giovedì 26 novembre 2015

pc 26 novembre - VOGLIONO SEMPRE DI PIU' PER DARE SEMPRE MENO

Il ministro alle Infrastruttre, l’estremista renziano Graziano Delrio, nei giorni scorsi a Genova, si è lasciato scappare una promessa: quella di destinare “a breve 3.800 milioni di Euro” all’assurdo progetto del Terzo Valico ferroviario dei Giovi.
Subito i potentati locali hanno approfittato dell’improvvida dichiarazione per chiedere a gran voce che la Liguria abbia le risorse adeguate “per uscire dal suo – presunto – isolamento” rispetto al resto d’Italia.
La Repubblica – a pagina due dell’inserto genovese di martedì ventiquattro novembre, a firma Massimo Minella – descrive la strategia messa a punto dai soloni che si occupano della vicenda.
Secondo questi scienziati, per migliorare il servizio pubblico su rotaia, occorrerebbero più treni veloci per raggiungere Milano, Roma, e Torino; ma la trovata geniale consisterebbe nel non farli attestare nelle stazioni centrali, già congestionate, bensì in quele periferiche di: Milano Rogoredo, Roma Tiburtina, e Torino Lingotto.
E’ del tutto evidente che, così facendo, si annullerebbe qualunque possibile vantaggio, per i viaggiatori, in termini di percorrenza delle tratte: con le attuali disastrose condizioni in cui versa il trasporto pubblico locale, si perderebbero subito quei pochi minuti forse guadagnati sulla strada ferrata.
Qualcuno potrebbe obiettare che in tutte e tre le città esiste un servizio efficiente di ferrovia sotterranea, che consente di giungere in centro in pochi minuti: questo è vero, ma solo in parte.
A Torino, per giungere dalla stazione ferroviaria alla fermata della metropolitana denominata Lingotto occorre scarpinare per venti minuti, dato che i genii che hanno progettato il collegamento interrato hanno pensato bene di costruire il tracciato in modo che il treno si fermi a Lingotto Fiere.
Ecco quindi esposta un’altra motivazione per sostenere l’assoluta inutilità delle tratte ad alta velocità/alta capacità, ed in particolare della nuova linea di valico tra la Liguria ed il Piemonte.
Resta da ricordare, per rafforzare ulteriormente il concetto, che i treni così detti Frecciarossa non possono utilizzare – ad alta velocità – i normali binari: quindi, una volta giunti a Novi Ligure, sarebbero costretti a fermarsi lì, o a rallentare la marcia fino a diventare lenti quanto tutti gli altri.
Genova, 26 novembre 2015
Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova

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