giovedì 26 novembre 2020

pc 26 novembre - Egitto: il golpista Al Sisi reprime sempre più duramente -sono più di 60mila i detenuti politici- ma l'Italia imperialista lo sostiene

perchè strategico per gas, blocco antiimmigrati ed è il primo partner commerciale 



Tribunali speciali, galera, torture per servire meglio gli interessi dell'imperialismo: questo fa Al Sisi. Su questa base, quale verità e giustizia per Regeni, torturato e ucciso da questo regime? Basta con il teatrino tra la commissione parlamentare d'inchiesta dell'Italia (presieduta da Erasmo Palazzotto di Leu: "non tralasceremo nessun dettaglio, non faremo sconti a nessuno, non ci fermeremo di fronte a nessun ostacolo") sull'uccisione del ricercatore e il regiome egiziano che risponde con il procuratore generale che dichiara che non esistono sparizioni forzate né arresti e, per il processo, non comunica i domicili dei 5 agenti segreti indagati!

Tra i prigionieri del regime è ancora detenuto Patrick Zaki 

La condizione di vita delle masse egiziane è sempre più dura. Il 30-40% della popolazione vive con uno stipendio inferiore ai due dollari giornalieri (0,11 €), la dittatura è diventata così spietata da mandare a morte le persone per semplici “sentito dire”. Solo nel 2016 ci sono stati 60.000 prigionieri politici, torturate 830 persone ed oscurati 434 siti web.

In questo quadro drammatico s’inserisce il Covid: le strutture sanitarie sono collassate, i dati dei decessi a causa del Coronavirus sono falsati ed i medici mandati al massacro. L’unione dei medici egiziana ha incolpato, rischiando in prima persona, il Governo: ha parlato di un collasso completo del sistema sanitario, carenza di attrezzature idonee per ricevere i pazienti (posti letto e test) nonché totale mancanza di protezione per gli operatori sanitari.

Al Sisi sta strumentalizzato la pandemia per espandere i propri poteri con il divieto di riunioni pubbliche e private, proteste e manifestazioni.

Contro la comunità sudanese le gravi atrocità del regime: Mohamed Hasan aveva solo dodici anni quando è stato ammazzato e mutilato il 29 ottobre a Il Cairo e la polizia ha duramente represso le manifestazioni di protesta.

Nei primi dieci giorni di ottobre sono stati giustiziati 49 prigionieri, di cui due erano donne. Tredici esecuzioni sono avvenute all’interno del carcere di Tora, a sud de Il Cairo, nella zona Scorpion del carcere più infernale dell’intera nazione: dal golpe di Al Sisi, l’Egitto è tra i primi dieci Paesi al mondo per condanne a morte.

Intanto l'Italia imperialista vende armi al regime: c'è la «commessa del secolo», un affare da 9 miliardi di euro (profitti per Fincantieri), una decisione mai sottoposta all’esame del Parlamento, il cui parere, ai sensi della legge 185 del 1990 che regolamenta le esportazioni di armamenti, deve essere espresso quanto vi siano esportazioni di armi a Paesi responsabili di gravi violazioni delle convenzioni internazionali in materia di diritti umani.


Egitto: Amb.Badr, aumentano gli investimenti italiani

Italia primo partner commerciale Ue, incentivi da sfruttare

25 NOVEMBRE

(ANSAmed) - IL CAIRO, 25 NOV - Nonostante la pandemia Covid-19 che ha colpito economicamente il mondo, gli investimenti italiani in Egitto stanno aumentando e l'Italia attualmente è il partner commerciale del Cairo numero uno tra i Paesi dell'Unione Europea ed il quarto a livello mondiale. Lo ha sottolineato l'ambasciatore d'Egitto a Roma, Hisham Badr, in un messaggio ad ANSAmed.

Secondo le ultime statistiche, il totale degli investimenti italiani in Egitto ha raggiunto i 27,7 miliardi di dollari, il che indica un "crescente interesse" nella comunità imprenditoriale italiana e egiziana a rafforzare le partnership e ad espandere gli investimenti reciproci, ha sostenuto Badr riferendosi implicitamente a una somma non riferita a un singolo anno.

L'ambasciatore ha sottolineato di aver fatto queste notazioni a un convegno virtuale organizzato la settimana scorsa da IC&Partners SpA, importante piattaforma "entry strategy" e di supporto agli investimenti diretti esteri delle imprese italiane.

In generale ci sono "grandi opportunità per le aziende italiane" in Egitto: incentivi agli investimenti, "solide riforme macroeconomiche, ampia base industriale, ampio mercato interno, posizione strategica nel crocevia tra Europa meridionale, Medio Oriente e Africa", ha detto Badr sintetizzando l'intervento fatto agli "Export talks - Focus Egitto" svoltosi martedì 17 novembre.

Nell'incontro organizzato da IC&Partners, società che da 25 anni affianca le imprese nel percorso di crescita sui mercati esteri e oggi conta 27 sedi dirette nei principali mercati globali e 28 "partnership qualificate", l'ambasciatore ha sottolineato il rapporto con l'Italia citando il "Dialogo Strategico Italo-Egiziano sull'Economia Marittima" lanciato 2 anni fa ad Alessandria d'Egitto.

Si tratta a suo dire di un "facilitatore del commercio marittimo" e di nuove modalità di cooperazione tra cui nuove linee cargo e RoRo, costruzione di navi, gemellaggi doganali, cooperazione logistica, più veloci procedure di commercio.

Badr ha evidenziato anche la partecipazione italiana ed egiziana all'East Mediterranean Gas Forum, la prima organizzazione multilaterale che servirà a orchestrare le politiche e strategie energetiche nell'area.

"Organizzazione e filiera è la strategia vincente per le Pmi italiane che vogliono partecipare ai grandi progetti ed, in generale, affacciarsi sul mercato egiziano", ha detto dal canto suo sempre ad ANSAmed Gianni Scoponi, amministratore delegato di Bin Group k.f.t., una società che offre servizi di consulenza operativa per l'internazionalizzazione delle imprese. (ANSAmed).

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