lunedì 10 aprile 2017

pc 10 aprile - Lucca contro il G7 [diretta] Caricato il corteo e fermati due compagni



h: 18.40 Il corteo compatto si sta dirigendo verso la stazione di Lucca per richiedere la liberazione dei fermati. Intanto è stato rilasciato il compagno che guidava il furgone mentre risultano in stato di fermo un compagno di Pisa e una compagna di Firenze da aggiungere ai compagni fermati questa mattina prima del corteo di Lucca. Infine, da segnale un compagno di Firenze all'ospedale ferito durante le cariche
h.18.00 La polizia carica violentemente il corteo a più riprese sul ponte nei pressi di Porta San Jacopo. Due fermati per il momento ma seguiranno aggiornamenti. Presenti anche alcuni feriti. Le forze dell'ordine difendono i grandi ministri della guerra che stringono accordi col fascista Erdogan che prova a sterminare l'unica vera resistenza in Siria, quella dei e delle kurde. Noi stiamo con le vittime del terrorismo creato da loro e non ci facciamo spaventare



h: 17.30 il corteo è partito e scorre lungo i viali di Lucca gridando "Mandiamo via questi guerrafondai"
h: 16.31 il corteo delle delegazioni toscane arriva al concentramento di Piazzale Don Baroni
h: 16.00 parte il corteo delle delegazioni toscane dalla stazione centrale
h: 15.15 Il treno proveniente Pisa arriva alla stazione di Lucca. Si forma un presidio in attesa dell'arrivo di altre delegazioni





Di una cosa siamo certi: ciò che verrà deciso in quella stanza, non sarà dettato dagli interessi della grande maggioranza di noi, i popoli d’Europa e del Medio Oriente, che dalla Siria fino alle nostre capitali continuiamo a pagare un tributo di sangue ai loro giochi di potenza, agli interessi delle multinazionali, all’industria delle armi, al profitto di pochi sulla pelle di molti. Dobbiamo capire che non c’è alcuna differenza tra un bombardamento che uccide decine di persone in Siria e una strage jihadista fatta in una discoteca a Parigi o in una strada di Nizza o Stoccolma, è sempre una loro guerra, una guerra che dobbiamo rifiutare, rifiutando in primo luogo di affidare ai nostri governi la soluzione di un disastro che loro stessi hanno prodotto. Loro sono le guerre e sempre nostri sono i morti, così come siamo sempre noi a pagare il costo della crisi con tagli alla scuola, alla sanità, assenza di case popolari, mentre invece si continua a investire in guerre ed armamenti. Lottare contro la guerra significa necessariamente lottare anche contro il capitalismo e contro i profitti di chi lucra sulla morte e lo sfruttamento di tutti noi.
Nonostante i tentativi della questura di impedire il nostro diritto a manifestare contro i guerrafondai che si riuniranno a Lucca il 10 e 11 aprile, noi ci muoveremo comunque in corteo e non accetteremo divieti o provocazioni. La nostra città nel frattempo sarà completamente occupata da un apparato militare che farà il deserto attorno ai 7 ministri, vietando l’accesso alla città non solo alla nostra manifestazione ma anche a tantissime persone che non potranno muoversi liberamente per Lucca in quei giorni o dovranno addirittura dotarsi di un pass e sottoporsi a identificazione obbligatoria anche solo per andare a casa o al lavoro. Sarebbe questa la vetrina, la grande opportunità per Lucca di cui parlano il senatore Marcucci e i sindaci Tambellini e Menesini (che ci costa 300mila euro)?

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