico perché la sua fondatezza è l’imperialismo, ideologia dominante, che “costringe” a pensare in un certo modo, e per sfuggire a questa “costrizione” non basta il semplice riconoscimento di una situazione internazionale, compreso la novità della globalizzazione, ma che è necessario uno sforzo di internazionalismo concreto; un internazionalismo che va inserito nel contesto vivo e attuale della lotta in corso, e qui per forza, se non si vogliono chiudere gli occhi davanti alla realtà, si deve fare riferimento alle esperienze delle lotte sul piano internazionale e delle guerre popolari in India, Perù, Nepal, Filippine... insomma è necessario un internazionalismo praticato, noi per esempio in primavera saremo in Tunisia...
il grande valore della sconfitta: Lenin ha fatto dell’analisi delle varie sconfitte del movimento un punto di partenza per nuovi sviluppi e salti di qualità nell’azione e in questo senso possiamo dire che i rivoluzionari “vivono di sconfitte” e si preparano per cogliere il momento per l’offensiva finale;
necessità di partire, come dice Lenin, da ciò che c’è sul terreno qui ed ora, le masse popolari che sono presenti e attive, senza la necessità di inventarsi alcun “soggetto rivoluzionario”. E qui ci sono stati alcuni richiami alla scienza della classe, ad Engels (Anthiduring) e ai classici che hanno analizzato la “società capitalistica”, così la definiscono oramai tutti e ciò ha un significato preciso, non abbiamo cambiato sistema sociale, da qui la critica al capitalismo cognitivo, nel senso che non abbiamo bisogno di inventarci nuove categorie (per esempio rispetto al soggetto rivoluzionario), dato che anche i padroni, specialmente in periodo di crisi, parlano più chiaramente e apertamente (parlano di capitalismo e profitti, vedi Marchionne, e attaccano gli operai fin nei secondi della loro vita) chiamando le cose con il loro nome; anche noi dobbiamo chiamare le cose con il loro nome e usare la scienza contro l’attacco dei padroni che hanno mille risorse soprattutto nei paesi imperialisti usando alla grande, per esempio, gli ammortizzatori sociali pensando anche alla possibilità di introdurre il salario minimo garantito; e alla loro organizzazione bisogna contrapporre l’organizzazione capace di strappare il potere politico alla borghesia; a questo serve la costruzione del partito in un paese imperialista, cosa difficile ma necessaria.

E a proposito di partito torna Lenin e il leninismo: ma chi continua ad usare questi termini oggi?
Marxisti: quelli che si definiscono tali sono quasi sempre passati dall'altra parte della barricata;
Marxisti Leninisti: quelli che si definiscono così, diciamo, per essere buoni, che sono perlomeno “imbalsamati”;
Marxisti Leninisti Maoisti: quelli che si definiscono tali in generale sono gli unici che fanno vivere il nome di Lenin applicandone quei principi e insegnamenti che vengono riportati nel libro, portando avanti la guerra popolare o preparandola o facendone il proprio punto di riferimento.

E infine il compagno ha ripreso alcuni riferimenti di Quadrelli all’ “estetica della politica” e ai “fuochi”, dicendo che anche l’“estetica” è utile e i “fuochi” servono e soprattutto nei paesi imperialisti dove il peso del riformismo è schiacciante e c’è una “pace sociale” imposta... il fuoco serve spesso a risvegliare le coscienze, d’altronde nella mitologia è un dio, Prometeo, che lottando contro il dio più potente di tutti, dona il fuoco agli uomini...

Quadrelli interviene e conclude riprendendo una cosa sulla quale non era d'accordo: nell'intervento del compagno del circolo si parlava degli ammortizzatori sociali (e l’introduzione del salario minimo garantito) come arma della borghesia, dicendo di avere forti dubbi che in questa congiuntura lo Stato realmente abbia la possibilità di utilizzare gli ammortizzatori sociali, come il salario minimo garantito, per prevenire rivolte.

La serata è stata considerata positiva da tutti i partecipanti, nonostante all’inizio ci fosse qualche problema audio che non ha permesso di seguire al meglio soprattutto l’introduzione di Quadrelli, il quale ha affermato che nella presentazione fatta a Roma il numero dei partecipanti era più o meno lo stesso, mentre in altre città ci sono state meno presenze. Utilissimo il dibattito che è necessario continui…