martedì 12 maggio 2026

pc 12 maggio - MILANO: NUOVO ABUSO DI POLIZIA

 LA TESTIMONIANZA DI DIALA, VITTIMA DELLA VIOLENZA RAZZISTA DAVANTI AD UN RISTORANTE AFRICANO

da Rogoredo al Corvetto al Baobab polizia assassina e razzista

Ammanettato e sbattuto a terra da cinque poliziotti davanti ai suoi bambini  solo per aver espresso un’opinione critica; portato in questura per 12 ore e denunciato per resistenza a pubblico ufficiale. La vittima di questo nuovo abuso di potere di matrice razzista è Diala Kante, un cittadino italiano di origine senegalese che lavora come orafo. L’episodio è avvenuto sabato verso le ore 20 davanti al ristorante Baobab di Milano.  “C’era un gruppo di poliziotti davanti al locale – racconta a Radio Onda d’Urto – io ho chiesto  ad un responsabile: ma siete sempre qui? Ce l’avete con i neri? E lui ha risposto: facciamo un controllo. Allora io gli ho detto: fate un controllo anche agli altri locali? Perché in questa via non c’è solo questo locale. Allora mi hanno chiesto un documento e gliel’ho dato. Mentre parlavo, c’erano anche i miei figli,  un poliziotto da dietro mi ha messo le manette ed è stato molto aggressivo. Io mi sono lasciato andare e cinque poliziotti mi hanno buttato a terra e mi sono venuti addosso; poi mi hanno portato in questura. Sono stato là 12 ore fino alle 8 del mattino di domenica e hanno scritto un verbale in cui hanno scritto che avevo fatto resistenza

alla polizia. Non l’ho firmato perché non era vero.”

Nel gruppo di poliziotti era presente anche uno che Diala aveva già conosciuto per questi controlli : “C’era anche uno che si chiama Angelo De Simone che dice di essere il capo e che ho già sentito dire parole razziste come: voi senegalesi siete i peggiori o siete in tanti andate via.” Tra le prime a denunciare sui social questo abuso di polizia è stata Selena Peroly attivista e influencer italiana di seconda generazione: “La mia denuncia viene proprio dal cuore, perché io un domani avrò dei figli che sono nati in Italia e cosa insegnerò a loro? Cosa gli dirò di fronte a qualcuno che magari dice che non sono a casa loro? Sono a casa loro! E’ giunta l’ora che l’Italia cambi. Lo stato sostiene questo razzismo e molti dei politici italiani sostengono questo sistema. Chi ci difende quando è la polizia stessa che commette questi reati?” Sabato sera sono poi state fermate e portate in questura altre tre persone di origine africana che avevano protestato verbalmente per le modalità  violente con cui era stato buttato a terra  Diala, davanti ai suoi bambini che piangevano e chiamavano il papà.  “Questa situazione mi ha toccato nel profondo soprattutto perché è accaduta davanti ai miei figli -aggiunge l’orafo italo-senegalese – io chiedo a chi ha il potere di fermare queste cose, chiedo solo la giustizia;  che le persone che mi hanno fatto queste cose siano identificate e che non si ripetano più. Indipendentemente dal colore della pelle o dalla nazionalità gli esseri umani devono essere trattati come esseri umani, punto e basta. Io vorrei che i miei figli crescano in un paese così, per questo io andrò fino alla fine di questa lotta. Non lo faccio per me , quello che mi hanno fatto mi ha certo  fatto male ma quello che mi fa più male è quello che hanno visto i miei figli. Vedrò se la giustizia in questo paese vale per tutti… ” Esplicita anche la richiesta di Selene: “io vorrei che giustizia sia fatta e chi deve pagare paghi, anche se questa persona ha la divisa.

L’intervista di Radio Onda d’Urto a Diala Kante e a Selena Peroly Ascolta o scarica

Nessun commento:

Posta un commento