venerdì 27 febbraio 2026

pc 26 febbraio - USA: la corte suprema boccia i dazi del nazi-imperialista Trump che rilancia la "guerra commerciale"

da ORE12/Controinformazione rossoperaia del 26.02.26

La Corte Suprema americana ha deciso con una sentenza di dichiarare illegali i dazi che Trump aveva imposto, con suo famoso Liberation Day il 2 aprile dello scorso anno, praticamente a tutti i paesi del mondo, dazi elevatissimi che sono arrivati addirittura al 50% che poi sono stati in parte rimodulati secondo gli accordi che Trump, grazie alla sua politica del ricatto, ha potuto sottoscrivere con i vari paesi.

Scrivono in tanti nel commentare la sentenza che è stato uno schiaffo molto forte dimostrata dalla reazione di Trump che è stata quella a cui siamo abituati, feroce, fatta di insulti, di uno che è stato colpito praticamente in una delle sue possibilità di utilizzare le leggi, di utilizzare quello che c'è scritto nella Costituzione americana, nel bene e nel male, a proprio piacimento.

Quindi la reazione è stata grossa, arrabbiata, anche perché questa volta la maggioranza, cioè 6 giudici della Corte Suprema (che sono 9 in tutto, 3 sono stati nominati da lui, quindi fedelissimi, altri 3 sono ben noti di destra mentre 3 rappresenterebbero l'opposizione) ha votato contro i dazi di Trump dicendo che non si attengono a ciò che c'è scritto nella Costituzione americana, cioè che prima bisognava passare dal Congresso affinché questi dazi fossero validati. Ricordiamo che la scusa di Trump per i dazi fu quella di un'emergenza che il Paese sta subendo rispetto all'economia, chiamando gli altri “approfittatori” che hanno vissuto alle spalle degli Stati Uniti..... un sacco di bugie che vengono meno anche grazie a questa sentenza.

E’ stata una sentenza che ha fatto "ballare per le strade", ha detto Trump continuando con gli insulti, gente contenta che finalmente questa fosse stata bocciata, gente che ha fatto subito ricorso per avere i soldi indietro, il nazi imperialista Trump ha detto che però questi che ballano per le strade certamente se ne pentiranno perché lui è un giocatore d'azzardo che si mette a disposizione completa del Capitale, dell'imperialismo e quindi non sa come gli andrà a finire.

E' stato un boomerang questo azzardo dei dazi che ha provocato le lunghe lamentele venute fuori in questo anno dagli stessi imperialisti americani, una parte di quelli che hanno perso produzione, che hanno perso possibilità di commerciare per i prezzi che sono alzati, per gli investimenti non fatti e per "l'imprevedibilità" che, come qualcuno dice, è stata "elevata a sistema" da Trump. Quindi viene colpita la possibilità di organizzare la produzione e le lamentele si sono trasformate in una reazione di contentezza all'interno dell'imperialismo americano. 

A fronte di questo Trump ha rilanciato, dicendo che adesso aumenterà i dazi di nuovo del 15% per tutti. Questi dazi naturalmente hanno creato di nuovo il panico, tutti quanti si sono messi ad analizzare esattamente gli effetti che potrà avere di nuovo questa posizione che crea il caos al livello mondiale e ognuno ha preso posizione, l'ha presa l'Unione Europea ma l'hanno presa anche tanti altri Stati, compresa l'Italia della fascista Meloni attraverso la dichiarazione di Tajani che ha preso tempo, ha detto che occorre che ci diamo una calmata, di non farsi prendere dal panico, nella sostanza non ha voluto attaccare esplicitamente gli Stati Uniti, con i quali invece bisogna continuare a commerciare.....insomma l’ennesimo atteggiamento di prostrazione costante rispetto a Trump, all'imperialismo americano, a cui ci hanno abituato i fascisti al governo in Italia, dalla Meloni in giù.

Macron invece ha detto di utilizzare subito i mezzi che l’Europa ha per rispondere a questo atteggiamento di Trump, e Merz ha dichiarato che la costante incertezza sui dazi in particolare è il veleno più grande per l'economia, un altro addirittura, Bernard Lange, relatore dell'accordo che c'è tra gli Stati Uniti e l’UE che deve essere ancora ratificato, che è stato congelato proprio grazie all'iniziativa di Trump, ha affermato che qua nessuno riesce più a trovarci un senso, é puro “caos tariffario” da parte della Casa Bianca.

E quindi dentro questo caos si devono muovere un po' tutti. La tentazione anche qui ritorna, posizione rappresentata dal governo italiano, sulla scelta come risposta dei singoli paesi agli attacchi di Trump e non come risposta unitaria.

Ma la risposta è venuta anche sempre a livello dei vari pari imperialisti europei, che vogliono rispondere per esempio al continuo “comprate americano”/”buy american”, come dice Trump, invece con il “buy european”, cioè “comprate europeo”…e qua siamo, come ha scritto un altro articolista sul sole24ore, al circo Barnum, come imbonitore del circo che per primo grida “comprate da noi” in questa guerra dei dazi.

Chiaramente l'economia mondiale ne viene colpita, ma chi viene colpito esattamente?

Innanzitutto, naturalmente, il proletariato al livello europeo, negli Stati Uniti, e a livello mondiale perché mentre si stava assestando in questo anno il livello del commercio mondiale, anche con tutta la crisi in corso che porta alla guerra che conosciamo, arriva quest'altra botta, per cui bisogna riorganizzare la produzione, riorganizzare i dazi, rivedere i prezzi, per cui i capitalisti imperialisti, soprattutto quelli che producono e vendono merci e scambiano con gli Stati Uniti e quindi comprano dollari al livello mondiale, hanno questa “incertezza elevata a sistema”, come ha scritto un articolista, che non permette di pianificare nemmeno quel po' di produzione.

Trump si è vantato di avere in questo anno, tra le giustificazioni e gli insulti e le accuse, già raccolto tra i 130 e i 170 miliardi di dollari - e i 2500 che aveva detto che nell'arco di dieci anni avrebbe raccolto - ma questi soldi però, ritornando al boomerang dei dazi, sono stati utilizzati fondamentalmente per ripagare gli agricoltori americani che sono incazzati neri per la politica di Trump che impedisce di esportare per esempio la soia in Cina e altre merci in altre parti del mondo e quindi questi soldi sono già andati via mentre Trump continua a dire che dividerà i proventi di questi introiti a tutti i americani con 1.000 dollari, 2.000 dollari, spara cifre che poi non trovano assolutamente conferma nella realtà.

Secondo i calcoli fatti dagli economisti si tratta dei costi che, alla fine, sono stati pagati da importatori e consumatori americani - cioè quindi dalle grandi masse popolari - per il 90% e comunque il disavanzo commerciale degli Stati Uniti è aumentato.

Così come non va bene nel complesso, secondo l'analisi fatta fino ad oggi dagli analisti, l'economia americana mentre Trump va dicendo che per l'America è cominciata l'età dell’oro, ma questa età dell’oro non la vede nessuno anzi, non solo dal punto di vista della produzione non si vede luce, in America non c'è nessuna reindustrializzazione, ma addirittura i problemi nascono rispetto agli investimenti: i capitalisti, quelli che cercano nuovi mercati dove sbarcare stanno cercando anche mercati finanziari dove sbarcare, la Bank of America addirittura dice che oramai il flusso globale di capitale che si riversa in America si è abbassato di molto, dice che “dall'inizio del 2026 solo 26 dollari su 100 sono investiti negli Stati Uniti contro i 92 del picco del 2022, mentre nel complesso, Europa, Giappone, altri mercati sviluppati hanno raccolto 125 miliardi di dollari da inizio anno, mentre gli Stati Uniti soltanto 35 miliardi”.

Quindi la politica di Trump oggettivamente peggiora non solo le condizioni del commercio americano ma spinge anche ulteriormente con una specie di “polarizzazione” anche da punto di vista economico, tutti gli altri paesi imperialisti, compresi gli accordi che si fanno con l'India per esempio, Macron ultimamente ma anche altri sono contenti di essere andati in questo paese perché è diventato un un grosso mercato di sbocco.

Quindi l'operazione di Trump che vorrebbe essere di rilancio dell'America invece ha generato effetti contrari, quindi questa guerra dei dazi di Trump è servita a Trump in senso politico perché utilizzata come arma di ricatto per imporre a tutti i paesi politiche economiche favorevoli agli USA per esempio, oppure per costringerli ad accordi militari o addirittura a sganciarli da altri paesi come è stato per esempio con l'India. Quindi all'interno della crisi i dazi stanno continuando a procurare guai: adesso le imprese agricole sono in grande allarme perché con questi ulteriori dazi Trump costringe a bloccare l'importazione di fertilizzanti per le imprese agricole che sono uno dei fattori fondamentali per lo sviluppo dell'agricoltura, quindi anche il settore a cui Trump si appoggia per avere tanti voti soprattutto alle elezioni che ci saranno a midterm a novembre è in crisi profonda e sta dimostrando che si sta allontanando dalla politica di Trump.

La politica di Trump quindi sta avendo l'effetto boomerang del suo da ogni punto di vista, le cause che sono già state intentate da oltre mille imprenditori americani e anche da multinazionali grosse aggraveranno ancora la sua posizione, la sua immagine e, nel complesso, l'economia mondiale.

Quello che ci interessa in questo caso è il proletariato americano che è in grave crisi, ufficialmente esistono all'interno dello Stato americano 40 milioni di poveri, e la guerra dei dazi si riversa tutta sul proletariato mondiale, sulle masse popolari costrette a subire l'aumento dei prezzi, l'inflazione che si è alzata di molto in America - ed è uno dei problemi di Trump - ma che si è alzata anche in tutti gli altri paesi che con gli scambi commerciali devono importare merci che costano di più.

Quindi la risposta all'imperialismo americano e all'imperialismo in generale rispetto ai dazi che salgono ancora non esce da questa gabbia di scontri economici e militari dev’essere per forza una reazione popolare, importante, organizzata, che cerchi non solo di arginare gli effetti negativi contro i propri governi innanzitutto - e in Italia contro il governo fascista Meloni - ma che questi governi devono essere rovesciati. Senza rovesciare questi governi, senza lavorare a lungo termine per riuscire a rovesciarli è chiaro che il proletariato innanzitutto sarà costretto a continuare a subire le conseguenze delle bestialità dell'imperialismo americano, da Trump alla Meloni.


 

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