lunedì 22 maggio 2017

pc 22 maggio - In India dal 23 al 29 maggio settimana di celebrazione della rivolta di Naxalbari




pc 22 maggio - Iniziative di solidarietà India in Italia - report domani

pc 22 maggio - In diversi paesi iniziative per celebrare il 50° anniversario della 'rivolta di Naxalbari' - Spring Thunder - che oggi vive nella guerra popolare guidata dal PCI maoista - nei prossimi giorni un resoconto


pc 22 maggio - La condizione precaria dei giovani postini in un racconto-denuncia

(Da je so' pazzo)
Dopo svariati anni da quando avevi fatto la domanda per il “portalettere”, il postino sul motorino, le Poste ti chiamano e ti dicono di andare a fare dei test in sede un venerdì di maggio. Quando entri nell'enorme palazzo delle poste a piazza Matteotti già capisci dove stanno quelli che si trovano nella tua stessa situazione. Sono in un angolo ad aspettare, con delle espressioni che sono tra lo speranzoso e l'arrabbiato. Si comincia a parlottare. Ci fanno salire in un ufficio e ci fanno accomodare, in attesa di non si sa bene cosa, e ci fanno compilare un modulo con i propri dati. Ci si comincia a conoscere perchè il tempo di attesa è tanto. Solo due hanno 25 anni, gli altri dai 30 anni a salire. Tutti plurilaureati: infatti si scopre che il requisito minimo per essere chiamato per fare solo 3 mesi (contratto a tempo determinato) il portalettere era avere una laurea con almeno 102\110. I master e i corsi post -laurea abbondano quando compiliamo i moduli. Ognuno comincia a raccontare qualche aneddoto. Tutte brutte storie. Brutte a raccontarle e brutte a sentirle. Colloqui fatti alla Pirelli di

pc 22 maggio - Quella che esiste in Italia è la tendenza a un regime moderno fascista - ma la borghesia non ha trovato ancora il suo cavallo vincente

E' una crisi politica, non di dominio economico-statale, qui la borghesia è forte, scarica la crisi sui proletari e masse, arma e rafforza il suo stato di polizia.  
I comunisti è questo stato di cose che devono affrontare!

pc 22 maggio - FCA SATA MELFI mazzette e assunzioni - Sindacato e padrone

E' il capitalismo bellezza!  E'  il fascismo padronale e il neocorporativismo sindacale.
La denuncia non può bastare... serve la guerra di classe!


Una denuncia giusta.. ma non si poteva fare prima? ndr

...Nella Fiat e nelle fabbriche dell’indotto di Melfi, furono assunti circa 2.500 operai , con diversi tipi di contratto, dal jobs-act fino a quello interinale. Le assunzioni erano gestite dai sindacalisti appartenenti ai sindacati filo padronali, da chiunque aveva contatti diretti e indiretti con i padroni e sembrava un mercato.

Ogni volta che la Fiat e i padroni annunciavano assunzioni, i sindacalisti indicavano e raccomandavano ai diversi  padroni delle fabbriche dell’indotto e della stessa Fiat gli operai da assumere attraverso la chiamata diretta o le agenzie interinali....

In alcuni posti gli stessi operai con la tessera giusta in tasca venivano coinvolti e invitati dal sindacalista in assemblea o direttamente dal padrone a fare un nome di un parente o affine.

In verità lo strato di aristocrazia operaia, ben inserita nei sindacati filo padronali, insieme alla stessa burocrazia sindacale esterna e anche a tanti politici, con accordi informali indicava quali

pc 22 maggio - L'imperialismo italiano e il suo governo, con la carogna Minniti in prima fila


MINNITI: IL MINISTRO DEI CAMPI DI CONCENTRAMENTO
 
Redazione di Operai Contro, il ministro dell’interno del governo dei padroni italiani passerà alla storia come il ministro dei campi di concentramento. Il ministro dell’Interno, Marco Minniti, ha incontrato i […]



Il ministro dell’Interno, Marco Minniti, ha incontrato i suo omologhi di Libia, Niger e Ciad.

Durante il vertice si è deciso che centri di accoglienza per migranti, rispondenti agli standard umanitari internazionali, verranno costruiti in Ciad e Niger. Cioe in Ciad e Nigeria verranno costruiti altri campi di concentramento come quelli libici.

Il ministro dell’interno libico è un mercenario al servizio del presidente nominato dall’ONU. Le denunce dei campi di concentramento libici e delle atrocità dei mercenari sono migliaia.

Niger e Ciad sono pieni di campi profughi. Ad aprile l’aviazione Nigeriano ” per errore” ne ha bombardato uno, causando più di cento morti. Periodicamente esercito regolare e ribelli attaccano i campi profughi uccidendo e violentando. 

La Nigeria è un paese di oltre 170milioni di abitanti.

L’ENI da anni depreda la Nigeria che ha  un governo che come corruzione è pari a quello italiano

DA OPERAI CONTRO

pc 22 maggio - L'imperialismo italiano, dopo il G7 di Taormina e con le assicurazioni e l'appoggio di Trump punta a immergersi ancor più nel mare torbito della Libia - in preda allo scontro fra bande per conto delle potenze imperialiste, delle multinazionali e dei signori della guerra e del petrolio - proletari comunisti /PCm Italy

Libia. Sanguinosi scontri tra milizie dei governi rivali. 140 morti - contropiano


Giovedi scorso, decine di combattenti sono rimasti uccisi negli scontri a Brak al –Shati, nel Sud della Libia tra le forze del generale Khalifa Haftar, l’uomo forte del “governo di Tobruk”, e le milizie di Misurata, fedeli invece al “governo di Tripoli” del premier Fayez al Sarraj. Secondo un nuovo bilancio di cui riferisce la Bbc, nell’attacco alla base aerea Brak al-Shati in Libia ci sarebbero stati quasi 140 morti, compresi i civili.
L’agenzia Askanews, secondo una ricostruzione delle notizie, riferisce che i miliziani di Misurata della Terza Forza, insieme alle Brigate di Difesa di Bengasi, hanno conquistato il controllo della base aerea Brak Al-Shati, situata 60 chilometri a nord di Sebha, al termine di violenti scontri con i miliziani di Haftar. Il ministero della Difesa del governo libico del premier Fayez al Sarraj ha diffuso ieri un comunicato per precisare di “non aver dato alcun ordine di avanzare o di attaccare la base di Brak al-Shati”, nel Sud della Libia, dove giovedì si sono scontrati i combattenti di Misurata, ufficialmente fedeli all’esecutivo di Tripoli, e quelli del generale Khalifa Haftar, legato al governo di Tobruk. Secondo la ricostruzione dei media libici, sarebbero stati gli uomini della Terza Forza di Misurata, sostenuti dalle Brigate di Difesa di Bengasi, ad attaccare le unità di Haftar presenti nella base.
Nel comunicato, il ministero della Difesa di Tripoli condanna “l’aggressione che ha causato la morte e il ferimento di civili e forze dell’esercito”, sottolineando che “l’esercito libico nel Sud, come ad Est e Ovest, è uno solo, e l’attacco a uno è un attacco a tutti”. Nella nota si invita quindi “alla calma, all’autocontrollo e al rispetto del cessate il fuoco”, annunciando l’avvio di un’indagine. Il presidente del parlamento di Tobruk, Aquilah Saleh, ha annunciato tre giorni di lutto per “le vittime del massacro di Brak al-Shati”.

pc 22 maggio - In tutto il mondo cresce la solidarietà. In Palestina la repressione israeliana

I documenti inseriti in questa settimana
( 14 Maggio -  20 Maggio 2017 )
20 Maggio 2017
-    IERI 32° GIORNO DI SCIOPERO DELLA FAME DEI PRIGIONIERI PALESTINESI
In tutto il mondo cresce la solidarietà. In Palestina la repressione israeliana
di Comunicato Stampa
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-    Acqua, sale e dignità
Comunicato di Associazione Amicizia Sardegna Palestina e BDS Sardegna
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-    La moglie di al-Barghouthi denuncia tentativi di ANP, Fatah e Israele di far fallire lo sciopero dei prigionieri
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-    Scontri tra palestinesi e soldati israeliani in Cisgiordania e Gaza
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19 Maggio 2017

-    Lo sciopero della fame dei prigionieri palestinesi:
un grido di libertà e dignità
di Bassam Saleh
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-    Attivista italiana della Campagna BDS espulsa da Israele
di Nada Pretnar
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-    Giovane palestinese ucciso a sangue freddo da coloni israeliani a Nablus
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-    Ministro israeliano dice che “è giunto il momento di assassinare Assad”
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18 Maggio 2017
-    Sa’adat (FPLP): “Lo sciopero della fame è una battaglia per la dignità e la libertà”
di Stefano Mauro
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-    L’ambasciatore Usa Friedman rassicura: niente stop alle colonie
di Michele Giorgio
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-    Il parlamento panafricano concede alla Palestina lo status di osservatore
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-    Aggiornamenti 31° giorno di sciopero della fame dei prigionieri palestinesi
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17 Maggio 2017
-    Sciopero della fame dei prigionieri palestinesi.
Chiesto ricovero per Bargouthi e Saadat
di Coordinamento Di Sostegno Ai Prigionieri
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-    Notizie al 30°giorno di sciopero della fame dei prigionieri palestinesi
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-    Prigionieri palestinesi: sciopero della fame e congiura del silenzio
di Nino Lisi
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-    Gaza in crisi: settore sanitario in pericolo
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-    Haifa:  la polizia sionsita ha arrestato 27 lavoratori palestinesi
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16 Maggio 2017
-    Roma, 13 maggio 2017: fiaccolata a sostegno dei prigionieri palestinesi
(servizio video di Hamid Masoumi Nejad)
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-    Scontri a Ramallah e Betlemme nel “Giorno della Nabka”
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-    Sciopero della fame dei prigionieri palestinesi al 25° giorno.
Fiaccolata a Roma, sit in a Napoli
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-    Pescatore gazawi ucciso dalle forze israeliane
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-    Barghouthi: “Lotteremo fino alla fine”
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15 Maggio 2017
-    Oggi la Giornata Nakba: i rifugiati palestinesi oltre 5,5 milioni da 69 anni
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-    Il presidente FIFA Infantino blocca la votazione sugli insediamenti israeliani
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-    Il “disimpegno” di Abu Mazen mette in ginocchio Gaza
di Michele Giorgio
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-    Il disegno di legge sullo Stato-Nazione ebraico di Israele è una ‘dichiarazione di guerra’
di Jonathan Cook
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14 Maggio 2017
-    Dichiarazione di organizzazioni per i diritti umani palestinesi ed israeliane sui prigionieri palestinesi in sciopero della fame
(5 maggio 2017)
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-    Escalation dei maltrattamenti dei prigionieri palestinesi in sciopero
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-    Palestinesi al voto amministrativo. Hamas, Jihad e Fplp boicottano. Gaza esclusa

pc 22 maggio - Ancora sulla protesta di sabato contro Moretti a Viareggio

Moretti: liquidato e … risarcito!
Il 29 maggio a Viareggio ha inizio il mese della "Memoria e della Solidarietà" che si concluderà il 29 giugno, 8° anniversario della strage ferroviaria di Viareggio del 29 giugno 2009, con la manifestazione cittadina.
Ieri sera, 20 maggio, dalle ore 23.00 alle ore 00.30, nella stazione si è tenuto un presidio con il blocco di due treni (Intercity e Treno notte) per protestare contro i “compensi-risarcimenti” di 9 milioni e 400mila euri al cav. Moretti, dopo la condanna a 7 anni per le pesanti e gravi responsabilità nella strage ferroviaria.
Quella di ieri sera è stata una "risposta" a questa ennesima e nuova offesa; una risposta per mostrare che siamo presenti, siamo mobilitati e vigiliamo. Al presidio, convocato alcune ore prima, di sabato e a tarda ora, per una protesta "simbolica", hanno partecipato oltre cento persone.
Moretti, che da quel 29 giugno ha fatto di tutto per essere la 33° vittime della strage, ha ricevuto anch'esso, come a suo tempo e dopo una mobilitazione fu riconosciuta ai familiari, la “legge Viareggio” dei 10 milioni (200mila euri per ciascuna delle 32 Vittime).
Moretti, ad 8 anni dalla strage, si porta a casa o, meglio, porta nelle sue tasche l'equivalente della “legge Viareggio” e tutta

pc 22 maggio - Un operaio FCA Pomigliano racconta la sua giornata di sfruttamento targato Marchionne

 
 L’INCUBO OPERAIO all’interno delle FABBRICHE FIAT
Pubblichiamo una lettera scritta per La voce delle lotte da un operaio di Fiat/Chrysler di Pomigliano d’Arco a Napoli, che descrive i livelli di ricatto nelle fabbriche degli Elkaan e gli aspetti psicologici dei lavoratori costretti a seguire la catena di montaggio. Per evitare una rappresaglia padronale terremo segreta la sua identità.

“Mi alzo alle cinque. Tra un’ora parte la linea.
Tempo di fare colazione, una rinfrescata e sono in fabbrica.
Un buongiorno veloce ai colleghi e la catena parte:
120 e passa vetture. Devo stare attento a non sbagliare nulla se no creo problemi ai colleghi e il direttore è lì pronto al richiamarci in caso contrario.
Girano voci di esuberi strutturali e se sbaglio potrei essere tra quelli o se non sono fra quelli potrei essere obbligato ad andare a Cassino. La cosa sarebbe peggio. 120 e passa vetture e la linea si fermerà.
In quei dieci minuti di sosta spero di non aver bisogno di andare in bagno, se no non potrò gustarmi con piacere una sigaretta.
Nei seicento secondi di sosta che mi spettano ci sono molti colleghi che continuano a lavorare. Forse sbaglierò a fermarmi, sarò visto come un lavativo dai pezzi grossi che bazzicano fra i reparti, ma proprio non ce la faccio.
Alle otto e dieci devo stare sulla mia postazione di lavoro.
Noi siamo quello che facciamo.. Altre vetture, 120 e passa.
Guasto tecnico. Meno male! Posso prendere fiato.
Giusto il tempo di sgranchirmi le ossa. Proseguo. Devo mettere a posto la postazione. Il WCM prevede che la mia postazione di lavoro sia più in ordine della mia casa. Speriamo che sia abbastanza breve la sosta forzata se no sarò costretto a rinunciare alla pausa mensa a fine turno.
Un quarto d’ora: la linea è ripartita!
Abbiamo fatto 16 vetture in meno, molto probabilmente non pranzerò
Quando producevamo le Alfa Romeo eravamo più operai e 100 vetture a turno in meno, il sabato restavo a casa. Me ne strafotto del riposo compensativo della prossima settimana. Sei giorni continui in catena di montaggio ti sfiancano. Tra cinque anni sarò un quarantenne. Non è come dieci anni fa, ma vivo di questo.
Arriva il team leader per avvisarci che nei prossimi dieci minuti di sosta tireranno cinque vetture, tasta il terreno per vedere chi è disponibile a restare, molti miei colleghi anche di altre linee solitamente lavorano anche nei dieci minuti di sosta, io dico di non voler restare, perché ho le mie esigenze fisiologiche, lui mi fa un’alzata di spalle molto seccata. Intanto si arriva alla seconda sosta. Usciamo fuori io e quattro miei colleghi, gli altri che restano a lavorare ci guardano con aria sbalordita. Stiamo solo fermandoci per riprendere un po’ il fiato, neanche fosse uno sciopero.
Una fila per il bagno; una fila per un caffè; mezza sigaretta buttata, perché non riesco a finirla prima del rientro.
Riprendo a lavorare e gira la voce che la mezz’ora di mensa servirà a recuperare le vetture perse in precedenza.
Penso che questa situazione è diventata insostenibile.
Lo pensano i miei colleghi, tutti si lamentano, ma nessuno agisce.
I sindacati firmatari sono i complici compiacenti delle decisioni aziendali, tutti li accusano, pochi strappano le tessere, qualcuno ha fatto la tessera con la Fiom, che è l’unico sindacato in rotta con l’azienda, lo farei anch’io, ma ho paura.
Ho il mutuo da pagare, mia moglie non lavora sempre e i bimbi crescono assieme alle spese. Spesso penso che con questi ritmi e questo clima di oppressione psicologica ci lascerò le penne.
E’ già capitato a qualche collega. Lavorare con l’ansia addosso non fa bene alla salute.
Altre 120, o forse qualcuna in più di vetture, la linea si ferma e siamo in otto a riposarci, fumo due sigarette una dietro l’altra. La linea riparte: l’ultima ora e mezza, anzi due ore.
Sono digiuno da stamattina, cominciano i capogiri dovuti alla fame, prima della cassa integrazione la mensa era alle undici, quella mezz’ora serviva oltre a rifocillarci anche a fermarci un po’ di più e ad affrontare le ultime fatiche con più forza, ma qualcuno ha deciso che non doveva essere così. “A Melfi si fa la pausa mensa a fine turno da una vita, ci riescono i colleghi lucani, ci possiamo riuscire anche noi” ci dicono. Una volta ci chiamavamo Alfa Romeo, Alfasud, ora siamo FCA. Il mondo e i mercati sono cambiati.
Una volta questa fabbrica dava lavoro a oltre 15 mila persone, ora siamo circa il 30 per cento di quella forza lavoro, e molti colleghi lavorano pochi giorni al mese, perché la Panda da sola non riesce a saturare l’intero impianto. Senza contare che sono più i capannoni vuoti e abbandonati che quelli attivi.
Finita. Finalmente sono nel parcheggio.
Ho comprato uno snack vicino al distributore per alleviare il senso di fame. Mentre avvio la macchina una sensazione strana mi assale: sono appena arrivato a mercoledì, mancano tre giorni alla fine della settimana lavorativa, la prossima sarà corta ma di pomeriggio, salvo sorprese.
Salvo che non venga chiamato dalla direzione aziendale per andare a Cassino. Noi siamo quello che facciamo.
fonte: http://laschiavitudellavoro.blogspot.it/

pc 22 maggio - G7 come una guerra contro le masse popolari e di occupazione del territorio

La Sicilia trasformata in "zona militarizzata"

I rappresentanti dei padroni del mondo stanno a Taormina e in due giorni consumano quanto decine di lavoratori, precari hanno in anni di lavoro. Taormina viene trasformata in zona di "guerra" per la "sicurezza" di Ministri e dei loro mega staff, che decidono piani di miseria, sfruttamento, peggioramento delle condizioni di vita di milioni di proletari, giovani, donne, masse popolari; usano fondi sociali per rafforzare la repressione, per le guerre, contro i popoli, contro i migranti, e per questo violano ogni regola democratica, di libertà collettiva e personale. Si attrezzano, con micidiali gas lacrimogeni tossici, manganelli, armi, a rispondere, reprimere ogni legittima manifestazioni di lotta
E
PRETENDONO CHE NON CI SIANO PROTESTE VERE...
che non si disturbi il manovratore, che ci si limiti a innocui controvertici e manifestazioni fuori dalla zona del conflitto, con il consenso attivo di chi nel movimento propugna la pace senza giustizia, la repressione senza ribellione; così possono lavorare in pace i padoni del mondo e i loro ministri PER ETERNIZZARE IL SISTEMA IMPERIALISTA , I LORO GOVERNI, I LORO STATI, IL LORO POTERE ECONOMICO, POLITICO, MILITARE

domenica 21 maggio 2017

pc 21 maggio - CONTRO IL G7 DI TAORMINA E' GIUSTO RIBELLARSI! PALERMO SIT-IN AL CONSOLATO AMERICANO

CONTRO IL G7 DI TAORMINA 

CONTRO I POTENTI DEL MONDO, DA TRUMP... A GENTILONI, CHE CONFERMERANNO E POTENZIERANNO LE LORO POLITICHE DI GUERRA IMPERIALISTA, DI RAPINA,  DI MISERIA, DI RAZZISMO, DI REPRESSIONE AL SERVIZIO DEL SISTEMA DEL CAPITALE,  A DISCAPITO E A DANNO DI MILIONI DI LAVORATORI, GIOVANI, DONNE, MIGRANTI... MASSE POPOLARI

RIBELLARSI E' PIU' CHE LEGITTIMO E GIUSTO

20 maggio sit-in presso il Consolato Americano a Palermo
denuncia, volantinaggio, contro-informazione 




a sostegno delle guerre di popolo di liberazione 
in India come in tutto il mondo


pc 21 maggio - Moretti premiato: blocco dei binari alla stazione di Viareggio - Stato, padroni, governo PD, invece che incarcerarlo lo premia - una vera vergogna!

  9,26 milioni a Moretti, condannato a 7 anni per la strage di Viareggio. Rabbia e indignazione per un sistema che premia gli stragisti



“Indignarsi è legittimo, mobilitarsi è un dovere”. Così dalle 22 di ieri decine e decine di viareggini si sono ritrovati alla stazione per poi bloccare i binari a seguito della notizia del milionario buonuscita da Leonardo-Finmeccanica attribuito a Moretti, condannato in primo grado per la strage ferroviaria del 2009. Assieme ai parenti delle vittime anche i tifosi CGC Hockey, da sempre protagonisti nella lotta per chiedere giustizia e chiarezza sull'incidente del 2009 che costò la vita a 32 viareggini. Dopo un paio d'ore di blocco è stato ristabilito il normale traffico ferroviario.

pc 21 maggio - Torino - L'uomo dei servizi, fascio razzista, ministro degli interni Minniti, contestato al salone del libro - 3 ragazzi vigliaccamente fermati

Ovunque questo essere circolasse a piede libero e non circondato da poliziotti e vari sarebbe contestato

Contestato Minniti al Salone del Libro di Torino
In occasione della passerella stesagli dal direttore della Stampa Molinari al Salone del Libro di Torino.

Prendendo la parola una ragazza è stata raggiunta da agenti della polizia in borghese e allontanata dalla sala. A tutti e tre è stato con la forza impedito di intervenire. Mentre scriviamo i tre si trovano ancora in stato di fermo presso gli uffici della Questura dove sono stati denunciati per manifestazione non preavvisata. Per dissentire dal ministro di ferro sembra bisogna chiedere il permesso (per poi farselo negare). Elemento di punta dell'esecutivo dell'anonimo Gentiloni, Minniti prova a raccontare di un operato da "uomo di sinistra" in cui la "sicurezza" è bene comune. Ma la scalata politica di Minniti, apparecchiata dalla stampa nazionale, è una via lastricata di razzismo istituzionale, fatta di rastrellamenti alla stazione di Milano, di uccisioni di Stato come quella di Niang Maguette a Roma, daspo urbani come nuovo strumento della guerra ai poveri.

vedi video su infoaut

pc 21 maggio - FCA SATA MELFI - il sindacato di Marchionne e delle mazzette va denunciato, isolato e sanzionato - slai cobas per il sindacto di classe/CN


Vincenzo Mauriello è un dirigente sindacale del Fismic, il sindacato autonomo,  complice di tutte le decisioni di Marchionne e come tale riconosciuto dall’azienda.
In qualità di rappresentante sindacale nello stabilimento di Melfi del gruppo,  Mauriello ha chiesto e intascato circa 5000 euro da genitori che così pensavano di favorire  l’assunzione del figlio. Il fatto non costituisce reato, ha dichiarato la Procura della Repubblica di Foggia, perché quei soldi sono stati versati al sindacalista a titolo della sua opera di “intermediazione”. Sì perché il giovane in questione effettivamente è stato assunto in FCA come lavoratore interinale collocato dalla

pc 21 maggio - Una bella pagina della squadra di rugby Dinamo Dora di Torino

Torino, non ammessa al torneo di rugby la squadra di Sigonella: "Qui niente militari"

La Dynamo Dora organizza la Festa al motovelodromo e respinge la richiesta. Scoppia la polemica

"Il torneo del 2 giugno è aperto a tutti?", chiese con un messaggio su Facebook l'allenatore del Sigonella Hoplite Rugby Club, squadra femminile della base Nato siciliana. "No, l'evento non è aperto a militari, forze di polizia, fascisti e autorità varie. Per favore andate via dall'Italia e dall'universo", rispose il Dynamo Dora Rugby, che organizza per il primo fine settimana di giugno organizza la Festa del rugby popolare al motovelodromo Fausto Coppi di corso Casale, a Torino.
Inevitabilmente lo scambio di messaggi ha innescato la polemica, soprattutto da parte di chi commentava che "il rugby non divide ma unisce" e che "lo sport non c'entra con la politica".

Ma la risposta del team torinese è stata chiara: "Non abbiamo avuto alcun dubbio nel rispondere e abbiamo ribadito con poche frasi, scanzonate ma decise, l'incompatibilità dell'evento con soldati, militari e guerrafondai di ogni genere. Come Dynamo Dora Rugby abbiamo sempre sostenuto le lotte popolari. Questi valori si concretizzano nella nostra idea di sport, che non vogliamo neutrale né indifferente, ma partigiano, radicato nella nostra idea di ciò che è giusto e ciò che è sbagliato".

 Il comunicato

Negli ultimi giorni ci siamo trovati al centro di un’aspra polemica legata alla nostra Festa del Rugby Popolare. Pochi giorni fa abbiamo infatti ricevuto la richiesta di una squadra femminile, la Sigonella Hoplite Rugby Club, che ci chiedeva di poter partecipare al torneo da noi organizzato. Incuriositi dal nome insolito, è stato facile scoprire che si trattava di una rappresentanza sportiva della base militare Nato di Sigonella, in Sicilia. Non abbiamo avuto alcun dubbio nel rispondere e abbiamo ribadito con poche frasi, scanzonate ma decise, l’incompatibilità dell’evento con soldati, militari e guerrafondai di ogni genere.
Sigonella è una tra le più importanti basi aeronautiche Nato, in Italia e nel Mediterraneo, che militarizza da sessant’anni un territorio a discapito della popolazione locale ed è coinvolta con un ruolo di primo piano nello sviluppo del progetto MUOS. Quest’ultimo consiste nella costruzione di un sistema di telecomunicazioni satellitari e radar che serve ad orientare gli aerei militari, ha un gravissimo impatto ambientale ed è gestito dal dipartimento della difesa statunitense. Storicamente la popolazione siciliana si è sempre opposta a questa presenza coatta con mobilitazioni popolari, non ultimo il Comitato No Muos. Le più recenti notizie riguardano la concessione della base per l’utilizzo di droni e aerei spia che serviranno in missioni di guerra.
Come Dynamo Dora Rugby abbiamo sempre sostenuto le lotte popolari. Abbiamo deciso di farlo partecipando a tornei, iniziative ed eventi legati ai valori che ci rispecchiano: l’antifascismo, l’antirazzismo e l’antisessismo. Crediamo da sempre nei principi dell’autorganizzazione e della solidarietà, siamo al fianco delle lotte contro le ingiustizie sociali e appoggiamo fermamente il movimento contro l’alta velocità in Valsusa. Questi valori si concretizzano nella nostra idea di sport, che non vogliamo neutrale né indifferente, ma partigiano, radicato nella nostra idea di ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Condividiamo questa prospettiva con una rete di realtà, squadre e palestre con cui tentiamo di dare corpo ogni giorno ad un’idea di sport differente.
Questo è il retroterra che ha motivato un rifiuto per noi ovvio, il quale ha suscitato sui social una canea che non ci aspettavamo. "Il rugby non divide, unisce sempre", "lo sport è al di sopra delle questioni politiche", questo è il tema ricorrente nei commenti di chi non ha condiviso la nostra scelta di escludere la partecipazione delle "sigonelle": la squadra di rugby femminile della base Nato siciliana. Precisiamo: non abbiamo impedito a delle "ragazze come tutte le altre" di partecipare e rinnoviamo l’invito a chiunque, quale che sia la sua nazionalità. Abbiamo invece impedito la partecipazione di un gruppo militare, a cui rinnoviamo il nostro invito a lasciare il pianeta, in piena coerenza con l' antimilitarismo che ci definisce. Se le soldatesse volessero rinunciare al loro incarico e rinnegare il loro mandato, saremmo incondizionatamente disponibili ad accoglierle festanti, abbracciarle e condividere il nostro barbecue e un bel momento di sport. Dubitiamo tuttavia che possa accadere... e allora ci spiace, ma non basta togliersi la divisa e infilarsi una maglietta da rugby per far finta di essere "solo delle ragazze che giocano a rugby". Perché lo sport unisce, ma non può essere indifferente. Indifferente per esempio rispetto alla funzione della base di Sigonella. Troppo spesso si sente parlare a vanvera di una presunta neutralità del rugby, ci viene imposta la narrazione di uno sport specchio di una società priva di conflitti, in cui bisogna includere tutto e tutti, ma non la politica. Il nostro criterio invece è quello di unire attraverso contenuti forti, di viverli giornalmente negli spogliatoi, in campo e in città, anteponendoli anche alla competizione e al successo agonistico. Per due interi giorni la nostra pagina facebook è stata sistematicamente bombardata da critiche, insulti e attacchi verbali.
Ci teniamo innanzitutto a precisare che le dichiarazioni fatte non provengono dalla bocca del nostro allenatore ma da una squadra tutta, che ha deciso di organizzarsi orizzontalmente senza scale gerarchiche
Soffermiamoci un istante ad analizzare il tenore e la provenienza di questi commenti. Se ci sono stati alcuni rilievi genuini alla forma del nostro rifiuto, siamo stati perlopiù sommersi da invettive di chiara provenienza: insulti omofobi scritti in inglese da soldati delle basi, post infuriati di poliziotti mossi da spirito corporativo, messaggi privati che inneggiano al duce e candidati locali della lega nord che si proclamano candidamente nazionalsocialisti. Dulcis in fundo ci siamo imbattuti in un articolo di “alto giornalismo” contro l’intolleranza nel rugby, che paragona l’accaduto a un precedente episodio accaduto a Roma qualche anno fa, quando a un militante neofascista è stato impedito l’ingresso nel campo dell’ex Cinodromo occupato per disputare una partita. L’aspetto divertente è che l’autore dell’articolo in questione sia lo stesso fascista coinvolto nella vicenda, ed è inutile dire che ci riconosciamo nel gesto esemplare dei fratelli e delle sorelle degli All Reds, perché di certi rifiuti e certe scelte facciamo una bandiera.Rivendichiamo insomma pienamente i motivi della nostra decisione e rilanciamo questo comunicato, con cui abbiamo voluto prendere parola e chiarire la nostra posizione, invitando tutte le realtà rugbistiche a noi affini, ma più in generale il mondo dello sport popolare, partigiano e solidale, a condividerlo e a sostenerci.
È in questo spirito che chi vorrà condividere con noi due giornate di rugby e di festa è il benvenuto, il 2 e 3 giugno al Motovelodromo di Corso Casale.
Vivo, sono partigiano. Per questo odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.

Le giocatrici e i giocatori della Dynamo Dora Rugby

pc 21 maggio - La strage silenziosa dei migranti a Ventimiglia - un altro migrante muore folgorato - governi imperialisti assassini


    Trovato cadavere a Cannes. Era nascosto in locale del quadro elettrico
    Il blocco al confine di Ventimiglia tra Italia e Francia continua a uccidere. Un altro migrante è morto a bordo di un treno, forse folgorato mentre tentava di varcare la frontiera. Da due anni la Francia ha blindato il suo confine impedendo ai migranti di attraversarlo. L'elenco dei morti si fa sempre più lungo e annovera givoani, anziani, bambini, e ragazzi, uccisi dalle auto mentre camminano ai bordi delle autostrade o si rinchiudono nei vani tecnici dei treni.
    Una serie di decessi che vanno aggiunti alle stragi dei barconi affondati nel Mediterrano. Ma questi morti destano ancora più impressione perchè avvengono in territori considerati tra i più sicuri e civilizzati dell'intero pianeta.
    Ma nessuno, a parte associazioni, volontari e organizzazioni religose, al momento sembra davvero voler fermare questo stillicidio di decessi.
    Il trentenne del Mali, presumibilmente partito dalla stazione di Ventimiglia su un treno "Ter" francese, è stato trovato morto, ieri sera, in un piccolo locale adibito a quadro elettrico del convoglio, nella stazione di Cannes la Bocca. Secondo quanto riferito dal quotidiano francese Nice Matin, il macabro rinvenimento è avvenuto da parte del personale Sncf (l'ente che gestisce il trasporto pubblico francese), durante le operazioni di pulizia delle carrozze. Si teme che l'uomo possa essere rimasto folgorato, ma verrà comunque effettuata un'autopsia. Più di una volta, in passato, alla stazione di Ventimiglia, sono stati individuati migranti stipati in minuscoli locali adibiti a quadro elettrico, che sono stati salvati in tempo.

pc 21 maggio - Palermo: Campagna per il 50° anniversario della Rivolta di Naxalbari

Davanti al Consolato americano, all’interno della manifestazione contro il G7 e i potenti del mondo, è stato ricordato come i popoli devono rispondere all’imperialismo riportando l’esempio della Guerra Popolare attualmente in corso in India che ha avuto la sua origine e le sue profonde radici appunto nella Rivolta del villaggio di Naxalbari nel 1967!


È stato distribuito ai militanti e alle lavoratrici presenti il documento che contiene la valutazione del PCI(Maoista) sul “Tuono di Primavera”...


stralci dal documento
"La via di Naxalbari, applicata in Dandakaranya, Bihar e Jharkhand, AOB, Ghati Occidentali e Jangalmahal, adotta un programma di sviluppo popolare per difendere ricchezze naturale e il lavoro umano dal saccheggio delle multinazionali

pc 21 maggio - Governi imperialisti e signori della crisi, vi aspettiamo con ansia!