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Casteldaccia due anni dopo: la Commissione approva la relazione sulle cinque vittime
La Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di lavoro ha approvato ieri la relazione conclusiva sulla tragedia di Casteldaccia, costata la vita a cinque operai. Il documento è il risultato di un lungo iter di audizioni, sopralluoghi e analisi tecniche approfondite.
“A due anni da quella tragedia – dichiara la relatrice Giovanna Iacono – approvare questa relazione significa dire con chiarezza che quelle morti erano evitabili. Questo lavoro non serve solo a ricostruire l’accaduto, ma a indicare cosa deve cambiare. Continuare a morire di lavoro nel 2026 è inaccettabile.”
Le criticità emerse
Secondo la relazione, quanto accaduto non è stato una fatalità, bensì il risultato di:
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Omissioni e carenze nei sistemi di controllo.
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Gestione degli appalti che scarica il rischio sui lavoratori.
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Sicurezza percepita come costo anziché come diritto inalienabile.
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Formazione carente, ridotta a un mero adempimento burocratico.
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Frammentazione delle responsabilità causata dalle catene di subappalti.
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Mancanza di consapevolezza specifica sui rischi dei lavori in ambienti confinati.
Il secondo anniversario e il ricordo delle vittime
L’approvazione del documento è giunta in concomitanza con il secondo anniversario della strage, avvenuta il 6 maggio 2024 presso l’impianto fognario lungo la statale 113. Durante la commemorazione è stata celebrata una messa nella Chiesa Madre del paese e sono state ricordate le cinque vittime:
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Epifanio Alsazia (71 anni, Alcamo)
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Roberto Raneri (51 anni, Alcamo)
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Giuseppe Miraglia (47 anni, San Cipirello)
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Ignazio Giordano (59 anni, Partinico)
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Giuseppe La Barbera (28 anni, Palermo)
Alla cerimonia erano presenti i familiari delle vittime, che continuano a chiedere giustizia e risposte concrete.
Il fronte giudiziario
Non sono mancate le polemiche sui ritardi del processo. Il Procuratore della Repubblica di Termini Imerese ha respinto le accuse, sostenendo che nessuna lungaggine sia addebitabile al lavoro della Procura.
Tuttavia, dopo la prima udienza dello scorso 17 marzo, il Tribunale ha disposto un rinvio al 7 luglio per l’assegnazione del fascicolo a un nuovo GUP. In quella sede, le famiglie si costituiranno formalmente parte civile.
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