sabato 29 giugno 2013

pc 29 giugno - Nepal - l'analisi della situazione politica da parte del PCN maoista

Il PCN-maoista è pronto a lanciare la seconda ondata di mobilitazioni a livello nazionale contro la 'unilaterale' decisione del governo di convocare le elezioni dell'Assemblea costituente per il 19 novembre. Il partito ha escluso ogni dialogo se non saranno soddisfatte le loro richieste, che comprendono le dimissioni del governo. È ancora possibile per il PCN-maoista trovare un terreno comune con i Quattro Grandi e il governo Regmi sulle elezioni della AC? Come reagirè se le sue richieste non saranno soddisfatte? Che carattere avranno le manifestazioni? Per scoprirlo, Mahabir Paudyal e Kiran Pun ne hanno parlato con il segretario del PCN-Maoista Dev Gurung.


Il vostro partito sembra determinato a far fallire le prossime elezioni. È un’impressione giusta?
Le elezioni non sono la soluzione giusta ai problemi che il paese ha oggi di fronte. Guardate a che cosa accadde in Sikkim. Elezioni costarono la sovranità del paese. La stessa avvenne nelle Fiji. Non possono esserci dubbi: le elezioni proposto non sono intese a dare una nuova costituzione. Se i partiti avessero veramente voluto realizzarne una, lo avrebbero fatto con la vecchia AC. Il problema non è l'assenza di elezioni, ma la Rastriya atmasamarpanbad (capitolazione nazionale) profondamente radicata tra i maggiori leader dei quattro partiti.
Questa è il motivo per cui a maggio la AC è stata sciolta. Non c’è alcuna garanzia che una nuova AC sia in grado di redigere uno Costituzione. Ma, se dobbiamo andare alle elezioni, i quattro partiti devono rispondere ad alcune domande urgenti. Perché Baburam Bhattarai ha arbitrariamente sciolto la AC? E qual è la garanzia che il nuono primo ministro PM eletto dopo le elezioni della AC non farà lo stesso, se vede che la nuova costituzione non va corrispondere ai interessi? Nella passata AC, all’incirca il 90% del lavoro era stato completato, rimanevano solo poche questioni controverse, che avrebbe potuto essere facilmente risolte attraverso il voto in aula. Dunque, che cosa ha fermato la costituzione?
Non è ovvio? L’emendamento costituzionale in 25 punti dell'articolo 21 della proposta di Costituzione ha disposto l’attribuzione della cittadinanza per discendenza, anche per i residenti temporanei di origine straniera che vivono lungo il confine. Condividiamo con l'India un frontiera porosa, dove la cittadinanza è l'unico mezzo per distinguere i nepalesi dagli stranieri. Ma il criterio vigente di attribuzione della cittadinanza ha permesso anche agli stranieri di ottenere la cittadinanza, proprio alla vigilia delle elezioni. Nel tempo, gli stranieri potranno diventare maggioritari, e i veri nepalesi saranno ridotti a minoranza.
I fatti degli ultimi due anni indicano che siamo effettivamente sul punto di essere “sikkimizzati”. La AC è stata sciolta, e con essa il potere esecutivo e legislativo sono stati resi inefficaci. La pronuncia del PM Bhattarai del 27 maggio e l'emendamento in 25 punti del presidente del 14 marzo hanno ucciso l'unica istituzione statale funzionale, la magistratura, e sabotato la costituzione ad interim. Forze straniere stanno cospirando per trasformare il Nepal in un altro Sikkim o, se ciò non è possibile, in un altro Bhutan. Le elezioni sono una parte dello stesso disegno.

Solo un paio di giorni fa il presidente del vostro partito, ha detto che il partito potrebbe partecipare alle elezioni, se queste fossero rinviate a dopo il 19 novembre.
Abbiamo voluto dare ai quattro partiti abbastanza tempo per correggere il loro errore. Raggiungiamo un ampio consenso, risolviamo il problema della cittadinanza, riprendiamo la politica nelle nostre mani. Possiamo anche raggiungere una dichiarazione politica comune di consenso. Se per risolvere questi problemi occorrono un paio di mesi, prendiamoceli. Le elezioni possono attendere.

Molti partner della vostra alleanza di 42 partiti sostengono le elezioni. Tranne il PCN-maoista, nessun altro partito chiede che il governo si dimetta. Non è che questo la fa sentire come una causa persa?
La questione non è quanti sostenitori abbiamo. Possiamo avere alcune cose in comune con gli altri 41 partiti, ma lottiamo per un agenda completamente diversa. Lottiamo per niente di meno della sovranità e l'indipendenza nazionale.
Quali sono i criteri minimi per la vostra partecipazione alle elezioni?
Il problema è che né il governo né i quattro partiti sono interessati a risolvere le controversie col negoziato. Se lo fossero, avrebbero fermato processo elettorale e noi avremmo sospeso i nostri programmi di mobilitazione. Ma i quattro partiti e il governo stanno andando avanti, aggiornando le liste degli elettori, annunciando la data delle elezioni e approvando la legge elettorale senza considerarci. Ci hanno portato asl punto di non ritorno. Non ci hanno lasciato spazio per partecipare alle elezioni.
E allora qual è la soluzione?
Anche se il governo e quattro i partiti ci hanno esclusi e sono andati avanti arbitrariamente, non abbiamo ancora chiuso la porta per la trattativa. Siamo ancora pronti a sederci al tavolo e trovare una soluzione. Ma, allo stesso tempo, dobbiamo scendere in piazza. Siamo pronti ad andare al tavolo dei negoziati se i partiti accettano su due cose: il ripristino costituzione provvisoria nella forma precedente e la ricerca di soluzione negoziata tra i partiti politici. Per il primo punto, tanto la pronuncia di Bhattarai del 27 maggio, quanto l’emendamento costituzionale in 25 punti del Presidente devono essere immediatamente annullati.

Dunque proponete il ripristino della disciolta AC?
È necessario che la AC sia ripristinata. La pronuncia di Baburam ha reso i 18 articoli della costituzione provvisoria inefficaci e l'emendamento in 25 punti l’ha completamente annullata. Una volta revocate queste due decisioni, avremmo un parlamento legislativo in carica, dove si potrebbero risolvere in pochi di giorni tutte le questioni controverse.

Ma le elezioni non sarebbero anche un modo per avere un nuovo parlamento legiferante?
Come ho detto, il problema non sono le elezioni. Se una persona è malata, non la si può guarire curando un'altra persona. La causa principale dei nostri problemi è la tendenza dei nostri leader politici a capitolare do fronte agli stranieri. Se si schierassero uniti sulle questioni nazionali, le potenze straniere non avrebbero speranze. Se i partiti sono d’accordo sul ripristino i diritti politici del paese, siamo pronti ad accordarci su tutto.

Come si può fare?
I quattro grandi devono correggere gli errori del passato. I partiti stanno mettendo in scena la farsa delle elezioni senza garantire il diritto fondamentale. Il loro peccato originale è stato quello di tenere in ostaggio per quattro anni la AC per poi scioglierla. I quattro partiti non avrebbero docuto sostenere il provvedimento di Bhattarai che ha sciolto la AC e il parlamento. L'emendamento presidenziale in 25 punti ha ucciso lo spirito della costituzione ad interim. Poi hanno nominato primo ministro il capo del potere giudiziario. Tutto questo è avvenuto per ordine diretto delle potenze straniere. A tutto questo occorre rimediare.

Molti direbbero che ciò che proponete è impossibile
Se non ascoltano le nostre richieste, non avremo altra scelta che lanciare un movimento per la sovranità e la liberazione nazionale. Dirigeremo la rivoluzione contro questa capitolazione nazionale. Abbiamo lottato per la repubblica di trasferire il potere dal Narayanhiti al Singha Durbar. Ma i leader dei quattro partiti hanno trasferito il potere al Lainchaur (Ambasciata indiana). Oggi né il Singha Durbar né il Sheetal Niwas esercitano il potere politico. È in gioco l’'esistenza stessa del paese.

Ma il vostro partito sembra isolato. Non ricevete parole di sostegni da nessuna parte.
Non ci serbe nessun sostegno da chi fa compromessi sulla sovranità nazionale. Ma godiamo del massimo rispetto di chi sostiene il nazionalismo e la sovranità nazionale. Abbiamo sposato una causa giusta. Non c’è alcun motivo per fare dietro-front.

Quale sarà il centro del vostro Comitato Centrale del 29 giugno?
La nostra riunioni sarà centrata su come salvare la nazione dalle mani dei compradores. L'elezione che propongono sono una sorta di tamasuk (accordo scritto) per svendere il Paese. Come possiamo porre la nostra firma a un documento così antinazionale e traditore? Non permetteremo ai quattro grandi di vendere il paese. La riunione del nostro CC si concentrerà su questi temi.

Emergono ancora voci sull’unita del partito. Si dice che sabato scorso Prachanda vi abbia fatto una proposta scritta di unità.
Questa è solo una voce. I partiti si uniscono sulla base dell’ideologia. Attualmente i due partiti sono su posizione diametralmente opposte su numerose e fondamentali questioni ideologiche. Non c'è possibilità di unità. Perché allora ci sono queste voci? Perché il PCUN (maoista) vuole screditarci. Vuole diffondere tra il popolo l'illusione dell’unità, per raccattare il sostegno dei nostri quadri nelle elezioni. Lo fa anche per spaventare il Nepali Congress e il PCN-UML. È chiaro che Prachanda e Baburam puntano ad escluderci dal processo elettorale. Hanno cercato di corteggiare anche Asho Rai e Upendra Yadav. Ciononostante, NC e UML insistono affinché anche noi siamo coinvolti. E il PCUN (maoista) cerca di contrastare questi sforzi inventando la favola dell’unità.

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