venerdì 21 febbraio 2020

pc 21 febbraio - Rovigo. Polizia nelle scuole, studenti in piazza. Denuncia e corteo la risposta


A Rovigo questa mattina è in strada un manifestazione che vede protagonisti studenti e studentesse di alcuni istituti superiori per protestare contro le recenti ingerenze degli agenti di Polizia, fin dentro i locali delle scuole, con i cani antidroga a frugare negli effetti personali degli studenti, a detta di questi, con modalità ben poco riconducibile a uno “Stato democratico”.
A dicembre l’Operazione Titti della questura aveva portato a una maxi operazione in città che aveva condotto a due arresti e la certificazione di un aumento dello spaccio soprattutto di sostanze pesanti, come l’eroina. In questo clima le unità cinofile hanno intensificato le attività cosiddette di “prevenzione”, che però secondo gli studenti hanno ben presto prevaricato le modalità consentite,
portando, come detto, i cani antidroga direttamente nelle aule e aumentando la tensione tra i banchi degli istituti.
Inoltre, queste sortite non sarebbero affatto giustificate dal risultato delle indagini, essendo al massimo state trovate piccola quantità di sostanze leggere in possesso dei ragazzi di Rovigo. La questione allora si sposta subito sullo “stato di polizia” creato nelle scuole a partire da una condizione che, se da una parte merita la massima attenzione, dall’altra non può essere risolta da un aumento delle modalità repressive e di controllo militaresco delle classi. Contro tutto ciò, istituti del centro e della periferia cittadina hanno trovato una convergenza che ha portato gli studenti a manifestare in piazza. La militarizzazione delle scuole si inserisce in un clima politico nazionale di pesante repressione verso qualsiasi moto di protesta, giovanile e non. A margine di tutto questo, nel paese tuttavia un problema effettivo c’è: come dimostra un recente inchiesta, l’aumento dello spaccio di eroina è in drammatico aumento, portando al 60% la quota dei deceduti per uso di stupefacenti legato all’uso dell’eroina. Le domande a cui rispondere però sarebbero altre, come: da dove viene? chi ci guadagna? quali sono le filiere che portando l’eroina nelle strade delle nostre città? che ruolo può avere una tendenza del genere nella situazione sociale odierna?, e non certo la criminalizzazione delle giovani generazioni negli anni della loro formazione. Come scrive un giornale locale, gli studenti hanno programmato il corteo «con tappe davanti agli istituti con l’intenzione di fermarsi in ognuna di queste per alcuni minuti al fine di comunicare anche a studenti che hanno scelto di non partecipare, professori e dirigenti scolastici, le proprie istanze». Un’importante presa di coscienza per fare sentire la propria voce, oltre l’abbaio indiscriminato delle forze dell’ordine.

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