mercoledì 18 novembre 2020

pc 18 novembre - Gas e guerre imperialiste. L'ENI sempre al centro delle scelte strategiche dell'Italia imperialista

 Per un ulteriore approfondimento, abbiamo pubblicato un articolo nell'ultimo numero del giornale: " L'imperialismo semina venti di guerra dal Caucaso al Mediterraneo", a cui rimandiamo.

Con il loro consueto cinismo, i giornali dei padroni mandano messaggi raggianti (per i loro interessi): ilsole24ore, il 15 novembre 2020, annuncia che "Il Tap è entrato in funzione: porterà in Europa il gas azero. A quattro anni e mezzo dalla cerimonia inaugurale dei lavori di costruzione a Salonicco, la multinazionale Tap annuncia che è operativo il gasdotto che porterà in Europa gas dall'Azerbaigian e che «avvia le operazioni commerciali lungo gli 878 km che attraversano la Grecia, l'Albania, il Mare Adriatico e l'Italia». «Tap - precisa la multinazionale in una nota - è il tratto europeo del Corridoio Meridionale del Gas, un'infrastruttura in grado di trasportare 10 miliardi di metri cubi all'anno di nuove forniture di gas dall'Azerbaigian verso i mercati europei....L'azionariato di Tap (Trans Adriatic Pipeline), è composto da BP (20%), Socar (20%), Snam (20%), Fluxys (19%), Enagas (16%) e Axpo (5%). La delibera relativa allo sviluppo e alla costruzione del progetto è stata approvata dagli azionisti di TAP alla fine del 2013. Il gasdotto, che è in grado di trasportare 10 miliardi di metri cubi all'anno di gas, è stato progettato e realizzato con la possibilità di raddoppiare la sua capacità di trasporto a 20 miliardi di metri cubi all'anno....Murad Heydarov, presidente del consiglio di amministrazione di Tap, spiega che «il Corridoio Meridionale del Gas apre la via per l'approvvigionamento di gas naturale dall'Azerbaigian all'Europa ed è uno dei sistemi più moderni e affidabili attualmente disponibili per il trasporto di energia. Componente essenziale dei 3.500 km del Corridoio Meridionale del Gas, TAP garantisce all'Europa una fornitura strategica e competitiva in grado di rafforzarne la sicurezza energetica».

Il cinismo dei servi della borghesia imperialista arriva a dire pure nella didascalia sotto una foto che "la

Spiaggia di San Foca dove è stato costruito il microtunnel ed oggi è operativo il gasdotto, senza che alcun danno sia stato fatto alla sua bellezza e alcun disturbo recato ai suoi frequentatori". 

Per questi pennivendoli non c'è mai fine alla decenza! Non una parola sui crimini che sono stati commessi per aprire il gasdotto: morte, odi nazionalisti, pulizia etnica, distruzione ambientale, occupazione militare di potenze straniere scatenati dalla guerra in Nagorno Karabakh! Con la tregua per l'accordo Turchia-Russia si aprono immediatamente i rubinetti per il gas per i paesi imperialisti: questo volevano e questo, con la guerra, hanno ottenuto e dimostrano, per la millesima volta, che non hanno alcun interesse per la vita, per l'avvenire dei popoli. 

L'Italia imperialista fa la sua parte in questa rapina a mano armata, sia col gasdotto Tap, sia con il gas libico e più in generale con lo sfruttamento dei giacimenti nel Mediterraneo. Gli interessi strategici dell'imperialismo italiano li portano avanti l'accoppiata ENI/SNAM/EDISON e le decisioni politiche governative sono espressione della tutela di questi profitti. In un contesto di corsa alle armi, di scontri per i confini marittimi (quelle che vengono chiamate ZEE), di guerre per procura che hanno trasformato sia il Caucaso che i Balcani, sia il Mediterraneo ed il Medio Oriente in una polveriera pronta a scoppiare. 

Riguardo la Libia, il sito almarsad, il 17 novembre 2020, riporta: "Gruppo ENI italiano: se la questione libica sarà risolta, ci saranno indicazioni positive sui piani di sviluppo della rete del gas nella regione. Claudio Descalzi, amministratore delegato del gruppo energetico italiano Eni, ha confermato lunedì che la regione del Mediterraneo orientale è un futuro hub del gas molto importante.

Descalzi, parlando a una conferenza transatlantica condotta da Russia Today, ha detto: “Geopolitica permettendo; Quindi verranno lanciati piani per sviluppare una rete del gas nella regione. Ha aggiunto che segnali positivi provengono dalla Libia e, se il suo caso sarà risolto, seguiranno sviluppi". A contribuire alla "risoluzione del caso" (ovviamente non menzionado mai la guerra e la divisione in 2 della Libia), subito dopo la mattanza della guerra in Nagorno Karabakh, c'è l'arrivo di Erdogan in Libia.

Il Mediterraneo è pattugliato da ben tre flotte: l’operazione “Sea Guardian” della Nato, la “Mare Sicuro” della Marina militare italiana e l’europea “Irini”. L’Italia partecipa a tutte e tre con 1.600 militari e svariati mezzi aeronavali, per un onere di 115 milioni nel 2020.

Ricordiamo intanto gli interessi ENI nel sud della Libia: la zona è il crocevia di transito dei flussi migratori ma anche la zona dove incidono Sharara ed Elphant. Sharara, come detto, produce quasi un terzo del greggio libico e insieme ad Elephant costituiscono i più grandi del paese. Ma soprattutto, come ricorda sempre Il Manifesto, “sono gestiti dall’Eni che ne ha la concessione fino al 2042. L’export anche attraverso il gasdotto Greenstream dalla Libia all’Italia, deve però passare attraverso le autorizzazioni della compagnia Noc con sede a Tripoli e relazioni con il governo di accordo nazionale (Gna) di Serraj”. Infatti Al Sahara si trova proprio in mezzo a quelli dell’Eni, di al Wafa e el Feel dove da tempo sono in corso combattimenti giustificati ufficialmente come lotta al terrorismo proveniente dal Ciad, ma in sostanza al fianco delle milizie di Haftar ci sono francesi e contractor russi. “L’Eni è sempre in posizione dominante – ha evidenziato il generale Carlo Jean in un intervento su Sussidiario.net -. Tra l’altro il ministro delle finanze di Tripoli, che ha in pratica il controllo della banca centrale libica, più il capo della Noc sono tutte persone che hanno lavorato con l’Eni e continuano a esservi legati. Non ci butteranno fuori, nonostante gli sforzi di Di Maio di rovinare tutto. L’Eni è abbastanza solida per resistere alle carenze del governo italiano”.

L'Italia imperialista ovviamente è interessata, come tutte le potenze imperialiste, alla ripresa della produzione petrolifera che gli accordi per una "normalizzazione" non potranno mai garantire, dati gli interessi contrapposti degli imperialisti.

Riportiamo, limitatamente al mese di agosto e limitatamente al Mediterraneo, i fatti che dimostrano la crescente escalation della crisi provocata dalle potenze imperialiste.

Lo scontro tra Turchia e Grecia ha portato l'invio di navi francesi verso il Mediterraneo orientale. Le relazioni tra Macron ed Erdogan si sono logorate negli ultimi anni, in particolare dopo che una forza navale turca al largo della Libia a giugno si è avvicinata ad attaccare una fregata francese che imponeva un embargo sulle armi delle Nazioni Unite. 

In Mali, Francia e Italia rafforzano la loro presenza.

L'accordo di Abramo, sostenuto dal fascio-imperialista Trump, rafforza lo stato terrorista di Israele nell'area e per gli interessi derivati dall'EastMed, il condotto che porterà nella Ue gran parte del gas di quest’area. "La sua realizzazione - riporta il manifesto -  è stata decisa al summit, svoltosi a Gerusalemme il 20 marzo 2019, tra il premier israeliano Netanyahu, il premier greco Tsipras e il presidente cipriota Anastasiades.

Netanyahu ha sottolineato che «il gasdotto si estenderà da Israele all’Europa attraverso Cipro e Grecia» e Israele diverrà così una «potenza energetica» (che controllerà il corridoio energetico verso l’Europa), Tsipras ha sottolineato che «la cooperazione tra Israele, Grecia e Cipro, giunta al sesto summit, è divenuta strategica». In Puglia arriverà l’EastMed che porterà il gas anche in altri paesi europei. Il ministro Patuanelli (M5S) ha definito il gasdotto, approvato dalla Ue, uno dei «progetti europei di interesse comune», e la sottosegretaria Todde (M5S) ha portato l’adesione dell’Italia all’East Med Gas Forum, sede di «dialogo e cooperazione» sul gas del Mediterraneo orientale, cui partecipano – oltre a Israele, Grecia e Cipro – Egitto e Autorità palestinese.  Intanto, nel Mediterraneo orientale e nel limitrofo Mar Nero, è in corso un crescente dispiegamento delle Forze navali Usa in Europa, con quartier generale a Napoli Capodichino. La loro «missione» è «difendere gli interessi Usa e Alleati, e scoraggiare l’aggressione». Stessa «missione» per i bombardieri strategici Usa B-52, che volano sul Mediterraneo orientale affiancati da caccia greci e italiani."

20 Agosto – Visita del primo ministro iracheno in USA. L’amministrazione Trump sta sollecitando l’Iraq a procedere con un progetto per collegare la sua rete elettrica con l’Arabia Saudita e altri stati del Golfo, tra le misure per ridurre la dipendenza di lunga data di Baghdad dall’energia iraniana. Stati Uniti e Iraq hanno annunciato accordi sul gas naturale e tecnologie energetiche dal valore potenziale di 8 miliardi di dollari.

20 Agosto – Iran presenta i suoi nuovi missili. Durante la Giornata nazionale dell’industria della difesa in Iran sono presentati due nuovi missili in onore del generale iraniano Qassem Soleimani e dal leader della milizia irachena Abu Mahdi al-Muhandis, uccisi a Baghdad (Iraq) in un attacco statunitense lo scorso gennaio. Hanno rispettivamente una capacità di raggiungere 1400 e 1000 km.

21 Agosto – Scoperta a gas della Turchia. Il presidente Erdogan ha annunciato la più grande scoperta di gas naturale mai trovata dalla Turchia nel Mar Nero, una scoperta che, secondo lui, aprirà la strada all’indipendenza energetica del paese. “La Turchia ha scoperto la sua più grande riserva di gas naturale nella storia turca nel Mar Nero”, ha detto Erdogan; “Il Signore ha aperto la porta a una ricchezza senza precedenti per noi.”

28 Agosto – Eunomia.  Esercitazione navale tra Grecia, Cipro, Francia e Italia. “È Necessario un approccio bilanciato per la ricerca di una sempre maggiore cooperazione e dialogo tra le parti”, ha detto il ministro Lorenzo Guerini a margine del vertice a Berlino con i colleghi dell’Ue.

Di questi giorni è la notizia che 3 navi militari egiziane (fregata Alexandria, nave missilistica Fahmy, corvetta El Fateh) sono entrate nel Mar Nero. Parteciperanno a esercitazioni congiunte "Ponte dell'amicizia 2020" con la Russia. Prima volta in assoluto. Un chiaro messaggio per la Turchia.

"L'Algeria spara per la prima volta un missile balistico con una manovra militare", riporta il sito Al-Akhbar il 17 novembre 2020. "Le manovre militari algerine in cui è stato utilizzato il missile balistico Iskander hanno coinciso con la crisi di Guerguerat e con i nuovi sviluppi nella regione del Sahara occidentale."

Questi sono alcuni fatti dello scontro imperialista. 

La guerra è la continuazione della politica con altri mezzi ed è determinata dall'economia, come ci hanno spiegato i maestri del proletariato mondiale, Marx/Engels/Lenin/Mao. Sotto gli occhi di tutti è la realtà che l'imperialismo alimenta venti di guerra ed è una minaccia per l'umanità. Abbiamo necessità di comprendere la realtà internazionale per rafforzare la politica proletaria nei paesi imperialisti e condurre la lotta contro il nostro imperialismo, unirci alle lotte più avanzate dei popoli oppressi che sono le guerre popolari nel mondo, esempio e via da seguire per tutti i popoli oppressi che non hanno altra strada per la propria liberazione che impugnare la lotta armata antimperialista.

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