giovedì 7 maggio 2026

pc 7 maggio - Alzare il tiro della denuncia politica contro il governo Meloni e i suoi ministri

È molto importante mantenere l'attenzione e la denuncia nei confronti del governo Meloni, dei suoi ministri, delle inchieste che sono state aperte ai danni dei suoi ministri e del suo governo e sulle questioni che hanno messo in effettiva difficoltà il governo sul piano dell'opinione pubblica e nei confronti della stessa magistratura.

Perché sono importanti queste cose? Perché chiaramente un po' la stampa borghese, un po' le televisioni legate a Meloni hanno interesse a stornarle dall'attenzione per presentare il governo come un governo che sta lavorando, sta facendo provvedimenti per la gente, per il paese, mentre invece questo non lo è affatto. Anzi, questi provvedimenti fatti per il paese che abbiamo anche analizzato in altre occasioni servono da parte del governo proprio per stornare l'attenzione dalla profonda crisi politica, ideologica e morale di cui è avvolto e che ha contribuito a una sua battuta effettiva che è stata la sconfitta del referendum sulla giustizia.

D'altra parte noi dobbiamo assolutamente, e questo riguarda soprattutto il nostro movimento, il movimento sindacale, il movimento di lotta dei lavoratori e i movimenti di opposizione radicale esistenti su altri temi, operare in questi movimenti per convincere che non è vero che con i movimenti si possa rovesciare questo governo, sia perché la dimensione del movimento sociale è ancora al di sotto della situazione.

Nelle fabbriche, nei posti di lavoro, nei settori poveri colpiti dall'azione del governo, dei padroni, dallo scarico della guerra non ci sono veri movimenti che abbiano costruito un'opposizione fastidiosa per il governo. Ci sono chiaramente iniziative di lotta che totalmente appoggiamo, e ad alcune delle quali noi partecipiamo, ma questo movimento così com'è non è in grado di mettere in crisi questo governo.

Invece per chi vuole la caduta del governo, e questa è un'opinione comune esistente in tutte le realtà di lotta, dobbiamo considerare che è estremamente importante la crisi interna di questo governo, la crisi di

relazioni sul piano internazionale apertasi dalla sconfessione trumpiana, la crisi che viene dalle difficoltà maggiori che questo governo ha nel fronteggiare la questione energetica etc. Questi lati della politica estera e dell'influenza della situazione internazionale sulla vita del governo, le contraddizioni interne, il discredito dei suoi ministri sono un elemento decisivo per dare possibilità alla lotta sociale di incidere nella battaglia per la crisi del governo, crisi che metterebbe comunque in difficoltà la borghesia dall'attuare il suo piano di attacco alle condizioni di vita e di lavoro, oltre che di applicazione dello Stato di Polizia e della marcia verso la guerra.

Per esempio, è uscita dalle prime pagine dei giornali la questione Piantedosi, questo ministro dell'Interno che fa il forcaiolo, il fascista, l'arrogante nei confronti dei movimenti in particolare di quelli che escono dai limiti ristretti della democrazia borghese - pensata alla spudorata campagna contro la Askatasuna e in generale contro i centri sociali, la spudorata difesa dei decreti anti movimento per la Palestina – è un ministro indegno, come tutti gli altri fa il ministro per “farsi le femmine”, per raccattare donne che cercano attraverso questa via di piazzarsi, in una sorta di “prostituzione di alto bordo” - il caso San Giuliano è stato esemplare e il caso Piantedosi è una sua riedizione. Un governo che parla di tutela della legalità, di ordine, pace sociale, è gestito da personaggi squallidi.

Era e sarebbe necessario che su questo la cosiddetta “opposizione parlamentare, pronta a chiedere che la Meloni “venga, venga, a riferire”, presentasse almeno mozioni di sfiducia che anche quando non passano mettono in evidenza di fronte all'opinione pubblica l'indegnità di questi ministri a rimanere al governo.

Solo dopo diversi mesi la Santanchè è stata costretta a dimettersi; ma praticamente è stata l'unica dimissione, insieme a quella sciagura di San Giuliano, che ci sia realmente stata, mentre ministri con un peso maggiore, pensate a Crosetto che in piena guerra, attacco in Libano, si trova nei resort di lusso del Libano in vacanza con la sua famiglia, e non solo vacanza ma anche affari loschi con i signori di tutte le lobby legate all'industria delle armi. Questi ministri devono andare via, devono andare via Crosetto, devono andare via Piantedosi, ecc.

E’ inutile dire dell'ultimo scandalo di cui la stampa ancora si sta occupando: lo scandalo Minette. Qui, il ministro Nordio ha piena responsabilità e perfino, a quanto pare, la Bartolozzi che già era stata costretta a dimettersi per il suo ruolo indegno sul piano istituzionale ma anche morale e personale avuto in occasione della campagna referendaria; ma questi personaggi, che fanno la faccia feroce nei confronti di Alfredo Cospito rinnovandogli il 41bis senza alcuna giustificazione giuridica ma per pura volontà di persecuzione, si fanno invece solerti sostenitori della grazia a una Minetti, con documenti truccati. Su questa oscura vicenda le responsabilità del Presidente della Repubblica sono altrettanto significative, perché è indegno che abbia dato la “grazia” a Minetti, neanche il film ‘La Grazia’ di Sorrentino è servito al Presidente della Repubblica per farsi un ragionamento che superasse i limiti della decenza; in altri paesi probabilmente saremmo arrivati alla richiesta delle dimissioni dello stesso Presidente della Repubblica.

Tutto questo è centrale nella lotta politica, mettono in luce il legame che hanno questi governi, questo Stato con la classe dominante, il modo di gestire il potere del governo; questa lotta aiuta ad indebolirli, a far crescere la lotta sociale a livello di lotta politica, per la caduta di questo governo, come di tutti i governi della borghesia.

L'idea che questo governo possa cadere perché aumenta il prezzo della benzina è una pura illusione. Chiaramente il prezzo della benzina mette in grossa difficoltà proletari e masse popolari, e certamente non spinge al consenso del governo, ma questo sta avvenendo in tutti i paesi, non è questo che distingue il nostro governo dagli altri governi, qualsiasi governo dei paesi imperialisti e capitalisti sta facendo la stessa cosa, perché si tratta di una crisi globale da essi stessi prodotta e scaricata sui proletari e masse popolari.

D’altra parte, su questi problemi il governo poteva essere Schlein o Fratoianni, avrebbe fatto la stessa cosa, non è affatto vero che sia una caratteristica specifica di questo governo su cui bisogna alzare più di tanto la denuncia, E’ l'intera azione politica generale che va messa sotto accusa, per creare le condizioni per una crisi e caduta di questo governo; perché senza la sua caduta non si può pensare che saranno modificati a favore dei proletari provvedimenti sia in materia economica, sia in materia di ordine pubblico, i cosiddetti decreti di sicurezza, sia scelte in materia delle guerre e della collocazione dell'Italia nelle guerre imperialiste. Non è affatto vero che i movimenti siano in grado di cambiare questo stato di cose senza la caduta di questo governo.

Caduta che chiaramente non è la fine del mondo, ma l'inizio di una fase nuova che possa aprire la strada all'alternativa proletaria e popolare.

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