venerdì 3 ottobre 2014

pc 3 ottobre - LA DIREZIONE DELL'ISTITUTO TUMORI DI MILANO ATTACCA I LAVORATORI, TALE E QUALE IL GOVERNO RENZI..

Nei giorni scorsi La Direzione dell'INT di Milano ha mandato una "DIFFIDA" allo Slai Cobas INT sdc per uno striscione che dal 12 settembre denuncia lo sfruttamento e la precarietà che ormai strangola i lavoratori e in particolare nella Sanità. Una politica messa in campo contro la salute e sicurezza sui luoghi di lavoro e contro il diritto alle cure. I manager che dirigono la Sanità, in particolare in Lombardia e che sono tutti quanti figli del sistema Formigoni, stanno procedendo alla demolizione della Sanità Pubblica. Dove la precarietà, lo sfruttamento selvaggio la fanno da padroni. Ma tutto questo è in linea con le politiche del governo Renzi che dell'attacco ai lavoratori né ha fatto la sua ragione di "vita". E come il governo anche la dirigenza dell'INT usa l'Arroganza e le maniere forti, in pieno stile moderno fascista. Ma tutto ciò non può fermare l'azione del Cobas né ci fa paura, anzi alimenta la determinazione e la ribellione. Nei prossimi giorni oltre alle iniziative legali metteremo in campo tutte le necessarie iniziative per respingere al mittente questo avvertimento stile mafioso.
Slai Cobas "INT" per il sindacato di classe, Milano
cobasint@tiscali.it


di seguito il testo della diffida



giovedì 2 ottobre 2014

pc 2 ottobre - Napoli - contro la BCE ! ASSASSINI IN GIACCA E CRAVATTA.....Jatevenne!

Una forte, combattiva manifestazione apre lo scontro dell'autunno contro Draghi, BCE, GOVERNI dell'EUROPA imperialista che scaricano la crisi sulle masse attaccando salari, lavoro, casa, scuola, sanità e i diritti di tutti i proletari per i profitti dei padroni e delle banche !

  1. Le vili cariche poliziesche a difesa dei gran-commis del capitale capeggiati da DRAGHI non fermano ma ingrossano il corteo di  studenti, operai, precari, disoccupati, cassintegrati, senza casa, che dopo essere giunto nei pressi della Reggia di Capodimonte, e aver fronteggiato cariche della polizia con idranti e lacrimogeni, torna a sfilare nei quartieri popolari di Napoli, con applausi e sostegno delle masse.
  2. Anche la Reggia viene violata, un compagno riesce a scavalcarla per mettere uno striscione, viene fermato e portato in Questura. Tutto il corteo ne chiede ora il rilascio!
Una manifestazione appello a tutti i proletari del paese: lottiamo, ribelliamoci, organizziamoci, uniamoci  contro i mostri del capitale e del profitto che succhiano il sangue al popolo in Italia, come in tutta Europa

Non abbiamo paura, siete voi i veri terroristi e criminali
che dovete avere paura!

proletari comunisti - PCm Italia
2 ottobre 2014

pc 2 ottobre - Cgil, Cisl e Uil aiutano i padroni a fare profitti: il caso di Pavia

Come sempre, è il sindacato ad anticipare quello che il governo e i padroni vogliono, in maniera "innovativa", cioè Cgil, Cisl e Uil sono la vera avanguardia, e salvaguardia, dei profitti dei padroni!
A Pavia, infatti, come riporta questo articolo di oggi de Il Sole 24 Ore, è stato "sottoscritto un originale e innovativo patto" tra sindacati e la Confindustria in rappresentanza delle Pmi-Piccole e Medie Imprese contro l'assenteismo!
Il giornalista ci ricorda che "Con la recessione non si scherza: lo sanno bene in provincia di Pavia, territorio di grande tradizione industriale che dopo anni di sostanziale uniformità il quadro congiunturale della Lombardia, dal 2010 si allontana drammaticamente dalle performance regionali." E cioè con la crisi, e comunque dal 2010 nella provincia di Pavia i padroni non fanno più gli stessi profitti. "Ecco allora che ieri Confindustria Pavia, Cgil, Cisl e Uil hanno sottoscritto un "Patto per una politica industriale locale e per un territorio attrattivo" che, tra le altre cose, propone una innovativa formula di collaborazione bilaterale tra imprese e sindacati per combattere l'assenteismo e far crescere le ore lavorate." Ecco allora… la "collaborazione bilaterale", che non è mai mancata in questi ultimi 40 anni, e il "patto" che serve a far crescere le ore lavorate! È ormai un lontano, ma molto lontano, ricordo il tempo in cui il sindacato provava a far crescere il salario!

In questo accordo “Ci sono dentro misure che vanno in molteplici direzioni – dalla costituzione di un Laboratorio per le relazioni industriali territoriali e di un Osservatorio congiunto sugli investimenti infrastrutturali, passando per la stesura di un piano industriale di area" ma, e la cosa quasi quasi meraviglia pure il giornalista, " … ma a colpire sono soprattutto le prese di  posizione riguardanti il lavoro. Il neo costituito Laboratorio pavese dovrà infatti "individuare possibili linee guida e/o strumenti" per attuale un "riposizionamento, quanto meno rispetto al dato lombardo del totale delle ore lavorate" (nel biennio 2011/2012 la performance della provincia è di 1.512 ore lavorate contro le 1.540 della media regionale) e contrastare "i livelli anomali di assenze" che risultano "tra le cause che incidono negativamente sull'organizzazione produttiva, sull'efficienza e sulla competitività delle aziende e, di conseguenza, sulla stessa occupazione." "In pratica..." ci spiega allegro il giornalista "… di fronte alle anomalie si dovrà "avviare un confronto tra le singole aziende, le rsu e le organizzazioni sindacali, per individuarne le cause e ricercare soluzioni condivise intervenendo sui modelli organizzativi, sui carichi e orari di lavoro, sui comportamenti individuali anche nei confronti delle autorità preposte ritenute più opportune".
"Per il presidente della territoriale di Confindustria Alberto Cazzani, "si tratta di un patto innovativo, che punta a restituire competitività al territorio. Non è più tempo di inutili liturgie e di documenti scritti in politichese". Chissà che Pavia, con il suo Laboratorio, a questo punto non diventi un laboratorio per tutto il Paese." Di che cosa, dunque, si dovrebbe preoccupare Renzi?

pc 2 ottobre - SCONTRI CON LA POLIZIA AL CORTEO DEI BLOCK BCE A NAPOLI

Scontri tra forze di polizia e manifestanti durante il corteo dei 'Block Bce'. Le forze dell'ordine hanno usato lacrimogeni e idranti per disperdere i manifestanti che stanno cercando di raggiungere la Reggia dove è in corso il direttivo Bce guidato da Draghi. A ridosso di uno degli ingressi della Reggia di Capodimonte il corteo si ferma. E' quello il limite fissato per i manifestanti dalla Questura.

Si accendono altri fumogeni e qualcuno nelle prime file si copre il volto anche con i caschi. Schierati i reparti anti sommossa. Un'altra sosta c'era stata poco prima davanti all'Ospedale CTO, ora riassorbito nell'azienda ospedaliera Colli Aminei, e interessato dai tagli alla sanita'. Molti i dipendenti, tra medici, infermieri e amministrativi, affacciati alle finestre, hanno applaudito il passaggio del corteo. 




http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/10/02/scontri-a-napoli-per-il-vertice-bce-bottiglie-e-petardi-la-polizia-carica/1140731/#foto-manifestazione-contro-il-vertice-bce

pc 2 ottobre - UN COMMENTO AI "GIOVEDI' ROSSI" DI FORMAZIONE OPERAIA CHE CI INCORAGGIA

Compagni complimenti 

per l'iniziativa di questo

corso. 

Prima parte esaustiva

ma soprattutto

semplice per essere 

accessibile a tutti e 

tutte. 

Grazie, ogni giovedì 

puntuale!

pc 2 ottobre - FORMAZIONE OPERAIA - 3° PARTE - IL LATO PROGRESSIVO DEL LAVORO SALARIATO.... LO STESSO CAPITALE COSTRUISCE I SUOI "BECCHINI"

Nella 2° parte abbiamo visto che l'operaio produce esso la ricchezza che però gli è estranea e nello stesso tempo produce il potere che lo domina, che gli è nemico, il capitale. Più si sviluppa la ricchezza, la società e più, relativamente, si impoverisce la condizione dell’operaio.
Quindi, salario e profitto stanno in rapporto inverso. “Il profitto sale nella misura in cui il salario diminuisce e diminuisce nella misura in cui il salario sale”; ma "per quanto il salario possa aumentare, il profitto del capitale aumenta in modo sproporzionatamente più rapido”.


Da "Lavoro salariato e capitale" di MARX

3° PARTE

Qui riprendiamo in maniera sintetica appunti sul salario che poi Marx ha sviluppato nel testo “Lavoro salariato e capitale”.


“Il salario aumenta quando aumenta la domanda di lavoro" da parte dei capitalisti. Ma "questa domanda aumenta quando aumenta il capitale che il lavoro mette in moto, cioè quando aumenta il capitale produttivo”. Quindi “una condizione fondamentale dell’aumento del salario consiste nella crescita del capitale produttivo e in una sua crescita il più possibile rapida. Pertanto, per l’operaio la condizione fondamentale di una situazione passibile (di aumento del salario) sta dunque... nell’accrescere al massimo la potenza del suo nemico (il Capitale)”.
Ma “se il capitale cresce rapidamente, cresce in modo incomparabilmente più rapido la concorrenza fra gli operai” “perchè l’aumento del capitale porta: ad un lavoro su vasta scala, e quindi ad una nuova divisione del lavoro che lo semplifica ancora di più; poi all’introduzione di macchinari su vasta scala e all’introduzione di nuove macchine. Cioè, dunque, nella misura in cui cresce il capitale cresce la concorrenza tra gli operai, perchè la divisione del lavoro è semplificata ed ogni settore lavorativo diventa accessibile a chiunque”.
La crescita del capitale porta ad una crescita della parte di capitale convertita in macchinario, ad un accrescimento della riserva di materie prime (perchè si produce molto di più in meno tempo) e quindi della parte di capitale convertita in materie prime. Ma che succede a quella parte del capitale destinata al mantenimento dell’operaio, ad essere convertita in salario? “La parte del capitale produttivo destinata al salario non cresce nella stessa misura delle parti destinate al macchinario ed alle materie prime (anzi) cresce la sproporzione tra il capitale investito in materie prime e macchine e il capitale destinato al salario”. Quindi, questa parte si ridurrà sempre più rispetto alle altre due parti.
Perchè e che avviene? Investendo il capitale nei macchinari, il capitalista ora farà produrre l’operaio 3,4,5 volte più di prima, al posto dei 100 operai di prima ora ne ha bisogno solo di 50; licenzierà quindi 50 oppure i 100 operai “dovranno lavorare per lo stesso prezzo che veniva offerto prima a 50 lavoratori. C’è dunque sovrabbondanza di operai sul mercato”. Ma anche considerando che il capitalista sviluppa la produzione in modo tale da non licenziare o anzi assumere altri operai, questa produzione dovrà essere aumentata in “modo mostruoso... La sovraproduzione viene così accelerata e alla crisi seguente il numero dei disoccupati sale più che mai”.
“Questa è una legge universale derivante dalla natura stessa del rapporto capitale-lavoro. “Di questa legge ... che trasforma persino la condizione più vantaggiosa per l’operaio - la crescita veloce del capitale produttivo - in una situazione svantaggiosa, i borghesi ne hanno fatto una legge naturale, mentre invece si tratta di una legge sociale... Essi non hanno capito che, nella crescita del capitale, è inclusa la crescita di questa contraddizione... La forza produttiva, in particolare la forza sociale degli operai stessi, non viene pagata loro, ma è addirittura diretta contro di loro”.
Da questa legge del capitale derivano delle assurdità:
Dal rapporto capitale-lavoro deriva che “il numero degli operai è sempre troppo elevato rispetto alla domanda di lavoro... (ma) a prescindere dall’assurdità che l’intera classe operaia non può decidere di non fare più figli, la loro situazione stessa li porta, al contrario, a trovare nel piacere sessuale, il principale piacere della vita e a svilupparlo unilateralmente. Dopo aver ridotta al minimo vitale l’esistenza degli operai, la borghesia pretende adesso di ridurre al minimo anche l’attività di riproduzione”.
Ma a parte l’assurdità, la stessa borghesia, per altro verso, vuole che si facciano figli per sostituire operai giovani (carne fresca) ad operai adulti e perchè ha sempre bisogno di un esercito operaio di riserva da usare come pressione/ricatto verso gli operai occupati, per abbassare loro il salario e peggiorare le condizioni di lavoro e i suoi diritti: “lo scopo fondamentale del borghese, nei confronti dell’operaio, sta proprio nell’avere la merce lavoro a basso prezzo, il che risulta possibile soltanto se la disponibilità di tale merce è notevole rispetto alla domanda della medesima...”.

Marx conclude lo scritto su “Lavoro salariato e capitale”, analizzando il lato progressivo del lavoro salario - Questa parte è importante contro tutte le teorie (reazionarie ma rivestite di un'aria di "sinistra") che contro le brutture del capitalismo sognano e propugnano di far girare indietro la ruota della storia.
Primo - ”... senza questi rapporti di produzione non si sarebbero potuti creare neppure i mezzi di produzione, gli strumenti materiali di liberazione del proletariato e di fondazione di una nuova società, nè il proletariato stesso avrebbe preso la strada dell’unione e dello sviluppo su cui può veramente rivoluzionare la vecchia società e se stesso”.
Secondo - “... ha abolito ogni patriarcalismo, in quanto contattare, comprare e vendere, è la sola relazione ed il rapporto monetario è il solo rapporto che rimane tra datore di lavoro e operai”.
Terzo - “l’apparenza sacrale di tutti i rapporti della vecchia società, soprattutto" - spirituali, culturali, ecc. usati per subordinare, opprimere, mantenere nell'ignoranza le masse - è caduta, in quanto essi hanno preso l’aspetto di puri rapporti monetari...”.
Quarto - “da quando il lavoro è stato ridotto a merce... tutti i lavoro fisici sono perciò diventati infinitamente facili e semplici per una futura organizzazione della società...”.
Quinto - “avendo constatato, attraverso la loro vendita universale, che possono staccarsi e separarsi da tutto, gli operai si sono liberati dalla subordinazione ad un rapporto determinato...”.

(CONTINUA AL PROSSIMO GIOVEDI')

pc 2 ottobre - .. imperialismo è guerra!..da Pillole comuniste

Imperialismo è guerra, senza eliminare l'imperialismo non si può eliminare la guerra.
Ma per eliminarlo, la guerra all'imperialismo è necessaria e inevitabile

da Pillole comuniste - 2 -
8-9-2013

pc 2 ottobre - La 'guerra' contro il movimento NO MUOS dimostra l'importanza di questa battaglia che la repressione non può, nè deve fermare!

NO MUOS: i numeri della repressione

altQualche giorno fa il Movimento No Muos Sicilia ha pubblicato, sui propri account facebook, una fotografia tratta dalla relazione al prefetto di Caltanissetta, Valente, che mostra i numeri dell’impiego di forze dell’ordine messe a vigilanza del cantiere del Muos e di tutta la base per l’anno 2013.

alt
 La relazione del Prefetto Valente, in merito alla gestione dell’ordine pubblico a Niscemi, per quanto diffusa da un rappresentante della autorità, contiene assieme alle menzogne che costituiscono la "verità ufficiale" delle autorità in merito alla presunta non dannosità della base, numerosi spunti di riflessione per gli attivisti No Muos.
A noi pare comunque utile ridiffondere il disprezzo che hanno le nostre autorità e chi ci governa per le esigenze del nostro vivere civile. Ci fa veramente specie che in una regione che ha un tasso di disoccupazione enorme, dove sempre più persone vivono sotto il tasso di povertà, dove esiste un elevatissimo tasso di dispersione scolastica, dove c’è un’emergenza mafiosa e un diffuso fenomeno di corruzione tra le classi dirigenti, dove non esiste nessuna politica di accoglienza nei confronti di migliaia di disperati che approdano sulle nostre coste, si trovino i soldi per impiegare più di settemila funzionari pubblici per difendere un’opera che rappresenta una grande devastazione ambientale e una base che dal 1992 irradia Niscemi di elettromagnetismo nocivo. Senza pensare alle spese della base in sé e per sé, alle quali siamo tenuti a contribuire secondo trattati internazionali stipulati nella prima metà del 900....
Il secondo sottinteso è più piacevole da prendere in considerazione, perchè uno spiegamento talmente enorme di forze, tale da potere essere paragonato ad un’operazione di guerra in casa propria, dimostra che un’opera invasiva e dannosa, quando ha la popolazione locale contro, diventa un problema di ordine pubblico dalle proporzioni enormi e mostra sino a che punto i No Muos, con le loro spregiudicate e fantasiose azioni e boicottaggi di ogni tipo, siano stati in grado di mettere in crisi un apparato securitario ed un modello di controllo e militarizzazione del territorio. Fort’Alamo, l’abbiamo chiamata noi No Muos la dannata base, perchè sappiamo bene quanto sia indifendibile e come dentro a dispetto dell’enorme spiegamento di forze messo in campo dal nostro governo vi sia solo uno sparuto gruppo di mercenari americani. ...
La partita è ancora aperta e noi No Muos stiamo sul campo.
#Stay Rebel

pc 2 ottobre - Firenze risponde alle aggressioni poliziesche - il sostegno e l'invito alla partecipazione di proletari comunisti- PCm Italia

Firenze: Se Toccano Uno Toccano Tutti! Sabato In Piazza Per La Libertà Di Movimento'


La sera di martedì 23 settembre un attivista in prima linea nelle battaglie per il diritto alla casa viene aggredito al ritorno da un assemblea da una squadraccia di agenti in borghese. Viene ammanettato, pestato, minacciato, umiliato, prima in strada – a due passi dall'Hotel Concorde occupato - e poi negli uffici della Questura.
Il giorno precedente una conferenza stampa del Movimento che aveva iniziato a far luce intorno alla morte di Raphael, ragazzo nigeriano di 18 anni senza documenti che ha perso la vita durante un controllo di polizia, rompendo il muro di bugie costruito dalla Questura per coprire gli abusi degli agenti intervenuti quella sera.

Impossibile non leggere questa vigliacca aggressione come un tentativo di far paura e zittire quel pezzo di città che ha deciso di alzare la testa e ha iniziato a lottare per i propri diritti, che ha trovato il coraggio di combattere le ingiustizie delle istituzioni e denunciare gli abusi delle divise.

Azioni squadriste come quella subita da un nostro compagno sono semplicemente intollerabili e rappresentano una vera e propria minaccia alla libertà di tutti e tutte: l'intera città è chiamata a rispondere e prendere posizione, schierandosi al fianco delle centinaia di uomini e donne che dentro i percorsi di lotta per il diritto alla casa stanno costruendo una possibilità reale di riscatto e ribellione sociale che tanto preoccupa e infastidisce i padroni della città.

AL FIANCO DI CHI LOTTA, PER LA LIBERTA' DI MOVIMENTO!
VERITA' E GIUSTIZIA PER RAPHAEL!
CASA, REDDITO, SALARIO E DIGNITA' PER TUTTI!

SABATO 4 OTTOBRE
MANIFESTAZIONE
ore 16:00 Piazza Tasso

pc 2 ottobre - Contro la BCE - oggi con il cuore e con la mente con i compagni di NAPOLI


pc 2 ottobre - Walter Rossi - ora e sempre resistenza!


Roma. Un corteo antifascista ha ricordato Walter Rossi

Roma. Un corteo antifascista ha ricordato Walter Rossi

Un corteo antifascista ieri pomeriggio ha ricordato a Roma l'omicidio di Walter Rossi avvenuto il 20 settembre del 1977. Il corteo, partito da piazza degli Eroi, ha percorso via delle Medaglie d'Oro, la strada su cui il commando dei fascisti usciti dalla sede del Msi della Balduina fece fuoco uccidendo Walter in mezzo alla strada, mentre insieme ad altri compagni distribuiva un volantino antifascista contro una aggressione avvenuta il giorno prima. Da quel giorno, per gli antifascisti romani il 30 settembre non è più stata una data come un'altra sul calendario.
(notizia da contropiano)

pc 2 ottobre - Contro la stampa borghese che sostiene le menzogne naziste, in Ucraina stragi e torture!

Donetsk, strage in una scuola. Alcune prigioniere raccontano le torture



Donetsk, strage in una scuola. Alcune prigioniere raccontano le torture 

Avrebbe dovuto – come scrive ‘La Repubblica’, il quotidiano italiano che più ama e celebra i nazisti ucraini del Battaglione Azov – essere un giorno di festa per la riapertura delle scuole, ritardata di quasi un mese proprio a causa dell’assedio militare di Kiev contro le popolazioni dell’Ucraina Orientale.
Ma oggi a Donetsk è un giorno di lutto e di dolore. Questa mattina infatti, nonostante il cessate il fuoco teoricamente in vigore dal 5 settembre scorso, due colpi di mortaio sparati dall’artiglieria governativa hanno centrato una scuola alementare nel quartiere di Kievski, che per sua sfortuna sorge a soli 4 km dall’aeroporto della città teatro da settimane di intensi scontri a fuoco e sembra da poche ore finito sotto il controllo delle milizie delle Repubbliche Popolari. 
Finora le autorità locali hanno riferito di 10 morti; quattro sono stati uccisi e altri 10 sono stati feriti da un proiettile caduto nel cortile della scuola, mentre altre sei vittime sono morte sul colpo quando un altro colpo di mortaio ha centrato un taxi collettivo in una strada vicina, distruggendo completamente il mezzo. Per ora non è chiara l’identità delle vittime del fuoco dell’esercito di Kiev, i media parlano sicuramente di un genitore e di un insegnante. Alcuni dei feriti sarebbero in gravi condizioni.

Intanto gli insorti denunciano i crimini e i trucchi della controparte.
Domenica scorsa un’automobile con a bordo alcuni esponenti del governo ribelle che si recavano bandiera bianca ben in vista verso l’aeroporto di Donetsk per parlamentare con i governativi è stata incredibilmente accolta a colpi di mitra e un miliziano è rimasto ucciso. Inoltre il governo di Kiev non sta ottemperando agli accordi raggiunti a Minsk in tema di scambio di prigionieri, ritardando la liberazione dei miliziani catturati e soprattutto spacciando per combattenti dei civili arrestati o trattenuti negli ultimi mesi.
Tra questi c’è anche la giornalista crimeana Anna Mokhova che, finalmente liberata il 22 settembre, ha raccontato di esser stata torturata, picchiata durante un interrogatorio, molestata sessualmente e minacciata di fucilazione da parte dei suoi carcerieri ucraini, gli agenti della Sbu (Servizi di Sicurezza).
Racconti simili da parte di Inga Avdeeva, una ragazza 24enne di Odessa, anche lei una civile recentemente liberata nel corso di uno scambio di prigionieri che teoricamente dovrebbe riguardare solo combattenti. Catturata dai Servizi di Sicurezza Ucraini (SBU) lo scorso 25 giugno, la ragazza è stata accusata di terrorismo solo perché sul suo profilo di "VKontakte" (un social network in uso nei paesi dell’ex Urss) comparivano slogan a favore della Novorossiya. Inga Avdeeva ha raccontato che, nonostante fosse incinta, è stata più volte torturata e picchiata, costretta a dormire con la luce accesa 24 ore su 24, e alla fine ha perso il bambino....

(da contropiano)

mercoledì 1 ottobre 2014

pc 1 ottobre - Michele Ferulli, libertà di uccidere per gli sbirri! Il taser in questo Stato di polizia non poteva mancare

Mentre vengono rese pubbliche le motivazioni della sentenza che ha assolto i 4 assassini in divisa di Michele Ferulli - "i colpi degli agenti, erano necessari per vincere la resistenza dell’uomo", morto in fin dei conti per arresto cardiaco, dovuto a una "tempesta emotiva" da "fattori stressogeni" - dopo il sì del Garante all’uso di mini-telecamere indossabili per le forze dell'ordine, le commissioni congiunte Giustizia e Affari costituzionali della Camera dicono sì all'utilizzo del taser da parte degli sbirri.
Sull'emendamento, presentato dal forzista Gregorio Fontana, il M5s non ha avuto null'altro da dire che: "ma quanto ci costano? Perchè non aumentiamo gli stipendi alle forze dell'ordine?"

Sul taser, la pistola elettrica per immobilizzare le vittime con una scossa, Amnesty International denuncia:

334 sono le persone morte negli Usa, dal 2001 all'agosto 2008, dopo essere state colpite da taser. Medici e magistrati sono giunti alla conclusione che nel 50 per cento dei casi i taser abbiano causato direttamente o contribuito a causare la morte. In almeno sei casi mortali, i taser sono stati utilizzati su persone che avevano problemi di salute in fase acuta, tra cui un medico che aveva avuto un incidente con la propria automobile, andata distrutta, nel corso di una crisi epilettica. È morto dopo essere stato ripetutamente colpito da un taser sul ciglio della strada dove, stordito e confuso, non riusciva a obbedire ai comandi di un agente

A Miami Beach, l' 8 agosto 2013,  un ragazzo di 18 anni è morto dopo essere stato colpito con una pistola taser da un agente che cercava di arrestarlo perché stava disegnando dei graffiti sul muro di un fast food abbandonato. Uno dei poliziotti lo ha colpito al petto con la pistola Taser e il ragazzo è morto dopo essere stato ricoverato in ospedale.

Il 14 ottobre 2007 al terminal di Vancouver in Canada, un uomo polacco di 40 anni è deceduto per arresto cardiaco a causa dell'uso del taser da parte della polizia canadese.
Portogallo

Nel novembre 2007 l'ONU ha equiparato l'uso di taser ad una forma di tortura e ne ha sconsigliato l'acquisizione alle forze dell'ordine portoghesi

Ma in Italia non esiste il REATO di tortura, esiste la TORTURA e basta, col taser o con le botte cosa cambia?

Cambia che le botte non piegano fisicamente la tua volontà di resistere, il taser invece ti rende incoscente, immemore. Cambia che se sopravvivi alla violenza ricordi tutto e sei più incazzato/a di prima, col taser no. Cambia che le botte lasciano i segni della violenza, il taser no.
E quindi, chi mai potrebbe denunciare gli assassini di Stato, le morti da carcere, gli stupri punitivi?
Il taser in questo Stato di polizia non poteva mancare!

pc 1 ottobre - La morte di Salvatore La Fata. Fatti più in là! E' omicidio di Stato!

La crisi dei padroni continua a mietere vittime tra i disoccupati: "omissione di soccorso e istigazione al suicidio", denunciati 2 vigili urbani per aver provocato la morte di Salvatore La Fata

ANSA) - CATANIA, 30 SET - E' morto l'operaio edile disoccupato di 56 anni, Salvatore La Fata, che il 19 settembre scorso si era dato fuoco a Catania per disperazione. E' deceduto, nell'ospedale Cannizzaro, per i postumi di ustioni di secondo e terzo grado sul 60% del corpo. L'uomo, che si arrangiava come ambulante, aveva compiuto il gesto dopo il sequestro della merce che vendeva senza autorizzazioni in piazza Risorgimento.
"Temo che tutto si possa chiudere come un incidente, ma per noi non è così: domani presenteremo una ulteriore denuncia alla Procura ipotizzando il reato di omicidio colposo": ha affermato l'avvocato Francesco Maria Marchese, legale della moglie e dei due figli dell'operaio deceduto.
"Il Pm di turno ha già autorizzato la restituzione della salma alla famiglia - aggiunge il penalista - ma noi riteniamo indispensabile che sia eseguita l'autopsia per valutare con attenzione tutto quello che è accaduto". Per questo, annuncia l'avvocato Marchese, che nei giorni scorsi aveva presentato una denuncia per omissione di soccorso e istigazione al suicidio, "domani depositerò in Procura una querela per omicidio colposo e la richiesta di eseguire l'autopsia".
"Torneremo a chiedere - anticipa il legale - che siano identificati di due vigili urbani che lo stavano per multare. Abbiamo una testimone che dice di avere sentito uno dei due rispondere così alle minacce di suicidio di La Fata: 'se lo devi fare, spostati più in là...".

Salvatore La Fata da oltre due anni non lavorava più dopo essere stato licenziato da un'impresa edile e si arrangiava come ambulante. Il 19 settembre scorso dei vigili urbani gli avrebbero contestato la vendita illegale di prodotti alimentari per strada e lui, per protesta, si è dato fuoco.

pc 1 ottobre - RENZI-TFR: GIU' LE MANI!

E va bene che gli aumenti salariali strappati con le lotte ai padroni dovrebbero essere considerati dagli operai questione da 'libro dei sogni', ma che ora Renzi voglia far passare il fatto che siano gli operai stessi con una parte del loro salario - il TFR - ad aumentarsi, sia pur solo nominalmente, il salario (visto che nella sostanza è più misero), è un pò troppo!

Gli operai hanno già lavorato per quel salario accantonato, e ora il MatteoRenzi bellamente, con una sorta di "partita di giro", vorrebbe spostare il 50% di esso e metterlo in busta paga agli operai, senza metterci una lira di suo. Siamo alle truffe da ladruncoli di quartiere!

E' chiaro che il problema per il governo non è neanche far ritrovare ai lavoratori più soldi (loro) in tasca, ma farglieli spendere per "far riprendere l'economia delle aziende", o per pagare quelle bollette, quella Tasi e altre tasse che stanno per impoverire ancor più i lavoratori. Quindi, per Renzi, nelle tasche dei lavoratori quella parte di TFR non deve rimanere un minuto di troppo... 

Renzi aveva fatto il tentativo con le 80 euro, ma visto che non solo niente è cambiato per la ripresa dei consumi, ma tutti i lavoratori ora sono ancora più poveri di prima, ha ripreso una vecchia idea, di usare i soldi dei lavoratori per spingerli a spendere
A parte che come non sono state 80 euro (bonus che il governo probabilmente ora non sa più come garantire per il prossimo anno, nonostante si sia speso in promesse), non saranno certo le 100 euro del Tfr in più al mese a cambiare la situazione del mercato, la cosa insopportabile è che, con un atteggiamento da "imbonitore" Renzi vorrebbe scippare anche l'unica speranza dei lavoratori di trovarsi alla fine un pò di soldi per fare qualche spesa più grossa.

GIU' LE MANI!

pc 1 ottobre - Basta con l'impunità per gli sbirri assassini! Ancora un'ennesima assoluzione per gli assassini in divisa: si tratta dei 4 poliziotti che uccisero Michele Ferrulli

1 ottobre 2014
da baruda

Nessuno di noi ha dimenticato le immagini dell’assassinio di Michele Ferrulli, colpevole forse di goliardia e un po’ di ebbra voglia di cazzarare.
Michele Ferrulli è morto di arresto cardiaco la notte del 30 giugno 2011 durante un fermo di polizia al quale si stava ribellando, senza usare alcuna violenza, ma  con un po’ di ingiurie ai 4 uomini della Polizia di Stato che lo volevano ammanettare.
Video da diverse angolazioni hanno reso pubblica immediatamente la cosa, palesando i fatti: per i 4 poliziotti imputatia di omicidio preterintenzionale e di falso in atto pubblico, la richiesta di condanna era di 7 anni. Oggi la sentenza: tutti assolti.

Le carte processuali che chiedevano la condanna dei poliziotti parlava di «una violenza gratuita e non giustificabile» da parte dei poliziotti, giunti in quell’angolo di strada perché erano stati segnalati degli schiamazzi. Si leggeva ancora che gli agenti «agirono in quattro contro una persona più anziana di loro, che era prona, bloccata a terra e invocava aiuto».

Immediatamente dopo un arresto cardiaco ha stroncato la vita di Michele, manovale di 51 anni, residente a pochi metri da dove è morto.

La sentenza di oggi invece assolve tutti, mette nero su bianco che menare un uomo che grida ripetutamente “aiuto” con la faccia spiaccicata sull’asfalto è cosa buona e giusta, assolutamente necessaria qualora qualcuno si rifiuti di essere arrestato senza motivo.

Da Michele Lucchetti, Roberto Stefano Piva, Sebastiano Cannizzo e Francesco Ercoli  secondo i giudici della Prima Corte d’Assise di Milano «in realtà non fu usato alcun corpo contundente, la condotta di percorse consistette nei soli “tre colpi” e “sette colpi” dati in modo non particolarmente violento; tale condotta fu giustificata dalla necessità di vincere la resistenza di Ferrulli a farsi ammanettare; si mantenne entro i limiti imposti da tale necessità rispettando altresì il principio di proporzione.
Michele Ferrulli dopo aver proferito reiterate ingiurie e minacce all’indirizzo dei poliziotti, dopo essersi rifiutato di fornire i documenti e dopo aver addirittura aggredito uno dei poliziotti, poteva essere legittimamente ammanettato».

«L’invocazione di aiuto non può di per sé fondare un giudizio di prevedibilità dell’evento lesivo derivante da un effettivo malore, ben potendo essere espressione di una simulazione volta a impedire l’arresto, come ben spiegato dal teste Sola».

Avviene molto spesso che giudici magistrati sorpassino i peggiori elementi della storia della Polizia di Stato, questa ne è un’ennesima conferma.

ASSASSINI MALEDETTI

pc 1 ottobre - Brindisi - ignobile condanna per Bobo Aprile e per i disoccupati che lottavano per il lavoro e il salario

La solidarietà dello Slai cobas per il sindacato di classe e di tutti i compagni di Taranto

Per il blocco cancelli Monteco
condannato Bobo Aprile della confederazione cobas e altri 28 imputati



BRINDISI – Il giudice monocratico del Tribunale di Brindisi, Giuseppe Biondi, ha condannato a pene comprese tra i cinque mesi e i due anni di reclusione i 29 imputati in un processo per un blocco non autorizzato effettuato a Brindisi davanti ai cancelli della ditta Monteco, che si occupa della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti urbani. Tra le persone ritenute responsabili della manifestazione non autorizzata dai risvolti penali c'è anche il sindacalista Cobas in pensione, Bobo Aprile, per cui la pena decisa è di dieci mesi.

Gli altri imputati sono ex componenti di un comitato di disoccupati che lamentava oltre all’assenza di lavoro il fatto che l’azienda in questione avesse assunto per alcuni periodi personale proveniente da Lecce e non da Brindisi.


Il pm, Pierpaolo Montinaro aveva invocato pene comprese tra un anno e un anno e otto mesi. Alla ditta Monteco, costituitasi parte civile, è stato riconosciuto un risarcimento del danno da liquidarsi in separata sede.
I fatti in questione risalgono al 1° e 2 marzo del 2011. Le accuse sono a vario titolo di interruzione di pubblico servizio, violenza privata e continuata in concorso. Dei 29 imputati, 18 furono destinatari il 12 ottobre 2011 di un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari. Le indagini furono delegate proprio alla Digos della questura di Brindisi.

pc 1 ottobre - ILVA: CHI PAGA PER I MORTI E PER I VIVI? NESSUNO...

Gli eredi di Claudio Riva rinunciano all'eredità per liberarsi da responsabilità per risanamento e risarcimenti - Ma anche i nuovi soci vogliono l'Ilva ma senza obblighi.


CHI PAGA PER I MORTI DI OPERAI E DEI CITTADINI DI TARANTO? CHI PAGA PER I TUMORI E LE MALATTIE? CHI RISANA L'ILVA E L'AMBIENTE?


Nessuno lo vuole fare! I Riva, dopo aver imboscato nei "paradisi fiscali" i miliardi di profitti, ora cercano di sottrarsi con altre manovre dal mettere soldi per l'Ilva e la città; i possibili nuovi acquirenti, indiani o italiani che siano, vogliono una Ilva nuova, pulita da debiti e impegni, praticamente regalata; il governo, tramite il commissario Gnudi accetta tutto questo e pensa di preparare una "Bad Company" in cui scaricare tutti i debiti e i "doveri" di vecchi e nuovi proprietari, nonchè, come abbiamo denunciato in altri articoli, anche gli operai considerati in esubero. 
Se passa questa politica, i padroni, vecchi e nuovi, avranno un altro grosso regalo dallo Stato italiano, gli operai e le masse popolari di Taranto perderanno in tutti i sensi, come lavoro e come salute. 
A chi parla di "nazionalizzazione" come la soluzione (falsa) di tutti i guai (Usb, Fiom...), il governo risponde per quello che inevitabilmente è nel sistema capitalista: un comitato d'affari dei padroni, impegnato solo a risolvere i problemi dei padroni (sfruttatori, evasori, ladri, assassini), a salvaguardare i loro mega profitti fatti sul sangue dei lavoratori. Noi abbiamo posto e poniamo la necessità di un "decreto operaio" per difendere posti di lavoro, salute, sicurezza; ma nessuno si illuda, per questo "decreto" occorre una guerra di classe lunga, dura. Occorre che i padroni e i governi temano concretamente questa minaccia.  

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La "Bad Company" dei Riva
(dal Corriere della Sera) - "Figli e nipoti hanno rinunciato alla eredità di Emilio Riva, punto di riferimento del gruppo familiare, ma questo non ha conseguenze sulla proprietà dell’Ilva, di cui erano e rimangono gli azionisti di controllo. Il motivo è molto semplice: Emilio Riva, morto alla soglia dei 90 anni, aveva soltanto l’usufrutto delle azioni della società a cui fanno capo gli stabilimenti di Taranto, l’acciaieria più importante d’Europa, e non la nuda proprietà. Quest’ultima, infatti, è stata trasferita agli eredi un discreto numero di anni fa. Alla sua morte l’usufrutto si è estinto automaticamente, ricongiungendosi alla nuda proprietà. La proprietà dell’Ilva fa capo a due rami familiari: quello di Emilio Riva, che ne ha la maggioranza, e quello del fratello Adriano.Nella saga dei Riva gli eredi, nel caso di Emilio, sono i tre figli maschi del primo matrimonio (Fabio, Claudio e Nicola, che controllano ognuno il 20 per cento della partecipazione che faceva capo al gestore del gruppo), il quarto nato dalle seconde nozze (Daniele, che ha il 15 per cento) e due nipoti (con il 12,5 per cento a testa). Il ramo di Adriano Riva, invece, ha come eredi due figli maschi, Cesare e Angelo, più un nipote. Nella nuova governance non c’è più un uomo solo al comando, com’era stato con Emilio Riva, ma Claudio e Cesare, che hanno avuto mandato di guidare il gruppo familiare per cinque anni. La rinuncia all’eredità è comunque una scelta che si fa solo in casi gravi. Nel caso specifico le inchieste avviate dalla magistratura di Taranto e Milano sono in pieno svolgimento e dagli esiti imprevedibili. La morte di Emilio Riva estingue le responsabilità penali, che ovviamente non sono trasferibili agli eredi, ma resta aperto il problema delle responsabilità civili. 

Il commissario-piazzista Gnudi
Proprio il groviglio dei procedimenti giudiziari, con inevitabile coinvolgimento dei figli che lavoravano in azienda e dei manager, rende particolarmente complessa la partita in corso per il risanamento e rilancio dell’Ilva, affidata al nuovo commissario straordinario, Piero Gnudi, nominato pochi mesi fa. Di sicuro nessun acquirente accetterà di prendersi i rischi del passato e, molto probabilmente, lo schema della vendita sarà la creazione di due società: la bad company, in cui resteranno rischi civili e patrimoniali, e la nuova Ilva. In più c’è il filone dei reati fiscali e societari su cui sta indagando la magistratura milanese... Meglio, di conseguenza, tirarsene fuori. 


Il nuovo padrone Mittal
Restano, invece, le responsabilità in capo alla società Ilva, ma questo è un altro discorso, che s’intreccia con le trattative avviate da Gnudi per una nuova compagine societaria. La cordata di ArcelorMittal e Marcegaglia, il candidato più accreditato, è pronta a un’offerta che garantisce l’occupazione anche se non ha messo nero su bianco il prezzo d’acquisto, limitandosi ad evidenziare una serie di fattori che ne erodono il valore: dagli investimenti previsti dal piano ambientale a quelli nella produzione, dalla cassa necessaria per continuare la produzione all’indebitamento elevato. Tanto che, alla fine, il prezzo potrebbe avvicinarsi allo zero. O risultare perfino negativo". 

pc 1 ottobre - Monsieur le president

Alcuni personaggi cambiano volto, cambiano scena e spesso parole . . . il sorriso comunque rimane sempre lo stesso: quello del “galoppino” schiavo del potere borghese!

Non è mai con gioia che si commentano certi fatti, certe situazioni . . . ognuno di noi vorrebbe vivere in un mondo dove la giustizia non sia un optional ma la normalità di ogni giorno.
E' vero, la Sicilia è parte di un grande impero . . . “il mondo globalizzato” lo chiamano, e quindi a questo si è adeguata, o forse sbaglio, dovrei essere più chiaro . . . I SUOI UOMINI CHIAVE SONO PARTE DELL'IMPERO e come provincia di questo, la trattano . . . renderanno forse conto, solo al Giulio Cesare di turno.
Ne abbiamo viste di cotte e crude in Sicilia; presidenti come Cuffaro e Lombardo e altri più lontani ancora . . . sapevamo di cosa odoravano, erano nemici a prescindere.
Arriva Crocetta, ultima invenzione del Senatore Lumia e a tratti “adottato” anche da Cracolici!
Crocetta e il suo volto pulito, Crocetta ex sindaco “antimafia” di Gela, Crocetta deputato europeo che come Don Chisciotte non ha paura (?).
Il personaggio non ci convince sin dal suo esordio; troppe parole e troppe promesse che male si accordano con i fatti . . . egli si supera con la questione del MUOS e non bastano più i sorrisi e nessuno crede più alle sue promesse.
E' con il Pd e non lo è, il nostro caro governatore . . . lo ricatta e da esso si lascia ricattare, in fondo tutto quel che serve per rimanere con il sedere incollato alla poltrona, va bene.
La sua maggioranza traballa spesso . . . certo Cracolici ha una marcia in più (ma questa è un'altra storia e ne parleremo a suo tempo) e Crocetta è “costretto” a fare e rifare maggioranze, a mentire a precari, lavoratori, donne, studenti e disoccupati . . . lo fa male ma riesce a tenere in piedi la sua baracca.
C'è di tutto dentro i suoi governi, dai grillini imbambolati alle parti di PD che riesce a cogliere di volta in volta . . . i cuperliani litigano con i renziani e il duce massimo del Pd palermitano (chiamasi Cracolici) dice pubblicamente che chiederà scusa ai siciliani che ha invitato a votare Crocetta . . . INTANTO UN NUOVO FRONTE SI VA FORMANDO, silenziosamente ma non troppo, la “destra dichiarata” fa sapere, al grido di “no all'inciucio” che è pronta a collaborare con il governatore per far si che si possano superare le “emergenze”.
Michele Cimino, portavoce regionale del PDR, sostiene che “serve un patto di responsabilità per dare uno scossone all'economia siciliana con il coinvolgimento del governo nazionale”.
Il resto di piddini, il centrodestra di Musumeci e Saverio Romano di forza italia non ci stanno ( ma dentro F.I. c'è gente più accomodante).
Crocetta continua a giocare intanto, distribuendo colpe a destra e a sinistra e lasciando nell'incertezza più assoluta, migliaia di lavoratori . . . i precari della scuola sono un esempio lampante ma certo non possiamo dimenticarci della fiat di Termini e del suo indotto . . . non possiamo dimenticarci delle maree di disoccupati e di giovani che non hanno la più pallida idea di cosa sia un posto di lavoro.
Può darsi che una di queste sere, dopo l'ennesimo litigio televisivo o per carta stampata, l'onorevole Cracolici e l'onorevole Crocetta, bevendo il classico drink (calumet della pace) attorniati da leccapiedi e guardapalle, DECIDANO DI ANDARE A QUEL PAESE, ma che sia davvero un paese lontano!

Per Pcm RedForever Palermo

pc 1 ottobre - Successo per il Meeting Internazionalista in Italia organizzato dal Comitato internazionale di sostegno alla guerra popolare in India

Success for International Meeting in Milan organised by ICSPWI! - in the next days the ICSPWI's official meeting's declaration.

           Lal salaam to PCI (M)!
Comrades, people's of India, you are not alone!
           Long live the10th anniversary!

           Long live the people's war in India!
Large and representative partecipation from variuos countries in the world!
Big internationalist unity in the support to people's war and PCIm!
Decided a new international day of support to  people's war in India!
Advances the organisation of the International delegation in India!

International  Committee Support People's War  India
28 september 2014