L’omicidio di Bakari Sako è stata una caccia allo straniero, baby gang di Taranto ha ucciso a caso
"Nessuna lite alla base dell’omicidio, il gruppo di minorenni ha trascorso una nottata alle slot prima dell'aggressione mortale. E ha inveito contro un altro ragazzo straniero di passaggio, prima di uccidere"
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I fatti dicono che Sako Bakari, bracciante del Mali, è morto per un odioso e infame crimine razzista - Non "addolciamo la pillola"! Non nascondiamo la realtà dietro bassa sociologia.
Che sia stato un branco di ragazzini ad ucciderlo, volutamente, non vuol dire che ogni razzista (sia adulto sia giovane) non debba essere attaccato, e Taranto liberata da ogni forma e persone razziste.
Non si tratta di un crimine per "futili motivi", ma per un gravissimo motivo: il razzismo, che si spande come un onda nera dall'alto e dal basso.
La risposta a questo assassinio non è affatto, come chiedono alcuni, più polizia in città vecchia (proprio nello stesso giorno dell'uccisione di Bakari, a Milano Forze dell'ordine hanno aggredito, buttato a terra, ammanettato un uomo del Senegal davanti ai suoi figli solo perchè straniero).
Contro la inaccettabile morte di Sako Bakari, esprimiamo solidarietà, vicinanza alla sua famiglia, ma anche giusta ribellione e organizzazione della lotta.
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