lunedì 21 marzo 2016

pc 21 marzo - Filippine, la guerra di popolo è l'unica strada per la liberazione delle masse popolari dall'imperialismo!

En la foto combatientes rojos del NPA en una base de apoyo

pc 21 marzo - DAI DATI PARZIALI SULLO SCIOPERO DELLE DONNE, EMERGE LA SUA RIUSCITA - SOLO NELLA FUNZIONE PUBBLICA 11.753 LAVORATRICI HANNO SCIOPERATO L'8 MARZO!

E si tratta solo delle lavoratrici della Funzione pubblica. 
Mancano tutte le lavoratrici delle cooperative, delle Ditte private appaltatrici che lavorano nei servizi, pulizie, asili, assistenza, ecc. che hanno scioperato in tantissimi posti di lavoro, dalle migliaia di Roma alle centinaia di Palermo, Taranto, ecc. (per quelle che conosciamo); come mancano le lavoratrici del commercio; le lavoratrici immigrate, ecc. Ancora non abbiamo i dati delle lavoratrici dei trasporti di varie città, dove sappiamo che c'è stato lo sciopero delle donne. 
Questi poi sono i dati dello sciopero indetto dallo Slai cobas per il sindacato di classe, appoggiato dall'Usi, mentre siamo in attesa di conoscere i dati dell'Usb.

E' QUINDI MOLTO PROBABILE CHE QUESTA CIFRA, DI 11.753, DELLA FP SI RADDOPPI!

Dimostrando che anche questo secondo sciopero delle donne, fatto volutamente nella importante giornata di lotta dell'8 marzo, è riuscito e ha esteso, rafforzato la "scintilla" del primo sciopero del 2013. 

Nel leggere i dati di questa tabella, sono significativi alcuni. Per esempio la partecipazione allo sciopero delle lavoratrici della Sanità (751), uno dei settori fondamentali in cui i tagli, l'aumento dei carichi di lavoro, la pesantezza del clima rende molto più dura la condizione delle donne; significativo è anche il dato dell'Università (72) in cui in generale la partecipazione allo sciopero non è così scontata.

Stiamo raccogliendo il dato dell'immenso mondo del precariato, dal nord al sud, dove la maggioranza sono donne che hanno dato la migliore risposta alla politica ipocrita a parole e doppiamente peggiorativa per le donne nei fatti del governo Renzi, con il suo job act, 
A queste lavoratrici si sono unite le lavoratrici della scuola (6.417) già nei mesi passati in lotta.
Si sono unite soprattutto al sud contingenti di donne disoccupate che non compariranno in nessuna tabella.
Così come non comparirà in nessuna tabella la partecipazione delle donne immigrate, che pur c'è stata in alcune realtà del nord. contro lo schiavismo del nostro "moderno e civilizzato" paese imperialista.

MA, PUR MANCANDO TANTI DATI, LE DONNE, LE LAVORATRICI DEVONO ESSERE ORGOGLIOSE. LO SCIOPERO DELLE DONNE DELL'8 MARZO E' RIUSCITO!

E questi dati hanno ancora più valore perchè questa volta l'MFPR è stata un  pò sola nel lanciare lo sciopero. L'area del femminismo medio e piccolo borghese organizzato, intellettuale, una parte dell' area della Cgil che nel 2013 parlò dello “sciopero delle donne” (spesso solo per snaturarlo, farlo diventare unicamente virtuale, da internet, o di “massimo mezz'ora”), questa volta è scomparso. Ma ciò non ne ha impedito la sua riuscita ed estensione.

Nello stesso tempo, ripetiamo che dobbiamo e c'è per tutte ancora da fare molto lavoro soprattutto perchè lo “sciopero delle donne” veda realmente e numericamente in campo le operaie e i settori delle lavoratrici più sfruttate e oppresse. In tante fabbriche, esemplare alla Fca, la situazione sta diventando inaccettabile per le donne, sfruttate, penalizzate e poi le prime ad essere licenziate, discriminate, ecc. La lotta delle donne in queste fabbriche interessa tutte le lavoratrici, perchè se le donne vincono qui vincono dovunque, se perdono perdono d'ovunque.
Così nel mondo schiavizzato delle braccianti, abbiamo appena cominciato, dopo una estate in cui vi sono state braccianti morte, e qui più che altrove si uniscono in maniera brutale e schifosa condizioni disumane di lavoro e ricatti e violenze sessuali.
Ma il carattere di “lunga marcia” di questo secondo sciopero deve servirci, darci tempo per far maturare sempre più le condizioni a livello di massa.

DOBBIAMO COSTRUIRE UNA MANIFESTAZIONE NAZIONALE DELLE LAVORATRICI, PRECARIE, DISOCCUPATE, DI TUTTE LE DONNE SFRUTTATE E OPPRESSE, A ROMA IN AUTUNNO, CHE ASSEDI I PALAZZI DEL POTERE POLITICO ED ECONOMICO.

Chiediamo alle varie realtà di raccogliere e inviarci, scrivendo a mfpr.naz@gmail.com, i dati dello sciopero delle donne nei settori privati, soprattutto.  

pc 21 marzo - IL 18 MARZO FIANCO A FIANCO OPERAI E LAVORATORI IMMIGRATI: LAVORO NON GUERRA



A Bergamo la giornata del 18 marzo è stata anticipata da volantinaggi che hanno toccato le più importanti fabbriche del territorio dove si è portato agli operai la necessità dello sciopero contro il governo della guerra.
Uno sciopero necessario ma difficile, anche nei posti di lavoro con una presenza organizzata del sindacato. Tante presenze importanti in piazza ma anche tanti vuoti.
Lavoratori della logistica e operai di fabbrica; licenziati con infami accordi sindacali di Cgil e Cisl che hanno chiuso importanti aziende quando il lavoro c'è per favorire la delocalizzazione e lo sfruttamento di nuova manodopera in nuove aziende; i senza diritti delle cooperative in maggioranza immigrati, si sono trovati fianco a fianco contro questo sistema criminale che è il governo delle imprese e della guerra.
Nell'assemblea in piazza questo insieme di esperienze si sono fuse nelle ragioni dello sciopero, i tanti aspetti dello sfruttamento quotidiano, nei magazzini della logistica o sulle catene delle grandi fabbriche.
E' uscito chiaro, che le condizioni da nuovi schiavi imposte con il sistema illegale delle cooperative, è il modello che stanno esportando nelle fabbriche, con la riforma del art. 18, con il jobs act, con la svendita del contratto nazionale come quello dei metalmeccanici ora in discussione.

IL VOLANTINO DIFFUSO

Lavoro non guerra, diritti per tutti
NO allo sfruttamento, NO alla precarietà, NO al razzismo

Contro le guerre ingiuste, vere e proprie rapine internazionali, che i governi fanno, con il governo Renzi in prima fila, per difendere i profitti dei padroni: per il controllo del petrolio, per spartirsi nuovi mercati... Sono queste guerre che producono la miseria e la disperazione che costringono milioni di

pc 21 marzo - Antifascismo a Cosenza

 Scontri per CasaPound a Cosenza

capLa domenica delle Palme a Cosenza diventa una domenica di “passione” costellata da due colori: il rosso e il nero. I movimenti cittadini e un gruppo di esponenti di CasaPound provenienti da Lamezia Terme sono venuti a contatto questa mattina nei pressi di piazza XI Settembre. CasaPound avrebbe voluto allestire un banchetto nel centro città; gli attivisti delle realtà cosentine hanno visto in questa scelta una vera e propria provocazione. “Con i loro slogan di morte, i saluti romani e le provocazioni contro i tantissimi migranti che in questi giorni passano per la nostra città, volevano rovinare il meraviglioso clima di accoglienza che regna nella fiera di San Giuseppe”, è scritto in una nota del Centro sociale Rialzo.
Durante i tafferugli, un attivista è scivolato e si è procurato una lesione alla mascella medicata dai

pc 21 marzo - Milioni a Finmeccanica con i sommergibili nucleari Usa

di Antonio Mazzeo contropiano


finmeccanica
Le aziende del gruppo Finmeccanica fanno grandi affari con le armi di distruzione di massa delle forze armate Usa. A fine 2015, la controllata DRS Technologies, con sede ad Arlington (Virginia), azienda leader nella fornitura di sistemi di sorveglianza, reti satellitari e telecomunicazione, ha sottoscritto un contratto con US Navy per un valore massimo di 384 milioni di dollari per produrre equipaggiamenti elettronici di ultima generazione da destinare a varie classi di sottomarini, nucleari e non. “Grazie all’aggiudicazione di questa commessa, DRS Technologies diventa prime contractor della Marina militare americana, ampliando così il ruolo dell’azienda come principale fornitrice di sistemi di combattimento per sottomarini”, spiegano i manager di Finmeccanica.

pc 21 marzo - OBAMA A CUBA: LE GRINFIE DELL'IMPERIALISMO

Dichiara Hernando Calvo Ospina scrittore e firma di Le Monde diplomatique:
"...a oltre un anno dall’inizio del dialogo (Usa/Cuba) il grosso del blocco resta intatto. L’obiettivo degli Stati uniti non è cambiato, continua a essere quello di farla finita con la rivoluzione cubana. Quel che cambia è la tattica: con l’appoggio economico, proveniente da diverse fonti, gli Usa contano di favorire la creazione di una piccola borghesia che arrivi a scontrarsi con lo Stato; con internet e altri mezzi di informazione, contano di penetrare a fondo nella gioventù; con l’arrivo di migliaia e migliaia di statunitensi contano di far conoscere ai cubani la “bellezza” della loro “Way of Life”…".

Certo noi non pensiamo affatto che a Cuba viva ancora la "rivoluzione cubana", anzi, la politica di Obama ha trovato il suo stretto legame e la sua realizzazione con la politica di resa agli Usa e contro gli interessi delle masse cubane, del vecchio Fidel Castro, rafforzata in questi ultimi anni dal fratello Raul; ma è chiaro che non è il popolo cubano, le masse più povere, che hanno da guadagnare da questa "nuova fase".
Anzi, gli Usa dopo aver messo in ginocchio Cuba con il blocco economico e militare, oggi con altra tattica, affondano il loro coltello nel "burro" di una situazione già piegata.
Questa "apertura" fa comodo all'imperialismo Usa che sta cercando, riuscendoci, di riprendere il pieno controllo in tutta l'America Latina e di tutta l'area; per ora con le armi della politica, del sostegno al ritorno dei governi di destra, per rimettere le mani sulle risorse naturali.
Questa "apertura" darà forza alla borghesia cubana, per smantellare ogni pur lieve ricordo, traccia della rivoluzione cubana, e gli effetti si vedranno presto per esempio nella fine delle misure di assistenza sociale, per affermare, appunto, il “Way of Life” americano, che altro non è che la "bellezza della proprietà privata e dell'iniziativa individuale".
Questa "apertura", quindi, non porterà alcun miglioramento per le masse popolari cubane ma solo una più marcata separazione con i settori della media e piccola borghesia; che aumenteranno la loro arroganza, oppressiva, fascista, anche per recuperare in breve tempo, sotto la cappella "Usa", i loro privilegi di classe.
Alle masse popolari cubane, ai loro settori più poveri, ai lavoratori, ai contadini il futuro che si prospetta è di peggioramento e soprattutto di repressione, verso le loro inevitabili istanze e lotte, che, noi speriamo, romperanno presto il "giocattolo" che Usa e il governo cubano stanno costruendo.
I comunisti dei paesi imperialisti a questo devono guardare, questo devono sostenere.

pc 21 marzo - Banca Etruria, sotto inchiesta per bancarotta fraudolenta tutto il vecchio cda. C’è anche il padre del ministro Boschi

Pier Luigi Boschi, ex vicepresidente di Banca Etruria e padre del ministro per le Riforme del governo Renzi, è indagato dalla procura di Arezzo per concorso in bancarotta fraudolenta insieme agli altri membri dell’ultimo consiglio di amministrazione dell’istituto. L’inchiesta dei pm aretini sul dissesto della banca è arrivata alla svolta largamente attesa dopo l’apertura, l’11 febbraio, del fascicolo per bancarotta. Tutti gli ex vertici, in carica dal 4 maggio 2014 all’11 febbraio 2015, sono sotto accusa per il buco che secondo il commissario liquidatore Giuseppe Santoni ammonta a 1,1 miliardi di euro. Secondo il Corriere della SeraLa Stampa e Il Messaggero il reato viene dunque contestato anche all’ex presidente Lorenzo Rosi e ai suoi vice Alfredo Berni e Boschi. La novità ha inevitabili risvolti politici. . A gennaio, però, la Boschi aveva detto che se anche il padre fosse stato iscritto nel registro degli indagati non avrebbe lasciato, perché “la responsabilità penale è personale e un’indagine non è una sentenza di condanna”.Pubblicità
I pm aretini guidati da Roberto Rossi si concentrano in particolare sulle consulenze, i fidi milionari senza garanzie, gli stipendi d’oro e le generose buonuscite che hanno contribuito al dissesto finanziario della banca, che il governo Renzi lo scorso 22 novembre ha “salvato” per decreto insieme a Banca Marche, Cariferrara e Carichieti. Azzerando così i risparmi di migliaia di obbligazionisti subordinati.

pc 21 marzo - Ribellione al sindacalismo confederale alla Electrolux


pc 21 marzo - Iniziative India in preparazione in diverse città italiane - in settimana il programma - info csgpindia@gmail.com

Settimana internazionale di azione 2- 9 aprile 2016

Libertà incondizionata per tutti i prigionieri politici in India!

Solidarietà con tutti i prigionieri politici del mondo!

Stop Green Hunt, stop la Guerra e gli attacchi aerei contro il popolo!

Sostenere la guerra popolare in India!

In India sono più di 10.000 i prigionieri politici che languiscono nelle carceri. Sono dirigenti, quadri e membri del PCI (maoista) e del dell’Esercito Popolare Guerrigliero di liberazione (PLGA), abitanti dei villaggi adivasi che hanno resistito all’evacuazione forzata; contadini che hanno lottato contro i protocolli di intesa firmati da governi e multinazionali per sfruttare il popolo e continuare il saccheggio imperialista delle risorse naturali; attivisti delle minoranze nazionali organizzati contro la minaccia crescente del fascismo indù; intellettuali come il Dr Saibaba, artisti, studenti e membri di altre organizzazioni democratiche, colpevoli di stare dalla parte del popolo a fronte della guerra al popolo scatenata dallo Stato indiano; donne del popolo, femministe unitesi per ribellarsi contro la galoppante

pc 21 marzo - Con la Palestina nel cuore - info Forum Palestina

I documenti inseriti in questa settimana
( 13 Marzo  -  19 Marzo 2016 )


19 Marzo 2016  
-    Due giovani palestinesi uccisi, aumenta la rabbia nei Territori
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-    Israele ed Arabia Saudita: nuove alleanze in Medio Oriente
di Stefano Mauro
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-    Report N°2 Anno 2016
di Operazione Colomba
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-    Estremisti israeliani minacciano di uccidere il giornalista Al-Qiq
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18 Marzo 2016
   
-    Boicottaggio, Disinvestimento, Sanzioni?
Un’intervista a Omar Barghouti
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-    Ricercatori: Israele commette crimini di guerra nei confronti dei feriti palestinesi
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-    La strategia dei paesi donatori che riducono i finanziamenti all'Unrwa
Comunicato Stampa
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17 Marzo 2016
   
-    L’esercito israeliano colloca coltelli vicino ai palestinesi?
di Amira Hass
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-    Deportateli a Gaza, colonia penale di Israele
di Gideon Levy
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-    Aerei sionisti gettano materiale tossico nella Valle del Giordano
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-    Il piccolo Ahmad ricevuto dal Real Madrid
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16 Marzo 2016
   
-    RACHEL CORRIE
(vignetta di Apicella)
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-    Defence for Children International: Israele ha ucciso 41 bambini dal 1° ottobre scorso
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-    La libertà di espressione palestinese sotto attacco:
150 arresti per i messaggi su Facebook, giornalisti imprigionati, stazioni televisive chiuse
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-    Netanyahu promette di chiudere i canali satellitari palestinesi
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15 Marzo 2016
   
-    Sociologi israeliani boicottano l’università dell’insediamento di Ariel
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-    Israele. Il giro d’affari della prostituzione
di Rosa Schiano
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-    McGraw-Hill distrugge libri di testo per placare blogger filoisraeliani
di Rania Khalek
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14 Marzo 2016
   
-    Palestinese vince premio per l’insegnamento da un milione di dollari
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-    Duplice attacco nella colonia di Kyriat Arba: 3 palestinesi uccisi
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-    L'Ahava sta per lasciare la Cisgiordania grazie alla campagna BDS
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-    Le forze israeliane feriscono un ragazzino di 14 anni durante scontri a Ramallah
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13 Marzo 2016
   
-    Sono 2 i bambini (fratellini di 6 e 10anni ) uccisi ieri dal raid israeliano
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-    Israele deporta per punire, ma è una bomba a orologeria
di Giorgia Grifoni
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-    Libano: i profughi palestinesi contro la nuova politica di assistenza ospedaliera
di Olga Ambrosiano
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-    “Mappare l’occupazione” a Hebron: un’esplorazione interattiva dello spazio urbano
di Giovanni Pagani


Mail:
forumpalestina@libero.it           Sito: http://www.forumpalestina.org  


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domenica 20 marzo 2016

pc 20 marzo - Alla Sapienza Roma come all'università di Torino - SI a Piero Angela - NO al PD e al Governo Renzi!

foto di CAU Napoli - Giulia Valle.
Alla Sapienza, si è svolto un convegno durante il quale è stata lanciata una petizione per 'salvare la ricerca italiana'; si è chiesto l'intervento dell'Unione Europa perché la ricerca raggiunga gli standard previsti per il 2020 da Horizon, un progetto volto alla distribuzione di 80 miliardi ai governi nazionali; peccato però che 'l'unico requisito' sia il merito (che però non si capisce come sia valutato). È evidente che questo progetto non si pone come obiettivo un reale miglioramento della ricerca di tutti i paesi, ma ancora una volta di quelli più forti, e che possono imporre la propria linea politica su tutti gli altri; la ciliegina sulla torta è stata la presenza di un deputato e due senatori, Puglisi, Ghizzoni e Tocci, protagonisti del ddl Aprea, che ha contribuito a peggiorare la situazione in cui la ricerca in Italia versa. Il convegno è stato pertanto interrotto da studenti e precari che hanno voluto rappresentare la voce di chi subisce queste politiche sulla propria pelle, di chi è costretto ad emigrare in paesi che investono di più nella ricerca... è giunta l'ora che i nostri politici la smettano con le menzogne, siamo stanchi di essere presi in giro da gente che trae profitto dai nostri territori e dalle nostre stesse vite!

pc 20 marzo - Napoli, all'Orientale non si stringono accordi con Israele, ma la si boicotta! Con la Palestina nel cuore!

Israele comanda, L'Orientale censura!

Pochi giorni fa il rettore del’l’ Orientale Elda Morlicchio ha deciso di rimuovere dal sito dell’Ateneo il link dell’appello al boicottaggio dei prodotti israeliani. La campagna di Boicottaggio,Disinvestimento, Sanzioni compare sul sito dell'Ateneo ben due anni fa, dopo che il sociologo ed esperto di studi culturali Iain Chambers lancia l'invito del movimento internazionale del BDS a non acquistare beni “made in Israel”.
Gli attivisti del BDS sollecitano ad evitare di comprare merci di varia natura accomunate dal fatto che la loro produzione consente di trarre ulteriori profitti dall’occupazione militare della Palestina, può capire infatti che i prodotti siano fabbricati all’interno delle colonie (illegali addirittura per il diritto internazionale!), o che i proprietari delle fabbriche siano strettamente in contatto con i gerarchi dell’occupazione, da un punto di vista politico ed economico. L’appello degli accademici al Boicottaggio sta lì da anni, che le è preso proprio ora alla signora Morlicchio? Facciamo un passetto indietro. bds-napoli-orientale-palestina-israele
Da settimane sta circolando in rete un altro appello, il quale invita a non stringere accordi commerciali o collaborazioni accademiche con l’ateneo israeliano Technion, all’interno di cui si studiano e si sviluppano tecnologie impiegate dall’esercito israeliano nella repressione contro i palestinesi, per esempio strumenti idonei a guidare a distanza le ruspe che demoliscono le case dei familiari di palestinesi accusati di “terrorismo” (d’altronde per Israele lo sono tutti!). Lo sottoscrivono 300 docenti universitari, molti lavorano o hanno lavorato all’Orientale. C’è anche il prof. Chambers. Ecco perchè la rettrice dell’Orientale pensa, in barba alla democratica espressione del

pc 20 marzo - Francia, assalto poliziesco alle Università per fermare il movimento studenti-operai contro la LOI TRAVAIL - Job act alla francese

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Prosegue la lotta contro la Loi Travail, la legge sul lavoro francese contestata da decine di migliaia di studenti in tutta Francia.
Venerdì 18 marzo, sono ricominciate le assemblee studentesche, in vista delle prossime scadenze che avranno come fulcro lo sciopero generale di giovedì prossimo.
Ma è in particolare la brutale repressione poliziesca all’università di Tolbiac a tenere banco, dove la polizia ha picchiato numerosi studenti che volevano partecipare ad una assemblea interfacoltà decisa da tempo.
Hanno però trovato l’università chiusa e quindi l’hanno occupata, tenendo comunque l’assemblea.
La polizia ha però fatto irruzione in Ateneo, il tutto senza la benchè minima autorizzazione, grazie alla legge di emergenza in atto dopo gli attacchi di novembre che gli dà mano libera anche per questo tipo di interventi.
E’ stato un vero e proprio massacro, con diversi studenti picchiati a sangue dai poliziotti che hanno dato vita ad una vera e propria caccia all’uomo all’interno dell’università.



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pc 20 marzo - Grande manifestazione popolare a Roma contro il Commissario per conto di Renzi

Roma. Una marea umana contro i diktat del commissario




Le aspettative sulla manifestazione che oggi ha attraversato le strade di Roma era alta, ma il risultato è andato decisamente oltre le aspettative. Migliaia e migliaia di persone (chi dice diecimila chi ventimila) sono scese in piazza rispondendo all’appello “Roma non si vende”. Una manifestazione preparata e discussa in numerose assemblee settimanali che l’hanno fatta crescere nella consapevolezza comune di una parte significativa della città. I diktat contenuti nel DUP (Documento Unico di Programmazione) del commissario Tronca insediato alla guida di Roma dopo la dissoluzione della giunta Marino, rappresentano una sentenza di morte sociale e civile della città. Chiusura e sgombero degli spazi sociali e associativi non in grado di pagare gli arretrati e i fitti “di

pc 20 marzo - BRASILE: LULA E DILMA ACCOPPIATA DI LADRI SFUTTATORI




Gli ex lavoratori, gli ex guerriglieri, Lula e Dilma, sono solo un’accoppiata di ladri al servizio dei padroni brasiliani. 
Lula e Dilma hanno solo garantito i padroni brasiliani e aumentato la miseria

Il ruolo per Lula di capo di gabinetto, che gli è stato assegnato dalla presidente Dilma Rousseff, avrebbe dovuto porlo al riparo da un eventuale arresto nell’ambito dell’inchiesta Petrobras, un giro di tangenti che sfiora i due miliardi di dollari. ...la pubblicazione della breve conversazione intercettata ieri dalla polizia federale, in cui Dilma informa Lula che sta per mandargli il decreto di nomina ministeriale, da usare – sottolinea la presidente – solo “in caso di necessità”. Secondo gli inquirenti, questo dimostrerebbe che la nomina di Lula a ministro è stata fatta con l’unico scopo di sottrarlo alla magistratura ordinaria.

pc 20 marzo - Noi pensiamo che gli operai d'avanguardia debbano fare altro che presentarsi alle elezioni comunali - Comunque informiamo sulla presentazione a Napoli di una 'lista di operai'





Riportiamo Dal blog di Mimmo Mignano. Scusate il ritardo, la rivoluzione e’ fatta anche di silenzio in certi momenti….ORA CI SIAMO!!! LA DEMOCRAZIA E’ PARTECIPAZIONE…il potere deve essere operaio Gli […]

 Dal blog di Mimmo Mignano.

Scusate il ritardo, la rivoluzione è fatta anche di silenzio in certi momenti… ORA CI SIAMO!!!
LA DEMOCRAZIA E’ PARTECIPAZIONE… il potere deve essere operaio.
Gli operai vogliono partecipare alle elezioni comunali a Napoli con una propria lista. I cinque licenziati FIAT, operai della FIAT di Pomigliano e del polo logistico di Nola, operai ed operaie precari e operai disoccupati, hanno costituito una lista da presentare alle prossime elezioni comunali. E’ una lista “aperta” in cui si possono presentare altri operai e disoccupati che vogliono partecipare.
Perché presentarci direttamente come operai?
Ogni cinque anni c’è la farsa delle elezioni. Gli operai sono sistematicamente esclusi. Nessun partito li rappresenta. A volte, nei partiti c’è la presenza di qualche operaio come “fiore all’occhiello”, ma in queste formazioni alla fine non contano nulla.
Noi non crediamo a questa farsa delle elezioni, ma vogliamo utilizzarla. Gli operai oggi non hanno visibilità. Non hanno ascolto. Nel silenzio generale vengono super sfruttati nelle fabbriche grandi e piccole. Chi si ribella viene licenziato. La magistratura del lavoro sempre più spesso conferma le decisioni del padrone.
Le regole della democrazia non superano i cancelli delle fabbriche!
In questa situazione utilizziamo la farsa delle elezioni per poter dire la nostra, per denunciare la condizione da schiavi che vivono gli operai, per dire che agli operai il diritto di critica è negato.

Non abbiamo nessuna illusione sulle istituzioni. Per gli operai sono organismi nemici e servi sciocchi dei Marchionne. Servono solo per eleggere ogni cinque anni il comitato d’affari dei padroni e delle classi benestanti.
Noi vogliamo essere solo un megafono per gli operai e per tutti i diseredati di questa società.
Per presentare la lista servono cinquecento firme.
Noi facciamo appello ai compagni di Napoli affinchè queste cinquecento firme siano raccolte.
Noi siamo quelli dei picchetti alla FIAT. Quelli della gru a piazza municipio. Del concerto di solidarietà per i licenziati FIAT a piazza Dante dove oltre 100 artisti insieme a Daniele Sepe hanno detto no ai licenziamenti politici. Siamo quelli che hanno partecipato alle lotte contro le speculazioni a Bagnoli, a fianco degli studenti, dei disoccupati, del sindacalismo di base. Al fianco degli operai di Melfi, Cassino, Mirafiori, spalla a spalla con i facchini della logistica, comunque sempre in prima fila con gli sfruttati.
Chiamiamo in causa direttamente i disoccupati, gli operai, gli studenti, i compagni dei centri sociali, tutti quelli con cui siamo stati fianco a fianco in questi anni nelle lotte e le mobilitazioni contro i padroni.
La lista degli operai deve essere presentata. Le cinquecento firme devono essere raccolte.

pc 20 marzo - Lo Stato nazisionista d'Israele sponsorizzato dall'imperialismo e sostenuto in maniera scandalosa dal governo Renzi è uno Stato che uccide e imprigiona i palestinesi che si ribellano


Un tribunale israelíano condanna alla prigióne 7 minori palestinesi per aver tirato pietre

pc 20 marzo - Il partito di Ocalan deve decidere cosa vuole fare da grande - autoderminazione nazionale con la nascita effettiva del Kurdistan o ultraillusoria democratizzazione dello Stato turco?

L’autonomia di Rojava non è la separazione della Siria

http://www.uikionlus.com/lautonomia-di-rojava-non-e-la-separazione-della-siria/

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I curdi smentiscono che la Federazione autonoma nel Nord della Siria sia un primo passo verso la secessione

pc 20 marzo - Torino, l'università piena di amianto mette a rischio la salute di studenti e docenti

Torino: amianto all'università, l'allarme si estende alle facoltà scientifiche

Torino: amianto all'università, l'allarme      si estende alle facoltà scientifiche

Lettera in procura: aule da bonificare anche in via Pietro Giuria

Riapre pian piano Palazzo Nuovo, e subito scoppia il caso amianto alle palazzine dell’Università di via Pietro Giuria, che ospitano gli studenti di Fisica, Chimica e Farmacia e i laboratori di ricerca. A un anno di distanza dall’ispezione dello Spresal alle facoltà umanistiche, la procura di Torino ha ricevuto un esposto anonimo che invita a estendere i controlli anche alle sedi scientifiche. Il blitz

pc 20 marzo - Gli imperialisti europei danno 6 miliardi al regime fascista turco di Erdogan mercante di schiavi, genocida del popolo kurdo e terrorista contro il suo stesso popolo

Erdogan chiede di ampliare la nozione di 'terrorista' per includere giornalisti e oppositori politici