giovedì 26 febbraio 2026

pc 26 febbraio - Ucraina, una guerra inter-imperialista di spartizione sulla pelle di proletari e popoli

 

Torniamo sulla “guerra a pezzi”, concetto che utilizziamo per definire la tendenza alla guerra imperialista mondiale verso cui i governi imperialisti - e tutto il sistema imperialista - stanno trascinando i popoli, le masse, i lavoratori. Ci occuperemo di un “pezzo” di questa guerra che è l’Ucraina, sostenuta ed armata da un lato dagli imperialisti della cordata occidentale a guida americana, con il nazista Trump oggi al governo, e dai governi imperialisti europei e dall’altro con la Russia che proprio 4 anni fa iniziava l’aggressione dell’Ucraina, un’aggressione imperialista come risposta all’accerchiamento anti-Russia del blocco imperialista USA/NATO/UE.

Non hanno alcuna intenzione i governi imperialisti di mettere fine a questa guerra anzi, perché dietro le guerre essi devono realizzare profitti i padroni delle armi, gli immobiliaristi, le banche, la finanza, in ballo ci sono risorse energetiche e componenti necessarie alle industrie come le terre rare e profitti significa economia di guerra e una nuova spartizione del mondo, un novo ordine mondiale su cui stanno marciando gli imperialisti che sta facendo saltare le loro alleanze consolidate dopo la Seconda Guerra mondiale.

Per il nemico dei popoli n°1, l’imperialismo americano, si tratta di intervenire in una nuova fase, che era partita con Biden e ora sta continuando con Trump, era partita con lo scontro militare aperto con la Russia e ora cerca intese con la stessa Russia di Putin per una spartizione del mondo, per sottrarla dall’asse con la Cina e per non avere ostacoli nell’attacco all’Iran e agire su tutto il continente americano così come l’Indo-Pacifico e l’Artico.

Ora in Ucraina si continua a morire sotto le bombe mentre non si parla di negoziati per il cessate il fuoco ma si parla di annessioni territoriali, c’è in ballo il Donbass e i territori a cui punta la Russia non occupati militarmente, la presenza di truppe, le “solide garanzie di sicurezza” di cui parla Zelenskj che implichino un intervento militare europeo e statunitense contro la Russia in caso di nuova aggressione, praticamente stanno creando le condizioni perché essa sia l’anticamera di una nuova offensiva. La cosiddetta «coalizione dei volenterosi», promossa in particolare da Francia e Regno Unito, è disposta a schierare una forza multinazionale perché ci sono profitti da mettere in sicurezza legati alla ricostruzione ucraina.

I governi imperialisti riuniti alla Conferenza di Monaco non hanno voluto i negoziati perché è sulla guerra che puntano. La Russia è in grado di portarla avanti per altri 2 anni - si legge sulla stampa - , lo stesso segretario di Stato americano, Rubio, durante la Conferenza di Monaco ha preso l’aereo per incontrare Orban, l’alleato-servo su cui Trump può contare che ha bloccato il pacchetto di aiuti della Ue a Kiev (90 miliardi) e le nuove sanzioni europee a Mosca. L’Unione europea non esiste come polo

imperialista e i principali governi si armano sempre di più e continuano ad armare l’Ucraina, in questa fase comprando armi dagli Usa per poi rivenderle all’Ucraina.

“La sfida più urgente ai valori di libertà e democrazia è ciò che vediamo ora sulle linee del fronte in Ucraina”. Lo ha detto il ministro delle Finanze norvegese ed ex segretario generale della Nato Jens Stoltenberg alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco. “Non c’è dubbio che l’Ucraina debba prevalere; il sostegno militare all’Ucraina è chiaramente la cosa giusta da fare per chiunque creda nella democrazia e nella libertà”, ha dichiarato.

Dal NYT leggiamo che le "vittime delle truppe in guerra in Ucraina sono vicino ai 2 milioni, tra morti, feriti, dispersi". Secondo le Nazioni Unite i morti verificati tra i civili sono più di 15.000, di cui 766 minori, mentre i feriti superano i 41.000. Nel 2025 le vittime civili sono aumentate, con un incremento del 31% dei morti. Sebbene le persone con più di 60 anni siano solo il 25% della popolazione, nel 2025 quasi la metà dei civili deceduti e più di un terzo dei feriti nelle aree vicine alla linea del fronte sono anziani.

L’entità complessiva effettiva delle vittime civili, secondo le stesse Nazioni Unite, è probabilmente molto più elevata. I civili sono intrappolati in condomini congelati dall’inverno e in larghe parti del Paese manca l’elettricità, il gas e l’acqua corrente e continuano gli attacchi ai civili, alle infrastrutture energetiche. L’Ucraina ha così perso oltre la metà della sua capacità produttiva e i tagli ai sistemi emergenziali di fornitura elettrica hanno riguardato l’80% del paese. Il tutto, con temperature inferiori ai 15 gradi sotto lo zero.

 La popolazione ucraina ha conosciuto una drammatica diminuzione: da 41,5 milioni del 2021 (di cui 3- 4 milioni risiedevano all’estero) a 29 milioni oggi. secondo UNHCR, 5,75 milioni, i profughi ucraini all'estero quasi tutti in paesi UE, più circa 3,5 milioni che si stimano nelle regioni sotto controllo russo.

Secondo l’ONU 10,8 milioni di persone in Ucraina avranno bisogno di aiuto umanitario nel corso del 2026.

La guerra ha portato morte e distruzione tra le masse mentre il responsabile di questa guerra, il regime degli oligarchi corrotti rappresentato da Zeleskj ora è entrato in una profonda crisi o, meglio, è in disfacimento con arresti di padroni per corruzione, così come arresti di membri del governo, deputati, arresti nella pubblica amministrazione.

Zelenskj intende non mollare il potere che ha e si ripropone servo dei governi imperialisti dei padroni pronti ai profitti sulla pelle del popolo ucraino.

Da Pagine Esteri: “Nei giorni scorsi il presidente ucraino ha invitato gli sponsor occidentali a investire nello sfruttamento delle risorse naturali del paese (che però sono per la maggior parte concentrate nei territori sotto il controllo russo), sottolineando però che Kiev non farà sconti neanche ai propri partner strategici. «Metti i tuoi soldi qui, investi, sviluppiamo insieme e guadagniamo insieme» ha detto Zelensky alla Reuters.”

Trump vuole le terre rare

All’inizio di febbraio Trump aveva dichiarato di voler negoziare un “accordo” con l’Ucraina per ottenere da Kiev l’opportunità di sfruttare le sue risorse minerarie, in particolare le preziosissime terre rare, ma anche l’uranio, il carbone e il ferro, in cambio della concessione di aiuti finanziari e militari, senza i quali il paese non è in grado di far fronte all’invasione russa. Zelensky ha spiegato che la Russia intende assumere il controllo di tutte le riserve di minerali strategici dell’Ucraina, essenziali per la produzione di apparati elettronici, veicoli elettrici e armi, in particolare droni e missili. «Se non agiamo ora, queste risorse non saranno utilizzate solo contro l’Ucraina, ma potrebbero essere utilizzate contro gli Stati Uniti e l’Europa», ha avvertito il presidente ucraino che si è detto anche disponibile ad acquistare da Washington il gas naturale liquefatto. Da parte sua Mikhail Podoliak, consigliere dell’ufficio presidenziale ucraino, ha sottolineato il pericolo che le risorse ucraine presenti nelle regioni occupate finiscano nelle mani della Cina, il principale competitore strategico di Washington. «Non dovrebbe sorprendere che l’amministrazione Trump si sia posta l’obiettivo di controllare le rotte che attraversano la Groenlandia, il Canale di Panama e il Passaggio di Drake (tra Capo Horn e l’Antartide)», ha detto il consigliere presidenziale ucraino, lisciando il pelo a Washington.

E poi:

“In caso di un accordo con Mosca, ha detto Zelensky al “Guardian”, Kiev sarebbe disponibile a offrire alla controparte uno “scambio diretto di territori”, riconsegnando a Putin le aree conquistate nella regione di Kursk in cambio di alcune di quelle occupate. Ma a cui il Cremlino ha già risposto picche alla proposta di Zelensky.”

Al via la produzione bellica con la Francia

Il ministro della Difesa ucraino Mykhailo Fedorov e la ministra delle Forze armate francesi Catherine Vautrin hanno firmato a Kiev una lettera di intenti che apre la strada a progetti industriali congiunti “su larga scala”, cioè non più soltanto armi che partono dai magazzini occidentali verso il fronte, ma una filiera che si organizza per produrre, adattare, riparare e aggiornare in modo stabile. Il cuore della cooperazione è il settore dei droni

L’Italia imperialista con il governo Meloni sta facendo la sua parte con la partecipazione e con il sostegno alla guerra, il governo che si definisce “sovranista” ha legato mani e piedi il nostro paese al carro del nazi-imperialismo di Trump, è un governo in realtà guerrafondaio e fascista, le cui scelte politiche e le sue complicità con i peggiori governi nazi-fascisti, da Trump a Netanyhau a Orban, li scarica sui proletari e le masse, le cui condizioni peggiorano sempre di più da tutti i punti di vista, perché se il governo non trova risorse per il lavoro, per risollevare la Sanità, le scuole, i trasporti, la sicurezza dei territori è perché ha scelto di sostenere i padroni e di farli partecipare alla spartizione del bottino.

L’Italia con il governo Meloni nel quadro dei suoi legami con la politica degli Stati Uniti e con la partecipazione alle attività della Coalizione dei volenterosi "per la definizione di solide garanzie di sicurezza per l'Ucraina" ha varato il dodicesimo pacchetto aiuti militari e si parla di altri invii per quest’anno e in Parlamento votano tutti per farlo passare. La ricostruzione dell’Ucraina è l’altra faccia della guerra, si parla di quasi 600 miliardi di euro secondo la Banca Mondiale.

Meloni ha stretto legami il proprietario di Dtek, gruppo ucraino dietro al quale girano al momento quasi tutti gli affari energetici per la ricostruzione. Con la sua Metinvest, che si occupa della produzione d'acciaio, è diventato di recente proprietario dell'acciaieria di Piombino, da anni in crisi. L'obiettivo del miliardario ucraino è produrre in Italia l'acciaio necessario per ricostruire l'Ucraina, visto che il suo impianto principale, l'acciaieria Azovstal di Mariupol, è stata distrutta nel frattempo dai russi. L'accordo di programma tra Metinvest e il governo italiano è stato firmato lo scorso luglio a Roma durante la conferenza per la ricostruzione.

Guerra significa interessi economici ed economia di guerra, significa complesso militare-industriale, significa fascismo e repressione, significa lottare per rovesciare questo governo fascio-imperialista, ingannapopolo, significa non abbandonarsi alle illusioni dei banditi imperialisti e dei loro governi quando parlano di “pace” perché è solo un inganno per i lavoratori e le masse, significa sostenere i popoli che combattono l’imperialismo e che con le armi e la politica, con la solidarietà internazionalista, costruiscono un futuro alternativo all’orrore che sembra senza fine di questo sistema imperialista.

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