sabato 21 dicembre 2024

pc 21 dicembre - Raccolta delle trasmissioni di ORE 12 Controinformazione rossoperaia - In uscita il 5° fascicolo da luglio a dicembre 2024

Per richiedere i precedenti fascicoli: pcro.red@gmail.com  



pc 21 dicembre - Un po' tardiva ma la risposta è arrivata Brescia Antifascista!

Venerdì 20 dicembre a Brescia imponente  risposta antifascista al corteo fascista e xenofobo di venerdì 13 dicembre – con 300 fascisti locali (e di Verona, Bergamo, Cremona e Mantova) in zona Stazione – e alle svastiche vergate su muri e monumenti del centro storico, un paio di giorni fa. Una svastica è comparsa anche sul basamento della statua della “Bella Italia”, a pochi passi dalla stele dei Caduti di piazza della Loggia che ricorda la strage fascista, di Stato e della Nato del 28 maggio 1974, con 8 morti e 102 feriti durante una manifestazione antifascista.

L’appuntamento antirazzista e solidale era per le 17.30 in piazza Rovetta, lanciato da Anpi e Cgil e a cui hanno aderito decine e decine di organizzazioni differenti, comprese le realtà antagoniste, seppur con proprie parole d’ordine. Le migliaia e migliaia di persone arrivate sono ben presto esondate in piazza Loggia. Da lì lo spezzone antagonista – Magazzino 47, Diritti per tutti e Collettivo Onda studentesca – è partito in corteo, con diverse migliaia di persone, arrivato nelle stesse strade percorse dai fascisti la scorsa settimana.


Il riassunto della mobilitazione antifascista di Brescia nel servizio del Giornale Radio con Marco, inviato della Redazione di Radio Onda d’Urto.

 

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(nel video, dell’Anpi Scuola Brescia, il corteo di movimento partito da piazza Loggia)

LE CORRISPONDENZE.

Ore 19 – Il corteo di movimento, molto compatto, è arrivato in via Corsica, quella immortalata nel video – ripreso da media locali e nazionali – del corteo di 300 fascisti del 13 dicembre, per mostrare visivamente “di chi è Brescia, città antifascista. Siamo dieci volte loro”, è stato scandito dall’impianto di amplificazione del corteo di Magazzino 47, Diritti per Tutti e Collettivo Onda Studentesca. Marco, della Redazione, in diretta.

Ore 18.30 – Il corteo di movimento, ingrossato con migliaia di persone, marcia verso le zone (stazione Fs e via Corsica) percorse dal corteo di 300 fascisti venerdì scorso. In testa il grande striscione “La vera sicurezza è questa qua: fuori i fascisti dalle città. Casa, diritti, dignità”.

Ore 18.15 – Molte migliaia di persone – 10 mila secondo le prime stime –  riempiono tutta piazza Loggia. Lo spezzone antagonista si muove in corteo spontaneo verso via X Giornate e il centrale corso Zanardelli.

Ore 18 – Si svuota piazza Rovetta, la folla – cresciuta ancora nei numeri, con diverse migliaia di presenti in continua crescita – tracima in piazza Loggia, dove si trova la stele dei Caduti della Strage fascista, di Stato e della Nato del 28 Maggio 1974. In testa lo spezzone di csa Magazzino 47, Diritti per Tutti e Collettivo Onda Studentesca (

Ore 17.45 – In piazza anche esponenti dell’Amministrazione comunale e i consiglieri di maggioranza (di centrosinistra), mentre quelli di destra hanno votato contro alla richiesta (comunque approvata) di sospendere per un’ora il Consiglio comunale in corso a palazzo Loggia.

ORE 17.30 – In piazza, prima del via ufficiale della mobilitazione, ci sono già abbondantemente oltre un migliaio di persone.

ORE 17 – Militanti antifasciste e transfemministe hanno realizzato un flash mob sulla statua della Bella Italia, punto di riferimento per decine di iniziative organizzate negli ultimi anni da Non Una Di Meno. 



pc 21 dicembre - AMAZON è SCIOPERO!

Autisti e magazzinieri di Amazon negli USA sono in sciopero. É il più esteso sciopero nella storia dell’azienda negli Stati Uniti.

L’interruzione del lavoro è causata dalla non volontà di Amazon di riconoscere il sindacato dei teamsters, accettando di conseguenza di contrattare con la Union  migliori condizioni retributive e di sicurezza.

Amazon è la seconda azienda nella lista di Fortune 500 ed è una delle multinazionali che ha investito di più nelle strategie anti-sindacali a livello mondiale, mentre i teamsters sono una delle realtà sindacali

pc 21 dicembre - Gli operai lottano... ogni tanto vincono... Gli operai di Forlì

Gli operai di Forlì occupano la fabbrica e vincono la vertenza

Lavoravano per 12 ore al giorno percependo uno stipendio adeguato a otto ore lavorative, privati di qualsiasi livello di sicurezza e l’alloggio previsto in realtà coincide con lo stesso capannone senza riscaldamento con i materassi buttati a terra. Gli operai hanno bloccato lo stabilimento di mobili e allestito un presidio davanti all’azienda.

da Radio Blackout

La vertenza che vede protagonisti gli operai pakistani reclutati a Prato da una ditta, la Sofalegname, che produce mobili imbottiti a Forlì è stata seguita dal sindacato sociale Sudd Cobas, di seguito un commento del compagno che abbiamo intervistato:

“Questi lavoratori già li conoscevamo in parte. Sono condizioni simili a quelle che troviamo spesso nel

pc 21 dicembre - Le comunità palestinesi - Lettera aperta ad Abu Mazen e alla leadership dell’Autorità Palestinese a Ramallah

Ciò che sta accadendo oggi nella nostra amata Palestina in termini di crimini, guerre di genocidio e pulizia etnica per mano dell’esercito occupante sionista e di branchi di coloni, con la partecipazione dell’alleanza imperialista e dei suoi seguaci e strumenti nella regione, richiede tutti ad avere una rilettura radicale, sia nelle performance politiche e militari che nelle traversie del movimento di massa e nella lotta dei popoli solidali con noi.

Ciò richiede che le persone leali in patria e nella diaspora prendano l’iniziativa per riunirsi, formulare le linee generali per l’imminente confronto con l’occupante e formulare politiche che consentano al nostro popolo e ai suoi amici di impegnarsi dietro le fila della resistenza all’occupazione. proteggere la patria e innalzare lo spirito combattivo ovunque, sia con il sostegno diretto che indiretto.

Ciò che accade oggi in Cisgiordania è esattamente il contrario, dove tutto ciò che è utile e resistente,

pc 21 dicembre - Le ferrovie in mano a Salvini e ai suoi manager un pericolo costante per i ferrovieri - Un nuovo incidente e una denuncia

Reggio Emilia. Tre operai feriti in incidente ferroviario

Il 18 dicembre 2024 c’è stato un ennesimo incidente su un cantiere nella DOIT di Bologna (per DOIT si intende il perimetro territoriale attribuito, per gestione e responsabilità, alla città di riferimento. Di solito coincide con la regione, ma in alcuni casi i confini possono essere anche più ampi). Capiremo di preciso cosa è accaduto, ma è evidente che la responsabilità di quanto è successo è da ricercarsi nelle condizioni in cui i lavoratori, siano essi dipendenti di ditte appaltatrici o ferrovieri, sono costretti ad operare.

Ormai da quando è partito il processo riorganizzativo ogni limite è stato superato; l’impunità garantita ad RFI sta producendo quello che da un anno denunciamo e ci chiediamo come mai sia così difficile,

venerdì 20 dicembre 2024

pc 20 dicembre - A Gaza è genocidio. Due rapporti inchiodano Israele e i suoi complici

In un rapporto di 179 pagine, Human Right Watch afferma di avere scoperto che le autorità israeliane hanno intenzionalmente privato i palestinesi di Gaza dell’accesso all’acqua potabile e ai servizi igienici necessari per la sopravvivenza umana di base.

«Le autorità e le forze israeliane hanno interrotto e in seguito limitato l’acqua corrente a Gaza; hanno reso inutile la maggior parte delle infrastrutture idriche e igienico-sanitarie di Gaza tagliando l’elettricità e limitando il carburante; hanno deliberatamente distrutto e danneggiato le infrastrutture idriche e igienico-sanitarie e i materiali per la riparazione dell’acqua; e hanno bloccato l’ingresso di forniture idriche essenziali». E poi ancora: «L’acqua è essenziale per la vita umana, eppure per oltre un anno il governo israeliano ha deliberatamente negato ai palestinesi di Gaza il minimo indispensabile di

pc 20 dicembre - Salvini assolto a Palermo sul sequestro dei migranti della Open Arms - la campagna inaudita del governo e la sguaiata campagna di Salvini e dei suoi alleati nazionali e internazionali ha piegato i magistrati

 Il governo fascio/razzista Meloni-Salvini puo continuare nella sua azione antimmigrati e antiONG 
 
una corrisponza da Palermo questa mattina

Stamattina siamo stati davanti ad una delle entrate del carcere Pagliarelli di Palermo dove c’era un affollamento di televisioni, radio, giornalisti italiani e stranieri in attesa dell’arrivo del razzista Salvini per il processo il cui inizio era fissato per le 9,30.

Sono stati fatti entrare prima i rappresentanti delle parti civili (delle diverse Ong presenti: Open Arms, Mediterranea…, ma anche tante associazioni) e poi il pubblico a cui è vietato usare il telefonino. I rappresentanti delle ong non hanno voluto rilasciare interviste.

Mentre la polizia riprendeva tutti quelli che entravano nel piazzale, intorno alle 9,30 è arrivato pure Salvini, superblindato e accompagnato da alcuni dei suoi compari leghisti, come il fascistone Valditara.

Dentro l’aula bunker del carcere, alle 11,30 i giudici hanno deciso di ritirarsi in camera di consiglio per deliberare.

Dopo le 9,30, infatti, è iniziata l’udienza, l’ultima, alla fine della quale sarà emesso il verdetto, che vede imputato Matteo Salvini, nel 2019 ministro degli interni, per il sequestro di 147 migranti tra adulti e ragazzi che erano sulla nave della ong Open Arms il 19 agosto, e alla quale era stato impedito lo sbarco dei migranti.

Dopo l’apertura dell’udienza, alla presenza delle parti civili e dei loro avvocati (alcuni dei quali

pc 20 dicembre - Pulizia etnica, sete e «kill zone». Così funziona il genocidio di Gaza

I soldati israeliani la chiamano «kill zone» o «line of the dead bodies» e si estende fin dove l’occhio del cecchino può arrivare. Non ha confini precisi, la zona dei corpi morti ha frontiere immaginarie. Si trova all’altezza del corridoio Netzarim, una fascia di sette chilometri con cui Israele – da ben prima del 7 ottobre 2023 – spacca Gaza in due parti.

E’ qui, in questo spazio dove non vige alcuna legge né politica né morale, che le unità dell’esercito israeliano giocano il loro tetro torneo della morte: vince chi ammazza più palestinesi possibile. La storia la racconta Haaretz, il quotidiano israeliano da poco sanzionato dal suo stesso governo, dopo aver raccolto le voci di soldati, riservisti e ufficiali di ritorno da Gaza: in quella kill zone sono autorizzati a sparare a chiunque, senza ulteriori via libera.

Così sono stati uccisi centinaia di palestinesi, compresi bambini, e i loro corpi abbandonati. «Dopo gli spari, i cadaveri non vengono recuperati e attirano branchi di cani che vengono a mangiarli. A Gaza la

pc 20 dicembre - FRANCIA: Georges Abdallah: Manifestazione nazionale a Parigi il 21 dicembre

 info adesione Soccorso Rosso Proletario

FRANCIA: Georges Abdallah : Manif nationale, Paris, le 21 décembre

Appel du parquet… et après ?

Tous unis à Paris pour une nouvelle manifestation nationale !
Georges Abdallah doit être libre, maintenant ou maintenant !

« Par décision en date du jour, le tribunal d’application des peines a admis Georges Ibrahim Abdallah au bénéfice de la libération conditionnelle à compter du 6 décembre prochain, subordonnée à la condition de quitter le territoire national et de ne plus y paraître. » (Décision du tribunal d’application des peines, le 15 novembre)

Le 15 novembre dernier, le verdict de la Cour d’Application des peines de Paris est tombé, en réponse à la onzième demande de libération conditionnelle déposée par Georges Abdallah en juin 2023 : Georges Abdallah doit être libre ! Cette décision de justice – qui conforte les deux

pc 20 dicembre - Sul piano Stellantis - dalle "promesse" di governo e padrone alla realtà

 (Dal responsabile Slai cobas sc per il gruppo Stellantis)

Sul piano Stellantis che il Ceo JP Imparato, responsabile europeo del gruppo ha presentato al Mimit, il tavolo ministeriale, davanti ai ministri Urso Giorgetti Calderone e ai sindacati, il quotidiano ‘Il Messaggero’ scrive significativamente:

Il governo e Stellantis depongono le armi. Il primo intervento di Jean Philippe Imparato al Ministero delle Imprese è stato soddisfacente ed a chiudere il tavolo sulla multinazionale transatlantica è stato lo stesso padrone di casa, il ministro Adolfo Urso che ha seguito la vicenda dichiarando che non avrebbe fatto sconti. Il rappresentate dell’esecutivo voleva un nuovo piano ed impegni precisi e il manager di origini italiane è riuscito a centrare l’obiettivo. «Questa è una giornata importante, così è stata definita da tutti gli attori - ha spiegato Urso - Importante per l’auto italiana, per l’industria e per i lavoratori. Avevamo chiesto a Stellantis di confrontarsi su un piano industriale assertivo con investimenti, ricerca e sviluppo, modelli e piattaforme per i siti italiani e garanzia dei livelli occupazionale. E responsabilità nel governare la transizione del comparto auto italiano, indotto e filiera».

Due miliardi di investimenti più sei miliardi di acquisti dai diversi fornitori, per incrementare la produzione Stellantis negli stabilimenti italiani di city car e modelli ibridi collocati in tutte le fabbriche del gruppo, con la messa in opera delle piattaforme STLA modulari che sulle catene di montaggio permettono di gestire la produzione di più modelli, con la piattaforma large, a Cassino, la medium a Melfi e, annunciata a sorpresa, la piattaforma small a Pomigliano per le vetture piccole a produzione di massa, il polo del lusso concentrato a Modena.

Questa l’esposizione di JP Imparato per Stellantis al tavolo ministeriale. Ma appunto questa è la versione padronale che i problemi non li chiude ma li apre.

Il governo parla della fine di un conflitto. Non può che riferirsi alla recente e a suo modo inevitabile fase polemica, persino per il governo, dei "lasciamo fare ai padroni che producono", sollevata verso

giovedì 19 dicembre 2024

pc 19 dicembre - Formazione operaia - Dall'importante esperienza del proletariato nella Comune di Parigi, la critica alle concezioni dell'anarchismo e dell'opportunismo sullo Stato -- da Stato e rivoluzione di Lenin

Riprendiamo dal Cap. IV di Stato e rivoluzione, in cui Lenin riporta le "spiegazioni complementari di Engels", le parti che riteniamo più essenziali per lo scopo di questa Formazione: la comprensione di cosa è lo Stato borghese e cosa fa lo Stato nelle mani del proletariato, della maggioranza della popolazione, uno "stato non stato", che abolendo le classi estingue sè stesso, la sua necessità. 

Tanto c'è in questo capitolo, che chiaramente va letto tutto, ma ora è necessario concentrare l'attenzione. 

Questo capitolo è importante, e sempre molto attuale, per la critica che Lenin, riprendendo Marx e soprattutto passi di scritti di Engels, sviluppa verso le concezioni degli anarchici sullo Stato e verso l'opportunismo, che non solo porta una idea falsata dello Stato e non ha imparato niente dalla grande, sia pur troppo breve, esperienza della Comune di Parigi, ma come opportunisti/riformisti sono responsabili con le loro posizioni di lasciar loro campo aperto alle posizioni anarchiche.
Cosa esattamente uguale oggi. 

 

Lenin scrive: "...Il marxismo ha sempre insegnato che con l'abolizione delle classi si compie anche l'abolizione dello Stato. Il passo a tutti noto dell'Antidühring sull'"estinzione dello Stato" rimprovera gli anarchici non tanto di essere per l'abolizione dello Stato, quanto di pretendere che sia possibile abolire lo Stato "dall'oggi al domani".

"...Se la lotta politica della classe operaia - scriveva Marx deridendo gli anarchici e la loro negazione della politica - assume forme violente, se gli operai sostituiscono la loro dittatura rivoluzionaria alla dittatura della classe borghese, essi commettono il terribile delitto di leso-principio, perché per

pc 19 dicembre - Milano per la Palestina 21 dicembre

SABATO 21 DICEMBRE A FIANCO DEL POPOLO PALESTINESE

ore 14,00 - presidio di boicottaggio
al Carrefour via Farini a 50 metri da P.zza Maciachini con volantini e speakeraggio con BDS Milano e dintorni in occasione della giornata nazionale di boicottaggio, per poi spostarci insieme
ore 15,00 - 63° CORTEO A MILANO 
organizzato da tutte le Associazioni palestinesi
partenza da Piazza Maciachini M3
con termine al Cimitero Monumentale M5 

PER FERMARE IL GENOCIDIO
PER UN CESSATE IL FUOCO INCONDIZIONATO, IMMEDIATO E DURATURO. 
PER L'ACCESSO SENZA CONDIZIONI DEGLI AIUTI UMANITARI INTERNAZIONALI.
PER IL DIRITTO ALL'ESISTENZA ALLA RESISTENZA 
AL RITORNO DEI PROFUGHI 
PER IL DIRITTO ALL'AUTODETERMINAZIONE DEL POPOLO PALESTINESE

pc 19 dicembre - Arresti in Grecia di compagni turchi lettori di Partizan - massima informazione e solidarietà - Soccorso Rosso Proletario

Intorno alle 12 dell’11 dicembre, la polizia greca ha fatto irruzione in un esercizio pubblico di Atene dove lavoravano dei lettori di Partizan.

Su questo attacco, il KKE (m-l) e Partizan hanno diffuso un comunicato dal titolo : “Continuiamo a far paura alle classi reazionarie”. Sull’irruzione, che la polizia greca ha sminuito affermando: “nessun arresto”, sono state diffuse le seguenti informazioni.

Durante l’irruzione, avvenuta senza un mandato ufficiale, senza giustificazione e senza l’autorizzazione di un pubblico ministero, la polizia ha effettuato una perquisizione domiciliare non autorizzata. Nel corso di questa perquisizione, un collaboratore di Partizan è stato oggetto di aggressione verbale e fisica. Allo stesso tempo, la polizia ha visitato altre attività commerciali nel quartiere, qualificandosi come un'unità "antiterrorismo", senza però fornire alcuna ragione per le perquisizioni e irruzioni. Durante la perquisizione, la polizia ha fermato, insieme al collaboratore di Partizan, due clienti, un greco e un turco, e un altro immigrato turco uscito dal ristorante che stava osservando la scena. A tutti è stato impedito di telefonare o contattare un avvocato. Durante la perquisizione sono state distrutte e sequestrate due telecamere appartenenti al ristorante.

Durante tutta l’operazione, la polizia non ha dato nessuna risposta alle richieste di informazioni degli avvocati. Nonostante le ripetute perquisizioni, la polizia ha addirittura negato che fossero avvenuti

pc 19 dicembre - Solidarietà in Grecia con i 62 attivisti detenuti in Grecia - info KKE(ml)

 

¡Solidaridad con los 62 activistas detenidos en Grecia!

Hoy 18 de diciembre se lleva a cabo el juicio contra 62 activistas que, como informa Antigeitonies, se atrevieron defender el derecho de manifestación ante las prohibiciones reaccionarias que impuso el gobierno con el pretexto de evitar la propagación del COVID. Los activistas llevan desde el 6 de diciembre de 2020, durante la manifestación por el asesinato de Alexandros Grigoropoulos, peleando jurídicamente por su inocencia.

Antigeitonies también denuncia que, como se ha demostrado ahora, cuatro años después de la pandemia, “está claro que el gobierno utilizó la protección de la salud como pretexto para prohibir y reprimir cualquier intento de movilización popular. Las reuniones en toda Grecia (Atenas, Salónica, Ioánina, Heraklion, etc.) en aquella época eran golpeadas por la policía y se producían detenciones,

pc 19 dicembre - Il processo "Ambiente svenduto" resta a Potenza - Ma, per favore, non si dica che non è un processo politico a favore del sistema dei padroni!

Purtroppo noi non ce ne meravigliamo - Il Codacons ha voluto fare un ricorso inutile, avventurista e demagogico.

Ma non si dica che valgono di più dei cavilli giuridici della giustizia per migliaia di operai e cittadini dei quartieri inquinati. 

Nel libro che abbiamo preparato sulle principali udienze del processo di 1° grado si dimostra ampiamente, anche dalle stesse dichiarazioni degli avvocati dei Riva e complici, che questo processo era ed è politico, che la sentenza di annullamento di 7 anni di processo rimane un grande favore a Riva e complici e un ulteriore schiaffo agli operai e popolazione. 

Ma, come abbiamo detto dal primo momento, nessuno si illuda, non finisce qui... 

Riportiamo dalla presentazione del Libro: "Un lungo processo raccontato attraverso 7 anni di udienze dal 2014 al 2021", una parte che tratta dei precedenti tentativi fatti in questi 7 anni dagli avvocati di padron Riva per spostare il processo da Taranto a Potenza  

*****

"Il processo Ilva è una sorta di sintesi di quello che il capitalismo. Marx se fosse vissuto ora sarebbe stato ultra interessato ad un processo come questo.

Il capitalismo a Taranto è come se avesse sintetizzato gli aspetti più esemplari in negativo di quello che il capitalismo che unisce agli effetti sempre più criminali di iper sfruttamento e quelli assassini di morte per il profitto. Oggi poi è come una bestia feroce, che ormai sta per cadere ma purtroppo non cade da sola, che diventa ancora più aggressiva.

Noi in questo stesso periodo abbiamo iniziato una Formazione marxista proprio sul Capitale, rivolta agli operai, ai giovani soprattutto che vogliano effettivamente capire, avere gli strumenti di analisi.

Ecco è come se stiamo dicendo le stesse cose, stiamo parlando del processo Ilva, stiamo parlando della Formazione sul Capitale di Marx che ci spiega a più di 150 anni di distanza il processo di produzione capitalista; ma che ci spiega nello stesso tempo che questo processo di produzione non è immortale. Però perché effettivamente muoia e si passi a un altro modo di produzione, che chiaramente non può essere questo presente solo “migliorato”, occorre che i “becchini” del capitale – come diceva Marx - gli operai, si organizzino e lottino per rovesciare questo sistema.

Tutto questo c’è nella vicenda Ilva.

In Ilva, dopo padron Riva che sembrava il massimo criminale, è venuto Mittall, che sul mettere

pc 19 dicembre - Altri 7,5 miliardi per le armi: il governo approva l’acquisto di 24 caccia Eurofighter con la Leonardo sempre in prima fila

 

Mentre il governo, con alla guida la fascista Meloni, continua a sbraitare che non ci sono soldi, anche in questi giorni in Parlamento dove va avanti la ridicola farsa dell’approvazione della finanziaria, dall’altro lato approva in tutta tranquillità l’acquisto di 24 Eurofighter ad alta tecnologia, che si aggiungo ai 90 già all’opera, per migliorare le prestazioni dell’imperialismo italiano nella guerra elettronica negli scenari di guerra che si allargano giorno dopo giorno.

Nuovi Eurofighter per l’Aeronautica, arriva il via libera dal Parlamento

Le commissioni di Camera e Senato hanno approvato l’acquisto di ulteriori ventiquattro caccia F2000 per l’Aeronautica militare. I nuovi velivoli andranno a sostituire i mezzi prossimi al pensionamento e potrebbero essere dotati delle ultime migliorie nell’ambito della guerra elettronica

17/12/2024

Proseguono gli sforzi dell’Italia per mantenere aggiornate le proprie capacità aeree. La commissione Difesa della Camera e la Commissione Affari esteri del Senato hanno dato parere favorevole al decreto ministeriale per l’acquisto di ventiquattro Eurofighter Typhoon, che andranno a sostituire i ventisei in dismissione a partire dal 2028. Attualmente, il caccia multiruolo di quarta generazione rappresenta il pilastro portante della flotta aerea italiana, la quale conta oltre novanta F2000.

I nuovi velivoli dovranno anche coprire i compiti attualmente svolti dai Tornado, in via di

mercoledì 18 dicembre 2024

pc 18 dicembre - Ancora una morte operaia a Genova - "basta morti sul lavoro! ci siamo rotti il ca..o” - Operai protestano per davvero

"Parliamo di sicurezza solo quando ci sono i morti", in strada la protesta dei lavoratori portuali.

"Siamo a parlare di sicurezza quando per l'ennesima volta un lavoratore ha perso la vita e non tornerà a casa". Esplode la protesta dei lavoratori a Genova dopo l'infortunio mortale al terminal di Pra'. Parlano di "situazione inaccettabile" e di allarmi inascoltati, bloccato il traffico davanti a uno dei varchi di accesso al porto.

Operaio morto al porto di Genova, la rabbia dei lavoratori: “Ci siamo rotti, non puoi uscire di casa e non tornare più dalla famiglia”

Striscioni e blocchi sul lungomare, monta la protesta di sindacati e operai: «Manca la prevenzione, troppi morti»

Operaio morto al porto di Genova, la rabbia dei lavoratori: “Ci siamo rotti, non puoi uscire di casa e non tornare più dalla famiglia”

Uno striscione bianco con scritto "basta morti sul lavoro! ci siamo rotti il ca..o” e i new jersey di un vicino cantiere a bloccare lungomare Canepa a Genova. È questa la protesta dei lavoratori portuali che dopo l'incidente mortale della scorsa notte al porto hanno deciso di scioperare per 24 ore e si sono radunati davanti al varco Etiopia del porto di Genova. La rabbia dei lavoratori è alta: «Non puoi uscire di casa e non tornare più dalla tua famiglia, è inaccettabile», dicono i colleghi della vittima. Il

pc 18 dicembre - Meloni racconta balle, vende fumo e mostra la sua natura - Editoriale


La Meloni alla sua festa di Atreju si è esercitata nel mestiere che le riesce meglio: raccontare balle, vendere fumo e mostrare la sua vera natura, che in questo caso coincide con la natura effettiva di FdI e con la visione ideologica e politica del suo programma e del ruolo del suo governo nella trasformazione reazionaria dello Stato, delle Istituzioni, degli strumenti di consenso, egemonia di massa, volti ad costruire un regime moderno fascista.

I toni sono stati da campagna elettorale permanente, di attacchi volgari e sguaiati a forze dell’opposizione, a personaggi di essa, per dipingersi come novità, salvatrice della patria, della nazione, con toni a metà tra demagogia spicciola e ruffianismo verso i poteri cosiddetti “forti” nazionali, europei e mondiali.

Le balle sono chiaramente quelle sui temi di politica economica e sono quelle di sempre di tutti i reazionari della sua parte in peggio: dal milione di posti di lavoro di Berlusconi (da creare) a 1 milione di posti di lavoro creati, ecc. Si possono usare i dati come si vogliono, ma questa cosa non sta né in cielo né in terra; la disoccupazione di massa, la disoccupazione giovanile e femminile, le regioni disastrate del sud per la mancanza di lavoro, non sono state intaccati neanche di una virgola da questo governo, come tutti possono verificare, non solo nelle loro città, nei loro quartieri popolari, nelle loro famiglie. E i giochetti sui contratti - determinati, indeterminati – sono appunto giochetti, il posto di lavoro di tutti o è precario, o è a rischio o non c’è. E che si discuta tanto su come regolarizzare raider, ecc. è solo lo specchio della montagna di lavoratori, soprattutto giovani, che fanno lavori di merda, per salari di merda e condizioni di merda. Su questo, questo governo non fa certo meglio dei governi precedenti ma sicuramente si predispone sempre di più per fare peggio.

L’altra balla è la questione dei ricchi e dei poveri, dei salari e dei redditi. All’ombra di questo governo

pc 18 dicembre - Palestina/Siria - Una valutazione e un lavoro in corso e da fare - Editoriale

In Palestina avanza dietro la “foglia di fico” del cessate il fuoco e dello scambio degli ostaggi con prigionieri palestinesi il piano genocida dello stato sionista israeliano, appoggiato dall’imperialismo Usa, pronto a passare, nel cambio presidenziale da Biden a Trump, ad uno stadio di piena realizzazione ed a scrivere l’ennesima pagina nera del sistema capitalista/imperialista nella storia dei crimini dell’umanità e dei genocidi.

Su questo non c’è altra soluzione che il sostegno alla resistenza palestinese, la sua unità e alla guerra ad Israele da parte di tutto il mondo arabo entro cui si sviluppi il movimento di resistenza anti imperialista di tutte le masse arabe, volto a rovesciare e a prendere il posto dei regimi arabi complici o inconseguenti.

Bisogna avere fiducia nelle masse, sostenere la resistenza fino alla vittoria dal fiume al mare per la liberazione della Palestina.

Lo stato di Israele, appoggiato dall’imperialismo, tutto, e non contrastato dalle cosiddette “potenze alternative” all’imperialismo Usa, Russia e Cina, ha occupato una parte del Libano e “domato” la lotta degli Hezbollah. Naturalmente tutto questo è sempre di natura temporanea nell’incendio del Medio Oriente.

A questo si è aggiunta la crisi siriana, su cui è assolutamente da fare una distinzione. Da un lato è del tutto evidente che lo stato sionista di Israele, approfittando della “pace” temporanea in Libano ha concentrato la sua azione militare in Siria, occupando le alture del Golan e ulteriori territori, con lo scopo anche qui di restarci per sempre e ha colpito pesantemente le strutture militari siriane per evitare che esse possano svolgere funzione anti Israele. E quindi, è senz’altro giusto che la crisi siriana abbia