venerdì 15 maggio 2026

pc 15 maggio - "Ci spremono e se ne vanno": 700 lavoratori Electrolux in presidio contro i licenziamenti

LEGGI il nostro intervento su ORE 12:


Da MilanoToday

Braccia incrociate e sciopero immediato. È quello che hanno fatto i 700 lavoratori dell’Electrolux di Solaro nella giornata di martedì 12 maggio. Uno sciopero scattato dopo l’annuncio del piano di dismissioni e trasferimento delle produzioni dall’Italia all’estero comunicato dall’amministratore delegato ai sindacati.

Il piano coinvolgerebbe tutti gli stabilimenti italiani del colosso degli elettrodomestici e potrebbe portare a circa 1.700 esuberi a livello nazionale, pari a quasi il 40% della forza lavoro.

“Si tratta di un piano di trasferimenti di prodotti dall’Italia all’estero, di dismissioni e disimpegno che

coinvolgerà tutti gli stabilimenti. Non ci è stato presentato alcun piano industriale né investimenti in grado di garantire un futuro”, ha dichiarato Andrea Torti della segreteria Fiom Cgil Milano.

La protesta è scattata immediatamente con uno sciopero e un presidio davanti ai cancelli della fabbrica già nella mattinata di martedì, mentre per mercoledì sono state proclamate ulteriori otto ore di sciopero.

Secondo la Fiom, i lavoratori dello stabilimento alle porte di Milano hanno già sostenuto sacrifici importanti negli ultimi anni per mantenere sul territorio la produzione di lavastoviglie. “Dal 2014 lavoratrici e lavoratori di Solaro hanno difeso la produzione ottenendo investimenti sostenuti anche da finanziamenti pubblici. Non è accettabile che multinazionali come Electrolux acquistino fabbriche italiane per poi spremerle senza alcuna responsabilità sociale”, conclude il sindacato. Solo nel 2023 lavoratori e azienda avevano sottoscritto un piano per aumentare il numero di pezzi l’ora (da 90 a 108, anche grazie all’assunzione di 100 persone).

Un tavolo ministeriale convocato dal governo si si terrà lunedì 25 maggio.

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