venerdì 15 maggio 2026

pc 15 maggio - Massima partecipazione alla manifestazione nazionale del 16 maggio a Milano per la Palestina - La questione Ravenna

da ORE12/Controinformazione rossoperaia del 14/05

Continuiamo a lanciare l'appello alla massima partecipazione a una manifestazione che non avrà certo i numeri di quella del 4 ottobre a Roma, che è stata la più grande manifestazione negli ultimi anni nel nostro paese contro il genocidio sionista e in solidarietà con il popolo palestinese, perché dal 4 ottobre molta “acqua è passata sotto i ponti”, come si dice. Nel movimento solidale è prevalsa la frammentazione e il crescente peso, nel movimento, di posizioni legate all’opposizione parlamentare, di posizioni che nel linguaggio politico si definiscono “opportuniste”, cioè apparentemente dicono cose giuste ma non hanno alcuna coerenza con le azioni messe in campo.

Rilevo alcuni elementi che possano favorire una discussione nel movimento. E' un’errore non aver lavorato per questa manifestazione nazionale a Milano, perché una manifestazione nazionale serve a rilanciare la solidarietà alla Palestina e dare una risposta all’azione repressiva del governo Meloni che agisce per impedire le manifestazioni - e le misure repressive che hanno colpito più di 20 compagni a Milano proprio ieri lo dimostrano.

Una manifestazione nazionale rafforza le lotte che si fanno nei territori, non certo le indebolisce e dobbiamo farla proprio a Milano, là dove tutti i sabati c'è stata manifestazione per la Palestina dopo il 7 ottobre del 2023.

Una manifestazione nazionale per la Palestina è necessaria perché il genocidio è ancora in corso, coperto da una falsa tregua continuamente violata dai bombardamenti dello Stato sionista.

Domani è l’anniversario della Nakba e noi condividiamo le parole di Francesca Albanese, la Relatrice Speciale ONU sui territori palestinesi occupati, quando parla di "una Nakba senza fine”.

Il genocidio continua, nelle tende si muore, ci sono carestie, epidemie, non ci sono cure, né acqua né cibo per il popolo palestinese. Il dossier di Msf denuncia: «A Gaza condizioni indescrivibili», un l’infermiere dice: «Non vediamo la fine di questo incubo», col caldo sta crescendo il diffondersi di malattie collegate a insetti e parassiti. «Le temperature elevate e il vivere ammassati sta facendo proliferare pulci, zecche e pidocchi. Ma sono soprattutto i ratti a farci paura». Abbiamo sempre più casi di bambini morsi da topi. E altri palestinesi dicono: “Non mangiamo e non ho latte per mio figlio”: così la “malnutrizione artificiale” causata da Israele uccide madri e bambini a Gaza.

Ma dai popoli nasce la solidarietà. La Flottilla sta per partire nuovamente nonostante le precedenti spedizioni siano state attaccate, alcuni attivisti sequestrati in acque internazionali, pestati e condotti nelle prigioni dello Stato sionista dove sono stati torturati con il silenzio in particolare del nostro governo che condivide in pieno l’azione dei nazisionisti, come dimostrano tutti gli interventi pubblici di esponenti di questo governo e della sua maggioranza. Non vogliono che si rompa l’assedio a Gaza, non vogliono fare arrivare a Gaza gli aiuti umanitari - che comunque sono una goccia nel mare - mentre tutto quello di cui ha bisogno lo Stato nazisionista per continuare il genocidio può tranquillamente arrivare alle bestie sioniste con la complicità dei governi, da Trump a Meloni e di tutto il sistema portuale italiano che ha una enorme responsabilità come vedremo.

Mentre l’esercito occupa sempre più Gaza nonostante gli accordi, la cosiddetta “linea gialla” di blocchi di cemento dentro cui lo Stato sionista ha rinchiuso i sopravvissuti al genocidio viene spostata sempre di più, arrivando ad occupare circa il 60% del territorio gazawi, mentre in Cisgiordania i coloni razzisti sionisti appoggiati dall’esercito uccidono, aggrediscono, occupano case e terre palestinesi, ai bambini impediscono persino di andare a scuola.

Ma ai terroristi sionisti al governo tutto questo non basta ancora, il governo Netanyhau ha introdotto la pena di morte per impiccagione per i palestinesi e ha istituito un Tribunale speciale per comminare la pena di morte contro i palestinesi che, secondo Israele, hanno condotto azioni di resistenza il 7 ottobre.

La situazione nelle carceri israeliane è un inferno e lo dicono persino alcune associazioni israeliane che si occupano dei diritti umani nelle carceri, in particolare dopo il 7 ottobre: la stragrande maggioranza dei palestinesi sequestrati nelle carceri non è stata neppure processata, sono rinchiusi in veri e propri campi di tortura dove si dispiega la peggiore violenza e gli abusi, le violenze sistematiche - anche sessuali - da parte dei carcerieri con l’appoggio del governo. Almeno 88 palestinesi sono morti nelle strutture di detenzione israeliane da ottobre 2023 a causa delle condizioni disumane, della violenza, della fame e della mancanza di cure mediche.

Ma la resistenza in Palestina comunque è viva e agisce e senza di essa il genocidio, la “soluzione finale” sionista sarebbe terminata da un pezzo. Per questo Netanyhau e Trump e tutti gli altri mostri che si riuniscono attorno ad essi, con in prima fila il governo Meloni, sono ossessionati dal disarmo della resistenza.

Una manifestazione nazionale che esprima la solidarietà alla resistenza palestinese “senza se e senza ma”, che rivendica la liberazione dei prigionieri palestinesi, una manifestazione che denunci e si opponga a tutto l’orrore in Palestina e nel Medio Oriente causato dalle bombe sioniste e imperialiste, questa manifestazione è quanto mai necessaria, una manifestazione contro il boia Netanyhau che persegue con le bombe l’obiettivo del Grande Israele bombardando il Libano e l’Iran.
E chi sarà a Milano sabato prossimo sarà proprio in continuità con il vento del 4 ottobre

E qui veniamo alla complicità del governo italiano di Meloni/Crosetto/Tajani/Salvini.

Il complesso militare industriale italiano è parte integrante del genocidio, lo affermano le denunce documentate dei giovani palestinesi in un dossier presentato a Montecitorio dal titolo: “Made in Italy, consegnato ad Israele: trasferimenti militari ed energetici italiani che alimentano il genocidio”. “Alcune delle aziende italiane coinvolte sono già note, come Leonardo: nel dossier vengono documentate circa 150 spedizioni di pezzi aerospaziali verso l’azienda israeliana Elbit Systems, partite da hub strategici in Liguria, Abruzzo, Puglia, Campania, Lazio, Lombardia, Piemonte, Toscana, Veneto, Umbria ed Emilia-Romagna. Il Lazio si confermerebbe un nodo cruciale nella rete di smistamento di materiali bellici.”

Chi sono complici di Netanyhau?

Il Governo Meloni, innanzi tutto per il sostegno politico, economico, militare Israele, è il governo dell’attacco alla Flottilla, del diritto internazionale “valido fino ad un certo punto”, dei processi in Italia contro partigiani palestinesi e attivisti della solidarietà alla Palestina istituiti sulla base della documentazione dei servizi segreti sionisti, è il governo della repressione per impedire le mobilitazioni, dei decreti sicurezza, con l’aiuto anche di quei loschi figuri del Pd come Delrio con il suo ddl antisetimismo, è il governo dell’invio di armi e altro materiale a fini bellici e dell’autorizzazione al transito/carico e scarico di armi dai porti in violazione delle leggi come la 185/1990, è il governo che viola le sentenze della stessa Corte Penale Internazionale.

I decreti sicurezza che hanno colpito tante realtà solidali, in particolare a Torino e Milano, hanno colpito anche a Ravenna, dove sono 32 denunciati per un blocco al Porto nella manifestazione/sciopero di novembre scorso, perché dal porto di Ravenna sono passati materiali diretti a Elbit System; qui il reato che viene contestato è avere manifestato contro il massacro sionista.
Anche nei recenti dossier dei Giovani Palestinesi e di altre realtà si sottolinea il ruolo nazionale del porto di Ravenna come snodo logistico di armi, prodotti “dual use” cioè di uso civile ma usati a fini bellici da Israele, e merci dirette verso colonie illegali israeliane. Su questo vogliono che cali il silenzio, per ragioni politiche e per i profitti dei padroni terminalisti e su questo ha un’enorme responsabilità l’Amministrazione locale e regionale a guida PD che esprimono gli interessi dei padroni terminalisti del Porto: i risultati per i padroni terminalisti registrano dei record (2025-2026): Il 2025 si è chiuso con un record storico di oltre 28 milioni di tonnellate di merci movimentate (+10% rispetto al 2024). Il trend prosegue nel 2026, con i primi quattro mesi che segnano una crescita dell'8,4% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

Ravenna è la capitale del traffico verso Israele (con 2000 Container al mese circa).

A Ravenna la sicurezza è in mano ai nazisionisti con Undersec, un progetto in collaborazione con il ministero della Difesa di Israele e la guardia costiera greca e con loro condivide dati sensibili sulla sicurezza portuale, dentro c’è anche Università di Tel Aviv, l’azienda sionista Raphael. L’Autorità Portuale dipende dal governo, le Dogane dipendono dal Governo, l’'Uuama (Unità per le autorizzazioni dei materiali di armamento) dipende dal ministero degli Affari Esteri, responsabile del controllo, autorizzazione e monitoraggio dell'esportazione, importazione e transito di materiali di armamento e prodotti a duplice uso. A capo del ministero dei Trasporti c’è il razzista “migliore amico di Israele”, Salvini.

Il Sindaco di Ravenna dice che “Da settembre al porto niente più armi per Israele” ma mente, in realtà copre i traffici perchè il Comune di Ravenna è il maggiore azionista di Sapir, la società portuale controllata dalle amministrazioni pubbliche. Proprio ieri abbiamo pubblicato la denuncia di un portuale dei traffici di merci “dual use” al Porto.

Tra il 2024 e il 2025 sono passate 659 tonnellate di munizioni nel porto di Ravenna, e 48 Mila tonnellate di precursori di esplosivi e a questo si devono aggiungere le merci dual use e civili verso le colonie illegali in Cisgiordania, non solo esplosivi, che più facilmente vengono avvistati dai portuali, grazie ai simboli di pericolo impressi, ma anche di forgiati, componenti di armi, pezzi di droni che passano inosservati.

In risposta al ricorso al Tar la Dogana ha negato l’estensione di questi dati con questa motivazione: “la loro diffusione potrebbe arrecare un pregiudizio concreto alla sicurezza nazionale, alla sicurezza pubblica e alle relazioni internazionali dello Stato”.

Ora tutta questa questione ha portato a venire allo scoperto chi ha agito dall’interno del Porto, come il CAP, i portuali del Collettivo Autonomo Portuale legato alla CGIL e ai padroni terminalisti che hanno preso le distanze da noi denunciati e che dicono di agire solo in presenza di merci dichiaratamente in transito per fini bellici (come se componenti e “dual use” non lo fossero), garantendo così il transito e i profitti ai padroni terminalisti.

Ravenna dimostra che è un porto importante e non è un caso che Ravenna ospiterà il festival internazionale Deportibus, dove si riuniranno le autorità portuali, il governo e i padroni terminalisti, dal 21 al 23 maggio.

Ravenna è un nodo cruciale dei corridoi della “military mobility” europea che servono al trasporto veloce di armi e truppe ed è incluso nel corridoio Imec (India-Middle East-Europe Economic Corridor), che è la nuova via preferenziale verso Israele, Paesi arabi e India. E l’evento è sponsorizzato da aziende complici come Snam, Sapir, Fincantieri.

Ma contro questo il movimento che si oppone al traffico d’armi al Porto organizza un controfestival... mentre su questo come Slai Cobas ci stiamo battendo per un presidio, anche con piccoli numeri, che renda visibile la voce dell’opposizione al festival di chi fa profitti e scatena guerre sulla pelle dei popoli, e suonarcele e cantarcele nel chiuso di un controfestival non aiuta certo.

Per concludere, è evidente che contro il genocidio che continua, contro il coinvolgimento di governo, istituzioni, padroni è necessaria una manifestazione nazionale che polarizzi le ragioni dei territori che si battono contro Israele genocida e la complicità bipartisan che riscuote.

Noi dello Slai Cobas di Ravenna saremo a Milano per portare proprio queste ragioni.

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