domenica 7 gennaio 2024

pc 7 gennaio - il 21 gennaio - riprende la formazione operaia - sul Che fare di Lenin in occasione dell'anniversario della sua morte - lenin, lenin, sempre Lenin!

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pc 7 gennaio - Tutti a VicenzaOro il 20 gennaio

VERONA PRO PALESTINA CHIEDE AL COMUNE DI PRENDERE POSIZIONE E ANNUNCIA LA MOBILITAZIONE DEL 20 GENNAIO A VICENZAORO

Sabato 6 gennaio, si è svolta a Verona la quinta mobilitazione in tre mesi in sostegno alla causa palestinese. Almeno 300 persone hanno sfilato per le vie del centro cittadino sotto la pioggia, partendo da piazza Cittadella e arrivando alla porta Vescovo, passando da stradone San Fermo e via XX Settembre. La piazza ha espresso richieste precise: fermare subito il genocidio in corso; applicare le risoluzioni ONU e il diritto internazionale; attivare la corte internazionale di giustizia; favorire il diritto al ritorno dei profughi palestinesi nelle loro terre e riconoscere lo stato di Palestina.

I gruppi che hanno organizzato la mobilitazione veronese, ovvero le Comunità palestinesi del Veneto sostenute dalla Rete veronese per la Palestina, la Comunità tunisina di Verona, Infospazio, Paratodos, One Bridge To, Circolo Pink, Non Una di Meno, Potere al popolo, Fridays for future, Mediterranea e altre, hanno denunciato la complicità di chiunque si nasconda dietro posizioni neutrali.

Anche per questo è stata attivata una petizione per chiedere al Consiglio comunale di Verona di

pc 7 gennaio - Ancora un grande corteo per la Palestina a Milano - Cessate il fuoco!







pc 7 gennaio - Dopo la settimana internazionale 2-8 dicembre a sostegno della Resistenza palestinese - una nuova proposta internazionalista del Comitato internazionale di sostegno alla guerra popolare in India


 info casgpindia@gmail.com

sabato 6 gennaio 2024

pc 6 gennaio - 'FORMIAMO UN CONTINGENTE INTERNAZIONALISTA CHE VA IN PALESTINA'

 

UNA   PAROLA D'ORDINE   DA   PORTARE IN  TUTTE LE  PIAZZE

...noi siamo pronti, come Proletari Comunisti, come operai dello Slai Cobas per il sindacato di classe, a costruire una brigata di solidarietà e andare in Palestina a Gaza. lanciato alla manifestazione di Milano - rilanciato in tutte le piazze possibili
sabato prossimo
#iostoconlapalestina

pc 6 gennaio - Lo stato nazista d'Israele prolunga lo stato d'emergenza nelle carceri

 secours rouge

Israël: L' »état d’urgence carcéral » est prolongé

La commission de la Sécurité nationale Knesset a voté à l’unanimité pour prolonger « l’état d’urgence carcéral » d’Israël jusqu’à la mi-janvier, permettant ainsi au système correctionnel du pays de continuer à héberger des prisonniers dans des conditions qui seraient autrement considérées comme illégalement précaires. En novembre, les députés israéliens avaient adopté un projet de loi autorisant le gouvernement à déclarer l’état d’urgence, ouvrant ainsi la voie à la levée temporaire des restrictions sur les conditions d’hébergement des prisonniers. Depuis lors, l’Administration pénitentiaire israélienne a averti que la forte augmentation du nombre de prisonniers depuis le début de la guerre a mis à rude épreuve la capacité du système. 19 756 prisonniers étaient détenus le 1er janvier dans les prisons israéliennes, soit 3 400 de plus qu’en octobre. Ce chiffre est très proche du maximum de 20 000 détenus que le système peut gérer et est nettement supérieur à la population carcérale maximale de 14 500 détenus en dehors des périodes d’urgence. Les prisonniers vivent dans des espaces de moins de trois mètres carrés par prisonnier.

Dossier(s): Monde arabe et Iran

pc 6 gennaio - Roma. Stop alle complicità con il genocidio dei palestinesi, blitz al Mc Donalds

 

Roma. Stop alle complicità con il genocidio dei palestinesi, blitz al Mc Donalds

Venerdi un blitz di attivisti solidali con la Palestina ha dato vita ad una azione di denuncia al centro commerciale Maximo sulla via Laurentina. Preso di mira Mcdonald’s per la sua attività commerciale negli insediamenti illegali nella Cisgiordania occupata da Israele. Nessuna tregua per le Aziende occidentali che collaborano con i sionisti per il mantenimento dell’apartheid.

pc 6 gennaio - L'informazione internazionalista marxista-leninista-maoista su maoistroad

Ultimi post

venerdì 5 gennaio 2024

pc 5 gennaio - Come i nazisti - lo stato sionista Israeliano con l'appoggio dell'imperialismo vuole la deportazione di massa dei palestinesi

 

Guerra a Gaza: Israele “in trattative con Ruanda e Ciad” per esiliare i palestinesi

Funzionari israeliani sono in trattative con il Ruanda e il Ciad – oltre che con il Congo – per ricevere i palestinesi cacciati dalla Striscia di Gaza, ha riferito venerdì il sito di notizie israeliano Zman Yisrael, versione in ebraico del quotidiano Times of Israel.

Entrambi i paesi hanno espresso un accordo di base per continuare i colloqui, secondo fonti anonime, a differenza di altri paesi che hanno rifiutato in linea di principio.

Secondo le fonti israeliane, l’iniziativa è guidata dal ministero degli Esteri e dal Mossad, il servizio di intelligence israeliano.

La faccenda è molto complessa“, ha detto un funzionario a Zman Yisrael. “Dobbiamo promuovere questo canale, ma stare molto attenti alle reazioni nel mondo e anche al timore che venga interpretato come un trasferimento e non come una migrazione volontaria. Ecco perché lavoriamo con una stretta consulenza legale“.

Lo schema di base dell’iniziativa è quello di dare una generosa sovvenzione finanziaria a qualsiasi palestinese che esprima il desiderio di lasciare Gaza, insieme a un ampio aiuto al paese ospitante, compreso l’aiuto militare.

Mercoledì, Zman Yisrael ha riferito che colloqui simili si sono tenuti con la Repubblica Democratica del Congo, che è apparso meno disposto ad accettare tale offerta.

La politica di ripulire Gaza dai palestinesi “sta lentamente diventando la politica principale e ufficiale del governo e della coalizione“, afferma il rapporto.

Il governo israeliano ci tiene a dire che i palestinesi non sono stati oggetto di pulizia etnica da Gaza, ma piuttosto che la mossa sarebbe una “politica di immigrazione volontaria“.

La distinzione è stata esaminata perché i politici israeliani hanno dichiarato esplicitamente i piani per rendere Gaza invivibile per i suoi abitanti e sostituire la popolazione con coloni israeliani.

Le voci in Israele sono sempre più aperte sui piani per rimuovere i palestinesi da Gaza dopo quasi tre mesi di bombardamenti sul territorio palestinese assediato.

A novembre, il ministro delle finanze israeliano Bezalel Smotrich ha appoggiato un piano per la “migrazione volontaria” dei palestinesi.Oltre a Smotrich, il ministro della Sicurezza nazionale di estrema destra Itamar Ben Gvir ha detto lunedì che ci dovrebbe essere una “migrazione dei residenti di Gaza” al di fuori dell’enclave assediata.

La condanna internazionale

Martedì, il portavoce del Dipartimento di Stato americano Matthew Miller ha preso l’insolita decisione di chiamare direttamente i due ministri per il loro sostegno al piano.

Gli Stati Uniti respingono le recenti dichiarazioni dei ministri israeliani Bezalel Smotrich e Itamar Ben Gvir che sostengono il reinsediamento dei palestinesi al di fuori di Gaza. Questa retorica è incendiaria e irresponsabile“, ha detto in una dichiarazione.

La comunità internazionale ha condannato le proposte israeliane di tentare la pulizia etnica dei palestinesi da Gaza.

pc 5 gennaio - La strage quotidiana sui posti di lavoro, in un articolo

pc 5 gennaio - Storia passionale della guerra partigiana - info

 

L’Associazione “Memoria della Benedicta” in collaborazione con l’Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea “Guido Gilandenghi” presenta:

-Anteprima Videoclip “Sei che vai su” di I. A. Antonazzo

-"Storia passionale della guerra partigiana", presentazione libro di Chiara Colombini

Giovedì 11 gennaio ore 17 presso l’Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea “Guido Gilandenghi”, il primo evento per ricordare l’80° Anniversario della strage della Benedicta.

Presentazione del video-clip in forma di cartone animato di Ivano A. Antonazzo del brano “Sei che vai su”, canzone tratta dal disco-spettacolo Partigiani Sempre! di Massimo Carlotto, Yo Yo Mundi e Maurizio Camardi e ribattezzata “la canzone della Benedicta” per la citazione diretta all’interno del testo.

Parteciperanno Ivano A. Antonazzo “scarabocchiatore” e Paolo Enrico Archetti Maestri degli Yo Yo Mundi.

giovedì 4 gennaio 2024

pc 4 gennaio - Palestina: sciopero generale per l’assasinio di Saleh al-Arouri

Una compagna dalla Palestina ci parla dello sciopero generale per  l’assasinio di Saleh al-Arouri, alto dirigente di Hamas, avvenuto martedi 2 gennaio 2024, con un attacco dell’esercito israeliano, effettuato con un drone nell’area meridionale nella città di Beirut.

Ci racconta dei continui attacchi in Cisgiordania, delle gravissime condizioni della popolazione palestinese a Gaza sottoposta non solo a continui bombardamenti, ma anche senza più acqua e cibo e nessun luogo sicuro in cui rifugiarsi.

da Radio Onda Rossa


pc 4 gennaio - Milano in piazza per la Palestina sabato 6 gennaio

 CESSATE IL FUOCO SUBITO!

Sabato 6 gennaio 2024 sarà il 13° sabato nel quale riempiremo le strade di Milano in solidarietà con il popolo Palestinese.

Il GENOCIDIO a cui stiamo assistendo, la criminale PULIZIA ETNICA voluta da israele, le immagini che ci arrivano di sofferenza, di morte e devastazione, non fanno altro che alimentare la nostra ribellione contro l’occupazione militare, la nostra profonda rabbia, il nostro dolore e l’odio per l’enorme ingiustizia storica che sta vivendo il popolo Palestinese davanti agli occhi del mondo intero che tace complice per non disturbare gli assassini sionisti e il loro grande protettore u.s.a..

Le immagini dei bombardamenti sulla popolazione civile a Gaza, e nel campo profughi di Jabalya, forse meglio di ogni parola, danno il senso delle atrocità disumane compiute dalla strategia sionista diretta al GENOCIDIO del popolo Palestinese.

Il GENOCIDIO  del popolo palestinese non però è giudicabile come tale solo per la quantità incalcolabile di morti ma anche dalla “qualità” e dalla fredda efferatezza della sua violenza.

Un piccolo enorme dato su cui ragionare : il numero di bambine e bambini assassinati dalle bombe o dal piombo delle armi israeliane, corre drammaticamente verso le 10.000 unità, con una percentuale intorno al 70 % del totale (dati onu) dei corpi fino ad ora recuperati. A partire da questo dato, crediamo di poter affermare che questa disumanità non sia più attribuibile ad una scellerata casualità, ma sia, al contrario, diretta responsabilità della scientifica operazione di PULIZIA ETNICA praticata contro il

pc 4 gennaio - Rivolta nel carcere di Agrigento, “arrestati i detenuti”

La galera si aggiunge alla galera. I detenuti del carcere di Agrigento si rivoltano utilizzando, secondo la ricostruzione della polizia penitenziaria, bastoni acqua e olio bollente per protestare contro il freddo (impianti di riscaldamento che non funzionano).

La rivolta viene sedata e scattano nove arresti per danneggiamento aggravato. Alla protesta hanno partecipato una cinquantina di reclusi e siccome le indagini “sono ancora in corso” è molto probabile che altri detenuti subiscano a breve la stessa sorte.

pc 4 gennaio - Caso "Pozzolo" - Giornali scandalizzati o sorpresi, Delmastro che "non sa niente", la Meloni che prende le distanze... Ma perchè, c'è qualche deputato buono, "pulito" nella nera maggioranza del governo?

L'ideologia, e la prassi, di uso personale delle armi, di feste allargate a parenti e amici, di gentaglia ignobile da "ricovero per gravi problemi mentali" che però gestisce le stanze del potere dove si decidono le sorti della gente, ecc. ecc., è il modus viventi di questa destra; è la ideologia e la prassi fascista, in cui c'è un capo e la manovalanza, con miserabili che non sono degni di essere considerati persone...

 I fatti sono al centro del mass media: al veglione di Capodanno un proiettile vagante esploso dal revolver del del deputato di FdI Emanuele Pozzolo ha ferito un genero dell’agente della scorta del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro. Pozzolo ha dichiarato che la pistola era legalmente detenuta con tanto di porto d’armi. 

Chi è Emanuele Pozzolo, il deputato di FdI con la pistola tra slogan no vax e gaffe sui social

Già consigliere della Lega, nel 2019 passa al partito di Meloni. Definì “provocatore” Gad Lerner e “parassita” un trapiantato. Lui per difendere le armi scriveva: “Non sparano da sole...”

Alle ultime elezioni: il piemontese Guido Crosetto, potente braccio destro di Giorgia Meloni, aveva dato il placet al suo nome nell’elenco dei candidati per Montecitorio. 

Durante la pandemia, si era distinto per la sua posizione apertamente No vax e No green pass. 

Nel 2019 aveva fatto discutere un suo post su Facebook in cui scriveva "ecco l'Italia dei parassiti" in polemica con il reddito di cittadinanza, senza notare che il destinatario del suo commento era un cittadino invalido e trapiantato. Ma non è finita, Pozzolo aveva trovato il modo di farsi accusare di discriminazione sessista proprio nel giorno della festa della donna: sempre sui social aveva pubblicato un meme corredato dalla scritta "Auguri a tutte le femmine - Smile to survive" (sorridi per sopravvivere, ndr) con la foto in cui viene mostrata un'automobile uscita di strada e la scritta "8 Marzo Fiesta delle donne".

pc 4 gennaio - BOTTE DI FINE ANNO NEL CPR DI GRADISCA, A MILANO INGOIATE LAMETTE - Info da Radio Onda d'urto

"Forse per approfittare dei festeggiamenti di Capodanno, il personale del Centro di Permanenza per il Rimpatrio (CPR) di Gradisca d’Isonzo, provincia di Gorizia, ha deciso di anticipare la chiusura delle gabbie alle 21 invece che alle 24, privando quindi di tre ore d’aria i detenuti. Di fatto è stato impedito alle persone rinchiuse nel lager di Stato, di poter accedere al cortile. In seguito alle rimostranze di alcuni dei prigionieri del CPR, è intervenuta la polizia in tenuta antisommossa, che si è accanita coi manganelli contro chi protestava. Il tentativo di sequestro dei telefoni cellulari ha causato ulteriori reazioni e proteste. Lo stesso CPR è senza riscaldamento da inizio dicembre, il che “dimostra che il problema non sta nei gestori, ma nelle strutture stesse che sono costruite e finalizzate per umiliare la dignità umana”.

Gravi criticità registrate anche nel CPR commissariato di Milano, dove alcuni detenuti hanno ingoiato delle lamette per trovare un modo di essere portate in ospedale e lasciare la struttura..."

Questi sono i CPR/galera che la Meloni vuole estendere, mandando tutti gli immigrati che arrivano - salvo chi paga 5mila euro... - che vuole trasferire in Albania.

Cpr gestite il più delle volte da cooperative che fanno profitti negando anche il minimo di assistenza, cure, alimentazione, igiene ai migranti rinchiusi, trattati peggio di criminali.

Appoggiamo in tutti i modi le forme di giuste proteste dei migranti.

Questo trattamento disumano, repressivo, poliziesco, affaristico, del governo Meloni non riguarda solo gli immigrati, ma riguarda tutti i proletari, i democratici, esso è il target che questo governo estende nelle carceri, nei quartieri lasciati al degrado, verso le lotte sociali, i bisogni delle masse popolari povere, ecc.    

mercoledì 3 gennaio 2024

pc 3 gennaio - Mattarella cancella i palestinesi - Servo squallido al servizio di Israele

NON IN NOSTRO NOME
Lettera aperta al Presidente Sergio Mattarella


Signor Presidente,
noi sottoscritti cittadini e cittadine Suoi connazionali, lavoratori della città e della campagna, studenti e persone impegnate nel mondo della cultura, dell’insegnamento, dell’associazionismo, ci permettiamo di ricordarLe la situazione in atto in Palestina:
circa 30.000 vittime civili a Gaza, senza contare i presumibili 10.000 sotto le macerie.
70.000 feriti che non possono essere adeguatamente curati in ospedali distrutti da Israele.
1000 bambini che hanno perso uno o entrambi gli arti inferiori o superiori.
90% degli edifici rasi al suolo: “non è rimasto brandello di muro”, dichiarano i pochi osservatori ONU rimasti sul campo.

Una economia, una società, un paesaggio annichilati. Oltre 2 milioni di persone sono senza un tetto, né acqua, né cibo, né medicinali, né carburanti, e sono spinte dall’esercito israeliano in una piccola sacca a Gaza sud, che peraltro continua ad essere bombardata.

Intanto si susseguono dichiarazioni di governanti israeliani sulla necessità di espellere dal territorio di Gaza i palestinesi sopravvissuti, e sul progetto di ricolonizzazione di Gaza da parte dei coloni israeliani, mentre addirittura si pubblicano annunci di lussuosi villaggi turistici da costruire sulle macerie e sui corpi
insepolti della popolazione palestinese.
In Cisgiordania (secondo l’ONU, “Territori Occupati”) gli oltre 700.000 coloni israeliani, che hanno occupato illegalmente il territorio e rendono molto problematica, per non dire impossibile, la soluzione “due popoli, due Stati”, spalleggiati dall’esercito di Israele attaccano quotidianamente e uccidono i contadini palestinesi, compresi donne, anziani, adolescenti.
Israele ha ucciso 138 funzionari dell’ONU e continua a bombardare i convogli dell’agenzia per i rifugiati dell’ONU. Colpisce le ambulanze che trasportano i feriti.
Cattura, e umilia denudandoli e ingiuriandoli, centinaia di cittadini colpevoli semplicemente di essere palestinesi.
Israele ha trucidato un centinaio di giornalisti e fotografi nell’esercizio del loro lavoro.
Il segretario generale dell’ONU Guterres ha denunciato ripetutamente la “catastrofe umanitaria”, l’Assemblea generale dell’ONU approva la risoluzione che chiede l’immediato cessate il fuoco.
Alcuni stati, come il SudAfrica deferiscono Israele alla Corte penale internazionale per violazione del diritto internazionale e del diritto umanitario e di fronte alla Corte internazionale di giustizia per genocidio. Migliaia chiedono alla Corte penale internazionale di arrestare, giudicare e condannare Netanyahu e la cupola politico-militare israeliana per questi motivi. Altri Paesi della UE annunciano varie azioni contro Israele, mentre il nostro governo appare silente o complice dei crimini in corso.
Quando l’Armata Rossa sovietica liberò Auschwitz il 27 gennaio 1945 e vennero alla luce gli orrori della Shoah, alcuni giustificarono il loro silenzio e la loro inazione dicendo di ignorare cosa stesse accadendo nei lager nazisti. Oggi assistiamo in diretta alla pulizia etnica e all’olocausto del popolo palestinese. Nessuno può dire “non so”.
È per noi grave che Ella nel Suo messaggio riduca il genocidio in corso a “un’azione militare [di Israele] che provoca anche [evidenziazione nostra] migliaia di vittime civili e costringe, a Gaza, moltitudini di persone ad abbandonare le proprie case, respinti da tutti”. Nient’altro. Ella, Signor Presidente, avrebbe potuto, e riteniamo dovuto, riprendere le dichiarazioni del segretario dell’Onu, le risoluzioni dell’Assemblea generale e levare una voce per l’immediato cessate il fuoco in Palestina. Come anche alcuni leader europei hanno chiesto.
Ella, invece, ha taciuto, Signor Presidente.
Nelle sue parole il genocidio del popolo palestinese in corso (è la definizione dello storico israeliano Ilan

pc 3 gennaio - solidali nella lotta contro la repressione dei disoccupati a napoli

 5 udienze nel solo mese di gennaio, basta repressione. Continua lotta per salario e lavoro

INVITO PUBBLICO A TUTTE E TUTTI

Vogliamo socializzare pubblicamente che – delle decine e decine di cause, processi a nostro carico e quindi contro la lotta per il salario e per il lavoro – solo nel prossimo mese abbiamo come fissate ben 5 udienze contro il nostro movimento di lotta al Tribunale di Napoli.

Insomma 11, 12, 23, 25, 27 Gennaio.

Questo basterebbe a ricordare che il percorso di formazione e la lotta per l’inserimento al lavoro è stato portato avanti senza interessi, senza padroni e padroncini, senza forze politiche istituzionali, da quegli uomini e donne che hanno deciso di organizzarsi, lottare ed emanciparsi dalla precarietà e marginalità sociale. Quindi non permetteremo ad altre dinamiche di inquinare il nostro percorso e metterlo in discussione.

Messa alle spalle per ora l’assurda indagine di Associazione a Delinquere, permangono a diversi di noi gli avvisi orali per la pericolosità sociale e decine di decreti penali di condanna, multe, processi aperti e denunce.

In un momento storico in cui il mondo è in guerra ed i nostri governi sono impegnati ad aumentare la spesa e l’intervento militare, aumenta il controllo sociale, l’autoritarismo nei luoghi di lavoro, l’economia di guerra fatta di salari da fame, sfruttamento e disoccupazione.

Nella fase della nostra lotta, pensiamo sia utile rafforzare il nostro percorso.

Per questo, oltre il classico comunicato contro la repressione, ci impegneremo nello stesso mese di Gennaio a promuovere insieme alle forze che vorranno collaborare, ad un momento di confronto ed approfondimento rispetto ai Decreti Sicurezza che proseguono nell’aumento delle pene per i reati sociali, alle politiche economiche, alla necessità di organizzarci.

Invitiamo tutti/e, realtà autorganizzate, sindacato conflittuali, comitato, organizzazioni politiche realtà di lotta, avvocati/e e la parte sana della società e della città, a contribuire e promuovere insieme questo momento scrivendoci in privato.

Movimento di lotta – Disoccupati “7 Novembre”



martedì 2 gennaio 2024

pc 2 gennaio - Dal blog maoistroad - manifestazione di massa per il 130° anniversario a Shaoshan Cina

Mass-demonstration in Mao’s hometown, Shaoshan for 130° - images

In several media there were reports on a mass-demonstration in Chairman Mao’s hometown, Shaoshan, on the eve of the 130th anniversary of his birth. A huge crowd, locals and people from other parts of the country, gathered for a commemoration.

In footage published on social media one can see people raising the portrait of Chairman Mao, waving banners with the images of Marx, Engels, Lenin, Stalin and Chairman Mao, demanding a return to socialism and rejecting revisionism in speeches, chants and slogans from the time of the Great Proletarian Cultural Revolution.

pc 2 gennaio - Filippine: saluto del Partito Comunista delle Filippine per le lotte del nuovo anno contro il regime fascista Marcos sostenuto dagli Stati Uniti

Dichiarazione del PCF sulle prospettive di maggiori lotte contro il regime USA-Marcos nel 2024 

Il Partito Comunista delle Filippine (PCF) porge saluti rivoluzionari alle grandi masse del popolo filippino e a tutti i popoli oppressi e sfruttati in tutto il mondo mentre entriamo nel nuovo anno 2024 pieni di ancor più grande determinazione a combattere per i propri diritti economici e politici e a portare avanti la causa di liberazione nazionale e sociale.

Decine di milioni di filippini, lavoratori, contadini, masse semi-proletarie, piccola borghesia e borghesia nazionale nelle Filippine soffrono per il peggioramento delle condizioni socioeconomiche e la repressione politica sotto il regime USA-Marcos.

L'anno appena trascorso si è concluso con decine di migliaia di operatori e conducenti di jeepney [mezzi di trasporto] che hanno intrapreso una battaglia di vita o morte per difendere le loro vite e i loro