martedì 6 settembre 2016

pc 6 settembre - La voce dei prigionieri proletari - la solidarietà del Soccorso rosso proletario

Lettera dal carcere di Opera
 
Ciao,
di operatori in questa sezione ce ne sono quattro, ma sono qui solo per guidarci nel progetto, per tutto il resto non hanno voce in capitolo; però c’è da dire che per tutte le nostre lamentele loro ci sono e fanno da portavoce, purtroppo inutilmente.
Il ragazzo marocchino, salvato da uno di noi dalla morte, dopo il suo gesto estremo è stato portato in isolamento a cella liscia, senza tv, lenzuola e tutto il resto, praticamente 41bis. Il paradosso è che dopo il suo gesto hanno iniziato a dargli le giuste cure per il suo dolore ai testicoli ed ora sta bene. Mi domando, uno che sta male per essere curato deve arrivare a tanto? Boh. Secondo le guardie, soprattutto i loro capi, è tutta simulazione. Ma, mi domando, se non gli veniva tolto il cappio dal ragazzo che l’ha trovato impiccato, sarebbe morto: chi morirebbe per una simulazione? Non c’è dubbio che il suo male, dolore è stato trascurato da medici e guardie, come spesso accade qui. Al ragazzo che l’ha salvato non hanno detto parola, però quando c’è da fare rapporti e buttare i detenuti in isolamento lo fanno subito.
Dei ragazzi che hanno subito punizioni per la raccolta di firme su richieste di mettere fine a tante schifoserie, ti posso dire che stanno tutti bene e che sono in sezione, alcuni devono ancora pagare il periodo di isolamento. Si vedrà.
Passare l’estate qui a Milano so che non è bello, da libero è capitato anche a me, comunque grazie a questo sporco sistema retto da indegni politici mangia soldi, tante persone si trovano in una situazione di disagio senza lavoro e soldi. Ti giuro darei fuoco alla Camera e al Senato, puzzano tutti di marcio, ma in galera non ci finiscono mai, a differenza dei poveri disgraziati come me che, per far mangiare i propri figli vanno a fare reati.

Saluta tutti/e i/le compagni/e sempre a pugno chiuso e a testa alta.
Settembre 2016

pc 6 settembre - Amatrice-Accumoli-Arquata, in un attimo il trionfo dell'ipocrisia - un utile intervento

E' come se fossimo privati di una facoltà che sembrava inalienabile, la più certa la più sicura di tutte: la capacità di scambiare esperienze.
Si era notato dopo la prima guerra mondiale ciò che si era riversato in una fiumana di libri tutto veniva concepito come frammentato pieno di buchi neri di vuoti di memoria.
Ed in tal senso venuto meno la veridicità del racconto possiamo dire che non esistono fatti ma solo interpretazioni.
E' valso per L'Aquila vale per Amatrice, Accumoli, Arquata del Tronto.
Un fiume di parole di immagini di macerie tutte ad uso e consumo di un popolo distratto per un intero anno ma poi come si vuole in questi casi: "italiani brava gente, italiani campioni di generosità".
Se quotidianamente si continua a cementificare, ad aggredire l'ambiente, e continuamente  immersi nelle illegalità di regime ciò non toglie il fatto che rappresentiamo da sempre uno dei popoli più perbenisti e opportunisti.
Nelle scuole per un periodo più o meno lungo dovremmo sostituire la lettura dei "Promessi Sposi" con il "Gattopardo" di Tommaso di Lampedusa.
Tutto cambi affinché tutto rimanga come prima.
Così nella mortificante quotidianità tutto può essere facilmente superato dagli

pc 6 settembre - Sulla campagna "pagine contro la tortura", un contributo da un prigioniero comunista

26/08/2016

Ciao
Ho ricevuto ieri il tuo piego di libri. La corrispondenza sembra non accennare a diminuire e in moltissimi mi scrivete con regolarità. E’ davvero una bella sensazione quella che mi fate provare. Mi sento vivo e attraverso lo scambio di punti di vista e non, nutro la mia mente, che altrimenti sarebbe atrofizzata da questo sistema infame.
Come mio solito i libri li faccio girare in sezione e un ragazzo l’ha voluto leggere appena visto nella mia libreria. In molti in sezione la consultano e molti mi spediscono testi di varia natura.
La campagna portata avanti contro il 41 bis per denunciare le torture abominevoli è importantissima e sono certo porterà i suoi frutti.
Il giorno dopo l’iniziativa già il messaggio era arrivato e Migliore (sottosegretario alla giustizia mi sembra) aveva detto che andava rivisto il 41 bis. Logicamente non dobbiamo rincorrere la politica per ottenere risultati, però è innegabile che qualcosa si sia mosso.
Dell’iniziativa all’Aquila ho letto resoconti e sentito gente presente. Effettivamente eravate/mo in pochi, però il comunicato del MFPR scrive bene: è solo l’inizio. A mio avviso non si deve dargli un taglio troppo schierato o estremista, ma coinvolgere a 360° tutti i nemici del carcere, compresi quelli più tranquilli e agire a più piani: uno di piazza (web compreso) e uno più istituzionale. Sul secondo il lavoro andrebbe consegnato ad avvocati e gente che sa come muoversi in quel campo. Si deve arrivare a Strasburgo e far condannare l’Italia. Se li colpisci nel portafoglio e gli getti addosso l’infamia del loro agire, allora sì che si sentiranno all’angolo.
Per il resto che dirti? Qui solita vita e solita merda. Da due giorni dormiamo con le celle aperte dato il terremoto e l’altra notte ho avuto la sensazione del topo… una scena surreale, difficile da spiegare. Ci hanno aperto solo dopo la seconda botta…

pc 6 settembre - TENTATIVO DI AGGRESSIONE AL CORTEO DEI LAVORATORI ALL'ITALTRANS DI CALCINATE


Dirigenti, capi capetti, vigilanza sono usciti tentando di picchiare i lavoratori in corteo che si sono ben difesi.
La manifestazione va avanti nonostante i cori minacciosi.
Solo ieri i carabinieri erano entrati nel magazzino Italtrans per un altro tentativo di aggressione da parte di un dirigente ad un nostro iscritto

Per lo slai Cobas sc di Bergamo
S. Lamera 3355244902
S. Caprini 3407226074

pc 6 settembre - Arresti e perquisizioni "antiterrorismo" in diverse città italiane - controinformazione e solidarietà

Operazione della polizia contro gli anarchici: 7 arresti a Torino, nel Lazio e a Pescara

Operazione della polizia contro gli anarchici:  7 arresti a Torino, nel Lazio e a Pescara

L'inchiesta partita dalle bombe nei cassonetti nel quartiere Crocetta di Torino. Perquisizioni in tutta Italia

TORINO - La base era a Torino ma le diramazioni sono arrivate in tutta Italia. Sette anarchici del Fai, la Federazione anarchica informale (differente dalla Fai), sono stati arrestati, altri 8 indagati.

pc 6 settembre - Un osceno bando del Ministero della Giustizia pubblicato dalla stampa ad Alessandria

Quattro milioni di euro per prevenire terrorismo ed estremismo violento

Il bando, che scade a novembre, mira a sostenere progetti nazionali e transnazionali che attuino le azioni incluse nell'agenda europea sulla sicurezza, adottata ad aprile 2015

ECONOMIA E LAVORO - Il bando mira a sostenere progetti nazionali e transnazionali che attuino le azioni incluse nell'agenda europea sulla sicurezza, adottata ad aprile 2015, relativamente alla risposta della giustizia penale per prevenire la radicalizzazione che conduce al terrorismo e all'estremismo violento.

Azioni finanziabili

Priorità 

1. Deradicalizzazione/distacco/programmi di riabilitazione nelle carceri. I progetti devono essere mirati a prevenire la radicalizzazione violenta e il reclutamento dei terroristi. Le azioni proposte dovrebbero idealmente costruire o replicare i programmi e modelli di successo già esistenti per questo scopo pur se adattati alle circostanze nazionali o locali e alle esigenze degli individui coinvolti. I progetti potrebbero includere (ma non esclusivamente) uno o una combinazione dei seguenti elementi:
• lo sviluppo di strumenti di valutazione del rischio per individuare i primi segnali di radicalizzazione

pc 6 settembre - Libro per il 50° anniversario della Grande rivoluzione culturale proletaria in Cina

La redazione di proletari comunisti ha realizzato un libro sulla Rivoluzione culturale in Cina - edito da 'La città del sole'.
Si tratta di un libro ricco e snello nel suo insieme - di materiali diretti della Grcp, utile per conoscere l'essenziale e per

dibattere liberamente i temi di questo grande evento.
Ne promuoviamo la vendita - ma soprattutto proponiamo a tutti gli interessati di realizzare, nell'arco dei prossimi mesi a partire da ottobre, delle presentazioni pubbliche con dibattito, video e altre forme creative di evento.
La redazione è disponibile a partecipare  purchè preavvisata e tenendo conto della necessità di fare un calendario nazionale

per richieste-informazioni: 
pcro.red@gmail.com - 
3471102638


pc 6 settembre - Nuova manifestazione in Francia per il prigioniero rivoluzionario libanese Georges I.Abdallah - massima informazione e solidarietà

MANIFESTATION A LA FÊTE DE L’HUMANITE

SAMEDI 10 SEPTEMBRE 2016

             Georges Abdallah, militant communiste arabe, combattant pour la lutte de libération nationale de la Palestine, est incarcéré dans les geôles de l’État français depuis plus de 31 ans. Condamné à perpétuité pour complicité dans des actes de résistance revendiqués par les Fractions armées révolutionnaires libanaises, alors que son pays le Liban, était envahi par les troupes sionistes, il est libérable depuis 1999. Malgré deux libérations prononcées par le tribunal d’application des peines, Georges Abdallah est maintenu en prison en France, sur injonction du gouvernement étatsunien.

             Aujourd’hui, la violence et la répression de l’État français ne cessent de se renforcer, se militarisant même sous couvert de l'état d’urgence : perquisitions à toute heure, assignations à résidence, répression préventive, interdictions de manifester, arrestations, gardes à vue, procès, amplification des violences policières, utilisation immédiate et sans contrôle du droit à tuer donné aux forces de répression, contrôles au faciès institutionnalisés et généralisés. Ce harcèlement et cette répression sont dirigés contre la jeunesse des quartiers populaires, contre les militants politiques et syndicaux. Face à un tel État répressif et liberticide, il est juste et légitime de se révolter. C’est sur ce terreau de résistance et luttes que s’inscrit légitimement notre solidarité au combat de Georges Abdallah, un combat de toute une vie, contre l’impérialisme et pour une Palestine libre.

             Que tous ceux et celles qui sont du côté des peuples en lutte, du côté de la résistance palestinienne, qui combattent le capitalisme, l’impérialisme, le sionisme, le colonialisme, se joignent à nous, en participant notamment à la semaine d’action internationale prévue du 15 au 22 octobre 2016 et en manifestant devant la prison de Lannemezan le 22 octobre 2016 à 14h pour réaffirmer l’exigence de la libération de Georges Abdallah.

Rendez-vous au stand du Parti Communiste Libanais à 14h
Village du monde dans la fête de l’Huma

Campagne unitaire pour la libération de Georges Ibrahim Abdallah
campagne.unitaire.gabdallah@gmail.com

lunedì 5 settembre 2016

pc 5 settembre - TERREMOTO - DA UNA LETTERA DA L'AQUILA

"...Quello che si capisce qui è che la scuola di Amatrice doveva essere antisismica e servire al ricovero della popolazione in caso di terremoto, che i ponti dovevano essere ristrutturati, che l’ospedale e il municipio dovevano essere messi in sicurezza, che i soldi c’erano ma sono stati spesi male, che il sindaco di Amatrice li ha “deviati” dal municipio alla scuola alberghiera (che infatti non è crollata), che i fondi per l’edilizia scolastica sono stati sacrificati per l’ospedale, che l’ospedale è stato sacrificato per ripianare i debiti della regione Lazio, ecc., ma che, da adesso in poi, tutto cambierà con il governo Renzi e i suoi solerti ministri delle infrastrutture, trasporti, scuola, sanità ecc., che i soldi ci sono e che per questo Renzi, Del Rio e sciacalli vari, dal più grande al più piccolo (vedi vari imprenditori e costruttori aquilani che si sono precipitati nella zona per portare “solidarietà” ai terremotati), hanno piena legittimità a calpestare, sotto i riflettori di tutto il mondo, l’intimità, l’umanità e il dolore di quella terra bellissima!

Quello che non si dice è che i soldi per la sicurezza nelle scuole, nelle case, negli ospedali e per strada NON CI SONO perché servono per finanziare le guerre imperialiste, per devastare i territori (TAV, TRIV, Snam ecc.), per arricchire ancora di più i ricchi e opprimere/sopprimere sempre di più i poveri.
Davanti alle affermazioni di Vespa e di Del Rio - il terremoto come volano dell’economia e la ripresa dell’occupazione - non c’è nulla di cui stupirsi quindi!
Quello che non si dice, ma che è assodato dalla comunità scientifica, è che l’estrazione degli idrocarburi con la tecnica del fracking (quella economicamente più conveniente) è direttamente correlata all’intensità e frequenza dei terremoti. E qui il gran culo di questo governo, che ha attivamente boicottato il referendum No Triv alla vigilia di questa botta, per regalare altri profitti agli amici petrolieri!
Quello che non si dice è che l’Abruzzo, il centro Italia in particolare e tutta la dorsale appenninica in generale sono zone ad alto rischio sismico e andrebbero messe in sicurezza invece di finanziare con soldi pubblici una pericolosissima grande opera di interesse privato come la “Rete Adriatica” della Snam.
Ma il “furbetto” Renzi, che con i suoi ministri si riempie ora la bocca di prevenzione e rispetto dei cittadini, cosa ha fatto sinora della scuola se non terra bruciata a beneficio dei manager? E del tubo della Snam ne vogliamo parlare ora o alla prossima botta nella faglia più grande d’Italia, quella sotto il monte Morrone?
Leggevo pochi giorni fa un’intervista del geologo Moretti, che metteva in guardia sulle conseguenze devastanti della riattivazione della faglia più lunga d’Italia, inattiva da 1900 anni. Diceva più o meno che la faglia era carica perché inattiva da troppo tempo e che l’intensità delle scosse è direttamente proporzionale alla grandezza della faglia. Ergo, la riattivazione della faglia sotto il Morrone potrebbe provocare scosse anche di 6.5 a Sulmona, proprio dove la Snam, con il sostegno del governo e i soldi nostri, vorrebbe localizzare la centrale di decompressione del gasdotto, per vendere indisturbata il gas ad altri paesi europei, passando per tutti i territori a zona sismica 1 e 2.

Ma di quale prevenzione vogliamo parlare, qui c’è da fare la rivoluzione, il gasdotto deve scoppiare in mano a loro e non in culo alle popolazioni!"

Luigia - L'Aquila

pc 5 settembre - SULL'ACCORDO CONFINDUSTRIA E CGIL, CISL, UIL "PROPOSTE PER LE POLITICHE DEL LAVORO". Pubblichiamo stralci di un intervento

(di Federico Giusti (RSU indipendenti di Pisa)


"...Dopo la firma dell'intesa contrattuale sulla igiene ambientale (aumento dell'orario di lavoro di due ore a settimane, aumenti irrisori e disponibilità alla ulteriore contrazione del diritto di sciopero), dopo la disponibilità offerta dai sindacati al Governo per proseguire sulla strada intrapresa con il testo unico sulla rappresentanza (minore democrazia e agibilità sindacale), arrivano ulteriori e preoccupanti scenari sugli ammortizzatori sociali con questo accordo partorito nei mesi estivi che ha dato vita ad una proposta congiunta sindacati Confindustria.
In questo modo si prende atto della mancata crescita economica, degli effetti reali del jobs act (diminuiti i finanziamenti calano vistosamente anche i nuovi contratti a tutele crescenti).
Confindustria ha bisogno di tempo e di strumenti per fronteggiare la crisi delle proprie aziende, i sindacati sono sommersi da richieste di ammortizzatori sociali con decine di aziende che stanno chiudendo i battenti o delocalizzano la produzione.
Il compromesso sociale tra padroni e sindacati cerca una intesa con il Governo e augurandosi che l'Ue accordi maggiore flessibilità sul debito in rapporto al pil, provano a indirizzare parte dei fondi verso strumenti parziali che vanno a correggere le varie controriforme sugli ammortizzatori sociali.
La merce di scambio è la moderazione salariale, lo svuotamento dei contratti nazionali, accordi contrattuali al ribasso e il potenziamento di enti bilaterali, previdenza e sanità privata...

La riforma degli ammortizzatori va inquadrata in un contesto nuovo che va dalla riforma del welfare a quella della contrattazione, alla ricerca di un modello di relazioni sindacali all'insegna della collaborazione e non del conflitto
Valorizzare la contrattazione non significa per Confindustria rafforzare le materie oggetto di contrattazione e il potere decisionale dei lavoratori e del sindacato, significa piuttosto condividere alcuni processi che vanno dal progressivo smantellamento degli accordi di primo livello ad una dinamica salariale al ribasso con aumenti non in busta paga ma travestiti da previdenza e sanità integrativa
Gli ammortizzatori sociali sono inadeguati, durano poco tempo e interessano una platea ridotta, cosi' come sono non servono neppure alle aziende, questa è la verità che si cela dietro a una ripresa economica inesistente e all'aumento della richiesta di cassa integrazione.
Quale potrà essere allora la riforma degli ammortizzatori che metterà d'accordo cgil cisl uil e Confindustria?
Basta leggere la proposta per farsene una idea
Intanto si cercano ammortizzatori con una durata pur sempre limitata nel tempo ma con maggiore flessibilità rispetto alle regole attuali, si pensa anche alla Cigs in aziende alle prese con esuberi. Il sindacato si trasformerà in una sorta di agenzia di ricollocamento?...

Durante il periodo di cassa integrazione straordinaria saranno utilizzati i lavoratori dentro percorsi di ricollocazione, il cosiddetto «piano operativo di ricollocazione» con una sorta di offerta conciliativa un po' come prevedono le tutele crescenti del jobs act
Evitare insomma il conflitto, anticipare i percorsi di formazione e riqualificazione del lavoratore in cassa per procedere a una rapida sua ricollocazione, accaparrarsi un nuovo business, quello della formazione, studiare soluzioni alternative alla indennità di mobilità soppressa...

Ci aspettiamo anche percorsi finalizzati a un accordo economico preventivo con i lavoratori da mettere a casa, una sorta di incentivo per sfoltire gli organici, ovviamente con la mediazione indispensabile del sindacato e la benevolenza del Governo che sarà chiamato a fare la sua piccola parte...

Ma questi lavoratori in esubero dove saranno concretamente ricollocati? Basta una formazione quando il mercato del lavoro è asfittico?
La soppressione delle Province e delle politiche attive di indirizzo e formazione in materia di lavoro a cosa è servito? A trasferire ai soggetti privati queste competenze, anzi a enti e percorsi cogestiti da padroni e sindacati, tutti insieme appassionatamente schierati a favore delle privatizzazioni
Attenzione che nella proposta sindacati e confindustria non sono previsti oneri aggiuntivi per le imprese (quando mai...) ma solo la possibilità di rivedere gli ammortizzatori sociali aumentandone la durata e la platea con piani di rinserimento coatti definiti piani operativi di ricollocazione
La speranza sindacale, di cgil cisl uil, è quella di allungare un poco il brodo degli ammortizzatori ma lasciando campo libero a una gestione dei lavoratori da parte di enti bilaterali, fondi previdenziali dentro i quali siedono con le parti datoriali; quanto poi al contributo di mobilità (lo 0,30%), cesserà definitivamente dal 2017 ma invece di rivedere questa insana decisione del Governo si pensa di coinvolgere i fondi interprofessionali (che tanto si pagano in parte i lavoratori con i mancati aumenti contrattuali o con l'assenza di un reddito minimo), per raggiungere quel contributo da destinare alla formazione o all’integrazione dell’assegno di ricollocazione o della Naspi
Insomma non esiste alcuna volontà di rivedere le politiche passive del lavoro ma di renderle solo funzionali ai processi di ristrutturazione capitalista con il sindacato che archivia definitivamente ogni interesse di classe (smarrito da lustri) per assumere il comodo ruolo di cogestore delle politiche sociali.

pc 5 settembre - De Magistris Napoli chiede più polizia e carabinieri - niente da dire da parte dei suoi sostenitori?



pc 5 settembre - Sicilia. Appello per una manifestazione nazionale NoMuos il 2 ottobre

Verso un autunno caldo contro la guerra e la basi Usa-Nato

Per la smilitarizzazione della Sughereta e della Sicilia
La Sicilia è stata nel corso degli ultimi anni sempre più militarizzata: Sigonella, il Muos, i droni, i depositi di armi, le basi di Birgi (Tp) ed Augusta (Sr), i radar di Lampedusa l’hanno trasformata in un arsenale di guerra a cielo aperto. Allo stesso modo l’apertura dei CIE, degli Hotspot e del Cara di Mineo insieme alla crescente militarizzazione dei porti, delle coste e del Mediterraneo in seguito alla presenza di Frontex a Catania ed all’operazione EunavforMed, l’hanno resa il più grande lager d’Europa.
Il recente dissequestro del Muos, in continuità con una riverificazione farsa del CGA è un’ulteriore provocazione contro il diritto alla salute ed il ripudio della guerra, visto che è stato costruito illegittimamente ed abusivamente, in violazione del Regolamento del Riserva della Sughereta (Sito

pc 5 settembre - Turchia 2 - denunciare, isolare e attaccare in tutte le forme il regime fascista e sanguinario turco di Erdogan - TKP/ML-TIKKO

Azione dei  militanti del TKP/ML contro gli agenti e collaborazionisti a Gazitkp-ml-tikko-gençlik

Pubblicato 28 Agosto 2016 da alinkad Alahmar al Arabi

Militanti del TKP/ML-TIKKO hanno marciato nel quartiere Gazi di Istanbul e appeso un cartello per avvertire agenti sotto copertura e collaborazionisti che dovranno rendere conto delle loro azioni.

Secondo le informazioni che abbiamo ricevuto il 16 agosto, militanti armati hanno marciato e appeso un cartello per minacciare gli agenti dello stato e i collaborazionisti nel quartiere di Gazi. Successivamente hanno fatto il seguente appello: "lavoratori, operai, donne, giovani, organizziamoci nel nostro partito, il TKP/ML e rafforziamo la guerra nelle file del nostro esercito guerrillero Tikko!"
Rafforziamo la lotta
Nella dichiarazione, gli attivisti hanno ricordato l’azione recente contro l’agente collaborazionista della polizia Erkan Dogan responsabile diretto della morte di due combattenti Tikko (Esercito operaio e contadino di liberazione della Turchia), legato al TKP/ML (Partito comunista di Turchia/marxista leninista) a Dersim.
Hanno continuato con l’avvertimento: "Come militanti del TKP/ML dichiariamo ancora una volta che chiederemo conto a tutti gli infiltrati e gli agenti dello stato fascista della Turchia", concludendo con un invito a rafforzare la lotta: "lavoratori, operai, donne, giovani, organizziamoci nel nostro partito TKP/ML e rafforziamo la guerra nelle file del nostro esercito guerrillero Tikko!"


pc 5 settembre - Turchia 1 - denunciare, isolare e attaccare in tutte le forme il regime fascista e sanguinario turco di Erdogan, sostenuto dall'imperialismo USA, Russo, Europeo, Italiano - Solidarizzare e sostenere le forze rivoluzionarie e comuniste turche e kurde che lo combattono!

MLKP – Dichiarazione Comitato Centrale

Il palazzo prepara un potere sanguinario. Non c’è altra via all’infuori dell’autodifesa


La giunta dichiaratasi “Consiglio di pace nel Paese” ha compiuto il 15 luglio un tentato golpe. Lo scontro armato è sorto fra forze legate a militari golpisti e le due forze di polizia, collegate al palazzo, e sostenute dai Mops, civili islamici e razzisti (aiutanti della polizia). Un centinaio di persone ha perso la vita e i feriti sono cento. Il primo obiettivo dei golpisti consisteva nel prendersi il potere in mano ad AKP con la forza delle armi. Se la giunta della “pace nel Paese” fosse riuscita nell’intento, indubbiamente avrebbe assunto il ruolo di giunta fascista di palazzo contro i nostri popoli, i lavoratori e gli oppressi. Il tentativo della giunta razzistico-militare ha svelato la crisi della classe dirigente, la sua incapacità di dirigere, che la crisi continua a crescere, che le lacerazioni fra le frazioni nelle file della dittatura fascista si approfondiscono a livello di resa dei conti armata. Il 15 luglio, la dittatura fascista e l’ordinamento statale sono precipitati in un caos vero e proprio. La frattura verticale e le

domenica 4 settembre 2016

pc 4 settembre - 150 milioni di operai in sciopero in India contro il governo antioperaio, antipopolare, e della repressione e guerra contro il popolo - 18 settembre - riunione per rilanciare in Italia il Comitato India - info: csgpindia@gmail.com

Milioni di lavoratori indiani scioperano per salari migliori
 3 settembre 2016
MIGLIAIA DI BANCHE STATALI, UFFICI PUBBLICI E FABBRICHE CHIUSI A CAUSA DELLE MANIFESTAZIONI DEI LAVORATORI CONTRO LE POLITICHE ECONOMICHE DI MODI
Decine di milioni di lavoratori del settore pubblico sono entrati in sciopero per l’intera giornata in tutta l'India, per protestare contro le politiche economiche del primo ministro Narendra Modi, in particolare contro i suoi piani di ulteriori e più massicce privatizzazioni.f03af1c35b394b38a94d783603b93cf3_18
Migliaia di banche statali, uffici governativi e fabbriche sono state chiuse venerdì e il trasporto pubblico è stato interrotto, per lo sciopero indetto da 10 sindacati.
"Questo sciopero è contro il governo centrale, questo sciopero è per la causa dei lavoratori", ha detto Ramen Pandey, del National Trade Union Congress.
"Il nostro sciopero sarà un successo al 100 per cento ... proveremo che questo sciopero è il più grande mai visto al mondo."
I funzionari sindacali hanno detto che circa 180 milioni di lavoratori, tra dipendenti statali bancari, insegnanti, lavoratori delle poste, minatori e operai edili, hanno partecipato, ma non è stato possibile verificare la cifra in modo indipendente.
Lo sciopero è stato proclamato dopo che i colloqui con il ministro delle Finanze Arun Jaitley si sono interrotti, con i leader sindacali che hanno rigettato la sua offerta di aumentare il salario minimo per i lavoratori non qualificati da 6.396 rupie ($ 96) al mese a 9.100 rupie ($ 136).
I lavoratori chiedono che il governo riveda i piani di chiusura delle fabbriche improduttive, di raccolta di investimenti stranieri in alcuni settori e di svendita delle partecipazioni in società gestite dallo stato - nel timore che la strisciante privatizzazione possa mettere a repentaglio i posti di lavoro.
I sindacati hanno detto che il governo dovrebbe garantire sia la sicurezza sociale che l'assistenza sanitaria per tutti, e dovrebbe alzare il salario minimo fino a raddoppiare quello che sta offrendo al fine di tenere il passo con l'inflazione.
I media indiani hanno detto che i trasporti e i servizi essenziali come elettricità e acqua non sono stati colpiti nelle grandi città come New Delhi e Mumbai. Le banche private e scuole e collegi erano aperti.
Secondo l’emittente NDTV, lo sciopero ha avuto il suo maggiore impatto negli stati meridionali del Karnataka e Kerala, governati dall'Indian National Congress e dal  Fronte democratico di sinistra che sono all’opposizione.
La vita quotidiana è stata colpita anche nello stato orientale del Bihar, dove negozi e uffici commerciali sono stati chiusi ed i servizi ferroviari e stradali sono stati interrotti da attivisti sindacali.
Più di 20 manifestanti sono stati arrestati dopo aver danneggiato due autobus del governo nel Bengala occidentale, come ha riferito l’alto funzionario di polizia Anuj Sharma all'agenzia di stampa AFP.
Il governo del Bharatiya Janata Party guidato dal primo ministro Narendra Modi ha ottenuto una vittoria schiacciante nelle elezioni generali del maggio 2014, promettendo riforme di agevolazioni finanziarie per rilanciare l'economia.
Secondo l'ultimo bilancio, il governo si propone di raccogliere circa $ 8,3 miliardi attraverso la privatizzazione nel 2016-17 e chiudere alcune aziende statali, dopo che le perdite hanno superato i 4 miliardi di $ nel corso dell'ultimo anno.
Lo sciopero coordinato è uno dei più grandi mai organizzati in India, forse nel mondo. I sindacati non hanno tenuto conto dei loro differenti riferimenti politici e hanno chiuso settori chiave dell'economia indiana contro il governo Modi filo-padronale e antioperaio.StrikeWorkerIndia





pc 4 settembre - L'ITALIA IN PRIMA FILA NELL'ATTREZZARSI MEGLIO ALLA GUERRA - PROFITTI PER LE INDUSTRIE

(Da Sole 24 Ore)
"Federica Mogherini, Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza Ue, ha presentato ai ministri degli esteri dei 28, riuniti a Bratislava, un piano per accelerare sulla difesa comune europea. Tra i punti-chiave, un quartier generale operativo permanente e la condivisione di uomini e mezzi. 

Sulla scia dell’instabilità mediorientale e degli attentati islamisti, l’idea di una cooperazione rafforzata nella difesa e nella sicurezza è tornata improvvisamente in auge... A contribuire al rilancio di questa idea è la scelta del Regno Unito di lasciare l’Unione. Finora Londra ha frenato qualsiasi integrazione in questo campo...
l’obiettivo dei Paesi membri deve essere di «rafforzare» le capacità militari e civili europee; di «massimizzare la cooperazione nella difesa"... Nei fatti, il tentativo è di dare all’Unione europea «un’autonomia strategica» per far fronte alle sfide della sicurezza..."

LA RISPOSTA ALLA BREXIT E' PIU' MILITARIZZAZIONE 
"...L’idea di cooperazioni rafforzate nel campo della difesa, che l’industria vedrà con favore, è stata cavalcata in passato, ma senza successo. Nel 2011 fu fatta propria dal Triangolo di Weimar - Francia, Germania e Polonia -, ma allora la Gran Bretagna si oppose. «Ai tempi, si voleva preservare l’unità. Con la volontà del Regno Unito di uscire dall’Unione, gli equilibri sono cambiati. È aumentato il margine di manovra», afferma un funzionario comunitario, spiegando in questo modo l’accelerazione in questo ambito.
Da tempo, l’Unione ha a sua disposizione dei gruppi d’intervento. Esistono sulla carta, e nelle esercitazioni, ma non sono mai stati usati, per problemi di finanziamento e per l’opposizione della Gran Bretagna, sempre preoccupata dal duplicare la Nato o dal perdere autonomia decisionale in questo delicato campo. Vi è spazio oggi per essere più ambiziosi: «La reazione dei ministri è stata molto positiva. Soprattutto di Parigi e Berlino», nota un altro esponente comunitario.

PIU' PROFITTI PER LE INDUSTRIE DELLA GUERRA
In un primo tempo, la cooperazione rafforzata potrebbe tradursi in una maggiore collaborazione nell’acquisto e nella gestione di equipaggiamento. Non si tratta di creare un esercito europeo, ma di condividere forze e mezzi. Nella sua presentazione, la signora Mogherini ha parlato anche dell’ipotesi di cambiare le strutture istituzionali, riferendosi alla nascita di un quartier generale operativo, permanente e non ad hoc per specifiche missioni...

pc 4 settembre - NON E' POSSIBILE LOTTARE CONTRO LA TURCHIA DI ERDOGAN SENZA LOTTARE CONTRO I NOSTRI IMPERIALISTI

Mentre Erdogan sta facendo una sporchissima guerra contro i curdi, sta ammazzando, torturando, migliaia di combattenti dello Stato fascista turco e l'Isis, sta uccidendo centinaia di civili, come sta incarcerando ogni minimo oppositore democratico e sta espellendo a migliaia dai posti di lavoro chiunque non sia in linea; mentre sta violando, rivendicandolo apertamente, tutti i diritti umani, convenzioni internazionali, ecc., a Bratislava, nel Vertice dei Ministri degli Esteri dei ventotto, svoltosi il 2 e 3 settembre, i ministri della Ue sono stati impegnati a "rasserenare il clima con la Turchia".
L'obiettivo, come scrive lo stesso giornale padronale 'Sole 24 Ore' è "salvaguardare l'accordo firmato tra Bruxelles ed Ankara per meglio gestire (leggi per impedire che i migranti arrivino in Europa - ndr) i flussi migratori da Est"; altro obiettivo, nella contesa interimperialista mondiale, è mettere delle zeppe nel nuovo rapporto della Turchia con la Russia, rispetto a cui c'è il "timore di assistere ad una lenta deriva della Turchia, importante paese membro dell'Alleanza Atlantica, verso la Russia dopo che Erdogan ha voluto allacciare i fili con Vladimir Putin" (Da Sole 24 Ore).

Questa "normalizzazione del rapporto", "questo "nuovo tono del dialogo bilaterale" val bene massacri, assassini, torture, cancellazione con la violenza di ogni voce democratica o di semplice informazione, ecc - questa feroce repressione, dittatura sanguinaria, diventano al massimo fonte di "critiche... nervosismi", o più esattamente: fastidi nelle relazioni con la Turchia fascista.

E qualcuno nel Vertice, il Ministro degli esteri ungherese, esprimendo un sentire comune, ha detto senza equivoci: "Chiunque attacchi la stabilità della Turchia attacca la sicurezza dell'Europa perchè in questo momento la Turchia è il Paese che ferma l'arrivo dei migranti in Europa".
A cui hanno pateticamente e ipocritamente risposto solo i "dubbi (?!) sul rispetto dei diritti umani in Turchia", da parte di Germania, Francia e Italia, che, però, nello stesso tempo hanno ribadito il loro sostegno alla Turchia dopo il colpo di Stato, facendo sul resto solo un appello a "contenere le reazioni (chiamano così: uccisioni, arresti... - ndr) nel rispetto dei diritti fondamentali".

LA TURCHIA E' FORTE NEL PORTARE AVANTI LA SUA FEROCE DITTATURA, PERCHE' SI SENTE PROTETTA E AVALLATA DAGLI IMPERIALISMI. PERCHE' LA TURCHIA FA GLI INTERESSI DELL'IMPERIALISMO OCCIDENTALE ED EUROPEO.

Non è, quindi, possibile fare semplicemente appello a questi Stati, a queste Istituzioni per fermare la Turchia - come nel Comunicato del 2 settembre del Comitato per la Ricostruzione di Kobane - Europa: "Chiediamo che tutte le istituzioni internazionali taglino le loro relazioni economiche e militari con la Turchia sino a che non sia posta fine all'invasione e agli attacchi contro i popoli del nord della Siria" - MA OCCORRE UNIRE LA BATTAGLIA DI SOLIDARIETA' ALLA LOTTA NEL "VENTRE DELLA BESTIA".

pc 4 settembre - MILANO: CONTESTAZIONE ALLA BOSCHI ALLA FESTA DEL PD - MA QUALE BATTAGLIA SERVE CONTRO LA RIFORMA COSTITUZIONALE

ABBIAMO RICEVUTO E PUBBLICHIAMO UN COMUNICATO del Comitato auto-organizzato milanese "C'è chi dice NO" alla riforma costituzionale. 

Nella battaglia sulla riforma costituzionale abbiamo un nemico, Renzi, e la riforma reazionaria dello Stato, che farebbe passare più facilmente leggi su guerra, repressione, ecc. Per questo noi siamo per il NO. 

C'è stato recentemente l'intervento pesante della Comunità internazionale, che ha detto che se Renzi perde lo Stato crolla, "il mondo crolla". Questo ha allargato il significato del NO.
Noi però non possiamo unirci alla destra, ai grillini, all'ex sinistra.
Noi non partecipiamo a Comitati per il NO, a fronti per il NO, perchè il loro NO è fatto per ragioni totalmente diverse, a difesa di un feticcio, di una Costituzione che hanno cominciato ad uccidere il primo giorno della sua vita.

Perchè è necessaria chiarezza di posizione nella battaglia referendaria, pubblichiamo, dopo il Comunicato di Milano, un nostro articolo uscito in un numero del giornale 'proletari comunisti'

COMUNICATO DEL COMITATO MILANESE:
Oggi a Milano di fronte al Ministro Boschi che parlava senza il minimo contraddittorio in un finto dibattito pubblico, abbiamo voluto portare a lei ma soprattutto agli elettori del PD qualcosa a cui non sono più abituati: la libera contestazione democratica e il diritto ad avere una discussione tra posizioni diverse. Purtroppo di fronte alla nostra contestazione, siamo stati spintonati e insultati prima da alcuni militanti del PD e poi circondati dal servizio d'ordine in modo aggressivo:alcune donne del comitato hanno riportato cadute e lividi e solo grazie all'intervento della polizia la situazione non è degenerata. Eppure non ci siamo fatti intimidire e siamo riusciti a fare sentire la nostra vice distribuendo centinaia di volantini. Il risultato è che parecchi elettori del PD hanno voluto conoscere le ragioni del NO puntualmente censurate dalla stampa e dalla televisione di "regime". E ora quindi necessario in ogni occasione pubblica far trovare al ministro Boschi e al governo una forte opposizione aquesta riforma. La vera democrazia è partecipazione popolare. Senza opposizione è solo dittatura. 
Comitato auto-organizzato milanese "C'è chi dice NO" alla riforma costituzionale. 

DA PROLETARI COMUNISTI
...Il governo Renzi ha imposto e fatto approvare un pezzo della riforma costituzionale che porta alla cancellazione del Senato così

pc 4 settembre - Sì, è proprio così, magistrati alla Rinaudo proteggono i regimi sanguinari e genocidi come quello di Erdogan - massima solidarietà con i compagni processati

Antagonisti a processo leggono messaggio in aula: insulti e minacce al pm Rinaudo

Torino, antagonisti a processo leggono messaggio in aula: insulti e minacce al pm

Imputati 11 anarchici e autonomi per l'irruzione di un anno fa alla Turkish Airlines. Il magistrato Rinaudo accostato a Erdogan,
Contiene degli insulti al pm Antonio Rinaudo, della procura di Torino, la dichiarazione che alcuni manifestanti processati  hanno letto in tribunale durante l'udienza (svolta a porte chiuse) in cui si è discusso il riesame della misura restrittiva - obbligo di firma due volte al giorno - spiccata nei loro confronti.

Il presidente del collegio è anche intervenuto per criticare il contenuto del documento, dove compaiono frasi interpretate come "velatamente minacciose" in ambienti investigativi. Il procedimento, che vede indagati undici anarchici e autonomi, riguarda l'irruzione del 25 settembre

pc 4 settembre - TERREMOTO... ESSERE AL FIANCO DELLE MASSE COLPITE SIGNIFICA LOTTARE CONTRO I VERI ASSASSINI E SCIACALLI

Quasi 300 sono le persone morte ad oggi a causa del terremoto che ha colpito le regioni del centro-Italia, ma purtroppo le scosse stanno continuando anche in questi giorni, mentre migliaia sono i feriti, gli sfollati che hanno perso tutto, tantissime case si sono accartocciate su sé stesse come castelli di sabbia, ospedali, scuole, strade sono crollati, paesi quasi cancellati dalla faccia della terra, trasformatisi in immani cumuli di macerie.

Il Killer è l’uomo, non è il sisma” sono state le parole del vescovo ai funerali delle vittime di Amatrice,  i cui parenti hanno dovuto protestare perchè dopo avere perso tutto gli si voleva anche impedire di piangere i loro morti nel proprio paese; parole vere che ancora una volta denunciano come gran parte delle tragedie che si abbattono sulle masse popolari a causa di  eventi naturali come i terremoti ad esempio, imprevedibili,  sono però causate da quello che è il  marcio sistema sociale in cui viviamo, un sistema in cui chi governa attacca ogni giorno, sempre più pesantemente, la condizione di vita delle popolazioni  della cui salute e sicurezza non gli interessa proprio un fico secco al punto di portarle fino alla morte.

Quanto successo alle popolazioni dei paesi tra le Marche e il Lazio, così come anni fa è accaduto in Emilia Romagna o in Abruzzo non avviene a caso, ma è l’ennesima strage di massa annunciata, una strage il cui vero mandante è questo Stato con tutti i suoi apparati.
Tutte le schifezze che stanno emergendo in questi giorni dalle inchieste sulle responsabilità dei crolli, delle morti, delle distruzioni, danno ancora una volta il quadro chiaro di ciò e fanno emergere quanto odiosa è l’ipocrisia delle istituzioni ai vari livelli, a cominciare dal Presidente della Repubblica Mattarella e dal Presidente del  Consiglio Renzi per continuare con i vari servi/ministri che, da veri e propri sepolcri imbiancati, hanno partecipato ai funerali  delle vittime con tutto il loro finto cordoglio.

Pagine intere dei giornali borghesi stanno denunciando ogni giorno tutto il marciume, il losco, l’illecito venuto fuori da questo ennesimo grave terremoto, come un enorme fango che esce fuori dalle macerie macchiate dal sangue  dei tanti morti.
Il piano per la messa in sicurezza del territorio italiano che esiste da anni è rimasto rinchiuso nei cassetti dei palazzi del potere a marcire nella polvere mentre i piani di intervento per il controllo e di verifica sulla stabilità delle abitazioni nelle zone ad alto rischio sismico sono solo un miraggio nel nostro paese.
Solo ora si scopre che i lavori di ristrutturazione effettuati nella  scuola crollata di Amatrice furono assegnati ad una ditta non in regola in merito ai requisiti per la partecipazione alle gare di appalto e che il Sindaco non chiese l’effettuazione di lavori anti-terremoto; la ministra Giannini che oggi tanto si “agita” perché gli studenti dei paesi colpiti possano cominciare la scuola regolarmente come tutti gli altri studenti, cosa ha fatto finora per evitare che quegli stessi ragazzi per miracolo sono scampati al fatto che non avrebbero potuto mai più frequentare alcuna lezione se fossero stati a scuola durante il terremoto?
L’albergo del tutto crollato che ha seppellito tante persone, veniva addirittura indicato come luogo di accoglienza in caso di emergenza!
Abusi e lavori mai partiti all’ospedale di Amatrice, oggi assolutamente inagibile. Dopo il terremoto a L’Aquila era stato deciso un intervento “urgentissimo e indifferibile” che mai è stato fatto.
Milioni di euro gettati e sperperati per mappare e monitorare l’Italia sul rischio sismico e idrogeologico  con spartizione di fette della ricca torta di soldi per gli incarichi e i progetti a Enti, esperti… mappature e monitoraggi che, giunti nei Comuni, o non vengono presi in  considerazione o restano imbrigliati nella fitta giungla burocratica e  diventano solo carta straccia.
Per non parlare di tutto il marciume dei fondi antisisma stanziati dopo il terremoto in Umbria nel 1997 e a l’Aquila nel 2009, di cui 84 milioni di euro assegnati alla provincia di Rieti o non sono stati spesi, o solo in parte perché deviati invece per altre spese che non avevano nulla a che fare con il rischio sismico per cui si dichiarava invece che le casse erano vuote… e  ancora collaudi fantasma, licenze per costruire non in regola e chi più ne ha ne metta!
Tutto questo è la vera causa delle migliaia di morti, di lutti, di feriti, di dolore immenso, di distruzioni immani

SPORCHI ASSASSINI!!!

E ora Renzi parla di “emergenza della ricostruzione”. MA DI QUALE