Una città due piazze: i patrioti se ne vanno, gli antifascisti finiscono sotto l'idrante
Presidio di Remigrazione e Riconquista in piazza della Pace senza incidenti. La contro-manifestazione
Una piazza per il comitato remigrazione, l'idrante per chi contesta. Il Comitato Remigrazione e Riconquista, che riunisce CasaPound, Rete dei Patrioti e Veneto Fronte Skinheads, aveva scelto questa location dopo che la Questura aveva spostato il presidio da piazza Galvani, in centro, verso una zona più periferica e più facile da controllare. La piazza era blindata fin dal primo pomeriggio, con reparti in tenuta antisommossa schierati a perimetro.
Alle 16 si radunano circa un centinaio di manifestanti, provenienti molti da fuori Bologna. Tra chi è invece residente emergono volti di esponenti di Bulaggna Dsdadet, gruppo identitario bolognese legato alla curva dello stadio, della Lega, sopratutto giovani, e di Futuro Nazionale, il partito dell'europarlamentare Roberto Vannacci.
Il presidio si svolge senza incidenti rilevanti. Alcune donne si avvicinano con una bandiera della pace e un cartello con scritto "Bologna è meticcia", qualche contestatore lancia insulti dall'esterno. Il Comitato trattiene i propri che vogliono rispondere. Verso le 17 i manifestanti si sciolgono quasi in ordine e raggiungono i parchegg contromanifestazione
Sin dal mattino BoloResiste aveva chiamato a raccolta attivisti, studenti e militanti dei centri sociali con il motto "Ovunque saranno loro, troveranno anche noi".
Mentre il comitato si ritirava, contro-manifestanti veniva già bloccata dalla polizia in tenuta antisommossa alla rotonda di via Andrea Costa, stretta tra due cordoni. Intorno a loro si erano nel frattempo radunati altri attivisti, arrivando a circa 150 persone, che chiedevano a voce alta la liberazione dei compagni. Dopo una lunga trattativa con la Digos vengono lasciati andare, ma quando il gruppo tenta di formare un corteo verso il centro le forze dell'ordine attivano il maxi idrante.
Il gruppo, scortato dai blindati e sorvegliato dall'elicottero della polizia, raggiunge via Saffi attraverso le strade laterali tra cori antifascisti. Qui l'idrante interviene una seconda volta, quando i manifestanti accennano a bloccare il traffico sui viali.il corteo piega verso Porta San Felice, percorre via del Pratello e si conclude in piazza San Francesco.
In piazza i partecipanti prendono la parola. Una delle attiviste spiega le ragioni della protesta: “chi arriva in Italia lo fa perché l'Occidente ha saccheggiato le risorse dei loro paesi, e la risposta dello Stato è rinchiuderli nei Cpr, luoghi di detenzione in condizioni disumane, con cibo scadente, igiene pessima e casi recenti di tentato suicidio”. "Essere antifascisti - continua - significa essere anche contro il Cpr",
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