giovedì 7 febbraio 2013

pc 7 febbraio - Fincantieri Venezia - ricattare gli operai per licenziarli

Accusati di ricattare gli operai per licenziarli

Il 15 maggio prossimo il giudice dell’udienza preliminare Roberta Marchiori, ascolterà due testimoni prima di decidere se rinviare a giudizio o meno i titolari della «Eurotecnica» e della «Rock», imprese che hanno a lungo lavorato in subappalto all’interno di Fincantieri, accusati di estorsione nei confronti di decine di loro dipendenti, per la maggior parte operai del Bangladesh. Per quel giorno sono stati convocati il segretario provinciale della Fiom Luca Trevisan e il funzionario dell’Ispettorato del lavoro, che ha compiuto i controlli sulle due imprese di Giuseppe Ruggi (Mira) e Daniele Cassarino (Fiesso d’Artico) e dei due loro soci bengalesi, controlli conclusi con pesanti ammende. Dovranno spiegare se sia davvero una prassi molto diffusa, seppur illegale, quella della cosiddetta paga globale. Si tratta di un sistema che molti operai stranieri, ai quali la pensione non interessa perché prima o poi se ne andranno dall’Italia, accettano e che conviene soprattutto ai titolari delle imprese, visto che non pagano i contributi. I quattro, però, devono rispondere di aver di fatto ricattato i loro operai facendo firmare fogli di dimissioni senza data. Visto che le paghe, stando alle accuse, venivano decurtate anche del 30 per cento, se qualcuno si lamentava o protestava le dimissioni venivano accettate, ma in realtà si trattava di un vero e proprio licenziamento. Chi non firmava quel foglio senza data non veniva assunto e così, molti, anzi quasi tutti, lo firmavano pur di lavorare. Quattro anni fa, i carabinieri della Polizia giudiziaria veneziana, nelle perquisizioni nelle sedi delle due imprese e nella case dei quattro titolari, avevano trovato le prove: numerosi fogli di dimissioni già firmate dai dipendenti, tutti regolarmente senza data e quindi firmati al momento dell’assunzione. Se le ditte avessero dovuto pagare il salario intero ai dipendenti non avrebbero potuto strappare i subappalti alla Fincantieri e riuscivano a farlo grazie ai ribassi proposti grazie ai risparmi fatti sul salario della forza lavoro. Durante le gare, quattro anni fa, le ditte indicano il prezzo per ora di lavoro, il cui numero complessivo viene dato da chi appalta, e per non finire fuori mercato si aggirava sui 20 euro all’ora, un prezzo davvero irrisorio Spesso, tra l’altro, il loro orario di lavoro superava addirittura le 12 ore.(g.c.) 
 
dallo slai cobas per il sindacato di classe  marghera 06-02-2013 
 
Seconda udienza al processo Rocx-Eurotecnica. Fissata la terza udienza al 15 maggio, in cui saranno sentiti ispettori del lavoro e in segretario provinciale Fiom in qualità di testimoni per dire o meno se sia una "prassi diffusa" quella della paga "globale" in Fincantieri.
La ns.O.S., parte civile al processo, ha spesso documentato questo aspetto, ma occorre precisare che in questo processo non si sta parlando di questo, bensì delle denunce di estorsioni con cui venivano fatte massivamente pagare ai lavoratori di queste ditte, ed "a rate" le somme decise preliminarmente ai contratti di soggiorno. Di tale aspetto non viene fatta menzione nel servizio della Nuova Venezia di oggi. (http://www.slaicobasmarghera.org/udienza2rx-et.htm)   
L'articolo in cronaca parla delle lettere di dimissioni come fulcro del potere di ricatto. Non si tratta cioè solo delle lettere in bianco delle dimissioni, che sono solo un aspetto. Due soci delle due aziende essendo connazionali della gran parte dei lavoratori, ciò permetteva alla struttura la selezione e la gestione delle "quote" che venivano pretese e trattenute mensilmente. La cosa che non si dice è che anche dopo le perquisizioni del 2009 e sino a tutto il 2011, a Marghera queste aziende hanno continuato a ricevere le commesse da Fincantieri, nonostante non fossero certo le uniche aziende di saldatura e carpenteria. Certamente questi ricatti non riguardavano solo Rocx ed Eurotecnica, ma può essere questa una "attenuante" ? O non invece una maggior responsabilità dei dirigenti di Fincantieri ?
Al contempo stanno continuando le testimonianze, anche nostre, alle varie udienze circa le opposizioni fatte da Fincantieri ai decreti ingiuntivi mossi dai legali ns.convenzionati nell'interesse complessivamente di 54 lavoratori delle due aziende, sulla base delle diffide accertative emesse dalle Istituzioni preposte dopo gli accertamenti della Procura del 2009, che appunto dettero il via al processo anche sul piano penale.
Il tentativo di Fincantieri, abbastanza maldestro, è stato quello di cercare di dimostrare che non vi poteva essere responsabilità solidale sui due anni cercando di giocare sul fatto che le diffide accertative emesse a fine 2011, hanno dato luogo tra la fine del 2011 ed i primi mesi del 2012 alle ns.azioni giudiziarie.
Riconoscendo peraltro implicitamente la Giustizia che altre 75 diffide non hanno avuto peraltro seguito. Il rischio per Fincantieri sarebbe ciò che può venir fuori se gli imputati del processo penale anziché negare, ammettessero e chiamassero in causa i loro referenti nell'Azienda statale della Cantieristica nazionale.
 

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