mercoledì 13 maggio 2026

pc 13 maggio - Nazionalismo = Nazismo

Pubblichiamo l'articolo di Sergio Fabbrini, perchè pur essendo persona dalla parte della borghesia imperialista, impegnato a consigliare soluzioni, dice alcune cose abbastanza chiaramente.

Il processo nazionalista delineato è in rapida corsa, ed è inevitabile, Trump ne è l'espressione più esplicita e più rozza e sfacciata, ma, come dice lo stesso autore dell'articolo, non ce la si può cavare attribuendolo alla "pazzia" di Trump; anche se dopo o al posto di Trump andasse un esponente democratico farebbe le stesse cose - come, e noi l'abbiamo già detto, anche in Italia buona parte delle cose che fa la Meloni le farebbe inevitabilmente, non potrebbe non farle, anche l'attuale opposizione parlamentare; perchè questo processo è una strada inevitabile del capitalismo/imperialismo al suo ultimo stadio e la borghesia trova i suoi rappresentanti dovunque si trovino e comunque si chiamino, per uscire, temporaneamente, da una crisi grave, che prevede inevitabilmente un nazionalismo in aperta prevaricazione/competizione economica, militare verso gli altri paesi; nazionalismo che va inevitabilmente verso una nuova guerra mondiale (a pezzi o intera).

Ma ciò che è più vero nell'analisi di questo autore è che oggi più che mai "nazionalismo" è NAZISMO, va verso un moderno nazismo, e in Italia va verso un "moderno fascismo" - le similitudini con la nascita e l'azione del nazismo hitleriano sono fin troppo evidenti, anche se non sarà una "fotocopia"; come sembra abbastanza chiaro, come un film rifatto, il rapporto tra Trump e la serva Meloni come rapporto tra nazismo e fascismo da italietta.

Il problema che a volte ci troviamo di fronte a una specie di paradosso: che questo lo vedono e lo dicono più chiaramente esponenti della borghesia che non forze rivoluzionarie.

*****

Il prof. Sergio Fabbrini ha pubblicato in aprile su Il Sole 24 Ore un editoriale in cui analizza lo scontro tra Donald Trump e Giorgia Meloni come la naturale e inevitabile conseguenza della loro comune matrice ideologica: il nazionalismo.

La visione di Trump (“America First”) rappresenta una specifica e articolata visione politica. vuol dire perseguire il proprio interesse nazionale; esso non passa più per il multilateralismo o le alleanze (come la NATO), ma con la capacità unilaterale di “estrarre risorse” in ogni parte del mondo, e affermare la potenza americana sopra le altre, l’America agisce autonomamente per perseguire i suoi obiettivi nazionali.

Il nazionalismo è l’ideologia che giustifica la logica da grande potenza dell’America, in opposizione

all’internazionalismo liberale: presuppone che gli interessi della propria comunità siano predominanti rispetto a quelli di altre comunità.

Questo nazionalismo è maggioritario. “C’è una rottura strutturale che ha trasformato la democrazia americana in senso autocratico e nazionalista. La spaccatura durerà a lungo: anche se vincerà un candidato democratico nel 2028”.

Non basta la “pazzia” per giustificare certi comportamenti. Trump mette in discussione Onu, Wto e Nato, ovvero il sistema multilaterale liberale. La sua America non è isolazionista ma unilateralista. Siamo di fronte alla manifestazione dell’autocrazia».

In un sistema internazionale basato su questa logica, i rapporti diventano a “somma zero”: perché uno vinca, l’altro deve perdere. Un’azione che è tanto più efficace, tanto più deboli sono gli avversari. Questo crea un’intrinseca spinta all’aggressività e alla rivalità. Ecco perché Trump vuole smantellare l’Unione europea, usando i partiti nazionalisti al suo interno

Il paradosso finale evidenziato dall’autore è che i nazionalismi europei, indebolendo l’Unione Europea in nome della sovranità nazionale, finiscono per condurre l’Europa alla sottomissione verso il nazionalismo americano.

In conclusione, proprio perché condividono la stessa visione del mondo, Trump e Meloni sono destinati a scontrarsi non appena i rispettivi interessi nazionali divergono, con un risultato che inevitabilmente avvantaggia la potenza maggiore (gli USA) a danno della minore (l’Italia).

Nessun commento:

Posta un commento